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domenica 11 settembre 2016

Tsunami colpisce la costa del Brasile il 23 agosto 2016.

Il 23  Agosto 2016 sulle sponde del Brasile c’è stato un potente tsunami. Per qualche ragione sconosciuta l’evento è stato ignorato dai media di tutto il mondo. Secondo i residenti locali, che sono abituati alla comparsa di onde alte durante le tempeste,  quello che è successo il 23 Agosto 2016 è stato qualcosa di più delle classiche onde anomale dovute a Uragani o tempeste, ma erano gli abitanti sono convinti che le onde che hanno colpito parte della costa del Brasile, erano onde di tsunami ed erano enormi.


L’acqua del mare ha invaso due isolati della città di Rio, ma non è andato oltre. Secondo gli esperti, non è stato l’aumento del vento, una tempesta o altro a causare lo tsunami, ma qualcosa di diverso.


mercoledì 24 dicembre 2014

Onde di maremoto e onde normali, differenze.


Le cronache degli ultimi tempi ci hanno avvicinato ad un fenomeno, quello dei maremoti o tsunami, molto dibattuto e considerato come una minaccia da non trascurare e alla quale sarebbero esposte anche le coste della penisola italiana, come dimostrano importanti fenomeni che si sono registrati negli anni e nei secoli passati, testimonianze raccolte nel catalogo dei maremoti italiani.
Senza addentrarci in problematiche che potrebbero apparire piuttosto ostiche, cerchiamo di chiarire un aspetto importante e cioè riguardante la differenza esistente tra le onde che si generano a seguito dei maremoti e le onde normali, magari anche piuttosto alte, che si generano a seguito di particolari condizioni climatiche, ad esempio durante una tempesta, etc.
Le onde del maremoto possono raggiungere altezze elevatissime e possono essere anche piuttosto devastanti, a seconda di diversi elementi e dei fattori stessi che hanno generato lo tsunami. I maremoti, ricordiamo, possono generarsi sia a seguito di un terremoto di forte intensità, sia a causa dell’esplosione di un vulcano sottomarino o ancora a causa del crollo o frana, non direttamente collegata all’eruzione, di un costone roccioso di una montagna sottomarina. Molto raramente i maremoti possono nascere a seguito di violenti impatti di meteoriti che cadendo in mare, genererebbero onde anomale e distruttive, come mostrato da numerosi film di fantascienza.
Le onde normali, prodotte in gran parte dal vento, muovono solo gli strati superficiali dell’acqua del mare e per questo non coinvolgono il fondale, mentre quelle dei maremoti muovono sia gli strati superficiali del mare, che i fondali e la superficie e hanno un andamento molto veloce e spedito. Un maremoto, inoltre, non deve presentarsi necessariamente con onde alte per provocare distruzione e danni a persone e cose, ma può avere anche onde basse ma con una carica di energia e con un’intensità forte tale da propagarsi velocemente ed inghiottire tutto ciò che incontri sul proprio camino.

I maremoti, inoltre, possono manifestarsi anche con un improvviso e repentino ritiro delle acque, ritiro che preannuncerebbe l’imminente onda, con effetti più o meno devastanti a seconda dell’intensità o di altri fattori interconnessi. E’ bene precisare, infine, che la prima onda non debba essere necessariamente la più alta e pericolosa, dal momento che potrebbe essere quel primo campanello d’allarme pronto a preannunciare l’arrivo di seconde o terze onde più alte e minacciose della prima.


giovedì 1 maggio 2014

Maremoti in Italia a partire dall'anno 1000 D.C.


ANNO

LOCALITÀ

CAUSA DEL MAREMOTO

RUNUP MAX.ALT.

INTENSITÀ’
1169Stretto di MessinaSisma in mare       11 grado ME           4
Inondazione e distruzioni a Messina
1511Nord AdriaticoSisma a terra         10 grado ME           2
Forte innalzamento del livello marino a Trieste
1564Costa AzzurraSisma a terra        10 grado ME           3
Inondazione ad Antibes
1627GarganoSisma a terra        11 grado ME3 metri            5
Si tratta di uno dei maggiori tsunami che hanno interessato le coste italiane dell’Adriatico meridionale. Lo tsunami fu innescato da un terremoto e colpì la zona costiera tra Fortore e San Nicandro, nei pressi del Lago di Lesina nel Gargano Settentrionale.
La zona, dopo un primo ritiro delle acque, venne completamente sommersa dal mare.  Il fronte d’acqua associato allo tsunami deve essere stato veramente impressionante: cronache dell’epoca riferiscono che la città costiera di Termoli “precipitò” nel mare; sicuramente si tratta di un’iperbole letteraria, ma rende molto bene la drammaticità dei fatti.
Anche altre città furono interessate dall’evento.  A Manfredonia, città costiera uscita praticamente indenne dagli effetti del terremoto, si registrò un runup dell’ordine di 2-3 metri.



L'onda di maremoto che ha colpito Stromboli il 30 dicembre 2002


mercoledì 30 aprile 2014

Ecco tutti i terremoti più forti di M5.5 della storia d'Italia.

Epicentri

MeteoWeb.eu ha pubblicato un lavoro del geologo Giampiero Petrucci, che ha raccolto in un elenco tutti i terremoti di magnitudo superiore a 5.5 della storia d’Italia, con delle brevi note e dettagli sui paesi colpiti e sui danni.
DATAZONAMNOTE
217 a.c.ITALIA CENTRALE6.5Il terremoto più antico di cui si ha notizia storica. Confermato dalle cronache della battaglia del Trasimeno durante la “seconda guerra punica”. Avvertito in gran parte dell’Italia centrale (allora chiamata Etruria), epicentro stimato tra Siena ed il lago Trasimeno
174 a.c.SABINA6.6Epicentro stimato nei pressi di Poggio Mirteto
100 a.c.MARCHE5.8Epicentro nei pressi di Mogliano
91 a.c.REGGIO CALABRIA6.3Individuato negli scritti del greco Strabone che descrive crolli nella maggior parte degli edifici cittadini
76 a.c.REATINO6.6Distrutta gran parte della città di Rieti
56 a.c.MARCHE5.8Epicentro nei pressi di Recanati
05.02.62CAMPANIA5.8Certamente danneggiate Pompei ed Ercolano oltre a Nocera ed alcune zone di Napoli. Pare che Nerone in persona si sia occupato della ricostruzione. Segnalato anche da Seneca
25.08.79CAMPANIA5.7Associato alla celebre eruzione distruttiva del Vesuvio
99SANNIO6.3Epicentro vicino a Circello
101ABRUZZO6.3Epicentro nei pressi di S. Valentino. Danni in tutto l’Abruzzo, avvertito in gran parte dell’Italia centrale
346SANNIO6.0Epicentro nei pressi di Castelpagano, prossimo a quello del 99. Effetti importanti anche nel Matese, confermato da studi archeosismologici su lapidi ed epigrafi
361-363STRETTO DI MESSINA6.6Datazione difficile (per alcuni autori 363, per altri 374). Interessa le sponde dello Stretto e per questo viene paragonato, pur essendo meno potente, a quello del 1908. Diversi morti e crolli sia a Reggio Calabria che Messina, probabilmente colpite anche da tsunami. Avvertito anche alle Eolie e nella Sicilia settentrionale, con danni a Tindari. Collegato, tramite archeosismologia, ad anomalie nel tessuto urbano e territoriale, con spopolamento temporaneo delle cittadine costiere
21.07.365SICILIA
(CRETA)
8.0Il primo evento “universale” data la sua vastità, tra i più potenti di tutti i tempi in Europa. Epicentro a sud di Creta. Danni rilevanti in tutto il Mediterraneo ed associato ad uno tsunami che devastò anche le coste della Sicilia orientale
375BENEVENTO6.0Distrutta gran parte della città, morta almeno la metà della popolazione. Alcune fonti considerano come data di questo evento il 369
443ROMA5.7Epicentro stimato nei pressi di Gallicano. Danneggiati diversi monumenti tra cui anche il Colosseo e l’anfiteatro, crollati alcuni edifici ed una navata della basilica di San Paolo. Ripetutamente confermato dall’archeosismologia
778VENETO5.8Epicentro nei pressi di Treviso, semidistrutta. Segnalate centinaia di vittime, avvertito in tutto il nord-est
848SANNIO6.0Epicentro a sud di Castel Pizzuto. Interessati Campania e Molise, danni anche nel Matese. Morti ad Isernia
31.08.853MESSINA6.3Definito “grande terremoto” in diversi scritti ecclesiastici ma ancora poco noto
951ROSSANO6.0Semidistrutta la città, incerto il numero delle vittime
25.10.989IRPINIA6.0Epicentro nei pressi di Carife. Distrutto il paese di Ronza, mai più ricostruito. Ingenti danni anche a Benevento, Capua, Conza (dove muore il vescovo), Frigento. Sconosciuto il numero delle vittime, almeno qualche centinaio
03.01.1117VERONA6.5Riscontrato in almeno 85 siti, il terremoto più devastante di tutti i tempi nel nord Italia. Epicentro ad est di Ronco Adige, per alcuni autori possibile sviluppo di sequenza sismica a diversi epicentri. Gravissimi danni a Verona, con crollo parziale dell’Arena e del duomo. Avvertito in tutto il nord Italia, gravi danni (con crollo di numerosi edifici) anche a Cremona, Padova, Vicenza, Nonantola, Modena, Parma, Piacenza, Milano. Difficile stima delle vittime, almeno 20mila, forse 30mila

mercoledì 12 febbraio 2014

Tsunami in Norvegia.

casa ala deriva
Non mi sembra che in Italia se ne sia parlato. Ma lo scorso mercoledì intorno alle 4:30 del pomeriggio, il piccolo villaggio norvegese di Nord-Statland che si adagia in un bellissimo fiordo, è stato colpito da uno tsunami vero e proprio.
Stando ai rapporti locali sembra che alcune onde siano state alte anche 15 metri (anche se ciò appare improbabile).
Il villaggio distrutto
Ma non c’è stato alcun terremoto, come è possibile allora? Sembra chiaro che la causa sia da ricercare in una frana sottomarina che si è verificata sul versante opposto del fiordo in cui è localizzato il villaggio. Su quel versante infatti, si nota una frana, ma è troppo piccola per poter aver creato l’onda distruttrice e quindi non può essere che una frana avvenuta al di sotto della superficie marina.
Sembra che la frana sia stata causata dal riporto di materiale di scarto di un altro villaggio in costruzione e di un piccolo porto. Ma qualunque sia stata la causa scatenante sta di fatto che 57 persone si sono trovate senza casa e senza nulla dei propri effetti personali, consolati solo dal fatto che nessuno è stato ucciso dall’evento.
Un monito per tutte le aree costiere che pur non essendo sismiche possono comunque essere colpite da uno tsunami sottomarino. Un monito ancor più importante per la nostra Italia.

martedì 24 dicembre 2013

Mark Weingard, 47enne inglese, si è salvato dall’attentato dell'11 settembre, dall’attentato di Bali e dallo tsunami del 26 dicembre 2004.


Mark Weingard ricorda vagamente Zelig, il personaggio dell’omonimo film di Woody Allen che aveva la capacità di trovarsi sempre al centro della storia: dietro a Hitler con la Porta di Brandeburgo sullo sfondo, seduto vicino a Pio XII in Vaticano, a fianco di Babe Ruth in un campo da baseball. In un certo senso un antesignano di Forrest Gump che stringeva la mano a Elvis Presley, a John Kennedy, a Richard Nixon e combatteva in Vietnam. “È proprio quello che penso della mia vita”, dice sorridendo Mark Weingard che nell’arco di tre anni è stato testimone delle più grandi tragedie del mondo. Tutto ha avuto inizio l’11 settembre 2001 (…)
LO SALVÒ IL FATTO di essere in ritardo dopo una notte passata in bianco. Quando telefonò per avvertire si sentì rispondere: “non venga proprio, un aereo ha appena colpito il World Tra-de Center”. Pochi minuti dopo il secondo aereo si schiantò esattamente contro gli uffici della Fuji Capital uccidendo i 23 dipendenti presenti. Mark Weingard, 47 anni, da allora si è sempre rifiutato di guardare le immagini agghiaccianti della gente che si getta nel vuoto. L’11/9/2001 Mark aveva da poco compito 35 anni ed era cresciuto con l’idea fissa che, come il padre ucciso a 36 anni in un incidente stradale mentre guidava il suo taxi, sarebbe morto prima di compiere 36 anni. “Mio padre era morto a meno di 36 anni, sua sorella era morta giovanissima e anche sua madre era morta giovane. La mia famiglia era percorsa da questo senso di morte imminente”. Ma il destino aveva altre sorprese in serbo per il giovane di Manchester che aveva deciso di darsi alla finanza perché amava la matematica. Tredici mesi dopo le Torri Gemelle, nell’attentato di Bali morì la fidanzata Annika Linden. Come l’aveva conosciuta? Dopo un doloroso divorzio dalla moglie conosciuta a 15 anni sui banchi di scuola, aveva incontrato Annika grazie alla posta del cuore di un giornale.

domenica 6 gennaio 2013

Terremoto 7.7 in Canada, allarme tsunami per le Hawaii.


ROMA - Il Centro allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) ha lanciato l'allarme anche per le Hawaii, in seguito al violento sisma di magnitudo 7.7 che ha colpito la costa ovest del Canada. In un comunicato, il centro avverte: "E' stato generato uno tsunami potenzialmente distruttivo per le coste di tutte le isole dello Stato delle Hawaii. Sono necessarie azioni urgenti per mettere in sicurezza le persone e le proprietà". L'arrivo della prima onda anomala alle Hawaii è previsto per le 22:28 ora locale (le 9:28 in Italia), specifica lo stesso centro d'allerta. 

Quanto al terremoto che ha colpito la Columbia Britannica, nell'ovest del Canada, e che è stato seguito da una scossa di assestamento di magnitudo 5.8, non avrebbe per il momento - secondo le informazioni iniziali - causato danni. Ma agli abitanti delle coste le autorità hanno consigliato di allontanarsi verso l'entroterra, perchè - afferma il Centro allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) - c'è il pericolo di inondazioni accompagnate da forti correnti.

domenica 15 luglio 2012

Tsunami like nel Mar Tirreno, le ipotesi.


Foto del fenomeno a Gaeta (LT)

Resta ancora senza una spiegazione certa da parte degli scienziati lo strano fenomeno che giovedì mattina è stato osservato in gran parte delle coste del mar Tirreno. Una sorta di piccolo tsunami, con il mare che dalla Liguria alla Sicilia, ma in particolare nel basso Tirreno, si è ritirato di diversi metri per poi riabbattersi sulle spiagge con un'onda anomala alta almeno mezzo metro. Nessun danno, solo un po' di spavento tra i bagnanti testimoni dello strano fenomeno (nella foto il fenoano immortalato a Gaeta), che si è ripetuto diverse volte per tutta la mattinata di giovedì.

La cause sarebbero meteorologiche 

Alcuni testimoni dell'accaduto si sono rivolti alle capitanerie di porto e all'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) temendo uno tsunami. In realtà sembra si sia trattato di quello che gli espeerti definiscono "Tsunami like" ma la sua causa non sarebbe nè vulcanica nè sismica. L'ipotesi più probabile è che la sua origine sia da imputare a una perturbazione atmosferica innord Africa. Giovedì infatti l'unica scossa sismica  di rilievo è stata registrata nella serata, con magnitudo 4.1 al largo di Ischia.

Solo ieri le prime spiegazioni degli scienziati 

I mareografi dell'Ispra (Istituto per la protezione e le ricerche ambientali) hanno comunque rilevato nettamente le ondate anomale e in un primo momento sono state ricondotte agli effetti di marea causati dall'attrazione gravitazionale lunare per poi propendere per la causa meteorologica. Il direttore del settore Rischi naturali della Protezione civile, Silvano Merosi, ha ieri dichiarato che "Serviranno studi molto approfonditi da parte dell'Ispra per capire bene quello che è successo. Di certo - ha aggiunto - la stazione mareografica di Anzio ha registrato un moto ondoso anomalo che si è sovrapposto ad uno di marea: complessivamente la variazione del livello del mare è stata di circa cinquanta centimetri, dei quali una trentina sono attribuibili all'anomalia. Ora vorremmo comprendere con esattezza perché si è verificato questo fenomeno".
Ultimo aggiornamento: 15/07/12




sabato 14 luglio 2012

L’oscillazione nel Mar Mediterraneo dopo lo tsunami del marzo 2011 di Tohoku-Oki, isola di Honshu (Giappone).


L’11 marzo del 2011, una scossa violentissima di magnitudo 9, colpì l’isola di Honshu, in Giappone, con il settimo sisma più potente nella storia dei terremoti conosciuti.

Dal movimento tellurico, ne conseguì un onda di tsunami che si propagò in gran parte degli Oceani. Oggi sappiamo che la perturbazione marina riuscì anche a passare attraverso lo Stretto di Gibilterra, causando deboli oscillazioni del Mare Nostrum. Queste sono state individuate grazie all’analisi di dati mareografici effettuata da un gruppo di studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV, del Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria e del British Antarctic Survey, Natural Environment Research Council, Cambridge, UK (Antonio Vecchio, Marco Anzidei, Vincenzo  Capparelli, Vincenzo Carbone e Ignazio Guerra), che hanno pubblicato i loro risultati in un articolo scientifico dal titolo:”Has the Mediterranean Sea felt the March 11th, 2011,Mw 9.0 Tohoku-Oki earthquake? “ sulla prestigiosa rivista “EPL” A Letters Journal Exploring the Frontiers of Physics (www.epljournal.org).
Chiediamo a Marco Anzidei, ricercatore dell’INGV e uno dei coautori dello studio, come si è riuscito a ottenere questo risultato.
Abbiamo analizzato i dati mareografici della rete italiana dell’ISPRA, anche grazie alla disponibilità dell’Ing. Giovanni Arena, e quelli delle stazioni internazionali afferenti al Permanent Service for Mean Sea Level. I dati sono stati analizzati con tecniche sofisticate e innovative che hanno permesso di individuare all’interno delle registrazioni il segnale legato agli effetti del maremoto del Giappone. L’oscillazione della superficie marina è arrivata nel Mediterraneo 40-50 ore dopo l’evento sismico.
L’innalzamento potrebbe mettere a rischio le coste italiane?
No, perché si è trattato di un fenomeno transiente e di piccola ampiezza, dell’ordine di 10-15 cm.
Studi recenti ipotizzano innalzamenti locali del mare Mediterraneo anche fino a 1.5 m entro fine secolo per cause climatiche e tettoniche. Quanto lo tsunami giapponese influenza questo dato?
E’ possibile che si sia verificata una variazione globale del livello del mare in seguito a questo maremoto, tuttavia non esistono ancora studi specifici come avvenuto ad es. per il maremoto di Sumatra del 2004. Ad ogni modo, l’ampiezza della variazione globale sarebbe molto piccola, dell’ordine del millimetro o meno.
Per l’approfondimento clicca qui: http://www.freerumble.com/audio.php?t=audio&id=3547
14/06/12

sabato 12 marzo 2011

Giappone - Avvistamento UFO durante il terremoto. Ma si tratta di un elicottero.


 Dall'analisi del filmato successivo in alta definizione, si può notare che  l'oggetto bianco, è un elicottero che passa a bassa quota. Sono caduto anche io nel tranello della bassa definizione.

domenica 26 dicembre 2010

Tsunami - 6 anni fa in Indonesia e ....in italia?

Sei anni fa un devastante Tsunami sconvolse le coste dell'Indonesia e di parecchi stati affacciati sull'Oceano Pacifico, provocando più di 300mila morti.
Ma pochi ricordano che nel 2002 il 30 dicembre, dalla Sciara di Fuoco di Stromboli si originarono due frane che provocarono uno Tsunami che colpì i pasei di Ginostra e Stromboli e arrivò addirittura a Milazzo a 60 km di distanza.
Ecco le foto dell'onda anomala tratte dal sito www.swisseduc.com

 " Le frane hanno raggiunto il mare e sono state accompagnate da un'abbondante ricaduta di cenere sul versante sud-orientale dell'isola. La pioggia di cenere non è stata causata dall'attività esplosiva, bensì dalla frammentazione dei blocchi durante il crollo. Le frane, la prima di 600.000 m3, la seconda di 5.000.000 di m3 di roccia, hanno provocato il distacco dal pendio dei depositi lavici del 28 Dicembre insieme ad una vasta porzione dei depositi precedenti."
Ecco uno schema del movimento dello Tsunami:
L'illustrazione mostra l'onda di tsunami in espansione dopo l'entrata in mare della frana. Nota che non si tratta di una simulazione al computer ma solo di una rappresentazione di come le onde potrebbero essersi propagate.


 Nube sopra San Vincenzo causata dalla frana, persone in fuga dallo tsunami a Scari e situazione subito dopo lo tsunami. Foto copyright Philippe Guillemin. Secondo Philippe le due onde sono arrivate separate da circa 20 secondi, senza alcun rumore di preavviso.
Foto e parti di testo tratte da 
http://www.swisseduc.ch/stromboli/volcano/beso/bes02c-it.html

sabato 27 febbraio 2010

Cile terremoto 8.8°Richter - Allarme tsunami


IN APPLIES TO AREAS WITHIN AND BORDERING THE PACIFIC
OCEAN AND ADJACENT SEAS...EXCEPT ALASKA...BRITISH COLUMBIA...
WASHINGTON...OREGON AND CALIFORNIA.

... A WIDESPREAD TSUNAMI WARNING IS IN EFFECT ...

A TSUNAMI WARNING IS IN EFFECT FOR

 CHILE / PERU / ECUADOR / COLOMBIA / ANTARCTICA / PANAMA /
 COSTA RICA / NICARAGUA / PITCAIRN / HONDURAS / EL SALVADOR /
 GUATEMALA / FR. POLYNESIA / MEXICO / COOK ISLANDS / KIRIBATI /
 KERMADEC IS / NIUE / NEW ZEALAND / TONGA / AMERICAN SAMOA /
 SAMOA / JARVIS IS. / WALLIS-FUTUNA / TOKELAU / FIJI /
 AUSTRALIA / HAWAII / PALMYRA IS. / TUVALU / VANUATU /
 HOWLAND-BAKER / NEW CALEDONIA / JOHNSTON IS. / SOLOMON IS. /
 NAURU / MARSHALL IS. / MIDWAY IS. / KOSRAE / PAPUA NEW GUINEA /
 POHNPEI / WAKE IS. / CHUUK / RUSSIA / MARCUS IS. / INDONESIA /
 N. MARIANAS / GUAM / YAP / BELAU / JAPAN / PHILIPPINES /
 CHINESE TAIPEI

THIS BULLETIN IS ISSUED AS ADVICE TO GOVERNMENT AGENCIES.  ONLY
NATIONAL AND LOCAL GOVERNMENT AGENCIES HAVE THE AUTHORITY TO MAKE
DECISIONS REGARDING THE OFFICIAL STATE OF ALERT IN THEIR AREA AND
ANY ACTIONS TO BE TAKEN IN RESPONSE.

AN EARTHQUAKE HAS OCCURRED WITH THESE PRELIMINARY PARAMETERS

 ORIGIN TIME -  0634Z 27 FEB 2010
 COORDINATES -  36.1 SOUTH   72.6 WEST
 DEPTH       -   55 KM
 LOCATION    -  NEAR COAST OF CENTRAL CHILE
 MAGNITUDE   -  8.8

MEASUREMENTS OR REPORTS OF TSUNAMI WAVE ACTIVITY

 GAUGE LOCATION        LAT   LON    TIME        AMPL         PER
 -------------------  ----- ------  -----  ---------------  -----
 MANZANILLO MX        19.1N 104.3W  1705Z   0.32M /  1.0FT  24MIN
 DART MANZANILLO 434  16.0N 107.0W  1611Z   0.07M /  0.2FT  24MIN
 ACAPULCO MX          16.8N  99.9W  1549Z   0.16M /  0.5FT  24MIN
 RIKITEA PF           23.1S 134.9W  1559Z   0.15M /  0.5FT  22MIN
 DART MARQUESAS 5140   8.5S 125.0W  1531Z   0.18M /  0.6FT  18MIN
 BALTRA GALAPAGS EC    0.4S  90.3W  1452Z   0.35M /  1.2FT  14MIN
 EASTER CL            27.2S 109.5W  1205Z   0.35M /  1.1FT  52MIN
 ANCUD CL             41.9S  73.8W  0838Z   0.62M /  2.0FT  84MIN
 CALLAO LA-PUNTA PE   12.1S  77.2W  1029Z   0.36M /  1.2FT  30MIN
 ARICA CL             18.5S  70.3W  1008Z   0.94M /  3.1FT  42MIN
 IQUIQUE CL           20.2S  70.1W  0907Z   0.28M /  0.9FT  68MIN
 ANTOFAGASTA CL       23.2S  70.4W  0941Z   0.49M /  1.6FT  52MIN
 DART LIMA 32412      18.0S  86.4W  0941Z   0.24M /  0.8FT  36MIN
 CALDERA CL           27.1S  70.8W  0843Z   0.45M /  1.5FT  20MIN
 TALCAHUANO CL        36.7S  73.4W  0653Z   2.34M /  7.7FT  88MIN
 COQUIMBO CL          30.0S  71.3W  0852Z   1.32M /  4.3FT  30MIN
 CORRAL CL            39.9S  73.4W  0739Z   0.90M /  2.9FT  16MIN
 SAN FELIX CL         26.3S  80.1W  0815Z   0.53M /  1.7FT  08MIN
 VALPARAISO CL        33.0S  71.6W  0708Z   1.29M /  4.2FT  20MIN

 LAT  - LATITUDE (N-NORTH, S-SOUTH)
 LON  - LONGITUDE (E-EAST, W-WEST)
 TIME - TIME OF THE MEASUREMENT (Z IS UTC IS GREENWICH TIME)
 AMPL - TSUNAMI AMPLITUDE MEASURED RELATIVE TO NORMAL SEA LEVEL.
        IT IS ...NOT... CREST-TO-TROUGH WAVE HEIGHT.
        VALUES ARE GIVEN IN BOTH METERS(M) AND FEET(FT).
 PER  - PERIOD OF TIME IN MINUTES(MIN) FROM ONE WAVE TO THE NEXT.

EVALUATION

 SEA LEVEL READINGS CONFIRM THAT A TSUNAMI HAS BEEN GENERATED
 WHICH COULD CAUSE WIDESPREAD DAMAGE. AUTHORITIES SHOULD TAKE
 APPROPRIATE ACTION IN RESPONSE TO THIS THREAT. THIS CENTER WILL
 CONTINUE TO MONITOR SEA LEVEL DATA TO DETERMINE THE EXTENT AND
 SEVERITY OF THE THREAT.

 A TSUNAMI IS A SERIES OF WAVES AND THE FIRST WAVE MAY NOT BE THE
 LARGEST. TSUNAMI WAVE HEIGHTS CANNOT BE PREDICTED AND CAN VARY
 SIGNIFICANTLY ALONG A COAST DUE TO LOCAL EFFECTS. THE TIME FROM
 ONE TSUNAMI WAVE TO THE NEXT CAN BE FIVE MINUTES TO AN HOUR, AND
 THE THREAT CAN CONTINUE FOR MANY HOURS AS MULTIPLE WAVES ARRIVE.

 FOR ALL AREAS - WHEN NO MAJOR WAVES ARE OBSERVED FOR TWO HOURS
 AFTER THE ESTIMATED TIME OF ARRIVAL OR DAMAGING WAVES HAVE NOT
 OCCURRED FOR AT LEAST TWO HOURS THEN LOCAL AUTHORITIES CAN ASSUME
 THE THREAT IS PASSED. DANGER TO BOATS AND COASTAL STRUCTURES CAN
 CONTINUE FOR SEVERAL HOURS DUE TO RAPID CURRENTS. AS LOCAL
 CONDITIONS CAN CAUSE A WIDE VARIATION IN TSUNAMI WAVE ACTION THE
 ALL CLEAR DETERMINATION MUST BE MADE BY LOCAL AUTHORITIES.

BULLETINS WILL BE ISSUED HOURLY OR SOONER IF CONDITIONS WARRANT.
THE TSUNAMI WARNING WILL REMAIN IN EFFECT UNTIL FURTHER NOTICE.

THE WEST COAST/ALASKA TSUNAMI WARNING CENTER WILL ISSUE PRODUCTS
FOR ALASKA...BRITISH COLUMBIA...WASHINGTON...OREGON...CALIFORNIA.
         

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