«...Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.» (Giordano Bruno)
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domenica 11 settembre 2016
Dopo il terremoto di Amatrice il Lago di Scanno (AQ) si è abbassato di 3 metri.
"A poche ore dal terremoto del 24 agosto che ha interessato l'Appennino Centrale, il lago di Scanno (L'Aquila) si e' abbassato di circa 3 metri e grande e' la preoccupazione tra i cittadini di Scanno e dell'intero Abruzzo per gli effetti di questo fenomeno naturale".
E' quanto si legge in un'interrogazione parlamentare di Sinistra Italiana, primo firmatario il deputato abruzzese Gianni Melilla, ai ministriGalletti (Ambiente) e Delrio (Infrastrutture).
Sinistra Italiana vuole sapere "se sono stati predisposti degli studi per conoscere i motivi di questo fenomeno naturale e della sua possibile relazione con il sisma del 24 agosto. E se il governo intende predisporre conseguentemente un intervento per evitare possibili danni ad un lago, quello di Scanno (che si formo' a seguito di una grande frattura del Monte Genzana) tra i più caratteristici e belli d' Italia".
continua...
FONTE
Ubicazione:
67038 Scanno AQ, Italia
venerdì 26 dicembre 2014
Sisma in Molise - Parla il professor Del Pinto, geofisico aquilano "Matese zona a rischio".
Torna la paura del sisma in Molise, dopo la scossa di magnitudo 4.1
che ha fatto tremare la terra e gli animi nei paesi vicini
all’epicentro. L’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia lo ha
localizzato vicino San Giuliano di Puglia, il paese dove il 31 ottobre
del 2002 morirono in una scuola 27 bambini e una maestra. Ed è l’ultima
scossa di una lunga serie che ha fatto tremare la terra negli ultimi
giorni: oltre ai Monti Frentani, la notte scorsa una scossa di 2.2 è
stata registrata anche nella Valle di Trebbia, in provincia di Genova. E
prima ancora – in uno sciame che dura da giorni – in Toscana: sulle
colline del Chianti, in provincia di Firenze, ma la scossa più forte è
stata registrata con magnitudo 3.5 in prossimità di Barberino Val
d’Elsa, Greve, Impruneta, San Casciano e Tavarnelle Val di Pesa. C’è un
legame tra i vari episodi? Per l’esperto Christian Del Pinto, sismologo
geofisico dell’Aquila, “la scossa sui Monti Frentani non ha nulla a che
fare con quelle avvenute in Toscana e nelle altre zone d’Italia”, dove
scosse sono state registrate di recente.
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Ubicazione:
86040 San Giuliano di Puglia CB, Italia
giovedì 1 maggio 2014
Maremoti in Italia a partire dall'anno 1000 D.C.
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mercoledì 30 aprile 2014
Ecco tutti i terremoti più forti di M5.5 della storia d'Italia.
| Epicentri |
MeteoWeb.eu ha pubblicato un lavoro del geologo Giampiero Petrucci, che ha raccolto in un elenco tutti i terremoti di magnitudo superiore a 5.5 della storia d’Italia, con delle brevi note e dettagli sui paesi colpiti e sui danni.
|
martedì 15 aprile 2014
Colleferro (RM) - Sciame sismico spaventa i cittadini.
| Immagine non collegata al fenomeno. |
Sono tornate le segnalazioni. Qualcuno parla di un vero terremoto. E in effetti ieri mattina dopo le 09:30, centinaia di segnalazioni provenienti da tutto il centro/sud Italia hanno voluto testimoniare il verificarsi di una scossa. Sono stati circa 600 i questionari compilati nella pagina “Hai Sentito Il Terremoto” dell’INGV e tra queste ci sono anche cittadini di Colleferro. Nella notte alcuni sismografi avevano rilevato una scossa di magnitudo 4.2 nel mar Tirreno, al largo di Napoli, proprio a metà strada tra Roma e Palermo, a grande profondità. Poi, però, non è stata confermata dagli enti ufficiali (INGV in primis).
UN FENOMENO NON NUOVO – Sono dieci anni che si parla di strani movimenti delle case nel centro di Colleferro. Non siamo in via Traiana, dove passavano i camion, ma nella zona a ridosso di Piazza Matteotti, Piazza Mazzini, Corso Garibaldi, Via dell’Industria, Via Verdi, Via del Commercio, via Artigianato. Pieno centro. Sono leggere, durano pochi secondi, talvolta si avvertono ogni due minuti, talvolta randomiche o capaci di non farsi sentire anche per mesi, come è successo l’estate scorsa. Due famiglie le hanno avvertir nel weekend. Più volte il problema è stato discusso. Forse la natura del fenomeno è dovuto alla particolare conformazione orografica del territorio che presenta diversi spazi vuoti sotto case e strade. Per avere un dato certo, i cittadini dovrebbero installare un vibrometro, strumento che permetterebbe, registrandole, di risalire alle cause delle vibrazioni misteriose.
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Ubicazione:
Colleferro RM, Italia
lunedì 3 marzo 2014
“Attenti alle perforazioni del sottosuolo, c’è il rischio terremoto”. Il geologo Ortolani lancia l’allarme sui Campi Flegrei.
| I Campi Flegrei |
FONTE
martedì 21 gennaio 2014
Luci sismiche per prevenire i terremoti, i risultati in uno studio canadese.
| "luci sismiche" |
I ricercatori le hanno chiamate luci sismiche e sono quelle luci che appaiono poco prima di un terremoto. Il perché il fenomeno fosse correlato al verificarsi di un sisma era sconosciuto fino alle prove presentate dal team di ricerca pubblicate sul Seismological Research Letters.
A condurre gli studi Robert Thériault geologo al Ministero delle Risorse Naturali del Quebec con Friedemann Freund della San Jose State University che hanno analizzato le circostanze geologiche di 65 terremoti a partire dal 1600 analizzando gli avvenimenti avevano in comune. Infatti corso degli ultimi decenni in merito alle luci sismiche sono state esposte diverse ipotesi: alcuni hanno proposto che movimenti tettonici di rocce che includono quarzo potrebbero generare un campo pizoelectrico che produce lampi di luce; altri hanno suggerito che lo stress tettonico permette temporaneamente alle rocce di condurre energia elettromagnetica, innescando cambiamenti nella carica magnetica della ionosfera, il livello più alto dell’atmosfera . Ma è estremamente difficile testare una di queste ipotesi, perché i terremoti sono imprevedibili e le condizioni sono difficile riprodurre in un laboratorio.
Ha detto Thériault:
Abbiamo costruito un ampio database di terremoti con luci sismiche che si sono verificati in tutto il mondo e abbiamo trovato un modello davvero sorprendente.
In tutto il mondo circa il 95% dell’attività sismica avviene ai confini tra due o più placche tettoniche. Ma la stragrande maggioranza delle luci sismiche (85%) si è verificata in associazione con un terremoto all’interno di una placca tettonica nei siti di rifting continentale , una categoria che rappresenta solo il 5% di tutti i terremoti. Inoltre, la maggior parte del restante 15% è verificato con terremoti causati da due placche che scivolanol’una accanto all’altra, piuttosto che da una lastra spinta sotto un altra (zona di subduzione). Gli scienziati hanno scoperto che le luci sismiche appaiono o prima o durante i terremoti, piuttosto che dopo. Non c’è ancora una spiegazione per i modelli di localizzazione insoliti delle luci sismiche ma si pensa di poter spiegare questa tendenza nei tempi.
Spiega Thériault:
Il processo inizia in profondità nella crosta dove le rocce sono sottoposte a elevati livelli di stress. In alcuni tipi di roccia, Freund lo ha dimostrato in esperimenti di laboratorio, questo stress può spezzare le coppie di atomi di ossigeno caricati negativamente che sono insieme in legami di perossido. Quando questo accade ciascuno degli ioni di ossigeno viene rilasciato e questi possono fluire attraverso le fessure della roccia, verso la superficie. A quel punto questi atomi caricati a alta densità ionizzano sacche di aria formando un gas (un plasma) che emette luce.
Sollecitazioni tettoniche per un periodo prolungato di tempo possono poi trasformarsi in un terremoto e il loro modello, che si basa su questo stress potrebbe spiegare perché le luci si verificano spesso minuti, ore o addirittura giorni prima di un terremoto. Per gli scienziati le luci sismiche dunque potrebbero essere più che un intrigante fenomeno un indicatore fondamentale nell’annunciare un sisma.
Conclude Theriault
Se si vedono luci in cielo e si abita in una zona sismica allora si potrebbe pensare a un primo segnale di allarme per un terremoto che si sta avvicinando.
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sabato 4 gennaio 2014
Risolto il mistero delle luci sismiche (e degli Ufo) che appaiono prima dei terremoti?
| Le Le frecce indicano le luci sismiche, fotografate all'inizio degli anni '70 lungo il lago Tagish, in Alaska (fonte: Jim Conacher) |
Le luci sismiche (Eql – earthquake lights), che sono apparse anche a L’Aquila poco prima del terremoto dell’aprile 2009, sono state spesso scambiate per Ufo o liquidate come allucinazioni. Ma ora un team di geologi dice di aver raccolto un elenco quasi definitivo di questo raro ma affascinante fenomeno.
In alcuni casi i terremoti possono innescare “flash” di luci che durano qualche secondo, ma a volte anche giorni, prima del verificarsi del terremoto vero e proprio. Il fenomeno si presenta come piccole “sfere” luminose fluttuanti, colonne bluastre che “escono” dal terreno o “fulmini” che vanno verso il cielo. Secondo alcune testimonianze a L’Aquila le Eql sono comparse pochi secondi prima del terremoto: delle persone dicono infatti di aver visto una luce tremolante alta 10 centimetri sopra il lastricato di via Francesco Crispi, nel centro della città.
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lunedì 30 dicembre 2013
La terra trema lo stesso giorno in Campania e in Croazia. Eventi collegati?
ierL'evento allo studio dei ricercatori. Il fisico Marco Mucciarelli evidenzia che la sequenza è prossima ad alcune faglie censite nella banca dati Diss (Database of individual seismogenic sources) dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ma non corrisponde ad alcuna sorgente nota; un fatto questo che non escludendo del tutto la possibilità che il catalogo delle faglie non sia completo e pertanto non permette di escludere del tutto la possibilità di scosse più forti di quelle registrate dai. |
| Localizzazione degli eventi avvenuti fino alle ore 9 del 30 dicembre, sovrapposta alla mappa di pericolosità e ai terremoti storici.
Il comunicato del Dipartimento della Protezione Civile relativo all'evento sismico di magnitudo 4,9 che alle 18,08 del 29 dicembre ha interessato in particolare le province di Caserta e Benevento, aggiornato alle ore 11 di lunedì 30 dicembre 2013, conferma, sulla base d'indagini preliminari, l'assenza di particolari danni a edifici, strutture e infrastrutture.Nonostante la scossa principale sia stata fortemente avvertita dalle popolazioni delle province interessate dal sisma, generando situazioni di paura e l'abbandono delle abitazioni da parte di alcune persone, le prime verifiche effettuate dai Vigili del fuoco e dalle squadre di tecnici non riportano situazioni di particolare criticità per strutture e infrastrutture. I danni maggiori al momento si registrano per alcuni edifici storici e di culto, dove sono state segnalate lesioni o la caduta di calcinacci. Una frana scatenata dal sisma, eventi questi noti come cosismici, ha interessato un acquedotto nel comune di San Gregorio Matese, in provincia di Caserta, comportando l'interruzione del servizio idrico.
Per garantire un più efficace coordinamento delle informazioni e delle azioni sul territorio sono stati attivati dal pomeriggio 29 dicembre tre Centri di coordinamento soccorritori (Ccs) nelle province di Benevento, Caserta e Napoli e alcuni Centri operativi comunali (Coc). Sin dai primi minuti dopo l'evento più significativo la «sala situazione Italia» del Dipartimento si è messa in contatto con le strutture regionali e locali di protezione civile, mantenendo in particolare uno stretto raccordo con le sale operative di Campania e Molise.
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L'analisi del Catalogo Parametrico dei Terremoti italiani CPTI11 rivela che gli eventi storici più forti localizzati nelle vicinanze di quell'area sono:
- la sequenza appenninica del 5 dicembre 1456 (magnitudo Mw 7,2, intensità Ix XI MCS);
- l'evento del 5 giugno 1688 (magnitudo Mw 7,0, intensità Ix XI MCS) nel Sannio;
- l'evento del 26 luglio 1805 (magnitudo Mw 6,6, intensità Ix X MCS) nel Matese.
- la sequenza appenninica del 5 dicembre 1456 (magnitudo Mw 7,2, intensità Ix XI MCS);
- l'evento del 5 giugno 1688 (magnitudo Mw 7,0, intensità Ix XI MCS) nel Sannio;
- l'evento del 26 luglio 1805 (magnitudo Mw 6,6, intensità Ix X MCS) nel Matese.
Confermando la sismicità di tutta la zona.
Il fisico Marco Mucciarelli, professore universitario di Sismologia Applicata presso la Scuola di Ingegneria dell'Università della Basilicata, che dal luglio 2012 dirige il Centro Ricerche Sismologiche dell'Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (Ogs), nel suo blog «Terremoti, sismologia ed altre sciocchezze» ha evidenziato alcune peculiarità della sequenza sismica che sta interessando il Matese.
Mucciarelli in primo luogo evidenzia come il terremoto del Matese segue di poche ore un terremoto di magnitudo tra 4,7 e 4,9 avvenuto nella Croazia meridionale poco prima delle 7,00 UTC, in una zona che geologicamente fa parte del margine orientale della «placca Adria»; la stessa che è interessata a ovest dalla spinta dell'Appenino e a est quella delle Dinaridi, flettendosi come una «doga» e inarcandosi nell'area del Gargano, delle Murge e del Salento. Nella registrazione della stazione sismica di Matera, presa in considerazione dal direttore dell'Ogs per le sue analisi, sono evidenti entrambe le scosse che mostrano il «motore comune» che è la causa di entrambi gli eventi.
Altra particolarità della sequenza del Matese, sempre secondo Mucciarelli, è che la sequenza è prossima ad alcune faglie censite nella banca dati Diss (Database of individual seismogenic sources) dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ma non corrisponde ad alcuna sorgente nota; un fatto questo che non escludendo del tutto la possibilità che il catalogo delle faglie non sia completo e pertanto non permette di escludere del tutto la possibilità di scosse più forti di quelle registrate da ieri.
Infine Mucciarelli evidenzia, che la «legge di Gutenberg-Richter» stabilisce che il logaritmo del numero dei terremoti decresce linearmente al crescere della magnitudo, nel caso della sequenza del Matese, nelle prime ore le registrazioni si distribuiscono con un coefficiente significativamente più piccolo dell'unità, che potrebbe indicare il verificarsi di scosse più forti.
Intanto il Dipartimento della Protezione Civile ci tiene a precisare che: «Si rammenta che lo stato attuale delle conoscenze scientifiche non consente di stabilire quante scosse e di quale intensità potranno ancora interessare la stessa area. Si ricorda che forti terremoti sono comunemente accompagnati da altre scosse, ma ogni previsione che indichi con precisione data, ora e luogo, nonché magnitudo di futuri eventi è priva di ogni fondamento. Nelle aree attualmente interessate dai fenomeni sismici, massima attenzione deve essere dedicata alla verifica delle condizioni di sicurezza degli edifici che hanno subito il terremoto e, in particolare, delle strutture strategiche, di quelle più antiche e vulnerabili, monumentali e di culto, e di tutte quelle che mostrano lesioni e danneggiamenti».
Mucciarelli in primo luogo evidenzia come il terremoto del Matese segue di poche ore un terremoto di magnitudo tra 4,7 e 4,9 avvenuto nella Croazia meridionale poco prima delle 7,00 UTC, in una zona che geologicamente fa parte del margine orientale della «placca Adria»; la stessa che è interessata a ovest dalla spinta dell'Appenino e a est quella delle Dinaridi, flettendosi come una «doga» e inarcandosi nell'area del Gargano, delle Murge e del Salento. Nella registrazione della stazione sismica di Matera, presa in considerazione dal direttore dell'Ogs per le sue analisi, sono evidenti entrambe le scosse che mostrano il «motore comune» che è la causa di entrambi gli eventi.
Altra particolarità della sequenza del Matese, sempre secondo Mucciarelli, è che la sequenza è prossima ad alcune faglie censite nella banca dati Diss (Database of individual seismogenic sources) dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ma non corrisponde ad alcuna sorgente nota; un fatto questo che non escludendo del tutto la possibilità che il catalogo delle faglie non sia completo e pertanto non permette di escludere del tutto la possibilità di scosse più forti di quelle registrate da ieri.
Infine Mucciarelli evidenzia, che la «legge di Gutenberg-Richter» stabilisce che il logaritmo del numero dei terremoti decresce linearmente al crescere della magnitudo, nel caso della sequenza del Matese, nelle prime ore le registrazioni si distribuiscono con un coefficiente significativamente più piccolo dell'unità, che potrebbe indicare il verificarsi di scosse più forti.
Intanto il Dipartimento della Protezione Civile ci tiene a precisare che: «Si rammenta che lo stato attuale delle conoscenze scientifiche non consente di stabilire quante scosse e di quale intensità potranno ancora interessare la stessa area. Si ricorda che forti terremoti sono comunemente accompagnati da altre scosse, ma ogni previsione che indichi con precisione data, ora e luogo, nonché magnitudo di futuri eventi è priva di ogni fondamento. Nelle aree attualmente interessate dai fenomeni sismici, massima attenzione deve essere dedicata alla verifica delle condizioni di sicurezza degli edifici che hanno subito il terremoto e, in particolare, delle strutture strategiche, di quelle più antiche e vulnerabili, monumentali e di culto, e di tutte quelle che mostrano lesioni e danneggiamenti».
Intanto le popolazioni interessate dalla sequenza sismica che da ieri intessa la Campania orientale si sono riversate per strada e molti hanno deciso di trascorrere la prima notte in auto, nella speranza che gli assembramenti e le soste siano lontano da edifici fatiscenti o con decorazioni dagli equilibri precari.
FONTE
FONTE
Ubicazione:
Piedimonte Matese CE, Italia
domenica 13 ottobre 2013
Earthquake Network, il tuo Smartphone diventa un sismografo.
Una rete basata unicamente su smartphone per la rilevazioni di terremoti esiste ed è stata sviluppata da Francesco Finazzi, ricercatore all'Università degli Studi di Bergamo, circa un anno fa.
Con Earthquake Network, l’utente può utilizzare il proprio smartphone o tablet come se fosse un vibrometro per accertarsi automaticamente della presenza di vibrazioni o terremoti. E’ possibile effettuare dei report sulla base di ciò che viene percepito e vedere una mappa in real time con le segnalazioni degli altri utenti, e i loro messaggi relativi alle scosse.
Quando il device individua le onde di un sisma, l’evento viene notificato ad un server insieme alla posizione geografica. Però, accade soltanto se nello stesso istante sono presenti più dispositivi che segnalano il fatto. L’App funziona da sismometro quando viene piazzata su una superficie orizzontale, in carica e con lo schermo spento.
Inoltre, gli utenti possono partecipare ad un contest, dai contenuti forse un po’ eccessivi, per indovinare dove potrebbero colpire i prossimi terremoti, guardando la situazione globale delle placche.
Scaricando la versione Pro si può disporre di più feature come l’allarme suoneria in caso di sisma, notifiche più veloci (ogni 5 minuti invece di 15) anche via e-mail, oltre a una mappa dei terremoti individuati da numerosi sistemi di monitoraggio globale come, ad esempio, l’USGS (U.S. Geological Survey).
La rete è ancora in fase prototipale, ma conta già più di mille utenti attivi in tutto il mondo ed è in continua espansione. Si basa su un'applicazione Android, sia in versione free che Pro al costo di 1,50 euro, da installare sul proprio smartphone ed i cui dettagli sono disponibili all'indirizzo che potete trovare di seguito:
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domenica 25 agosto 2013
Sciame sismico in atto alle porte di Roma.
Terremoto Roma: a Tivoli e Guidonia tre scosse nella notte
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Terremoto Roma: a Tivoli e Guidonia tre scosse nella notte
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ROMA - Scosse lievi, di magnitudo molto basse ma che, secondo i sismografi dell'Ingv, delineano i contorni di uno sciame sismico in atto alle porte della Capitale.
Potrebbe interessarti:http://www.today.it/citta/terremoto-roma-tivoli-guidonia.html
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Tra Tivoli e Guidonia tre scosse nella notte che vanno a sommarsi alle due di martedì. La più forte è stata di magnitudo 2.6
“Potrebbe interessarti:http://www.today.it/citta/terremoto-roma-tivoli-guidonia.html
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Torna quindi a tremare la terra nella zona ad est di Roma. Dopo le scosse di martedì, la mattina poco dopo le 10 e il pomeriggio poco dopo le 16, nella notte i monti Cornicolani sono stati l'epicentro di ben tre rilevazioni.
La prima intorno alle 3.01. La magnitudo è stata di 2,5 e l'epicentro il solito: Monti Cornicolani. Ventisei minuti la terra trema ancora: magnitudo pressoché identica, 2,6, come identico è il fulcro della scossa, localizzato nei paesi tra Tivoli e Guidonia. Stesso epicentro alle 3.50. Ancora più bassal a magnitudo, ovvero 2,0 della scala Richter.
“Potrebbe interessarti:http://www.today.it/citta/terremoto-roma-tivoli-guidonia.html
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sabato 10 agosto 2013
Roma scossa di terremoto nella mattinata.
Terremoto Roma 9 agosto 2013
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Una scossa di terremoto è stata avvertita a Roma nella zona est. Molte le segnalazioni dei cittadini allarmati sui social network. La scossa sarebbe stata intensa, ma di breve durata. Ecco il dato ufficiale dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
"Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.7 è avvenuto alle ore 11:18:32 italiane del giorno 09/Ago/2013 (09:18:32 09/Ago/2013 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Monti_Cornicolani-Aniene.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo".
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Monti_Cornicolani-Aniene.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo".
Magnitudo(Ml) 2.7
Data-Ora 09/08/2013 alle 11:18:32 (italiane)
09/08/2013 alle 09:18:32 (UTC)
Coordinate 41.984°N, 12.794°E
Profondità 17 km
Distretto sismico Monti_Cornicolani-Aniene
“Data-Ora 09/08/2013 alle 11:18:32 (italiane)
09/08/2013 alle 09:18:32 (UTC)
Coordinate 41.984°N, 12.794°E
Profondità 17 km
Distretto sismico Monti_Cornicolani-Aniene
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lunedì 22 luglio 2013
Svizzera: Sisma San Gallo, interrotte perforazioni geotermiche.
Roma, 22 lug. (TMNews) - I lavori di perforazione per la realizzazione di una centrale geotermica a San Gallo, in Svizzera, sono stati provvisoriamente interrotti dopo il terremoto provocato venerdì nella regione al confine con l'Austria.
Stando al Servizio sismologico del Politecnico federale di Zurigo, la responsabilità del sisma - verificatosi alle 5.30 del mattino con una magnitudo di 3.6 gradi sulla scala Richter a una profondità di soli 4 chilometri - è da attribuire al progetto geotermico di San Gallo.
Si è trattato di una "situazione di emergenza assoluta", ha affermato il direttore delle Aziende industriali di San Gallo Ivo Schillig citato dalla Sonntagszeitung, precisando che "vite umane erano in pericolo". Più precisamente il sisma sarebbe stato provocato dal tentativo di bloccare una fuga di gas generata dai lavori di perforazione per la realizzazione della centrale geotermica. Per evitare pericolose fuoriuscite sono stati pompati nel foro 650 metri cubi di acqua e fango. La fuga di gas avrebbe infatti potuto distruggere l'impianto di trivellazione e proiettarlo in aria a causa della forte pressione.
Una cellula di crisi sta ora monitorando la situazione e valutando il rischio di nuovi terremoti, che secondo il Politecnico federale potrebbero verificarsi nei prossimi giorni. La scossa di ieri era stata annunciata nei giorni precedenti da altri eventi simili di minore intensità.
http://www.lastampa.it/2013/07/22/scienza/ambiente/svizzera-sisma-san-gallo-interrotte-perforazioni-geotermiche-R6CKJOAxsjNYRK8XSkGYRL/pagina.html
lunedì 17 giugno 2013
domenica 9 giugno 2013
Mantova: Il mistero della terra che ribolle.
A San Giovanni del Dosso un agricoltore ha sentito uno stranissimo gorgoglio uscire dal terreno, come se la terra ribollisse. Ha avvisato i tecnici del Comune che a loro volta hanno chiamato la Protezione Civile e i tecnici della Regione. L'esame non ha risolto il mistero.In attesa del responso dell'Università di Modena.
MANTOVA. Un mistero: dalla terra un rumore forte, inquietante, che si sposta. Un gorgoglio che fa sembrare che la la terra stia ribollendo. Un fenomeno misterioso, di cui la Gazzetta di Mantova ha una documentazione audio-video, che ha mobilitato Comune, Protezione civile e Regione Lombardia. Tutti a cercare di capire cosa sta succedendo nel sottosuolo di San Giovanni del Dosso, ferito dal sisma un anno fa e martoriato dalle piogge eccezionali dei mesi scorsi.
Un mix che non lascia tranquilli i geologi, nel timore di possibili modifiche alla struttura del suolo, non visibili in superficie, ma che potrebbero creare situazioni di pericolo per sifonamenti causati dal movimento della faglia e aggravati dalle falde rigonfie.
Tutto è iniziato con un agricoltore, Emilio Canossa, che facendo un giro su un suo terreno in zona Pampano, e chinandosi per curare alcune piantine di vite, ha percepito nettamente gli strani rumori provenienti da sotto terra. Incuriosito, si è avvicinato alla sorgente del rumore cercando di capire cosa stesse succedendo. Dalle profondità sembrava provenire il rumore «come di un ruscello» ha spiegato «o di una pentola che bolle. Ma il terreno era freddo». Il rumore insistente ha fatto preoccupare l’agricoltore: «Non ho mai sentito in vita mia qualcosa di simile» ha detto chiamando subito il Comune.
Un mix che non lascia tranquilli i geologi, nel timore di possibili modifiche alla struttura del suolo, non visibili in superficie, ma che potrebbero creare situazioni di pericolo per sifonamenti causati dal movimento della faglia e aggravati dalle falde rigonfie.
Tutto è iniziato con un agricoltore, Emilio Canossa, che facendo un giro su un suo terreno in zona Pampano, e chinandosi per curare alcune piantine di vite, ha percepito nettamente gli strani rumori provenienti da sotto terra. Incuriosito, si è avvicinato alla sorgente del rumore cercando di capire cosa stesse succedendo. Dalle profondità sembrava provenire il rumore «come di un ruscello» ha spiegato «o di una pentola che bolle. Ma il terreno era freddo». Il rumore insistente ha fatto preoccupare l’agricoltore: «Non ho mai sentito in vita mia qualcosa di simile» ha detto chiamando subito il Comune.
Sul posto è arrivato lo staff tecnico comunale, il geometra Sergio Pongiluppi e l’istruttore tecnico Katrin Formigoni che dopo un primo sopralluogo, d’accordo con il sindaco Angela Zibordi, hanno preferito chiamare rinforzi. Nel pomeriggio una seconda ispezione si è svolta con la presenza di un geologo e di personale inviato dalla Protezione civile Regionale.
Gli esperti hanno eseguito alcune prospezioni ed eseguito un saggio di scavo fino ad una profondità di circa 80 centimetri, senza trovare alcunché di anomalo. «Non hanno potuto chiarire la ragione del fenomeno – ha spiegato il sindaco al termine del sopralluogo –. Anche per loro era molto strano sentire quel chiaro ribollire con il terreno completamente freddo ed asciutto».
Fra le ipotesi che sono state esaminate, quella di una vena di gas metano che potrebbe risalire in superficie attraverso la falda. Ma ad una prima prova eseguita con una fiamma non si sono verificate vampate. Possibile, anche una liberazione di radon, gas radioattivo che si sprigiona dal terreno. Oggi il quesito sarà posto all’università di Modena per verificare se in letteratura esistano fenomeni simili e come sono spiegabili.
Nel frattempo è stata avvertito il servizio geologico della vicina Emilia, poche centinaia di metri in linea d’aria e l’associazione dei geologi volontari che si è occupato anche del caso delle trivellazioni per il deposito di gas a Rivara, a meno di 15 chilometri di distanza da San Giovanni.
http://in-formarsi.blogspot.it/2013/05/mantova-il-mistero-della-terra-che.html
Fonte: http://gazzettadimantova.gelocal.it
Link:http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2013/05/15/news/il-mistero-del-gorgoglio-che-esce-dalla-terra-guarda-il-video-1.7069690
Ubicazione:
San Giovanni del Dosso MN, Italia
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