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domenica 11 settembre 2016

Dopo il terremoto di Amatrice il Lago di Scanno (AQ) si è abbassato di 3 metri.


"A poche ore dal terremoto del 24 agosto che ha interessato l'Appennino Centrale, il lago di Scanno (L'Aquila) si e' abbassato di circa 3 metri e grande e' la preoccupazione tra i cittadini di Scanno e dell'intero Abruzzo per gli effetti di questo fenomeno naturale"

E' quanto si legge in un'interrogazione parlamentare di Sinistra Italiana, primo firmatario il deputato abruzzese Gianni Melilla, ai ministriGalletti (Ambiente) e Delrio (Infrastrutture). 

Sinistra Italiana vuole sapere 
"se sono stati predisposti degli studi per conoscere i motivi di questo fenomeno naturale e della sua possibile relazione con il sisma del 24 agosto. E se il governo intende predisporre conseguentemente un intervento per evitare possibili danni ad un lago, quello di Scanno (che si formo' a seguito di una grande frattura del Monte Genzana) tra i più caratteristici e belli d' Italia".
continua...

FONTE

venerdì 26 luglio 2013

Saint-Jouin-Bruneval (FRANCIA) - 34000 tonnellate di scogliera franano sulla spiaggia (VIDEO).




domenica 9 giugno 2013

Mantova: Il mistero della terra che ribolle.

A San Giovanni del Dosso un agricoltore ha sentito uno stranissimo gorgoglio uscire dal terreno, come se la terra ribollisse. Ha avvisato i tecnici del Comune che a loro volta hanno chiamato la Protezione Civile e i tecnici della Regione. L'esame non ha risolto il mistero.In attesa del responso dell'Università di Modena.

MANTOVA. Un mistero: dalla terra un rumore forte, inquietante, che si sposta. Un gorgoglio che fa sembrare che la la terra stia ribollendo. Un fenomeno misterioso, di cui la Gazzetta di Mantova ha una documentazione audio-video, che ha mobilitato Comune, Protezione civile e Regione Lombardia. Tutti a cercare di capire cosa sta succedendo nel sottosuolo di San Giovanni del Dosso, ferito dal sisma un anno fa e martoriato dalle piogge eccezionali dei mesi scorsi.

Un mix che non lascia tranquilli i geologi, nel timore di possibili modifiche alla struttura del suolo, non visibili in superficie, ma che potrebbero creare situazioni di pericolo per sifonamenti causati dal movimento della faglia e aggravati dalle falde rigonfie.

Tutto è iniziato con un agricoltore, Emilio Canossa, che facendo un giro su un suo terreno in zona Pampano, e chinandosi per curare alcune piantine di vite, ha percepito nettamente gli strani rumori provenienti da sotto terra. Incuriosito, si è avvicinato alla sorgente del rumore cercando di capire cosa stesse succedendo. Dalle profondità sembrava provenire il rumore «come di un ruscello» ha spiegato «o di una pentola che bolle. Ma il terreno era freddo». Il rumore insistente ha fatto preoccupare l’agricoltore: «Non ho mai sentito in vita mia qualcosa di simile» ha detto chiamando subito il Comune.
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Sul posto è arrivato lo staff tecnico comunale, il geometra Sergio Pongiluppi e l’istruttore tecnico Katrin Formigoni che dopo un primo sopralluogo, d’accordo con il sindaco Angela Zibordi, hanno preferito chiamare rinforzi. Nel pomeriggio una seconda ispezione si è svolta con la presenza di un geologo e di personale inviato dalla Protezione civile Regionale. 

Gli esperti hanno eseguito alcune prospezioni ed eseguito un saggio di scavo fino ad una profondità di circa 80 centimetri, senza trovare alcunché di anomalo. «Non hanno potuto chiarire la ragione del fenomeno – ha spiegato il sindaco al termine del sopralluogo –. Anche per loro era molto strano sentire quel chiaro ribollire con il terreno completamente freddo ed asciutto». 

Fra le ipotesi che sono state esaminate, quella di una vena di gas metano che potrebbe risalire in superficie attraverso la falda. Ma ad una prima prova eseguita con una fiamma non si sono verificate vampate. Possibile, anche una liberazione di radon, gas radioattivo che si sprigiona dal terreno. Oggi il quesito sarà posto all’università di Modena per verificare se in letteratura esistano fenomeni simili e come sono spiegabili. 

Nel frattempo è stata avvertito il servizio geologico della vicina Emilia, poche centinaia di metri in linea d’aria e l’associazione dei geologi volontari che si è occupato anche del caso delle trivellazioni per il deposito di gas a Rivara, a meno di 15 chilometri di distanza da San Giovanni.

http://in-formarsi.blogspot.it/2013/05/mantova-il-mistero-della-terra-che.html
Fonte: http://gazzettadimantova.gelocal.it
Link:http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2013/05/15/news/il-mistero-del-gorgoglio-che-esce-dalla-terra-guarda-il-video-1.7069690

martedì 19 febbraio 2013

California, fuga di 100mila delfini...terremoto imminente?

Lo scorso 14 febbraio un gruppo di più di 100.000 (centomila)  delfini si muovevano verso il largo della costa di San Diego in California (USA), occupando una area di 7 km di lunghezza per 5 km di larghezza. Il fenomeno, strano secondo gli etologi, potrebbe anche significare l'imminenza di un qualche devastante fenomeno naturale, non dimentichiamo che a pochi km è presente la faglia di Sant'Andrea, origine di numerosi terremoti.

venerdì 28 settembre 2012

Terremoti, allerta nell’Oceano Indiano: la crosta terrestre si sta spaccando

Lo affermano tre studi pubblicati tutti e tre il 26 Settembre su Nature: al largo dell’Oceano Indiano la crosta terrestre di sta spaccando, cosa che ha presumibilmente causato i due disastrosi terremoti dell’11 Aprile 2012, di magnitudo 8.6 e 8.2 della scala Richter, avvenuti in quella parte del pianeta. Le conseguenze per il futuro non sono attualmente prevedibili.

Fin dagli anni ’80 i sismologi sospettavano che la placca chiamata Indo-Australiana si potesse rompere. Ma i fenomeni sismici dell’11 Aprile hanno rappresentato “l’esempio più spettacolare” di questo processo in atto, come ha dichiarato Matthias Delescluse, geofisico presso l’Ecole Normale Supérieure di Parigie autore principale del primo studio. (Quei terremoti) “sono stati la manifestazione più chiara del processo di formazione di una nuova placca” ha continuato il ricercatore.
Secondo le più accreditate teorie sulla tettonica delle placche, quella Indo-Australiana ha infatti iniziato a deformarsi internamente circa 10 milioni di anni fa. In conseguenza di ciò,regioni vicino all’ India hanno cominciato a scricchiolare contro la placca eurasiatica, creando pressioni contro l’Himalaya e spingendo lentamente il paese asiatico verso il basso. La maggior parte degli scienziati ritengono che la regione australiana abbia contribuito a queste tensioni, che stanno letteralmente spezzando la crosta terrestre in quella zona.
regioni vicino all’India hanno cominciato a scricchiolare contro la placca eurasiatica, creandopressioni contro l’Himalaya e spingendo lentamente il paese asiatico verso il basso. La maggior parte degli scienziati ritengono che la regione australiana abbia contribuito a queste tensioni, che stanno letteralmente spezzando la crosta terrestre in quella zona.
Delescluse e il suo team hanno dedotto la presenza di queste sollecitazioni sismiche tramite unmodello di stress calcolato sulla situazione geologica di poco antecedente al 2012, scoprendo che due terremoti precedenti, quello di magnitudo 9.1 del 2004, che ha scatenato uno tsunami nell’Oceano Indiano, e un altro più debole del 2005, hanno probabilmente favorito il sisma del 2012, aggiungendo ulteriore tensione alla zona.
Pertanto questi due precedenti terremoti sarebbero stati una causa indiretta di quelli più recentiGregory Beroza, sismologo presso la Stanford University di Palo Alto (California, Usa) sostiene che il modello è ben costruito e fornisce una spiegazione plausibile. Secondo il ricercatore, infatti, gli eventi del 2004 e del 2005 non avrebbero potuto di per sè causare quelli del 2012. “Dovevano esserci altri tipi di stress” ha dichiarato.
Nel secondo studio, guidato da Thorne Lay dell’University of California Santa Cruz (Usa) i ricercatori hanno scoperto che il primo terremoto ha interessato in realtà quattro faglie, una delle quali scivolata di 20-30 metri, come se l’evento potesse suddividersi in quattro fenomeni sismici diversi, più piccoli. Questo si verifica molto di rado, sostengono i ricercatori, perché generalmente un terremoto interessa un’unica faglia.
Nel terzo studio, infine, i ricercatori dell’University of California di Berkeley (Usa) guidati daRoland Bürgmann hanno analizzato gli strascichi di queste terribili scosse, scoprendo che per ben sei giorni dopo i due eventi sismici se ne sono verificati altri in altre zone del pianeta, di magnitudo 5.5 e superiore.
“È importante studiare ogni terremoto –ha dichiarato Hiroo Kanamori, sismologo presso ilCalifornia Institute of Technology di Pasadenama questo è piuttosto unico nel suo genere. Le sue caratteristiche, così particolari, potrebbero infatti contribuire ad incrementare le conoscenze degli scienziati sui fenomeni geologici e sismici.
Roberta De Carolis

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