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domenica 11 settembre 2016

Tsunami colpisce la costa del Brasile il 23 agosto 2016.

Il 23  Agosto 2016 sulle sponde del Brasile c’è stato un potente tsunami. Per qualche ragione sconosciuta l’evento è stato ignorato dai media di tutto il mondo. Secondo i residenti locali, che sono abituati alla comparsa di onde alte durante le tempeste,  quello che è successo il 23 Agosto 2016 è stato qualcosa di più delle classiche onde anomale dovute a Uragani o tempeste, ma erano gli abitanti sono convinti che le onde che hanno colpito parte della costa del Brasile, erano onde di tsunami ed erano enormi.


L’acqua del mare ha invaso due isolati della città di Rio, ma non è andato oltre. Secondo gli esperti, non è stato l’aumento del vento, una tempesta o altro a causare lo tsunami, ma qualcosa di diverso.


mercoledì 24 dicembre 2014

Onde di maremoto e onde normali, differenze.


Le cronache degli ultimi tempi ci hanno avvicinato ad un fenomeno, quello dei maremoti o tsunami, molto dibattuto e considerato come una minaccia da non trascurare e alla quale sarebbero esposte anche le coste della penisola italiana, come dimostrano importanti fenomeni che si sono registrati negli anni e nei secoli passati, testimonianze raccolte nel catalogo dei maremoti italiani.
Senza addentrarci in problematiche che potrebbero apparire piuttosto ostiche, cerchiamo di chiarire un aspetto importante e cioè riguardante la differenza esistente tra le onde che si generano a seguito dei maremoti e le onde normali, magari anche piuttosto alte, che si generano a seguito di particolari condizioni climatiche, ad esempio durante una tempesta, etc.
Le onde del maremoto possono raggiungere altezze elevatissime e possono essere anche piuttosto devastanti, a seconda di diversi elementi e dei fattori stessi che hanno generato lo tsunami. I maremoti, ricordiamo, possono generarsi sia a seguito di un terremoto di forte intensità, sia a causa dell’esplosione di un vulcano sottomarino o ancora a causa del crollo o frana, non direttamente collegata all’eruzione, di un costone roccioso di una montagna sottomarina. Molto raramente i maremoti possono nascere a seguito di violenti impatti di meteoriti che cadendo in mare, genererebbero onde anomale e distruttive, come mostrato da numerosi film di fantascienza.
Le onde normali, prodotte in gran parte dal vento, muovono solo gli strati superficiali dell’acqua del mare e per questo non coinvolgono il fondale, mentre quelle dei maremoti muovono sia gli strati superficiali del mare, che i fondali e la superficie e hanno un andamento molto veloce e spedito. Un maremoto, inoltre, non deve presentarsi necessariamente con onde alte per provocare distruzione e danni a persone e cose, ma può avere anche onde basse ma con una carica di energia e con un’intensità forte tale da propagarsi velocemente ed inghiottire tutto ciò che incontri sul proprio camino.

I maremoti, inoltre, possono manifestarsi anche con un improvviso e repentino ritiro delle acque, ritiro che preannuncerebbe l’imminente onda, con effetti più o meno devastanti a seconda dell’intensità o di altri fattori interconnessi. E’ bene precisare, infine, che la prima onda non debba essere necessariamente la più alta e pericolosa, dal momento che potrebbe essere quel primo campanello d’allarme pronto a preannunciare l’arrivo di seconde o terze onde più alte e minacciose della prima.


giovedì 1 maggio 2014

Maremoti in Italia a partire dall'anno 1000 D.C.


ANNO

LOCALITÀ

CAUSA DEL MAREMOTO

RUNUP MAX.ALT.

INTENSITÀ’
1169Stretto di MessinaSisma in mare       11 grado ME           4
Inondazione e distruzioni a Messina
1511Nord AdriaticoSisma a terra         10 grado ME           2
Forte innalzamento del livello marino a Trieste
1564Costa AzzurraSisma a terra        10 grado ME           3
Inondazione ad Antibes
1627GarganoSisma a terra        11 grado ME3 metri            5
Si tratta di uno dei maggiori tsunami che hanno interessato le coste italiane dell’Adriatico meridionale. Lo tsunami fu innescato da un terremoto e colpì la zona costiera tra Fortore e San Nicandro, nei pressi del Lago di Lesina nel Gargano Settentrionale.
La zona, dopo un primo ritiro delle acque, venne completamente sommersa dal mare.  Il fronte d’acqua associato allo tsunami deve essere stato veramente impressionante: cronache dell’epoca riferiscono che la città costiera di Termoli “precipitò” nel mare; sicuramente si tratta di un’iperbole letteraria, ma rende molto bene la drammaticità dei fatti.
Anche altre città furono interessate dall’evento.  A Manfredonia, città costiera uscita praticamente indenne dagli effetti del terremoto, si registrò un runup dell’ordine di 2-3 metri.



L'onda di maremoto che ha colpito Stromboli il 30 dicembre 2002


mercoledì 30 aprile 2014

Ecco tutti i terremoti più forti di M5.5 della storia d'Italia.

Epicentri

MeteoWeb.eu ha pubblicato un lavoro del geologo Giampiero Petrucci, che ha raccolto in un elenco tutti i terremoti di magnitudo superiore a 5.5 della storia d’Italia, con delle brevi note e dettagli sui paesi colpiti e sui danni.
DATAZONAMNOTE
217 a.c.ITALIA CENTRALE6.5Il terremoto più antico di cui si ha notizia storica. Confermato dalle cronache della battaglia del Trasimeno durante la “seconda guerra punica”. Avvertito in gran parte dell’Italia centrale (allora chiamata Etruria), epicentro stimato tra Siena ed il lago Trasimeno
174 a.c.SABINA6.6Epicentro stimato nei pressi di Poggio Mirteto
100 a.c.MARCHE5.8Epicentro nei pressi di Mogliano
91 a.c.REGGIO CALABRIA6.3Individuato negli scritti del greco Strabone che descrive crolli nella maggior parte degli edifici cittadini
76 a.c.REATINO6.6Distrutta gran parte della città di Rieti
56 a.c.MARCHE5.8Epicentro nei pressi di Recanati
05.02.62CAMPANIA5.8Certamente danneggiate Pompei ed Ercolano oltre a Nocera ed alcune zone di Napoli. Pare che Nerone in persona si sia occupato della ricostruzione. Segnalato anche da Seneca
25.08.79CAMPANIA5.7Associato alla celebre eruzione distruttiva del Vesuvio
99SANNIO6.3Epicentro vicino a Circello
101ABRUZZO6.3Epicentro nei pressi di S. Valentino. Danni in tutto l’Abruzzo, avvertito in gran parte dell’Italia centrale
346SANNIO6.0Epicentro nei pressi di Castelpagano, prossimo a quello del 99. Effetti importanti anche nel Matese, confermato da studi archeosismologici su lapidi ed epigrafi
361-363STRETTO DI MESSINA6.6Datazione difficile (per alcuni autori 363, per altri 374). Interessa le sponde dello Stretto e per questo viene paragonato, pur essendo meno potente, a quello del 1908. Diversi morti e crolli sia a Reggio Calabria che Messina, probabilmente colpite anche da tsunami. Avvertito anche alle Eolie e nella Sicilia settentrionale, con danni a Tindari. Collegato, tramite archeosismologia, ad anomalie nel tessuto urbano e territoriale, con spopolamento temporaneo delle cittadine costiere
21.07.365SICILIA
(CRETA)
8.0Il primo evento “universale” data la sua vastità, tra i più potenti di tutti i tempi in Europa. Epicentro a sud di Creta. Danni rilevanti in tutto il Mediterraneo ed associato ad uno tsunami che devastò anche le coste della Sicilia orientale
375BENEVENTO6.0Distrutta gran parte della città, morta almeno la metà della popolazione. Alcune fonti considerano come data di questo evento il 369
443ROMA5.7Epicentro stimato nei pressi di Gallicano. Danneggiati diversi monumenti tra cui anche il Colosseo e l’anfiteatro, crollati alcuni edifici ed una navata della basilica di San Paolo. Ripetutamente confermato dall’archeosismologia
778VENETO5.8Epicentro nei pressi di Treviso, semidistrutta. Segnalate centinaia di vittime, avvertito in tutto il nord-est
848SANNIO6.0Epicentro a sud di Castel Pizzuto. Interessati Campania e Molise, danni anche nel Matese. Morti ad Isernia
31.08.853MESSINA6.3Definito “grande terremoto” in diversi scritti ecclesiastici ma ancora poco noto
951ROSSANO6.0Semidistrutta la città, incerto il numero delle vittime
25.10.989IRPINIA6.0Epicentro nei pressi di Carife. Distrutto il paese di Ronza, mai più ricostruito. Ingenti danni anche a Benevento, Capua, Conza (dove muore il vescovo), Frigento. Sconosciuto il numero delle vittime, almeno qualche centinaio
03.01.1117VERONA6.5Riscontrato in almeno 85 siti, il terremoto più devastante di tutti i tempi nel nord Italia. Epicentro ad est di Ronco Adige, per alcuni autori possibile sviluppo di sequenza sismica a diversi epicentri. Gravissimi danni a Verona, con crollo parziale dell’Arena e del duomo. Avvertito in tutto il nord Italia, gravi danni (con crollo di numerosi edifici) anche a Cremona, Padova, Vicenza, Nonantola, Modena, Parma, Piacenza, Milano. Difficile stima delle vittime, almeno 20mila, forse 30mila

domenica 6 gennaio 2013

Terremoto 7.7 in Canada, allarme tsunami per le Hawaii.


ROMA - Il Centro allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) ha lanciato l'allarme anche per le Hawaii, in seguito al violento sisma di magnitudo 7.7 che ha colpito la costa ovest del Canada. In un comunicato, il centro avverte: "E' stato generato uno tsunami potenzialmente distruttivo per le coste di tutte le isole dello Stato delle Hawaii. Sono necessarie azioni urgenti per mettere in sicurezza le persone e le proprietà". L'arrivo della prima onda anomala alle Hawaii è previsto per le 22:28 ora locale (le 9:28 in Italia), specifica lo stesso centro d'allerta. 

Quanto al terremoto che ha colpito la Columbia Britannica, nell'ovest del Canada, e che è stato seguito da una scossa di assestamento di magnitudo 5.8, non avrebbe per il momento - secondo le informazioni iniziali - causato danni. Ma agli abitanti delle coste le autorità hanno consigliato di allontanarsi verso l'entroterra, perchè - afferma il Centro allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) - c'è il pericolo di inondazioni accompagnate da forti correnti.

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