sabato 16 febbraio 2013

Frosinone (Lazio) - terremoto Magnitudo 4,8


SENTITO ANCHE A ROMA NORD
Magnitudo(Ml) 4.8 - LAZIO - FROSINONE
16/02/2013 22:16:09 (italiana)
16/02/2013 21:16:09 (UTC)




venerdì 15 febbraio 2013

Russia - pioggia di meteoriti sugli Urali, 500 feriti - I VIDEO

Una selezione di video provenienti da diversi luoghi degli Urali con impatti di meteoriti sulla lista: 1) Magnitogorsk 2) Ekaterinburg 

uno dei crateri provocati dalla pioggia di meteoriti

uno dei crateri provocati dalla pioggia di meteoriti

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=VePkkkM9XBA




la scia

I danni



mercoledì 13 febbraio 2013

Il Papa si dimette, un fulmine colpisce la cupola di San Pietro - il video

I
IL VIDEO

A Cagliari presentata la macchina ad aria compressa, costerà 7000 euro.



Costerà 7000 euro, raggiungerà la velocità massima di 80 km all’ora Non avrà volante ma un joystick che consentirà di parcheggiarla in verticale.«Metti l’ aria nel serbatoio dell’ auto». Sarà probabilmente una frase del genere che ci sentiremo dire dalla metà del 2013, data in cui sarà commercializzata la : la AirPod prodotta dalla Motor Development International (Mdi) in partnership con Tata Motors, super leggera ed alimentata ad aria appunto; 7 Kw per una velocità massima di 80 km/h e presentata ieri nell’area portuale di Cagliari. Costerà 7000 euro e il primo modello ad arrivare sarà una city car, seguito poi da una gamma infinita di modelli, dalla berlina da famiglia alla vetturetta per 14enni al bus, passando per il veicolo commerciale, il trattore e il container. Non manca nulla, perfino un motore da attaccare a casa ad una presa di corrente per usarlo come generatore in caso di emergenza.
Ecco il sito dove poterla ordinare e acquistare CLICCATE QUI


Un generatore che è in grado di produrre sei ore di elettricità con un litro di urina, inventato da 4 ragazze africane.

Le 4 ragazze 

Ma 4 ragazze africane dai 14 ai 15 anni d’età. Si chiamano  Duro-Aina Adebola, Akindele Abiola , Faleke Oluwatoyin e Bello Eniola e la loro voglia di pensare e creare ha dato vita ad un prodotto ecologico ed innovativo: un generatore che è in grado di produrre sei ore di elettricità con un litro di urina.Un’invenzione davvero geniale che rende uno scarto umano (la pipì) una risorsa energetica! Di conseguenza questa fonte di energia si rinnova a costo zero e senza produrre inquinamento!
Il generatore

L’urina prodotta viene raccolta ed inserita in una cella in grado di separare l’idrogeno. Quest’ultimo viene purificato grazie ad un filtro e raccolto in una bombola del gas. L’idrogeno ottenuto viene ripulito dall’umidità e spinto nel generatore.Stupisce la giovane età delle ragazze che hanno inventato questo generatore. Il prototipo è stato presentato alla Maker Faire Africa in corso nel Lagos, cioè la fiera annuale africana della ”gente che fa”.Speriamo che l’invenzione faccia la sua strada e che le ragazze vengano giustamente premiate per il loro lavoro.
Fonte

martedì 12 febbraio 2013

Marte - Curiosity fotografa uno strano oggetto metallico.

L'oggetto metallico esce dalla roccia.


In questa foto è meglio visibile.

Aspettiamo una spiegazione della NASA.

lunedì 11 febbraio 2013

Profezie di Malachia - Ratzinger l'ultimo Papa?.



SULLA PROFEZIA DI MALACHIA:
Un appunto curioso:
La profezia di Malachia arriva al centoundicesimo papa, e poi parla di un ultimo papa: Pietro il Romano.
Da notare l'opinione di Fabio Storino: nessun pontefice per tradizione assume il nome Pietro, e Malachia non specifica che Pietro Romano sia un Papa. Ora, chi regge la chiesa in assenza di pontefice? Il cardinale camerlengo. E chi è l’attuale camerlengo, dal 4 aprile 2007? È il cardinale PIETRO Tarcisio Bertone nato a ROMANO Canavese... Pietro il Romano nel perfetto stile di Malachia!

SE la PROFEZIA DI MALACHIA fosse vera, Ratzinger sarebbe il penultimo Papa (il 111°) e il suo successore sarebbe indicato col nome di Petrus Romanus, il quale "detterebbe la fine della Chiesa e la distruzione di Roma dopo l'ascesa al soglio del suo pontificio."



Le dimissioni del Papa erano state previste un anno fa?


C’è un mistero inquietante che aleggia dietro le dimissioni di Benedetto XVI. Un mistero legato a un articolo del ‘Fatto quotidiano’ pubblicato esattamente un anno fa e al suo contenuto. Un arcano legato (per chi ci crede) anche alla numerologia essendo l’11 febbraio la data dell’articolo e l’11 febbraio la data dell’annuncio delle dimissioni. Esattamente un anno fa, l’11 febbraio 2012. Il giornalistaMarco Lillo, sul quotidiano di Padellaro e Travaglio, scriveva del presunto complotto che avrebbe investito Benedetto XVI. L’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo, prevedeva con preoccupante certezza la morte del Papa entro novembre del 2012.
Una morte che, per la sicurezza con la quale veniva pronosticata, lasciava intendere agli interlocutori del cardinale l’esistenza di un complotto per uccidere Benedetto XVI. L’appunto anonimo a cui faceva riferimento il giornale nel ricostruire la vicenda recava la data del 30 dicembre del 2011. Era stato consegnato dal Cardinale colombiano Darío Castrillón Hoyos alla segreteria di Stato e al segretario del Papa nei primi giorni di gennaio con il suggerimento di effettuare indagini per comprendere esattamente cosa abbia fatto e con chi abbia parlato l’arcivescovo Romeo in Cina.
L’anonimo scrive il suo documento rigorosamente in tedesco perché sia comprensibile soltanto al Papa ed ai suoi più stretti collaboratori. Un documento redatto in tre paragrafi, il primo dei quali dedicato al viaggio in Cina di Monsignor Romeo ed alla “profezia”, attribuita a Romeo, circa la morte del papa entro un anno, il secondo paragrafo ad una sequenza di pesanti critiche che l’Arcivescovo di Palermo rivolgerebbe al segretario di Stato, Monsignor Tarcisio Bertone, infine il paragrafo sulla successione. Dopo la morte di Benedetto XVI, il successore di Pietro diventerebbe il cardinale Scola.
Tutto fermamente smentito dal Vaticano e dai diretti interessati. Certo la coincidenza delle dimissioni ad un anno esatto da quell’articolo lasciano esterrefatti.

domenica 10 febbraio 2013

Sfruttamento geotermico e terremoti: quale legame?



"L'esplorazione del sottosuolo finalizzata alla produzione di energia tramite lo sfruttamento del calore interno della terra (l'energia geotermica), ha comportato in alcuni casi un aumento del rischio sismico": questo è quanto stabilito dallo studio condotto daVincenzo Convertito, ricercatore INGV, Nils Maercklin, Nitin Sharma e Aldo Zollo, Docente di Sismologia presso l'Università Federico II di Napoli, e pubblicato sul Bulletin of the Seismological Society of America.
Dall'indagine, che si riferisce a un campo geotermico noto come "The Geysers", localizzato nel nord della California e sfruttato sin dagli anni '60, emerge che "nel corso di operazioni relative al pompaggio o all'estrazione di fluidi geotermali sotterranei, si sono verificati terremoti medio-piccoli".
"In questo campo - spiega una nota dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanlogia, INGV - i fluidi del serbatoio principale raggiungono una temperatura di 235°C e sono intrappolati sotto uno strato impermeabile di roccia tra uno e tre chilometri di profondità. Come riportato da studi precedenti, si è notato che quando iniziò l'estrazione del fluido geotermico per creare elettricità,la cosiddetta sismicità indotta aumentò sensibilmente, crescendo di pari passo con l'intensificarsi dello sfruttamento. Recentemente, nel periodo di Aprile 2007 - Ottobre 2010, sono stati registrati ben sette terremoti, in questa area, di magnitudo uguale e superiore a quattro.
Lo studio condotto dai ricercatori Convertito e Zollo fornisce quindi uno strumento che permette divalutare gli effetti della sismicità indotta dallo sfruttamento geotermico e di valutare come lapericolosità vari nel tempo in funzione delle attività industriali, quali iniezioni o emungimento di fluidi.
"La tecnica proposta nello studio - spiega ancora l'INGV - si basa sull'analisi in continuo, nel tempo e nello spazio, dei parametri utilizzati per la valutazione della pericolosità sismica. Nello studio si evidenzia infatti come la variazione di uno o più parametri possa portare ad una variazione sia della probabilità di avere eventi potenzialmente più dannosi sia della pericolosità sismica, richiedendo quindi agli operatori una ri-calibrazione delle operazioni di campo. La tecnica permetterà di studiare la sismicità indotta, oltre che nel caso dello sfruttamento delle aree geotermiche, anche relativamente all'estrazione di idrocarburi e all'immagazzinamento di anidride carbonica".


A questo proposito abbiamo rivolto alcune domande al Dott. Vincenzo Convertitoco-autore dello Studio in questione:
Dott. Convertito, quali sono e come influiscono le attività correlate allo sfruttamento dell'energia geotermica sull'attività sismica? 
"Le attività correlate allo sfruttamento dell'energia geotermica sono sostanzialmente iniezioni ed estrazioni di fluidi con o senza vapore che alimentano le turbine delle centrali che producono l'energia elettrica. In linea di principio, durante entrambe le fasi possono generarsi terremoti di magnitudo medio-piccoli nei volumi immediatamente prossimi alle zone di iniezione/estrazione. Nel caso di sistemi a rocce calde secche la sismicità indotta può essere generata dalla micro-fratturazione delle rocce. Tale tecnica si utilizza in alcuni casi per aumentarne la permeabilità delle rocce stesse e favorire la circolazione dei fluidi al suo interno".
In che misura (frequenza, intensità) secondo lo studio riportato ne modificano l'attività?
"Rispetto alla sismicità di fondo, ossia quella che normalmente verrebbe registrata nell'area anche in assenza delle attività di sfruttamento, queste ultime fanno sì che il numero di eventi registrati nel tempo soprattutto alle piccole magnitudo possa aumentare". 

Quali sono i parametri di valutazione di pericolosità sismica presi in esame nello studio?
"Nello studio presentato i parametri che vengono monitorati sono: la variazione del tasso di sismicità nel tempo; un parametro che descrive la variazione nel tempo del rapporto tra piccoli e grandi eventi ed infine il valore di magnitudo massima atteso nell'area.  La pericolosità sismica viene valutata utilizzando come parametro il valore massimo di accelerazione del suolo predetto e la sua probabilità di eccedenza in un dato periodo". 

Come si correlano all'aumentato rischio di attività o danno sismici?
"L'accelerazione di picco del moto del suolo prodotto dalle onde sismiche per date probabilità di eccedenza è un parametro che si correla con il danno atteso alle strutture ed è in uso nell'attuale normativa antisismica". 

La sismicità indotta si differenzia in qualche modo dalla sismicità naturale in termini di risposta sismica locale, amplificazione sismica, ... ?
"Dal punto di vista fisico non c'è differenza fra sismicità indotta e sismicità naturale ad eccezione del fatto che la sismicità indotta è in generale di magnitudo medio-piccola, diciamo M < 4.5 ed interessa gli strati superficiali della crosta terrestre (4-5 km di profondità). Quindi a livello di effetti, quali la risposta sismica locale, questi sono gli stessi degli eventi con simile magnitudo. In genere non è semplice distinguere fra i due tipi di terremoti se non attraverso studi di correlazione spazio-temporale con le attività estrattive. Ciò a maggior ragione per gli eventi di magnitudo medio-forte il cui meccanismo di innesco legato alle attività di estrazione/iniezione di fluidi nelle aree geotermiche non è ancora compreso". 

In Italia esistono campi geotermici assimilabili ai Geysers californinani?
"Il sistema geotermico The Geysers è un sistema del tipo a vapore secco che sono piuttosto rari. In Italia ci sono le aree di Larderello e M. Amiata (Italia), dove impianti geotermici sono in funzione e producono energia elettrica da più di un secolo". 

I risultati di questo studio possono in qualche modo aprire nuove (o riaprirne delle vecchie) ipotesi sul terremoto in Emilia?
"Lo studio proposto non ha riguardato la correlazione tra "attività produttive" e l'occorrenza della sismicità indotta, né investigato i meccanismi che causerebbero tale correlazione. Nelle aree di sfruttamento geotermico la possibilità di generare sismicità indotta è ben nota e monitorata da opportuni sistemi di osservazione. Noi abbiamo proposto una tecnica che, per queste aree, fornisce uno strumento di controllo analitico agli operatori per valutare gli effetti della sismicità indotta in termini di pericolosità sismica e decidere, nel caso di adottare misure per la riduzione del rischio e la mitigazione degli effetti". 

venerdì 8 febbraio 2013

Cometa ISON, le prime immagini.


Questa serie di immagini della cometa C/2012 S1 (ISON) è stata presa dal media risoluzione Imager del veicolo spaziale Deep Impact della NASA per un periodo di 36 ore il 17 gennaio e 18, 2013. Al momento, il veicolo spaziale è stato 493 milioni miglia (793 milioni di chilometri) dalla cometa. Image credit: NASA / JPL-Caltech / UMD.

mercoledì 6 febbraio 2013

CAMPI FLEGREI - Nuova bocca vulcanica con emissione di acqua e vapore fino a 4/5 metri di altezza.

Campi Flegrei, nuova emissione di gas e di acqua in località Pisciarelli

L'Osservatorio Vesuviano ha inviato due giorni fa una relazione alla Protezione Civile per segnalare la presenza di una nuova bocca di emissione (vent) nel campo fumarolico di Pisciarelli (nei pressi di Agnano), ai confini tra Napoli e Pozzuoli, che espelle gas e acqua estremamente calda (95 gradi celsius) fino a 4-5 metri d'altezza.


"La natura dell'emissione è, molto probabilmente, riconducibile alle abbondanti piogge cadute negli ultimi giorni a Napoli - fa sapere il direttore dell'Osservatorio Vesuviano Marcello Martini, raggiunto telefonicamente dall'Ansa - per domani, comunque, è previsto un nuovo sopralluogo per eseguire ulteriori rilievi". Dal maggio del 2011 l'evoluzione delle attività di emissione delle fumarole a Pisciarelli sono tenute sotto controllo dall'Osservatorio Vesuviano che lì ha installato un sistema di monitoraggio continuo delle temperature. Per il commissario campano dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, intervenuto con una nota sulla vicenda, "é ora che Protezione Civile Nazionale elabori il piano di evacuazione del Campi Flegrei".

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