Visualizzazione post con etichetta atmosfera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta atmosfera. Mostra tutti i post

martedì 3 settembre 2013

Meteorite solca il cielo di Treviso, si cerca il cratere (VIDEO)

TREVISO - Un forte boato e una palla di fuoco in cielo. E' successo verso le 2.15 di questa notte quando un bolide, come viene chiamato dagli astronomi, un corpo simile a un meteorite ma con diversa composizione, ha attraversato i cieli della Marca a una velocità tra i 40 e 75 chilometri al secondo. 
Il meteorite sarebbe entrato in atmosfera sui cieli del mare Adriatico e dopo un volo di 5 secondi sarebbe avvenuta l'esplosione.

Il cratere non è stato trovato e i vigili del fuoco, che  hanno terminato le ricerche, si appellano ai cittadini: "Segnalate buche sospette". E raccomandano di non toccare eventuale materiale sospetto.
Dopo essere stati testimoni dell'improvviso bagliore agenti di polizia e carabinieri in servizio di controllo del territorio avrebbero sentito un forte boato durato circa tre secondi. Un colpo la cui eco si è sparsa nell'area di Casier sino a Monastier dove è ora in corso un sopralluogo dei vigili del fuoco.
 Decine le chiamate di cittadini alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco di Treviso. I pompieri, interventi anche con la speciale squadra Nbcr, hanno perlustrato a lungo la zona senza tuttavia trovare prove della caduta di un presunto meteorite.
"Dopo un volo di quasi 5 secondi", spiega Enrico Stomeo, esperto in meteoriti, "la meteora ha mostratouna prima grossa esplosione, che ha illuminato a giornoil cielo, seguita da altre minori in sequenza e dalla frammentazione del corpo". "Nell'immagine - spiega Stomeo - è mostrata la somma di alcuni frame, escludendo quelli relativi al momento della brillantissima esplosione, che ha ovviamente saturato il campo ripreso".

Quello dei meteoriti è uno tra i campi più affascinanti di tutta l'Astronomia e che coinvolge varie discipline, al punto che molti biologi sono convinti che la vita sul nostro pianeta sia stata portata proprio da un meteorite. Un piccolo "dizionario" è però necessario.

"Una meteora", spiega Maurizio Eltri, uno tra i più grandi esperti mondiali di mateoriti, "è ciò che si vede, cioè il fenomeno nel cielo. Il corpo che causa la scia è invece il meteoroide. Il meteoroide con il suo ingresso nell'atmosfera causa la ionizzazione dell'aria e quindi la scia e il rumore. Se una meteora è molto luminosa si chiama bolide".

Poi c'è quello che tutti sperano. "Vero", sorride Eltri, "se il meteoroite tocca il suolo, almeno con qualche
frammento che non venga consumato dall'attrito con  l'atmosfera, allora quello è il meteorite, quello che
tutti cerchiamo".

Quello di questa notte non è un fenomeno usuale. "No -spiega Eltri - si è trattato di un chilometro locale, cioè visibile entro un raggio di un centinaio di  chilometri. Per la nostra zona è un fenomeno abbastanza raro: una tale luminosità qui non si vede spesso.  Quello di stanotte è stato molto, molto luminoso, al punto che ha solarizzato le riprese effettuate e è risultato più luminoso, per intendersi, della luna piena".

sabato 23 febbraio 2013

Meteorite caduto in Russia, Meteosat 10 ha colto l'istante in cui è entrato nell'atmosfera.



Come testimoniato dall’immagine, il satellite meteorologico Meteosat-10 ha colto l’istante in cui il meteorite è entrato nell’Atmosfera il meteorite che lo scorso venerdì 15 febbraio si è poi disintegrato nei cieli al di sopra della località russa di Chelyabinsk.
Il Meteosat-10, gestito dal EUMETSAT (European Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites), ha rimpiazzato il suo predecessore Meteosat-9 appena qualche settimana fa, durante il mese di gennaio, e orbita al di sopra dell’Equatore, sempre nella stessa posizione (in modo da osservare costantemente Europa e Africa), a circa 36000 chilometri di quota. 

sabato 11 agosto 2012

Criovulcanesimo su Encelado, luna di Saturno.

Le spettacolari immagini di un enorme getto d'acqua riversato su Saturno da una delle sue lune, Encelado, sono state catturate da Herschel, l'osservatorio spaziale dell'Agenzia Spaziale Europea(ESA) e hanno permesso di risolvere il mistero della presenza di acqua nell'atmosfera del pianeta degli anelli.
La presenza di acqua negli strati alti dell'atmosfera del secondo piu' grande pianeta del sistema solare era noto da molti anni, ma non esisteva certezza fino ad oggi di quale potesse esserne la fonte. Le nuove osservazioni hanno permesso di verificare la presenza di un grande anello di vapore d'acqua che circonda Saturno e che viene continuamente alimentato da un getto proveniente da una delle sue lune. Encelado ne espelle infatti circa 250 chilogrammi al secondo attraverso numerosi getti liberati dalla regione del Polo Sud.
Encelado è un satellite naturale di Saturno, scoperto il 28 agosto 1789 da William Herschel. È il sesto satellite naturale di Saturno in ordine di grandezza. Fino al passaggio delle due sonde Voyager, all'inizio degli anni 1980, le caratteristiche di questo corpo celeste erano poco conosciute, a parte l'identificazione di ghiaccio d'acqua sulla superficie. Le sonde hanno mostrato che questo satellite ha un diametro di soli 500 km e riflette quasi il 100% della luce solare. La Voyager 1 ha permesso di scoprire che Encelado orbita nella regione più densa dell'anello E di Saturno mentre Voyager 2 ha rivelato che nonostante le sue piccole dimensioni il satellite presenta regioni che variano da superfici antiche con molti crateri da impatto a zone recenti datate circa 100 milioni di anni.
Fonte

lunedì 28 dicembre 2009

Clima - l'Italia potenzia la rete di monitoraggio climatico.

 Mentre si registra una  parziale delusione della conferenza Cop15, l’Italia decide di rafforzare il suo impegno nello studio dei cambiamenti climatici attraverso l’ampliamento della rete di stazioni di monitoraggio atmosferico in alta quota Share (Stations at High Altitude for research on Environment) realizzata dal Comitato EvK2Cnr. Lo ha annunciato il presidente del Comitato stesso Agostino Da Polenza....
In uno studio dal titolo "L'atmosfera e le montagne italiane dalle Alpi al Mediterraneo: ruolo delle stazioni di monitoraggio in alta quota", condotto dall’Isac-Cnr, sono stati individuati un certo numero di possibili siti, ubicati in aree considerate rappresentative delle condizioni di fondo dell’atmosfera. Con il Comitato EvK2Cnr si è  dato così  vita al network Share–Italia che si focalizzerà su una stazione di riferimento operante da più di venti anni (il laboratorio ISAC-Cnr Ottavio Vittori sul Monte Cimone) e 8 stazioni primarie dislocate sul territorio, per aree geografiche d'interesse.
 
La rete comprenderà una stazione sulle Alpi occidentali, una sulle Alpi Centrali, una su quelle Orientali. Altre tre stazioni andranno a coprire l'Appennino da nord a sud, e altre due stazioni riguarderanno Sicilia e Sardegna. Le aree in cui sono dislocate le stazioni, sono state selezionate in base a criteri geografici, ambientali e territoriali, in modo tale che siano rappresentative del territorio italiano.
 
La creazione di una rete di stazioni d’alta montagna per lo studio delle condizioni di fondo dell’atmosfera permetterà di porre fine a una lacuna esistente nell’organizzazione delle reti di monitoraggio atmosferico sul nostro territorio. Infatti, mentre sono relativamente diffuse (soprattutto al Nord del Paese) reti efficienti mirate alla determinazione dei livelli di qualità dell’aria, rimane ancora poco diffusa un’attività più completa di campionamento. Un'attività che consideri non solo i parametri utili alla valutazione degli indici di qualità dell’aria, ma che possa anche rivolgersi in senso più ampio alle tematiche inerenti lo studio dell’atmosfera e dell’ambiente......

giovedì 5 novembre 2009

Artico, i cambiamenti climatici sono più evidenti.


I cambiamenti climatici nell'Artico sono più evidenti che in tutto il resto del Pianeta. Qui, gli impatti hanno effetti devastanti sul vento, sullo scioglimento dei ghiacci, sulle correnti marine, sulle aree limitrofe, su animali e vegetazione. A scattare la fotografia sullo stato del Circolo polare Artico ci pensa l'aggiornamento annuale, a ottobre 2009, del rapporto «Artic report card» del distretto del Programma climatico del National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) del Dipartimento Usa del commercio.
Nonostante nell'estate appena trascorsa l'Artico abbia fatto registrare un po' più di ghiaccio rispetto al 2007 o 2008, gli scienziati hanno individuato, da 5 anni a questa parte, dei cambiamenti drastici nella regione Artica con un tasso di sconvolgimento ambientale più rapido del previsto.
GLI EFFETTI - Alcuni dei risultati principali sono divisi per area. Nel capitolo sull'atmosfera, per esempio, si parla dell'influsso di venti provenienti dal Sud che provocano lo scioglimento del ghiaccio marino estivo che viene sostituito ogni anno. Sull'Oceano, l'effetto è di avere acqua più calda e meno salata. Ogni anno aumenta la perdita dello strato di ghiaccio permanente della Groenlandia.
Il cambiamento di queste condizioni determina anche impatti sugli eventi meteorologici come l'aumento delle piogge in Siberia e la diminuzione delle nevicate in Nord America. Per non parlare degli effetti della perdita di ghiaccio sugli animali, sulla vegetazione e sui pesci.
Fonte: www.corriere.it

BANNER

ADD/THIS

Bookmark and Share
webso OkNotizie