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mercoledì 14 marzo 2012

Oslo - Meteorite sfonda il cielo di una casa.

La fortuna che piove dal cielo: in questo caso, un frammento di meteorite che ha sfondato il tetto di un capannone in peno centro di Oslo, in un momento in cui i proprietari erano assenti.

Come riporta la stampa norvegese, il colpevole dei danni è un frammento spezzatosi in due al momento dell'impatto e pesante circa mezzo chilo: si tratta oltretutto di una «breccia», ovvero di un conglomerato di rocce, evento piuttosto raro nella composizione meteoriti. 

La fortuna sta soprattutto nel valore commerciale del meteorite: un grammo di roccia di origine marziana ha un valore di mercato di circa 700 euro.
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giovedì 19 gennaio 2012

Algeria - Nevicata nel deserto del Sahara

Il 17/01/2012 ha nevicato  in Algeria nella  regione di Bechar. La neve è caduta anche a quote basse ai piedi della catena montuosa dell'Atlante, lambendo anche le dune del deserto del Sahara.

lunedì 16 gennaio 2012

Sergio Magaña e il calendario e la tradizione tolteca


Esiste una verità sui Maya e il 2012, ecco cosa dice a riguardo Sergio Magaña, sciamano  proveniente dal Messico.

domenica 8 gennaio 2012

In Europa gli inverni saranno sempre più rigidi?


Gli scienziati russi, dell'Istituto Oceanografico e dell'Istituto di Matematica Numerica dell'Accademia Russa delle Scienze, prevedono in un prossimo futuro un raffreddamento della temperatura nell'emisfero settentrionale. Secondo i loro calcoli, ci sarà una «grande anomalia di salinità», che abbasserà la temperatura media e porterà nei prossimi anni inverni molto rigidi. 
L'oceanografo Nikolay Diansky ha studiato in oltre un ventennio i dati sulle variazioni della salinità dell'acqua marina dell'Artico con i cambiamenti climatici del pianeta. Ha confrontato i dati e gli studi di tutti i suoi colleghi scienziati di tutto il mondo prima di parlare di un probabile raffreddamento del clima europeo. 
I grafici di Diansky mostrano che sta accadendo un fatto che c'è stato negli anni 60, ovvero il riscaldamento del pianeta conduce allo scioglimento massiccio dei ghiacciai e all'aumento della portata dei fiumi siberiani. Di conseguenza, nel Mar Glaciale Artico si è accumulata molta acqua dolce che inizierà a propagarsi attraverso lo Stretto canadese e in Groenlandia e nel Nord Atlantico. Da lì proviene «l'acqua calda» dell'Europa, la Corrente del Golfo. La fredda acqua dolce coprirà la sua acqua tiepida e salata come una coperta e non permetterà al calore di uscire e così, in Europa e in tutto l'emisfero settentrionale ci sarà un abbassamento delle temperature.
Prolungati periodi freddi, nel corso della storia, ci sono già stati, ricorda il professor Alexander Belyaev, vice direttore dell'Istituto di Geografia dell'Accademia Russa delle Scienze: «Ci sono stati periodi di una piccola era glaciale, quando il Canale della Manica era congelato, quando da San Pietroburgo si poteva raggiungere, camminando sul ghiaccio, Helsinki. Si poteva immaginare un tempo con i dipinti di Bruegel, quando tutti i canali olandesi erano congelati, e si poteva pattinare. Ci sono stati più tardi tempi, quando la Torre Eiffel era coperta di neve e congelata. Così il clima cambia, ma niente di terribile accadrà». 
La Terra possiede un proprio controllo del clima. Il riscaldamento, che è causato dall'uomo o dalla attività solare, provoca sempre un meccanismo che porta acqua artica che induce un raffreddamento. Poi di nuovo, ci sarà un riscaldamento. La verità, forse, è che non accadrà nella nostra vita.


(Fonte Accademia Kronos)

sabato 7 gennaio 2012

Brasile - Funghi bioluminescenti...


Nel 1840, il botanico inglese George Gardner narrò di aver assistito a una scena inusuale per le strade di Natividade, un paesino al centro del Brasile. Vide un gruppo di ragazzi giocare con un oggetto luminoso, che si rivelò poi essere un fungo luminescente. Lo chiamavano flor-de-coco, fiore di cocco, e mostrarono a Gardner il luogo in cui cresceva tra fronde in decomposizione, alla base di una palma nana. Gardner inviò il fungo all’Erbario di Kew, in Inghilterra, dove fu studiato e chiamatoAgaricus gardneri, in onore del suo scopritore. In seguito, la specie non è più stata avvistata. Fino al 2009.
Dennis Desjardin e colleghi, ricercatori alla State University di San Francisco, hanno ora raccolto nuovi campioni di questo fungo dimenticato, e l’hanno riclassificato come Neonothopanus gardneri. I risultati dello studio sono ora in rete, e la loro pubblicazione è prevista sul numero di novembre/dicembre di Mycologia.
I ricercatori sperano che uno studio attento del fungo brasiliano, che brilla abbastanza da permettere di leggervi un libro vicino, e dei suoi altri cugini bioluminescenti sparsi per il mondo aiutino a rispondere alla domanda su come e perché alcuni funghi brillino...... Fonte