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giovedì 1 novembre 2012

Infedeltà - Si tradisce più tra le 20 e le 24.

Esistono dei momenti e orari ben precisi, dettati dalle occasioni e dalle necessità, nei quali le infedeltà si moltiplicano e gli amanti si abbandonano più facilmente alla passione proibita. Incontri-Extraconiugali.com, portale specializzato in incontri per persone sposate, ha individuato quali sono gli attimi nei quali più spesso la passione trova libero sfogo e i fedifraghi hanno maggiori possibilità di ritagliarsi i loro momenti di intimità. Gli orari della passione sono naturalmente sempre dettati da esigenze pratiche e dalla natura del rapporto che si è venuto a creare. “Chi sceglie di vivere l’avventura al di fuori della coppia stabile sa fin troppo bene che spesso i momenti nei quali è possibile cedere al desiderio proibito sono determinati da necessità ed esigenze esterne al rapporto, e non si ha certo l’opportunità di sceglierli a piacimento” nota lo staff di Incontri-Extraconiugali.com.
Sui momenti in cui la passione viene consumata influisce molto anche la natura della storia extraconiugale che si sta vivendo. Ovviamente è più facile che il tradimento abbia luogo laddove si passa la maggior parte del proprio tempo, ecco perché ben il 77% dei casi di infedeltà sboccia nel contesto lavorativo, humus ideale per la nascita di relazioni al di fuori della coppia “ufficiale”, e spesso il tradimento viene anche concretizzato all’interno dell’orario di lavoro: nel 34% dei casi, infatti, si approfitta del fatto che le esigenze professionali allontanino dagli occhi del proprio partner stabile. In questo lasso di tempo non solo le storie nate in ambito lavorativo trovano il loro habitat naturale, ma anche categorie come quella delle casalinghe possono approfittare dell’assenza dei mariti per cedere ai sensi, magari proprio sotto lo stesso tetto coniugale. Nei casi di scappatelle sul posto di lavoro il momento nel quale gli ormoni si liberano con maggiore frequenza è rappresentato nel 15% dei casi nelle ore immediatamente successive all’uscita dall’ufficio, in cui dopo una giornata intera trascorsa a guardarsi con la coda dell’occhio e a mandarsi mail focose, i due amanti possono finalmente dare sfogo alla loro passione. Al di fuori del contesto professionale le ore della sera diventano quelle in cui si possono più facilmente organizzare gli incontri d’amore clandestini e dare seguito anche alle storie nate all’interno delle mura dell’ufficio non concretizzate nel corso dell’orario lavorativo: il momento della giornata più “popolare” in assoluto per commettere il tradimento è infatti quello serale, dalle 20 alle 24, in cui nel 41% dei casi si moltiplicano cenette romantiche e serate all’insegna della passione “camuffate” da cene di lavoro e uscite con gli amici. Meno gettonati risultano invece festivi e week end, che rappresentano il momento preferito per un più esiguo 10% degli amanti, ma solo per motivi legati alla difficoltà di “sganciarsi” dal partner stabile: l’esigenza di passare i giorni liberi con il proprio coniuge rende i festivi delle possibilità meno praticabili, da azzardare cautamente solo quando si hanno scuse davvero credibili e difficili da verificare. Il consiglio per avere i propri incontri senza insospettire il proprio partner ufficiale è – secondo lo staff di Incontri-Extraconiugali.com – quello di cercare di modificare il meno possibile gli orari e le abitudini adottati solitamente. “Qualunque sia il momento della giornata in cui preferiamo portare avanti le nostre relazioni clandestine, l’importante è sempre avere scuse credibili e cercare di scegliere gli orari che rendano il più imprevedibile possibile il tradimento. Una volta abituata la dolce metà ad orari diversi e più flessibili rispetto al solito, sarà più facile fare di ogni momento l’ora del tradimento” spiega lo staff di Incontri-Extraconiugali.com. 

Roberta Dei Vecchi

http://www.italia-news.it/salute-c13/sessuologia-c48/l-ora-del-tradimento--la-scappatella-avviene-tra-le-20-e-le-24-73845.html

Psicologia - Uomini più bravi a gestire più compiti. Ma le donne col ciclo li battono.


Le donne più brave degli uomini? Ma quando mai! A Stoccolma rivoluzionano il concetto di “multitasking”, ovvero capacità di fare più cose contemporaneamente e di farle bene, fino ad oggi indicata come caratteristica femminile e da ammirare.
E’ vero, le donne moderne conducono una vita frenetica: lavoro, faccende domestiche, figli, marito … e questa loro capacità di affrontare tutto insieme le ha elevate al rango di ottime manager e di campionesse nella gestione dello stress. Ma attenzione, esistono due caratteristiche specifiche per essere veramente brave. La prima, la capacità di mantenere più dati a mente mentre si segue un lavoro; la seconda, la capacità di agire bene nello spazio-tempo mentre si porta a termine un compito. Quest’ultima capacità -a quanto risulterebbe da un test condotto su 160 uomini e donne di età compresa tra 19 e 40 anni- è presente più negli uomini che nelle donne. Un’altra caratteristica particolare è l’influenza che il ciclo mestruale ha sulle abilità delle donne. Contrariamente a quanto si possa pensare, il test ha dimostrato che le donne raggiungono e superano in bravura i maschi PROPRIO durante il picco massimo del ciclo!

sabato 7 agosto 2010

Cervello, scoperte le aree che "ricordano" il dolore.


Individuate le aree del cervello che immagazzinano, anche per tutta la vita, le emozioni portate da esperienze dolorose o sgradevoli avute in passate.
Il merito è di una ricerca dell'Istituto Nazionale di Neuroscienze, diretta dai dottori Benedetto Sacchetti e Tiziana Sacco e pubblicata su "Science".
Gli studiosi hanno condotto test su topi da laboratorio, sottoponendoli a stimoli emotivi e sensoriale, analizzando nel frattempo il loro cervello.
I ricercatori si sono così concentrati sulla corteccia secondaria uditiva, visiva e olfattiva: tutte insieme sono chiamate cortecce sensoriali di ordine superiore, in quanto sono le parti del cervello che elaborano gli aspetti più complicati dell'elaborazione sensoriale. Per la squadra di Sacchetti e Sacco, sono queste regioni le "biblioteche" del dolore e delle emozioni non piacevole.
Durante gli esperimenti, gli scienziati hanno osservato come, quando un'esperienza tocca la sfera delle emozioni, gli stimoli sensoriali (immagini, suoni, odori) vengono legati all'emozione provata. Successivamente, in presenza di tali stimoli l'attività della corteccia secondaria si intensifica, in quanto lo stimolo rinfresca le brutte memorie. Se invece lo stimolo è nuovo, la corteccia secondaria rimane inerte.
A conferma di tale regola, gli esperti hanno eliminato dalle cavie singole porzioni di corteccia secondaria. E' allora emerso come tale operazione fosse associata alla perdita del ricordo degli eventi dolorosi avvenuti mesi prima, mentre restano le informazioni sensoriali e il ricordo di quegli stimoli sensoriali non linkati d alcun contenuto emotivo.
Chiude il dottor Sacchetti: "Le cortecce sensoriali 'di ordine superiore' presenti nel topo trovano il loro corrispettivo nel cervello umano, con la differenza che in quest'ultimo hanno una maggiore estensione ed eterogeneità. Quello che ci aspettiamo e' che nell'uomo le variazioni dell'attività sensoriale interessino le stesse aree, ma in più punti localizzati. Con queste basi sperimentali, siamo pronti a procedere con lo studio sull'uomo, che condurremo utilizzando le tecniche di imaging".
Fonte: Tiziana Sacco and Benedetto Sacchetti, "Role of Secondary Sensory Cortices in Emotional Memory Storage and Retrieval in Rats", Science 6 August 2010:Vol. 329. no. 5992, pp. 649 - 656 DOI: 10.1126/science.1183165

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