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lunedì 3 marzo 2014

“Attenti alle perforazioni del sottosuolo, c’è il rischio terremoto”. Il geologo Ortolani lancia l’allarme sui Campi Flegrei.

I Campi Flegrei
Il territorio flegreo è naturalmente predisposto ad eventi sismici ed è costantemente monitorato da esperti attraverso l’osservazione di parametri geofisici e geochimici. Il professor Franco Ortolani, ordinario di Geologia, direttore del Dipartimento Scienza del Territorio all’Università Federico II di Napoli, esprime preoccupazione per i permessi di ricerca geotermica nella zona flegrea ottenuti dalla società GEOELECTRIC S.R.L.. Questa azienda napoletana ha richiesto ed ottenuto l’autorizzazione per avviare una prima fase di studio ed indagini sull’area, per poi eventualmente procedere con la perforazione di pozzi esplorativi e successivamente produrre energia elettrica. Quest’ultima operazione avverrebbe tramite l’estrazione dei fluidi caldi dal sottosuolo e la loro reiniezione a forte pressione nello stesso (dato che non possono essere dispersi nell’atmosfera essendo nocivi per l’ambiente e la salute dei cittadini). Il problema è che in un sottosuolo naturalmente instabile, un intervento del genere è notoriamente pericoloso in quanto  rischia di innescare una sismicità. Lo dimostrano i numerosi terremoti che accompagnano il fenomeno bradisismico, come verificato tra il 1983 ed il 1985, quando il suolo flegreo si sollevò di circa 2 m nella zona del porto di Pozzuoli. “Non voglio destare inutili preoccupazioni – dice Ortolani a Retenews24 - ma sollecitare la partecipazione dei cittadini ad azioni amministrative sovracomunali che possono creare situazioni rischiose in un territorio già naturalmente a rischio. Lavorando in un’area urbanizzata si deve pretendere la massima garanzia verificabile per i cittadini e l’ambiente. E’ importante l’assunzione di responsabilità da parte della società operante e da parte dei funzionari che devono validare quanto dicono. E’ necessario che i cittadini di Napoli, Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida siano informati ed abbiano accesso a tutti gli atti che riguardano il permesso citato; in pratica sono i primi interessati e devono avere tutte le garanzie che gli interventi dell’uomo non aumentino i rischi già esistenti”. I permessi di cui parla il noto geologo, sono denominati “Cuma” e “Scarfoglio” e sono stati concessi alla GEOELECTRIC S.R.L. dall’ UNMIG, l’Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse del Ministero dello Sviluppo Economico. “Gli impatti di una sismicità indotta sono molto preoccupanti – conclude Ortolani – basti pensare a quello che sta succedendo in Oklahoma, dove si sta registrando una vera e propria “crisi sismica” probabilmente a causa del fracking (fratturazione idraulica per estrarre gas naturale e petrolio dalle rocce di scisto, cioè quelle presenti nel sottosuolo). Dunque, in questo caso, a provocare i terremoti sarebbe proprio l’uomo”.
FONTE

sabato 4 maggio 2013

La caldera di Yellowstone è piu grande di quanto previsto.


L’enorme caldera all’interno del parco di Yellowstone, negli Stati Uniti, meglio conosciuta come “supervulcano“, sarebbe ancora più grande di quanto avessero previsto gli scienziati in passato. Circa il 50 per cento più vasta: a rivelarlo è Foxnews.com, che spiega come alcuni scienziati dello Utah abbiano acquisito maggiori informazioni sul sistema vulcanico che si trova a nord-ovest del Wyoming.

LA GRANDE CALDERA DI YELLOWSTONE – A ribattezzare la caldera con il termine “supervulcano” – non utilizzato in vulcanologia, ndr – fu un documentario del 2005 della Bbc, che studiava l’eventuale risveglio delle sue attività. “Stiamo ottenendo una migliore comprensione del sistema vulcanico di Yellowstone”, ha spiegato  Jamie Farrell, un sismologo dell’Università dello Utah. “Il serbatoio di magma è almeno del 50 per cento più grande di quanto si credeva in passato”. Conoscere il volume del magma fuso sotto Yellowstone è fondamentale per comprendere e valutare le possibili dimensioni di eventuali eruzioni future. L’ultima grande eruzione della caldera si è verificata 640 mila anni fa, poi soltanto fenomeni minori, l’ultimo 70 mila anni fa.
I NUOVI STUDI – La camera magmatica analizzata nel nuovo studio è stata individuata come la fonte di alimentazione di queste eruzioni più piccole, delle sorgenti idrotermali e dei geyser del parco. Un quadro più chiaro della camera magmatica superficiale di Yellowstone è emerso grazie ad alcune scosse sismiche: le onde dei terremoti modificano infatti la loro velocità quando viaggiano attraverso la roccia fusa o solida. Farrell ha analizzato i terremoti vicini per ricostruire un quadro più esaustivo della camera magmatica. Sono state individuate le caratteristiche dell’unica camera: lunga circa 37 miglia, 18 miglia di larghezza e profonda tra le 3 e le 7 miglia.

giovedì 31 gennaio 2013

Il supervulcano dei Campi Flegrei dà segni di risveglio.


flegrei

Nei Campi Flegrei in Italia, nei pressi di Napoli, un gigantesco vulcano sta dando segni di vita. Non è solo l'aumento della temperatura della terra nella regione a preoccupare i sismologi, ma anche l'evidente deformazione del terreno.

Nel lontano passato l'attività dei supervulcani influenzava il cambiamento del clima e mutava completamente il pianeta. Oggi gli scienziati non osano prevedere le conseguenze di una possibile riattivazione del vulcano.
Ultimamente i Campi Flegrei si stanno alzando di tre centimetri sul livello del mare ogni anno. Microterremoti e accumulazioni di gas nel terreno fanno prevedere che il vulcano si prepara ad eruttare. Vladimir Kir'janov, docente della facoltà di geologia dell'Università statale di San Pietroburgo, spiega:
Se il sollevamento avviene in maniera regolare, allora è probabile che sia in corso il riempimento della camera magmatica e per questo si sta sollevando il terreno sopra di essa. I Campi Flegrei sono un supervulcano, come anche Yellowstone negli Stati Uniti e Toba in Indonesia, che eruttano più di mille chilometri cubici di magma che provocherebbero eruzioni catastrofiche. Nella regione dei Campi Flegrei è avvenuta una grande eruzione circa 30-40 mila anni fa. La cenere vulcanica che ne risultò si trova ancora adesso nel Mar Mediterraneo, in Bulgaria, in Ucraina e persino nel territorio russo. Ora sta avvenendo l'ennesimo riempimento della camera magmatica e prima o poi l'eruzione potrebbe succedere.
Eruzioni di questo genere di vulcani potrebbero portare al cosiddetto inverno vulcanico: i gas di zolfo e la cenere prodotta dallo scoppio raggiungono l'atmosfera e ricoprono la superficie terrestre. I raggi solari non riescono a penetrare attraverso lo spesso strato fino al suolo e i gas, trasformatisi in acido solforico, scendono sulla superficie terrestre sotto forma di sedimenti tossici. Gli scienziati affermano che la Terra ha già sperimentato una catastrofe simile 74 mila anni fa, dopo lo scoppio del vulcano Toba nell'isola indonesiana di Sumatra. Questo comportò il cambiamento del clima e una moltitudine di vittime umane. Ora sarebbe molto peggio: basti ricordare al collasso che la lieve attivazione del vulcano in Islanda portò nel 2010.
Le eruzioni dei supervulcani avvengono talmente di rado che gli scienziati non possono dire quanto tempo debba passare prima dei segnali iniziali dello scoppio. Nei Campi Flegrei, negli anni settanta dello scorso secolo, in tre anni il livello del terreno si alzò di un metro e mezzo, provocando crepe su molte case, ma in seguito il movimento della superficie diminuì sensibilmente. Il riempimento della camera magmatica, però, non è l'indicatore più preciso, ritiene Aleksej Sobisevič, responsabile del laboratorio di geofisica e vulcanologia dell'Istituto di fisica dell'Accademia Russa delle Scienze:
Si tratta di un presagio piuttosto a lungo termine: potrebbe riempirsi per decenni, anche centinaia di anni. Non è un problema attuale, molte montagne crescono di cinque centimetri all'anno, è un processo naturale in geologia.
Secondo l'esperto, è molto più interessante e importante il fenomeno naturale che si osserva ora in Kamčatkam, nella regione del vulcano Tolbačik. Ogni giorno qui avvengono effusioni vulcaniche e sollevamenti del terreno.
Gli scienziati affermano che l'intero sistema vulcanico del pianeta si trova ora in un momento di estrema tensione. I condotti sotterranei sono pieni di magma bollente che scoppia all'esterno. Che questo provochi l'eruzione di un supervulcano o che porti all'attivazione di una serie di piccoli vulcani, in entrambi i casi ciò porterà ad enormi conseguenze per tutti gli abitanti della Terra.

domenica 2 dicembre 2012

GLi Stati Uniti percorsi da strani tremori della terra.

Dopo le anomalie risconrate negli ultimi giorni sui simogrammi di Yellowstone,delle strane vibrazioni di fondo vengono percepite da alcuni giorni sui tracciati di diversi istituti di sorveglianza geologica degli Stati Uniti.Un anomala "vibrazione di fascia bassa"che pervade una vasta area non attribuibile a terremoti in altre zone  del pianeta.E' possibile che tutti i sismografi dislocati sul territorio statunitense abbiano subito delle anomalie?

Se confrontiamo i tracciati di qualche giorno fa  (vddi qui sopra) ci rendiamo conto delle differenze con la presenza di questo "disturbo di fondo" dalla origine ignota.
Fonte

USA / MSO, Missoula, Montana, Stati Uniti d'America

USA / PKME, Peaks-Kenny State Park, Maine, USA



USA / AAM, Ann Arbor, Michigan, Stati Uniti d'America








venerdì 19 ottobre 2012

E' allarme vulcani, la preoccupazione degli scienziati.


I ricercatori e gli scienziati di mezzo mondo stanno monitorando costantemente la situazione dei vulcani in tutto il pianeta, con particolare attenzione al cosiddetto "Ring of Fire", ovvero la linea di giunzione delle placche tettoniche che, dalle isole Filippine, percorre tutto l'arco dell'Oceano Pacifico per terminare al punto più meridionale delle coste occidentali del continente sudamericano.

A tale proposito, vulcanologi e geofisici avvertono una intensa attività che potrebbe essere il prologo ad una serie di eruzioni esplosive che potenzialmente cambierebbero la faccia del pianeta.

In primo luogo, l'Osservatorio Vulcanologico e Sismologico di Manizales, in Colombia, porta all'attenzione la inusuale serie di eventi sismici dell'ultima settimana, associati a fenomeni di frantumazione delle rocce in particolare riguardanti il massiccio del vulcano Cerro Machin e degli altri crateri presenti nella provincia di Tapias.


Anche all'isola vulcanica di El Hierro, nell'arcipelago delle Canarie, gli scienziati sono in allerta per una serie di eventi sismici il cui ipocentro è stato localizzato a circa 10 km di profondità.


Preoccupazione desta il vulcano Yellowstone, nel nord-ovest degli Stati Uniti, dove si sono manifestati altrettanti eventi sismici seppur di intensità non forte, ma che sono evidenti segni dell'attività di una caldera molto attiva.

Cambiando zona, anche in Islanda si segnala un nuovo sciame sismico avvenuto durante lo scorso fine settimana, in particolare nella penisola di Reykjanes, a circa 12 km a sud-ovest del vulcano Brenisteinsjoll, con un picco di magnitudo 3.8 della scala Richter che ha avuto il suo ipocentro a 5 km di profondità alle ore 19.42 di venerdi scorso, ora di Greenwich.

Da rilevare anche l'esplosione avvenuta sul monte Klyuchevskoy, il più alto vulcano del continente euroasiatico che sorge nella parte orientale della Russia (4.750 metri) e che nella tarda mattinata di ieri ha manifestato i primi segni di una nuova fase eruttiva. Le ultime eruzioni del Klyuchevskoy risalgono a settembre 2009 e dicembre 2010.

FONTE

giovedì 5 gennaio 2012

Germania. Il vulcano del Laacher See a rischio eruzione






















uL’ultima eruzione del vulcano sotto le acque del Laacher See risale a 12’900 anni fa. Il suo ciclo eruttivo è di 10’000-12’000 anni e nelle ultime settimane avrebbe dato segni di attività.
Questo spiegherebbe le ripetute scosse sismiche tra 2.5 e 3.5 gradi della Scala Richter che in questi giorni stanno interessando vaste zone del centro Europa, fra cui anche la Svizzera.

Sulla superficie delle acque del lago sono state evidenziate bolle di anidride carbonica, mentre forti anomalie termiche sono state registrate sotto la superficie.
Stando agli scienziati intervistati dal Daily Mail, un’eruzione del Laacher See provocherebbe un’immensa catastrofe in tutta Europa. Il vulcano potrebbe espellere miliardi di tonnellate di cenere e magma che devasterebbero le regioni circostanti, oscurando il cielo per un lungo tempo.



domenica 4 ottobre 2009

Scoperto supervulcano spento in Valsesia

SCOPERTO DA RICERCATORI ITALIANI E AMERICANI
Scoperto supervulcano spento in Valsesia
È unico al mondo: mostra tutto l'apparato profondo, permette di capire i meccanismi di alimentazione


ROMA - Scoprire un antico e gigantesco vulcano nelle Alpi Occidentali, tra le vallate e i rilievi della Valsesia, non è da tutti giorni. Ma trovare che questo «supervulcano fossile» espone tutto il suo sistema di alimentazione, «dalla cima agli inferi», come dicono soddisfatti gli scopritori, è ancora più eccezionale. La straordinaria avventura scientifica è frutto di una collaborazione italo-americana che ha come rispettivi capi il geologo James Quick, prorettore all’università di Dallas, e Silvano Sinigoi, professore di petrografia all’Università di Trieste.
continua:

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