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martedì 15 aprile 2014

Colleferro (RM) - Sciame sismico spaventa i cittadini.

Immagine non collegata al fenomeno.
Sono tornate le segnalazioni. Qualcuno parla di un vero terremoto. E in effetti ieri mattina dopo le 09:30, centinaia di segnalazioni provenienti da tutto il centro/sud Italia hanno voluto testimoniare il verificarsi di una scossa. Sono stati circa 600 i questionari compilati nella pagina “Hai Sentito Il Terremoto” dell’INGV e tra queste ci sono anche cittadini di Colleferro. Nella notte alcuni sismografi avevano rilevato una scossa di magnitudo 4.2 nel mar Tirreno, al largo di Napoli, proprio a metà strada tra Roma e Palermo, a grande profondità. Poi, però, non è stata confermata dagli enti ufficiali (INGV in primis).
UN FENOMENO NON NUOVO – Sono dieci anni che si parla di strani movimenti delle case nel centro di Colleferro. Non siamo in via Traiana, dove passavano i camion, ma nella zona a ridosso di Piazza Matteotti, Piazza Mazzini, Corso Garibaldi, Via dell’Industria, Via Verdi, Via del Commercio, via Artigianato. Pieno centro. Sono leggere, durano pochi secondi, talvolta si avvertono ogni due minuti, talvolta randomiche o capaci di non farsi sentire anche per mesi, come è successo l’estate scorsa. Due famiglie le hanno avvertir nel weekend. Più volte il problema è stato discusso. Forse la natura del fenomeno è dovuto alla particolare conformazione orografica del territorio che presenta diversi spazi vuoti sotto case e strade. Per avere un dato certo, i cittadini dovrebbero installare un vibrometro, strumento che permetterebbe, registrandole, di risalire alle cause delle vibrazioni misteriose.

domenica 25 agosto 2013

Sciame sismico in atto alle porte di Roma.

Terremoto Roma: a Tivoli e Guidonia tre scosse nella notte


Terremoto Roma: a Tivoli e Guidonia tre scosse nella notte

Tra Tivoli e Guidonia tre scosse nella notte che vanno a sommarsi alle due di martedì. La più forte è stata di magnitudo 2.6



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ROMA - Scosse lievi, di magnitudo molto basse ma che, secondo i sismografi dell'Ingv, delineano i contorni di uno sciame sismico in atto alle porte della Capitale.
Torna quindi a tremare la terra nella zona ad est di Roma. Dopo le scosse di martedì, la mattina poco dopo le 10 e il pomeriggio poco dopo le 16, nella notte i monti Cornicolani sono stati l'epicentro di ben tre rilevazioni.
La prima intorno alle 3.01. La magnitudo è stata di 2,5 e l'epicentro il solito: Monti Cornicolani. Ventisei minuti la terra trema ancora: magnitudo pressoché identica, 2,6, come identico è il fulcro della scossa, localizzato nei paesi tra Tivoli e Guidonia. Stesso epicentro alle 3.50. Ancora più bassal a magnitudo, ovvero 2,0 della scala Richter.

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domenica 3 febbraio 2013

Garfagnana - Comparsi "vulcanelli di fango" sulle rive del laghetto di Pra’ di Lama, a Pieve Fosciana (LU)


Lucca, 3 febbraio 2013 - Sulle rive del laghetto di Pra’ di Lama, a Pieve Fosciana in Garfagnana, sono spuntati «vulcanelli di fango» da cui fuoriesce un gas. La segnalazione è arrivata venerdì pomeriggio alla sala operativa dell’Istituto nazionale di geofisica ed è stata immediatamente girata alla ricercatrice Fedora Quattrocchi, responsabile dell’unità funzionale geochimica dei fluidi, stoccaggio geologico e geotermia della sezione sismologia e tettonofisica, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. L’esperta sarà in Garfagnana da domani e per quattro giorni per misurare tutta una serie di parametri legati allo sciame sismico tuttora in corso dal 25 gennaio. Indagini soprattutto sulle acque termali della zona. «Valori di temperatura, Ph dell’acqua, salinità, presenza del gas radon, livello piezometrico dei pozzi ecc. rappresentano valori che insieme all’osservazione del comportamento degli animali possono contribuire a capire il rischio sismico e forse, un giorno, arrivare a determinare con precisione dove e quando colpirà un forte terremoto».
Lancia un appello ai cittadini...
«Sono importanti le segnalazioni dei residenti nella zona — dice Fedora Quattrocchi — e per questo invito chi ha notato fenomeni rilevanti a inviarmi una segnalazione alla mia e-mail fedora.quattrocchi@ingv.it».
Cosa serve per arrivare a prevedere i terremoti?
«Finora stiamo svolgendo ricerche un po’ in tutte le direzioni. Certo è necessario sviluppare anche il settore che si occupi di valutare oggettivamente i transienti che in letteratura sono definiti di ‘breve e brevissimo termine’ non sismologici: le variazioni dei fluidi, nelle deformazioni del suolo, nel comportamento degli animali, nei segnali elettromagnetici, ecc. Non lo dico perché il mio gruppo di lavoro se ne occupa, ma perché ormai dovrebbe essere un fatto scontato. I transienti a breve e brevissimo termine vanno studiati in modo multidisciplinare e sempre con la priorità di comprendere tutto il processo di preparazione di forti eventi sismici, e non solo dal punto di vista sismologico, ma geomeccanico, geochimico, tettonico, elettromagnetico, ecc.»

giovedì 27 settembre 2012

Terremoto nel Sannio, lo sciame sismico dovrebbe durare giorni, intervista al geologo Gaetano Festa.

Epicentro della scossa di magnitudo 4,1.

Le scosse di terremoto nel Sannio potrebbero durare alcuni giorni. "E' scientificamente difficile prevedere come e se si evolverà il terremoto registrato nel beneventano. Possiamo dire però che si tratta di un fenomeno simile per le frequenze a quelli sinora registrati nella stessa area". E' quel che ha dichiarato all'AGI, Gaetano Festa, geologo e docente di Fisica della Terra e dell'atmosfera all'Università degli Studi di Napoli Federico II, commentando le scosse sismiche avvenute tra la scorsa notte e stamattina nella zona est di Benevento. "Finora - ha precisato Testa - le osservazioni non hanno rilevato caratteristiche che lascino emergere elementi insoliti dai consueti fenomeni che interessano l'area. Solo successive osservazioni potranno dirci se si tratta di qualcosa di più preoccupante. Continueremo a osservare l'occorrenza della sismicità e la frequenza con la quale avvengono gli sciami. Finora abbiamo registrato quattro eventi che hanno anticipato il terremoto principale di magnitudo 4.1, tutti osservati nell'area orientale tra Paduli e Pietrelcina.
Successivamente sono stati rilevati altri dieci eventi di minore magnitudo e due di magnitudo superiore a tre. Si tratta comunque di una zona a rischio che in passato ha subito eventi sismici importanti compresi ra magnitudo 6 e 7. Sicuramente l'ordine di grandezza del risentimento è comparabile con quello de L'Aquila che era però di magnitudo 6. Non e' strano che ci sia stata una percezione estesa del terremoto - ha spiegato Festa - dato che è avvenuto di notte con i rumori ambientali estremamente ridotti. In merito alla pericolosità o meno del sisma, più che tranquillizzare le persone possiamo non allertarle perché, stando alle osservazioni effettuate fino ad ora, parliamo di scosse che potenzialmente terminano nel giro di ore o giorni. Anche se ciò non esclude sviluppi differenti. Ma continueremo a tenere il fenomeno sotto controllo".
http://www.ilquaderno.it/terremoto-scosse-potrebbero-durare-giorni-76846.html


domenica 9 settembre 2012

Pozzuoli (NA) - Scosse e boati, paura, Giuseppe Luongo: «Il suolo si sta rialzando»



di Franco Mancusi
NAPOLI - Coincidenze fatali. Uno sciame sismico fittissimo, a Pozzuoli, negli stessi giorni delle trivellazioni avviate per ragioni scientifiche ed energetiche nell’area di Bagnoli. Tanta paura, ma nessun collegamento fra i due eventi. Una volta tanto i vulcanologi sono d’accordo. «Non possiamo avere dubbi, basta vedere la distanza fra il cantiere dello scavo e l’epicentro delle scosse», spiega Giuseppe Luongo, vulcanologo di fama, professore emerito di Fisica del Vulcanesimo nell’università Federico II.

Cosa sarebbe successo se le trivelle avessero risvegliato l’attività del bradisismo?
«L’inferno, credo. Scavando in profondità saremmo forse precipitati in un baratro di fuoco e di devastazione ambientale. Diciamo che sarebbe stata una catastrofe».

L'attività del bradisismo è ferma?
«L’evoluzione del fenomeno non si arresta mai. Negli ultimi tempi si è registrata una nuova fase di lieve sollevamento del suolo. Ecco spiegata la sequenza degli ultimi terremoti, che per fortuna hanno generato soltanto paura».

La gente sapeva di questa inversione di tendenza?«Non lo so, non credo, considerando le reazioni manifestate nelle ultime ore. La sorpresa è stata generale».

Delle trivellazioni a Bagnoli, però, sapevano tutti.
«Ed è proprio per questo che molti hanno temuto per un risveglio dell’attività vulcanica. Come se uno scavo effettuato ad appena duecento metri avesse risvegliato il fenomeno, insomma. L’ipocentro dello sciame sismico, d'altra parte si è verificato quasi a cinque chilometri di profondità».

Chi doveva avvertire la popolazione della crisi in atto?«Certamente il sindaco doveva essere informato dalla Protezione Civile, a sua volta messa in campana dalle valutazioni della comunità scientifica. Tutto ciò non è accaduto. Non saprei spiegare perché».

Nei giorni dell’emergenza di trent’anni fa a Pozzuoli vi era un presidio per la sorveglianza del bradisismo. Perché fu chiuso?
«Credo per le difficoltà finanziarie. Anche se l'Osservatorio Vesuviano si è sempre dichiarato pronto a collaborare gratuitamente».

Considera adeguata la rete informativa in un area ad alto rischio ambientale, come quella dei Campi Flegrei?
«Certamente no. Sia nel comprensorio vesuviano che in quello del bradisismo le istituzioni hanno il dovere di assistere puntualmente e correttamente le popolazioni. Altrimenti le conseguenze della scarsa conoscenza rischiano di essere peggiori dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche».

Quando si potrebbe parlare di situazione di allarme, realisticamente?
«In condizioni decisamente diverse. Nel caso dell'emergenza che provocò l'esodo del centro antico, nell'ottobre '83 a Pozzuoli non si capiva niente».

Quali sono i segnali precursori di una crisi-eruzione?
«Tanti, e ben diversi dallo sciame sismico delle ultime ore. Intanto le deformazioni evidenti del suolo nell'area epicentrale. Poi le scosse, molto più forti e continue. Ancora, le variazioni delle composizioni geochimiche nelle fumarole, i boati, le trasformazioni dei flussi termali».

Come cambierà, in considerazione anche di questo fenomeno, la mappa della zona rossa nell'area del bradisismo?
«Lo vedremo quando, finalmente, il piano di sicurezza della Protezione Civile vedrà la luce».

Anche Napoli sarà inserita nella zona a rischio?
«Forse alcuni quartieri della periferia occidentale. Bagnoli, Fuorigrotta, Soccavo, Pianura: altre comunità da spostare in caso di emergenza. Non sarà uno scherzo».

giovedì 30 agosto 2012

Analisi evento sismico nella provincia di Reggio Calabria, M4.6, 29 agosto ore 01.12


Un terremoto di magnitudo 4.6 è avvenuto alle ore 01:12:15 italiane del giorno 29 agosto 2012 (23:12:15 28/Ago/2012 – UTC) alla profondità di 45.4 km. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Stretto di Messina.

La mappa sopra mostra la distribuzione dei terremoti storici dal catalogo CPTI11 di magnitudo stimata superiore a 5. I numeri in carta indicano le date dei principali terremoti.

La profondità ipocentrale del terremoto (circa 45 km) suggerisce che esso non sia legato alla deformazione della crosta superiore, quindi alle faglie su cui sono avvenuti i grandi terremoti del passato, ma si sia originato per la deformazione della litosfera ionica in subduzione al di sotto della Calabria. Coerentemente, al momento non sono state registrate repliche dell’evento delle 01:12, neanche a livello strumentale. Questi terremoti profondi si presentano il più delle volte come scosse isolate.

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