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lunedì 27 ottobre 2014

WOW l'invenzione italiana che rende potabile anche l'acqua radioattiva.

Si chiama “Wow” e, una volta scoperto cos’è, non si può che commentare allo stesso modo. Perché quell’enorme cisterna, che a vederla non ha nulla di eccezionale, è in realtà un’invenzione straordinaria, che può rendere l’acqua accessibile a tutti: non solo quella “sporca” o inquinata, ma perfino quella radioattiva. La “pentolaccia” come la chiama ancora il suo inventore, è nata nel garage di un ingegnere padovano, Adriano Marin, nell’ormai lontano 2005. Dal 23 settembre sta trasformando in acqua purissima 45 mila litri di liquidi radioattivi conservati in due cisterne a Saluggia, in provincia di Vercelli, dove si trova il blindatissimo deposito di scorie nucleari Avogadro. Il test proseguirà fino al 5 dicembre, poi il verdetto finale. Nessuno si vuol sbilanciare, ma fin qui i riscontri sono estremamente positivi.
Nel 2005 Marin cercava un modo per rendere potabile l’acqua che normalmente non lo è: dall’acqua di scarico delle fogne a quella infetta da virus e batteri. La pensava per le famiglie meno abbienti, per chi vive in territori fortemente inquinati e soprattutto per i paesi ancora in via di sviluppo. Inseguendo un sogno di equità e giustizia, Marin ha armeggiato per anni tra macchinari ed esperimenti casalinghi, nel garage di casa sua: poi d’improvviso, manovrando qualcosa, iniziò a sgorgare acqua purissima. Fu un caso, e ci vollero un altro paio d’anni per individuare la molla esatta che aveva mosso il meccanismo. L’esperimento, però, era riuscito. Non solo: aveva di gran lunga superato le aspettative iniziali.
Oggi quel marchingegno è stato riprogettato nelle dimensioni (60 volte più grande) e sperimentato infinite volte, scuotendo il settore nucleare mondiale. La scoperta è stata ufficialmente presentata circa un anno fa, nell’ambito della conferenza Remtech di Ferrara: il macchinario ha un costo di produzione irrisorio e si basa su un meccanismo termo-dinamico. Nel corso degli ultimi quattro anni sono stati fatti molti esperimenti con l’Arpav, Cnr e l’Università di Padova, che hanno confermato sul campo la straordinarietà dell’invenzione. Ma servivano altri test: era il periodo della tragedia di Fukushima, ed era necessario provare se la “Wow” (che sta per wonderful water) funzionasse anche con acqua radioattiva. Così l’ingegnere padovano si sposta a Saluggia. «Qui– spiega Adriano Marin, 51 anni, ingenere elettronico e fondatore dell’impresa di consulenze Cross Technology – abbiamo sperimentato la “Wow” con acqua 76mila volte più radioattiva rispetto a quella di Fukushima. Per essere certi che la macchina fosse del tutto efficiente».
Proprio in giorni, Marin e il suo team stanno ultimando la fase sperimentale. «Le prove con il nucleare» prosegue «sono nate per una concomitanza di eventi che ha suggerito questa strada. Lo scopo della mia invenzione, però, rimane di natura sociale: la versione domestica è poco più piccola di una minilavatrice e produce una trentina di litri d’acqua pulita al giorno ad un costo assolutamente accessibile».

mercoledì 13 agosto 2014

"L'albero della vita", produrre acqua potabile nel deserto.

In Etiopia, donne e bambini devono percorrere quotidianamente molti chilometri per raccogliere un po’ d’acqua, molte delle volte nemmeno pulita o potabile. Così Arturo Vittori e Andrea Vogler dell’ Architecture and Vision hanno realizzato questa struttura in bamboo che, attraverso un processo di condensazione, raccoglie l’umidità dall’aria trasformandola in acqua potabile. Un progetto tutto italiano per aiutare le persone in Etiopia.
I materiali utilizzati sono bamboo, fil di ferro come connettore e del tessuto in polyethylene. La struttura può essere eretta da 4 persone, ha la possibilità di essere aggiustata senza grane difficoltà ed incorpora un pannello solare collegato ad una luce per l’illuminazione notturna. Questa struttura, chiamata The Warka Water è pratica ed economica. Produce fino a 100 litri di acqua potabile al giorno. Per questo motivo è stata soprannominata “L’albero della vita”.
Secondo le Nazioni Unite 783 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile. Riuscite ad immaginare cosa voglia dire percorrere quotidianamente molti chilometri per dell’acqua che in molti casi non è pulita e potabile?
Questa struttura potrebbe veramene fare una grossa differenza nella vita di molte persone!
Condividete …e diffondiamo la notizia!!!
Fonte: Revolve-water

domenica 14 luglio 2013

Rivoluzionaria tecnologia capace di dissalare, con un bassissimo consumo energetico, l’acqua degli oceani.

Un gruppo di ricercatori internazionali ha messo a punto una nuova e rivoluzionaria tecnologia capace di trasformare, con un bassissimo consumo energetico, l’acqua salata degli oceani in acqua potabile.

Un team di ricercatori dell’Università del Texas e di Marburg, in Germania, coordinato dai professori Richard Crooks e Ulrich Tallarek,
ha sviluppato una tecnologia capace di dissalare l’acqua estratta dagli oceani. Il professore Richard Crooks, all’interno di una conferenza stampa, ha così commentato:”La disponibilità di acqua potabile e per l’irrigazione delle colture è uno dei requisiti di base per mantenere e migliorare la salute umana. La dissalazione dell’acqua di mare è un modo per rispondere a questa esigenza, ma i metodi più aggiornati per desalinizzare l’acqua si basano su membrane costose e facilmente contaminabili. Il metodo privo di membrana che abbiamo sviluppato ha ancora bisogno di essere perfezionato, ma, se riusciremo nel nostro intento, un giorno potrebbe essere possibile fornire acqua potabile su vasta scala utilizzando un sistema semplice e possibilmente anche portatile”.
L’ONU lancia il campanello d’allarme. Stando alle stime fatte dall’ONU entro il 2030 3 miliardi di persone potrebbero morire di sete. Tuttavia, la situazione è già preoccupante oggi dato che la mancanza di acqua potabile provoca sei milioni di vittime all’anno, tra questi moltissimi sono bambini sotto i 5 anni.
La tecnologia è ancora in attesa di brevetto. Il funzionamento di questa rivoluzionaria tecnologia, che potrebbe risolvere non pochi problemi, è piuttosto semplice, almeno a dirsi, infatti questa nuova tecnica si avvale di un “water chip”, ovvero un piccolo chip di plastica capace di generare un campo elettrico e di “dividere” l’acqua salata da quella dolce. Fino a oggi i ricercatori hanno raggiunto il 25% di dissalazione e hanno messo a punto una produzione di 40 nanolitri di acqua al minuto.

sabato 11 agosto 2012

Criovulcanesimo su Encelado, luna di Saturno.

Le spettacolari immagini di un enorme getto d'acqua riversato su Saturno da una delle sue lune, Encelado, sono state catturate da Herschel, l'osservatorio spaziale dell'Agenzia Spaziale Europea(ESA) e hanno permesso di risolvere il mistero della presenza di acqua nell'atmosfera del pianeta degli anelli.
La presenza di acqua negli strati alti dell'atmosfera del secondo piu' grande pianeta del sistema solare era noto da molti anni, ma non esisteva certezza fino ad oggi di quale potesse esserne la fonte. Le nuove osservazioni hanno permesso di verificare la presenza di un grande anello di vapore d'acqua che circonda Saturno e che viene continuamente alimentato da un getto proveniente da una delle sue lune. Encelado ne espelle infatti circa 250 chilogrammi al secondo attraverso numerosi getti liberati dalla regione del Polo Sud.
Encelado è un satellite naturale di Saturno, scoperto il 28 agosto 1789 da William Herschel. È il sesto satellite naturale di Saturno in ordine di grandezza. Fino al passaggio delle due sonde Voyager, all'inizio degli anni 1980, le caratteristiche di questo corpo celeste erano poco conosciute, a parte l'identificazione di ghiaccio d'acqua sulla superficie. Le sonde hanno mostrato che questo satellite ha un diametro di soli 500 km e riflette quasi il 100% della luce solare. La Voyager 1 ha permesso di scoprire che Encelado orbita nella regione più densa dell'anello E di Saturno mentre Voyager 2 ha rivelato che nonostante le sue piccole dimensioni il satellite presenta regioni che variano da superfici antiche con molti crateri da impatto a zone recenti datate circa 100 milioni di anni.
Fonte

domenica 25 luglio 2010

A Parigi scarseggia l'acqua, allarme della Prefettura.


PARIGI - Un forte appello è stato lanciato dal prefetto di Parigi affinché la popolazione faccia un uso «ragionato» e «oculato» dell'acqua potabile nella capitale francese.
«Il prefetto di Parigi sollecita tutti a prestare attenzione alla criticità della situazione e alla necessita' di usare l'acqua in modo ragionato e oculato», afferma lo stesso prefetto in un comunicato ai cittadini, ma anche a imprese e servizi pubblici.
A causa del caldo estivo, il corso di due fiumi che contribuiscono normalmente a rifornire di acqua potabile la capitale francese sono quasi a secco. Il fiume Lunain, spiega il prefetto, «è sceso oltre il limite di allerta». Mentre il fiume Vanne è addirittura in situazione di «crisi».
ats/ansa

domenica 20 giugno 2010

L'acqua dei tergicristalli è un veicolo per contrarre la legionella.



Attenzione all'acqua dei tergicristalli: secondo uno studio inglese pubblicato dall'European Journal of Epidemiology è una vera e propria 'nursery' per i batteri che causano la legionella, una infezione che provoca la polmonite.
I ricercatori della Health Protection Agency inglese sono partiti dalla considerazione che i casi di legionella sono cinque volte maggiori nei guidatori professionali.Per cercare di capire da dove viene la minaccia hanno sottoposto questionari a diversi autisti infetti per stabilire le loro abitudini nell'uso della macchiana o del camion.
Il risultato è stato che sono più ad alto rischio quelli che passano molto tempo in macchina e con i finestrini aperti, ma soprattutto quelli che non aggiungono detergenti all'acqua dei tergicristalli. Un'analisi successiva ha rivelato che il battere della legionella è presente nell'acqua di una macchina su cinque nel caso non ci siano additivi, mentre i saponi comunemente usati sono sufficienti a bloccare del tutto la proliferazione dell'agente patogeno.
Fonte: salute.agi.it

domenica 27 dicembre 2009

Brasile - Illuminazione ricavata da acqua e cloro?




Un uomo ha inventato una lampadina che non utilizza energia elettrica o batterie. Ha utilizzato da bottiglie di plastica vuote, riempite con acqua e cloro.Le bottiglie poi vengono lasciate durante il giorno al Sole. che crea  una reazione chimica, rendendo la bottiglia luminosa , di luce bianca, come una lampadina da 60 watt elettrici.


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