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martedì 26 agosto 2014

Kamchatka (RUSSIA) Un pilota afferma" un fulmine ha colpito il mare, che ha preso fuoco improvvisamente" - FOTO


Martedì 26 Agosto 2014
"Ieri sera sorvolando l'Oceano Pacifico, nella parte meridionale della penisola russa di Kamchatka ho sperimentato la cosa più raccapricciante nella mia carriera di pilota", JPC van Heijst ha scattato queste foto, le ha postate online e ha chiesto aiuto alla rete: cos'è quell'incredibile bagliore che sorge dal mare?
In molti sostengono che possa trattarsi di un vulcano sottomarino in piena attività eruttiva anche se le fonti ufficiali non segnalano attività vulcanica in quell'area.

 Altri hanno ipotizzato la presenza di un foltissimo gruppo di barche da pesca che, con potenti fari, cercavano di attirare i calamari nella trappola delle reti, però sembra che in quell'area nessun peschereccio fosse segnalato.

 L'unico dettaglio che riferisce il pilota è che, prima che apparisse il bagliore, dal cielo è partito un fortissimo lampo verticale che ha colpito proprio quella zona: poi il mare ha iniziato a colorarsi.

giovedì 2 maggio 2013

l vulcano Marsili ha intensificato la propria attività.



Il Marsili è un vulcano sottomarino localizzato nel Tirreno meridionale: si trova a circa 140 km a nord della Sicilia ed a circa 150 km ad ovest della Calabria ed è il più esteso vulcano d’Europa, con una base di oltre 170km.
E’ uno dei più grandi vulcani d’Europa, alto circa 3000 metri par una superficie di 2100 chilometri quadrati.
I suoi fenomeni vulcanici sono  attivi e sui fianchi si stanno sviluppando numerosi apparati vulcanici satelliti.
I magmi del Marsili sono simili per composizione a quelli rilevati nell’arco Eoliano, la cui attività vulcanica è attribuita alla subduzione di antica crosta Tetidea (subduzione Ionica).
Sono state inoltre rilevate tracce di collassi di materiale dai fianchi di alcuni dei vulcani sottomarini i quali potrebbero aver causato maremoti nelle regioni costiere tirreniche dell’Italia meridionale.
E’ il più pericoloso tra i vulcani del mar Tirreno. Dice il suo più grande studioso, il professor Franco Ortolani, ordinario di Geologia “Il più recente maremoto italiano è stato quello che si è innescato poco dopo le ore 13 del giorno 30 dicembre 2002 nell’area di Stromboli, con conseguente inondazione della fascia costiera fino ad altezza di alcuni metri sul livello medio del mare. L’evento anomalo ha determinato seri danni ai manufatti più vicini al mare e ha provocato il ferimento di alcune persone; esso si è avvertito lungo la costa siciliana nella zona di Milazzo e in quella campana nel porto di Marina di Camerota. Il maremoto è stato innescato da una frana sottomarina“.
In questi giorni,  circolano insistenti le notizie  di un risveglio del Marsili: in realtà il vulcano non si è risvegliato in questo periodo, ha però intensificato la sua attività, come del resto anche Stromboli ed Etna, e i rischi potenziali rimangono invariati e sarebbe opportuno adeguare le misure di sicurezza del territorio dell’Italia meridionale a fronte di ogni crescente pericolo.
1  maggio 2013

martedì 5 febbraio 2013

VULCANO MARSILI - Ecco il progetto per la prima centrale geotermica su un vulcano sottomarino.

Marsili, il più grande vulcano d'Europa, sommerso a 150 chilometri dalle coste della Campania. Dal fondale si alza per tremila metri e la vetta del suo cratere è a 450 metri dalla superficie del mare. La sua struttura imponente è lunga 70 chilometri e larga 30. È un mostro nascosto di cui solo gli scandagli hanno rivelato la vera natura: una pentola ribollente con il coperchio ben tappato. 
Servizio tratto dall'episodio numero 3 di Limit: "Ai Limiti della Scienza". Il nuovo ed esclusivo programma di Class TV Msnbc (canale 27 del digitale terrestre e 30 di TV Sat) che, attraverso contributi documentari unici, indaga i limiti del comportamento, della conoscenza e della mente umana.

domenica 6 gennaio 2013

Mar Egeo, in atto una eruzione vulcanica sottomarina, Tra la terraferma e l'isola greca di Simi

La foto non si riferisce all'evento.

Una nuova eruzione vulcanica sottomarina avrebbe recentemente iniziato al largo della costa occidentale della Turchia nel Mar Marmaris tra la terraferma e l'isola greca di Simi vicino a Rodi. Scienziati provenienti da Istanbul Technical University ha annunciato di aver trovato le prove di 2 bocche attive a circa 200 m di profondità d'acqua lungo un nord-sud fessura trend di 2,5-3 km di lunghezzaSecondo i giornali locali, un aumento della temperatura del mare è stato rilevato il che suggerisce che la lava potrebbe essere in eruzione dalle bocche. Secondo il Prof. Ahmet Ercan, potrebbero essere necessari 1-3 anni, o 20 per il vulcano in superficie se non del tutto. L'area si trova nella parte orientale del Arc vulcanico ellenica e l'attività vulcanica qui non sarebbe una grande sorpresa, in realtà. Che precedono l'eruzione, come magma stava sorgendo attraverso la crosta, la zona è stata interessata da una serie di sciami sismici negli ultimi mesi. Secondo gli scienziati, una eruzione sottomarina precedente già avvenuto qui nel 2009.


Insolito evento geologico in Turchia il Giovedi, 03 January, 2013, 12:14 (12:14) UTC.
Aeroporto di (s) entro 50 km (31 miglia) raggio
AeroportoPaeseCityICAOTipoCoordinateDistanza
DiagorasGreciaRhodosLGRPN 36 ° 24,300, E 28 ° 5.16021 km
MaritsaGreciaRhodosLGRDN 36 ° 22,980, E 28 ° 6.54023 km
KosGreciaKosLGKON 36 ° 47,580, E 27 ° 5.52046 km
DalamanTurchiaDalamanLTBSN 36 ° 42,780, E 28 ° 47.58049 km
Port (s) entro 50 km (31 miglia) raggio
Nome portaPaeseTipo di portaCoordinateDistanza
Limin AkandiaGreciaporto (s)N 36 ° 0.000, 28 ° E 0.00047 km
Limenas RodouGreciaporto (s)N 36 ° 0.000, 28 ° E 0.00047 km
Nuclear Power Plant (s) entro 50 km (31 miglia) raggio
NPP NomePaeseStateLocalitàCoordinateDistanza
Non ci sono impianti nucleari nel raggio di 50 km di raggio.
Serbatoio (s) entro 50 km (31 miglia) Raggio - Solo Stati Uniti
SerbatoiPaeseStateConteaFiumeCoordinateDistanza
Non ci sono riserve nel raggio di 50 km di raggio.

sabato 11 agosto 2012

Eruzione di un vulcano sottomarino in Nuova Zelanda, emerge una isola di pomice.

Wellington - (Adnkronos/dpa) - La gigantesca isola galleggiante è stataavvistata nell'Oceano Pacifico, a metà strada fra le isole Tonga e la Nuova ZelandaUna immensa isola galleggiante di pomice è stata avvistata nell'Oceano Pacifico meridionale, lasciando intendere che sia avvenuta un'eruzione sottomarina nell'area, a metà strada fra le isole Tonga e la Nuova Zelanda. Lo ha reso noto il ministero neozelandese della Difesa.
Una missione scientifica è già partita a bordo di una unità della marina per raccogliere alcuni campioni di pomice. Secondo le prime stime, grazie ai dati raccolti da una ricognizione aerea, l'isola si estende su 7.500 chilometri quadrati.
L'isola potrebbe essere frutto dell'eruzione del vulcano sottomarino Monowai, vicino alle isole neozelandesi Kermadec, ad un migliaio di chilometri a nord est di Auckland. Sarebbe la terza eruzione in pochi giorni, dopo che si è risvegliato lunedi notte il monte Tongariro da un sonno di 115 anni, seguito il giorno dopo dal vulcano di White island.
Quest'ultimo è il vulcano più attivo del Paese, con continue emissioni di vapori, ma non eruttava da 12 anni. "E' la cosa più magica che abbia visto in 18 anni sul mare", ha detto il tenente Tim Oscar che ha potuto osservare l'isola di pomice. "E' una specie di zattera di pomice che si alza e si abbassa con le onde -ha riferito- le rocce emergono circa 60 centimetri dal mare e brillano bianche al sole. Sembrano di ghiaccio".

Fonte

giovedì 9 agosto 2012

Mar Tirreno,mappa dei vulcani sottomarini.

Fonte Protezionecivile. gov

Il tirreno risulta essere il mare più giovane del Mediterraneo e quindi anche molto instabile: si formò circa 10 milioni di anni fa. È stato l’ultimo mare a crearsi, lo avevano preceduto l’Adriatico seguito dallo Ionio. 

Tra le fasi delle grandi fratture geologiche che provocarono lo sprofondamento del Tirreno e la crescita dei grandi vulcani (dal più vecchio, il Vavilov, al più giovane, il Marsili) c’è stata una fase di prosciugamento completo del Mediterraneo che si conclude con l’arrivo della grande cascata dello stretto di Gibilterra, 5-6 milioni di anni fa. 
A quell’epoca le isole vulcaniche di Stromboli e Lipari non esistevano ancora, ma si potevano ammirare altri vulcani che svettavano come tanti Kilimangiaro. Nel corso dei millenni la “diga” naturale, che si era formata tra Spagna e Marocco cominciò a lesionarsi, e si ebbe un collasso generale di tutta l’area e le acque oceaniche si riversarono fragorosamente nella depressione del Mediterraneo: era nato lo stretto di Gibilterra . 
Elenco dei vulcani sommersi del Mare Tirreno (smt = seamounts = monti sottomarini)
Alcione smt, Enarete smt, Eolo smt, Lamentini smt, Marsili smt -505m, Palinuro smt -70m, Sisifo smt, Anchise smt.
Sono tutti sottomarini e geologicamente attivi.

Vulcani e zone vulcaniche delle isole Eolie 
Alicudi 3 - Filicudi 13 - Salina 6 - Lipari 21 - Vulcano 19 - Panarea 15 - Stromboli 13.
(Nel numero sono annoverati sia i vulcani attivi che le zone vulcaniche geologicamente atttive)

Tutto il territorio delle Isole Eolie è di origine vulcanica. Le isole altro non erano che vulcani sottomarini emersi dalle acque circa 700.000 anni fa nel seguente ordine: Panarea, Filicudi, Alicudi, Salina, Lipari, Vulcano e per ultimo Stromboli il quale forse ha circa 40.000 anni di età. Da ricordare l’emersione di Vulcanello avvenuta nel 183 a.C., mentre le ultime colate di pomice ed ossidiana sul monte Pelato a Lipari, sono avvenute circa 1500 anni fa. 



Altri vulcani e zone vulcaniche

Ustica 4 - Canale di Sicilia 11 - Pantelleria 24 - Linosa 4.
(Nel numero sono annoverati sia i vulcani attivi che le zone vulcaniche geologicamente atttive)
Fonte

lunedì 6 agosto 2012

Il vulcano sottomarino Empedocle, nascosto nei fondali del Canale di Sicilia: intervista al suo scopritore, Domenico Macaluso


Vulcano Empedocle di suamaesta2007
Empedocle è un vulcano sottomarino situato a circa 40 km al largo di Capo Bianco in Sicilia.
È stato battezzato Empedocle, dal nome del filosofo e naturalista greco. Secondo il mito greco infatti Empedocle si gettò a capofitto nel cratere dell'Etna, per scoprire il segreto della sua attività eruttiva. Il suo corpo sarebbe stato in seguito restituito dal mare al largo della costa siciliana.
La scoperta del vulcano è avvenuta nel corso di una crociera oceanografica nata col proposito di realizzare un documentario scientifico-divulgativo su quella che fu l'Isola Ferdinandea, la mitica «isola che scappò via», emersa dal mare di fronte a Sciacca nel giugno del 1831 e inabissatasi pochi mesi dopo[1], mentre era in corso una disputa per il suo possesso fra il Regno delle due SicilieInghilterra e Francia.
La spedizione era finalizzata all'effettuazione di riprese e campionamenti con tecnologie avanzate sullo stato dell'Isola Ferdinandea, oggi ridotta a un banco vulcanico sottomarino che si innalza fino a 6 – 7 metri sotto il livello del mare ed ancora molto attivo sotto il profilo delle emissioni di gas.
La scoperta del vulcano Empedocle evidenzia che, in realtà, l'isola Ferdinandea costituiva (con i vicini banchi "Terribile" e "Nerita") uno dei coni accessori di Empedocle, un edificio vulcanico paragonabile all'Etna per larghezza della base.
Secondo Giovanni Lanzafame, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la struttura vulcanica di "Empedocle" si aggira intorno ai 400 metri di profondità, con una base lunga 30 km per 25 km.[2]
Si trova nei cosiddetti "Campi Flegrei del Mar di Sicilia".
Fonte Wikipedia

L'Intervista

Domenico Macaluso, siciliano, medico chirurgo e Rescue Diver(sommozzatore rianimatore), è un grande subacqueo ed amante del mare. Ispettore Onorario dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana e Responsabile del Nucleo Operativo Subacqueo della Sezione di Sciacca della Lega Navale Italiana, rappresenta il perfetto simbolo di come ogni cittadino dovrebbe sorvegliare il territorio in cui vive e di come tutti noi dovremmo contribuire alla salvaguardia dell’ambiente naturale. Macaluso infatti, pur non essendo uno specialista né uno scienziato, è l’artefice principale di una delle più grandi scoperte scientifiche italiane degli ultimi vent’anni: la conferma che nel Canale di Sicilia esiste un grande vulcano sottomarino, ancora attivo, nominato Empedocle la cui manifestazione più nota è l’isola Ferdinandea ( Isole emerse e poi scomparse: l’affascinante storia di Ferdinandea, il vulcano che è rimasto nel cuore dei Siciliani). Intervistato per MeteoWeb dal geologo Giampiero Petrucci, Macaluso racconta lo sviluppo delle sue ricerche e le ultime novità riscontrate in fondo al mare......continua (Fonte)

giovedì 14 luglio 2011

In Antartide scoperta catena di 12 vulcani sottomarini attivi.

Antartide 12 enormi vulcani sottomarini, molti dei quali attivi, sono stati scoperti dagli scienziati della British Antarctic Survey nei pressi delle remote South Sandwich Islands. La mappatura della catena di vulcani precedentemente sconosciuta è stata possibile utilizzando sofisticate tecnologie sonar durante un viaggio di ricerca a bordo della RRS James Clark Ross.
L'eccezionale scoperta, la prima del suo genere nell'area antartica, ha destato notevole stupore negli scienziati stessi, anche perché la maggior parte di questi vulcani sottomarini supera i 3000 metri di altezza con crateri del diametro di 5 km e 7 di questi sarebbero, addirittura, visibili sopra il mare come una catena di isole.......
Ma la scoperta è importante anche per capire cosa succede quando i vulcani eruttano sotto il livello del mare e il loro potenziale di creare rischi seri come gli tsunami oltre che da un punto di vista dell'ecosistema marino: con le sue acque riscaldate dall'attività vulcanica, il paesaggio sottomarino infatti crea un habitat ricco di molte specie di fauna selvatica e aggiunge tasselli preziosi per la biodiversità e per comprendere la vita sulla Terra.
(Simona Falasca)

sabato 7 agosto 2010

Italia - Scoperto vulcano sottomarino nel Tirreno al largo di Capo Vaticano.


Un gruppo di studiosi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - INGV - (Riccardo De Ritis, Guido Ventura, Iacopo Nicolosi, Massimo Chiappini, Fabio Speranza) e studiosi dell'Universita' della Calabria (Rocco Dominici, Rosanna De Rosa, Paola Donato, Maurizio Sonnino) fra giorni vedra' pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Geophysical Research (JGR) lo studio sulla scoperta di un vulcano sottomarino spento, fino ad oggi sconosciuto.
Il vulcano, che ancora non ha un nome, si trova nel Tirreno Meridionale a largo di Capo Vaticano in Calabria, localizzato a circa 120 metri sotto il livello del mare e si estende per circa 15 km .
La scoperta e' stata possibile grazie all'efficace tecnica aeromagnetica che ha permesso di evidenziare una struttura sommersa con l'ausilio di strumentazione dedicata a bordo di un elicottero. ''Si tratta di un magnetometro trainato da un velivolo su cui e' installato un vero e proprio centro di calcolo'', spiega Massimo Chiappini, firmatario della ricerca.
Nell'articolo in via di pubblicazione il vulcanologo dell'INGV, Guido Ventura, riferisce che il vulcano di nuova scoperta e' stato attivo tra 670 mila anni e 1 milione e 70 mila anni fa, come dimostrano le datazioni radiometriche gia' effettuate su campioni di pomici a terra.
E' noto che in Calabria non esistono vulcani, ma il tutto nasce da un'intuizione maturata osservando la carta magnetica d'Italia e la presenza di alcuni prodotti vulcanici nell'area di Capo Vaticano di cui non si conosceva la sorgente. Lo studioso Riccardo De Ritis scopre che la struttura vulcanica si imposta proprio su una faglia attiva che l'8 settembre del 1905 sconvolse con un terremoto di magnitudo 6.7 la Calabria, facendo 557 morti accertati e migliaia di senzatetto.
''C'e' una diretta sovrapposizione - dice De Ritis - tra il corpo vulcanico individuato, la struttura sismogenetica e quella magnetica misurata con la tecnica aeromagnetica; tuttavia non vi e' relazione diretta tra l'attivita' vulcanica e la sismicita' dell'area di Capo Vaticano''.
Questa importante scoperta mette in discussione gli attuali modelli geodinamici del Tirreno e indica come i vulcani delle Eolie si estendessero verso Est ben oltre quanto fino ad oggi ritenuto. Fino ad ora, gli attuali dati posizionano il vulcanismo delle Eolie fino a poco oltre Panarea e Stromboli, mentre la presente scoperta dimostra che si estende fino alla costa calabra.

giovedì 19 novembre 2009

Artico,scoperta nuova montagna sottomarina.


Conseguenza dello scioglimento dei ghiacci, è stato possibile effettuare prospezioni che hanno stabilito che la piattaforma continentale americana viene spostata avanti di 600 km.
"E non si tratta di un pura esigenza geografica. Più in là si spinge la piattaforma, più in là finisce la legittima sovranità sul territorio e più in la si spingono le acque territoriali, e le rivendicazioni delle 600 miglia nautiche dalla linea di costa, in un luogo che pare ricchissimo di petroli e gas naturale. 

I dati raccolti sono allo studio degli esperti. "Tuttavia dalle prime informazioni pare che il confine nord del Canada sia più esteso di quanto stabilito finora" ha detto alla stampa Jacob Verhoef, direttore del dipartimento delle Risorse naturali del Canada. 

A scoprire la montagna sottomarina è stata la ricercatrice Christine Hedge che si trovava a bordo della Healy, una nave delle Guardia costiera americana. E' lei ad aver notato qualcosa di anomalo che sporgeva dalla superficie piatta della banchiesa polare.

Un ulteriore esame ha mostrato che si trattava di una montagna di oltre 1.200 metri d'altezza, 12 miglia di lunghezza e 24 miglia di larghezza, localizzata a circa 700 miglia a nord dell'Alaska. 

"Ha una forma allungata, ha una cresta che giunge a una parte superiore piuttosto piatta" ha detto il capo scienziato canadese David Mosher, che era a bordo della nave. "Ulteriori esami della montagna potranno un giorno contribuire a spiegare le tappe fondamentali della storia del Mar Glaciale Artico", ha detto lo scienziato. 

Secondo quanto l'esame degli scienziati "potrebbe trattarsi di vulcano sottomarino spento, ma potrebbe anche essere più seplicemente la cresta di una montagna", ha detto Mosher.

La missione congiunta canadese-americana è durata 41 giorni. I canadesi hanno effettuato una raccolta di dati sismici, mentre gli americani hanno preso dati batimetrici, che disegnano i contorni del fondo marino. Per la prima volta è stata mappato con precisione tutta la piattaforma continentale nordamericana. Ci vorrà del tempo per analizzare i dati, ma gli scienziati si sono detti convinti di aver scoperto una montagna sottomarina massiccia e quello che potrebbe essere un vulcano spento sottomarino.

Debbie Hutchinson, un geologo dell'US Geological Survey che ra a bordo di una della navi da ricerca "dai dati sismici, stiamo vedendo le caratteristiche di una conformazione rocciosa che non avevamo mai immaginato esistesse".
 
I dati rilevati dalle diverse navi coincidevano. I ricercatori a bordo della St.Laurent hanno rilevato un vulcano sottomarino, mentre gli scienziati sulla Healy hanno mappato in tre dimensioni una montagna sottomarina che saliva per 1200 metri dal fondo del mare. 

La missione congiunta, in cui le navi si sono alternate fra il rompere il ghiaccio e la raccolta dei dati, è parte di uno sforzo di entrambi i paesi per stabilire quanta parte della piattaforma continentale appartenga loro.

Nel quadro dei trattati internazionali, Canada e Stati Uniti possono avanzare pretese su questo territori - resi accessibili dallo scioglimento dei ghiacci e probabilmente ricchissimi di fonti d'energia - entro il 2013."
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