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mercoledì 30 aprile 2014

Ecco tutti i terremoti più forti di M5.5 della storia d'Italia.

Epicentri

MeteoWeb.eu ha pubblicato un lavoro del geologo Giampiero Petrucci, che ha raccolto in un elenco tutti i terremoti di magnitudo superiore a 5.5 della storia d’Italia, con delle brevi note e dettagli sui paesi colpiti e sui danni.
DATAZONAMNOTE
217 a.c.ITALIA CENTRALE6.5Il terremoto più antico di cui si ha notizia storica. Confermato dalle cronache della battaglia del Trasimeno durante la “seconda guerra punica”. Avvertito in gran parte dell’Italia centrale (allora chiamata Etruria), epicentro stimato tra Siena ed il lago Trasimeno
174 a.c.SABINA6.6Epicentro stimato nei pressi di Poggio Mirteto
100 a.c.MARCHE5.8Epicentro nei pressi di Mogliano
91 a.c.REGGIO CALABRIA6.3Individuato negli scritti del greco Strabone che descrive crolli nella maggior parte degli edifici cittadini
76 a.c.REATINO6.6Distrutta gran parte della città di Rieti
56 a.c.MARCHE5.8Epicentro nei pressi di Recanati
05.02.62CAMPANIA5.8Certamente danneggiate Pompei ed Ercolano oltre a Nocera ed alcune zone di Napoli. Pare che Nerone in persona si sia occupato della ricostruzione. Segnalato anche da Seneca
25.08.79CAMPANIA5.7Associato alla celebre eruzione distruttiva del Vesuvio
99SANNIO6.3Epicentro vicino a Circello
101ABRUZZO6.3Epicentro nei pressi di S. Valentino. Danni in tutto l’Abruzzo, avvertito in gran parte dell’Italia centrale
346SANNIO6.0Epicentro nei pressi di Castelpagano, prossimo a quello del 99. Effetti importanti anche nel Matese, confermato da studi archeosismologici su lapidi ed epigrafi
361-363STRETTO DI MESSINA6.6Datazione difficile (per alcuni autori 363, per altri 374). Interessa le sponde dello Stretto e per questo viene paragonato, pur essendo meno potente, a quello del 1908. Diversi morti e crolli sia a Reggio Calabria che Messina, probabilmente colpite anche da tsunami. Avvertito anche alle Eolie e nella Sicilia settentrionale, con danni a Tindari. Collegato, tramite archeosismologia, ad anomalie nel tessuto urbano e territoriale, con spopolamento temporaneo delle cittadine costiere
21.07.365SICILIA
(CRETA)
8.0Il primo evento “universale” data la sua vastità, tra i più potenti di tutti i tempi in Europa. Epicentro a sud di Creta. Danni rilevanti in tutto il Mediterraneo ed associato ad uno tsunami che devastò anche le coste della Sicilia orientale
375BENEVENTO6.0Distrutta gran parte della città, morta almeno la metà della popolazione. Alcune fonti considerano come data di questo evento il 369
443ROMA5.7Epicentro stimato nei pressi di Gallicano. Danneggiati diversi monumenti tra cui anche il Colosseo e l’anfiteatro, crollati alcuni edifici ed una navata della basilica di San Paolo. Ripetutamente confermato dall’archeosismologia
778VENETO5.8Epicentro nei pressi di Treviso, semidistrutta. Segnalate centinaia di vittime, avvertito in tutto il nord-est
848SANNIO6.0Epicentro a sud di Castel Pizzuto. Interessati Campania e Molise, danni anche nel Matese. Morti ad Isernia
31.08.853MESSINA6.3Definito “grande terremoto” in diversi scritti ecclesiastici ma ancora poco noto
951ROSSANO6.0Semidistrutta la città, incerto il numero delle vittime
25.10.989IRPINIA6.0Epicentro nei pressi di Carife. Distrutto il paese di Ronza, mai più ricostruito. Ingenti danni anche a Benevento, Capua, Conza (dove muore il vescovo), Frigento. Sconosciuto il numero delle vittime, almeno qualche centinaio
03.01.1117VERONA6.5Riscontrato in almeno 85 siti, il terremoto più devastante di tutti i tempi nel nord Italia. Epicentro ad est di Ronco Adige, per alcuni autori possibile sviluppo di sequenza sismica a diversi epicentri. Gravissimi danni a Verona, con crollo parziale dell’Arena e del duomo. Avvertito in tutto il nord Italia, gravi danni (con crollo di numerosi edifici) anche a Cremona, Padova, Vicenza, Nonantola, Modena, Parma, Piacenza, Milano. Difficile stima delle vittime, almeno 20mila, forse 30mila

sabato 10 agosto 2013

Roma scossa di terremoto nella mattinata.

Terremoto Roma 9 agosto 2013


Una scossa di terremoto è stata avvertita a Roma nella zona est. Molte le segnalazioni dei cittadini allarmati sui social network. La scossa sarebbe stata intensa, ma di breve durata. Ecco il dato ufficiale dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
"Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.7 è avvenuto alle ore 11:18:32 italiane del giorno 09/Ago/2013 (09:18:32 09/Ago/2013 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Monti_Cornicolani-Aniene.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo".
 
Magnitudo(Ml)    2.7
Data-Ora     09/08/2013 alle 11:18:32 (italiane)
09/08/2013 alle 09:18:32 (UTC)
Coordinate     41.984°N, 12.794°E
Profondità    17 km
Distretto sismico    Monti_Cornicolani-Aniene

domenica 6 gennaio 2013

Terremoto 7.7 in Canada, allarme tsunami per le Hawaii.


ROMA - Il Centro allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) ha lanciato l'allarme anche per le Hawaii, in seguito al violento sisma di magnitudo 7.7 che ha colpito la costa ovest del Canada. In un comunicato, il centro avverte: "E' stato generato uno tsunami potenzialmente distruttivo per le coste di tutte le isole dello Stato delle Hawaii. Sono necessarie azioni urgenti per mettere in sicurezza le persone e le proprietà". L'arrivo della prima onda anomala alle Hawaii è previsto per le 22:28 ora locale (le 9:28 in Italia), specifica lo stesso centro d'allerta. 

Quanto al terremoto che ha colpito la Columbia Britannica, nell'ovest del Canada, e che è stato seguito da una scossa di assestamento di magnitudo 5.8, non avrebbe per il momento - secondo le informazioni iniziali - causato danni. Ma agli abitanti delle coste le autorità hanno consigliato di allontanarsi verso l'entroterra, perchè - afferma il Centro allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) - c'è il pericolo di inondazioni accompagnate da forti correnti.

sabato 17 novembre 2012

Terremoti - L' Aquila, nella notte avvertita scossa di magnitudo 3,2.



Poco dopo la mezzanotte gran parte della popolazione aquilana è stata svegliata da una scossa sismica chiaramente udibile.
ML 3.2
Region CENTRAL ITALY
Date time 2012-11-16 23:11:10.0 UTC
Location 42.41 N ; 13.37 E
Depth 10 km
Distances 92 km NE Rome (pop 2,563,241 ; local time 00:11:10.0 2012-11-17)
62 km E Terni (pop 110,412 ; local time 00:11:10.0 2012-11-17)
7 km NW L'aquila (pop 72,279 ; local time 00:11:10.0 2012-11-17)
6 km E Pizzoli (pop 3,378 ; local time 00:11:10.0 2012-11-17)
Nessun danno accertato a cose o persone, la stessa è stata infatti di lieve entità.

venerdì 28 settembre 2012

Terremoti, allerta nell’Oceano Indiano: la crosta terrestre si sta spaccando

Lo affermano tre studi pubblicati tutti e tre il 26 Settembre su Nature: al largo dell’Oceano Indiano la crosta terrestre di sta spaccando, cosa che ha presumibilmente causato i due disastrosi terremoti dell’11 Aprile 2012, di magnitudo 8.6 e 8.2 della scala Richter, avvenuti in quella parte del pianeta. Le conseguenze per il futuro non sono attualmente prevedibili.

Fin dagli anni ’80 i sismologi sospettavano che la placca chiamata Indo-Australiana si potesse rompere. Ma i fenomeni sismici dell’11 Aprile hanno rappresentato “l’esempio più spettacolare” di questo processo in atto, come ha dichiarato Matthias Delescluse, geofisico presso l’Ecole Normale Supérieure di Parigie autore principale del primo studio. (Quei terremoti) “sono stati la manifestazione più chiara del processo di formazione di una nuova placca” ha continuato il ricercatore.
Secondo le più accreditate teorie sulla tettonica delle placche, quella Indo-Australiana ha infatti iniziato a deformarsi internamente circa 10 milioni di anni fa. In conseguenza di ciò,regioni vicino all’ India hanno cominciato a scricchiolare contro la placca eurasiatica, creando pressioni contro l’Himalaya e spingendo lentamente il paese asiatico verso il basso. La maggior parte degli scienziati ritengono che la regione australiana abbia contribuito a queste tensioni, che stanno letteralmente spezzando la crosta terrestre in quella zona.
regioni vicino all’India hanno cominciato a scricchiolare contro la placca eurasiatica, creandopressioni contro l’Himalaya e spingendo lentamente il paese asiatico verso il basso. La maggior parte degli scienziati ritengono che la regione australiana abbia contribuito a queste tensioni, che stanno letteralmente spezzando la crosta terrestre in quella zona.
Delescluse e il suo team hanno dedotto la presenza di queste sollecitazioni sismiche tramite unmodello di stress calcolato sulla situazione geologica di poco antecedente al 2012, scoprendo che due terremoti precedenti, quello di magnitudo 9.1 del 2004, che ha scatenato uno tsunami nell’Oceano Indiano, e un altro più debole del 2005, hanno probabilmente favorito il sisma del 2012, aggiungendo ulteriore tensione alla zona.
Pertanto questi due precedenti terremoti sarebbero stati una causa indiretta di quelli più recentiGregory Beroza, sismologo presso la Stanford University di Palo Alto (California, Usa) sostiene che il modello è ben costruito e fornisce una spiegazione plausibile. Secondo il ricercatore, infatti, gli eventi del 2004 e del 2005 non avrebbero potuto di per sè causare quelli del 2012. “Dovevano esserci altri tipi di stress” ha dichiarato.
Nel secondo studio, guidato da Thorne Lay dell’University of California Santa Cruz (Usa) i ricercatori hanno scoperto che il primo terremoto ha interessato in realtà quattro faglie, una delle quali scivolata di 20-30 metri, come se l’evento potesse suddividersi in quattro fenomeni sismici diversi, più piccoli. Questo si verifica molto di rado, sostengono i ricercatori, perché generalmente un terremoto interessa un’unica faglia.
Nel terzo studio, infine, i ricercatori dell’University of California di Berkeley (Usa) guidati daRoland Bürgmann hanno analizzato gli strascichi di queste terribili scosse, scoprendo che per ben sei giorni dopo i due eventi sismici se ne sono verificati altri in altre zone del pianeta, di magnitudo 5.5 e superiore.
“È importante studiare ogni terremoto –ha dichiarato Hiroo Kanamori, sismologo presso ilCalifornia Institute of Technology di Pasadenama questo è piuttosto unico nel suo genere. Le sue caratteristiche, così particolari, potrebbero infatti contribuire ad incrementare le conoscenze degli scienziati sui fenomeni geologici e sismici.
Roberta De Carolis

sabato 1 settembre 2012

Pollino ore 16,02 terremoto magnitudo di 3,4, lo sciame sismico continua.

E' stato avvertito da parte della popolazione e non ha provocato danni il terremoto di magnitudo 3.4 registrato alle 16.02 al confine tra Calabria e Basilicata, sul massiccio del Pollino, al centro di uno sciame sismico che va avanti da oltre un anno e che ha fatto registrare oltre 560 episodi. Subito dopo la scossa, vigili del fuoco e carabinieri hanno fatto una serie di controlli dai quali è stato accertato che non ci sono stati danni. Quella del pomeriggio, è la terza scossa della giornata. Dopo la prima registrata alle 3, un'altra, di magnitudo 2, c'é stata alle 6.07. (ANSA).
Magnitudo(Ml)3.4
Data-Ora01/09/2012 alle 16:02:45 (italiane)
01/09/2012 alle 14:02:45 (UTC)
Coordinate39.887°N, 16.004°E
Profondità7.8 km
Distretto sismicoPollino
Comuni entro i 10Km

ROTONDA (PZ)
LAINO BORGO (CS)
LAINO CASTELLO (CS)
MORMANNO (CS)
PAPASIDERO (CS)
Comuni tra 10 e 20km

CASTELLUCCIO INFERIORE (PZ)
CASTELLUCCIO SUPERIORE (PZ)
SAN SEVERINO LUCANO (PZ)
VIGGIANELLO (PZ)
ACQUAFORMOSA (CS)
AIETA (CS)
LUNGRO (CS)
MORANO CALABRO (CS)
ORSOMARSO (CS)
SAN BASILE (CS)
SAN DONATO DI NINEA (CS)
SANTA DOMENICA TALAO (CS)
SARACENA (CS)
VERBICARO (CS)

venerdì 3 settembre 2010

Giuliani torna a lanciare l'allarme: all'Aquila possibili nuove forti scosse

Nuovi forti terremoti potrebbero colpire l'area dell'aquilano nel prossimo futuro. Il nuovo allarme, dopo lo sciame sismisco in questi giorni, è stato lanciato dal ricercatore Giampaolo Giuliani, che rimase inascoltato alla vigilia del terremoto del 6 aprile 2009. Secondo quanto ha annunciato sulla sua pagina Facebook il tecnico, nel distretto dei Monti Reatini esiste la possibilità di altre scosse superiori a magnitudo 3.

Si tratta di una preoccupazione condivisa dalla comunità dei geologi molti dei quali, tuttavia, si dicono scettici nei confronti delle previsioni basate sul radon che hanno reso celebre il ricercatore, che ha sostenuto in diverse occasioni che la presenza del gas può far prevedere con un certo grado di certezza l'arrivo di scosse sismiche. 

Attraverso la sua pagina personale Giuliani ritiene "doveroso allertare le popolazioni residenti nei territori interessati e limitrofi" in ragione del fatto che dal primo gennaio di quest’anno ad oggi si sono prodotti 1940 terremoti con epicentro nel raggio di 30 chilometri intorno a Montereale (L’Aquila). Giuliani parla di "un livello di radon che si pone in soglia di evento sotto il 3.5 di magnitudo locale circa". Per il geologo Gianluca Ferrini c’è necessità di unmonitoraggio costante, nonostante non condivida del tutto il metodo di rilevazione usato da Giuliani: "La misurazione dei livelli di radon in superficie non ha senso in quanto sono tanti i fattori atmosferici, dalla pressione al vento, che possono alterare i risultati. Per questo non possiamo certo considerare come attendibili le valutazioni di Giuliani".  (Apcom)

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