«...Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.» (Giordano Bruno)
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mercoledì 18 settembre 2013
sabato 17 luglio 2010
Golfo del Messico, la marea nera mette in pericolo l'equilibrio climatico mondiale.
Mappa delle correnti oceaniche
MILANO - Non c'è tregua ne soluzione valida per la fuoriuscita di petrolio iniziata il 20 aprile scorso nel golfo del Messico. Nonostante il pressing del Presidente Obama alla società Bpl inglese, e dopo diversi tentativi risultati inadeguati, provati dai super tecnici, un'altra notizia aggrava la tragica situazione del golfo messicano. La gigantesca marea nera, potrebbe, con buona probabilità, causare danni irreparabili all'attività di regolazione termica della Corrente del Golfo, con effetto domino sul clima globale del pianeta.
Questo è quanto dichiara uno studio pubblicato sul sito dell'Associazione Geofisica italiana a cura dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera del Clima Cnr-Isac. La sintesi dello studio, è firmata da Gianlugi Zangari, fisico teorico, nasce dai Laboratori Nazionali di Frascati, dopo attenta osservazione, via satellite e in tempo reale, della vasta zona oggetto di attenzione.
Le rilevazioni satellitari (attraverso i satelliti Jason, Topex/Poseidon, Geosat Follow-On, ERS-2, Envisat) tra maggio e giugno, elaborati dal Ccar 1,2 (Colorado Center for Astrodynamics Research), esaminate nei Laboratori di Frascati messe a confronto con dati precedenti, dimostrano in diretta il del rapido deterioramento della Loop Current, una corrente oceanica calda che è determinante della Corrente del Golfo.
Le rilevazioni satellitari (attraverso i satelliti Jason, Topex/Poseidon, Geosat Follow-On, ERS-2, Envisat) tra maggio e giugno, elaborati dal Ccar 1,2 (Colorado Center for Astrodynamics Research), esaminate nei Laboratori di Frascati messe a confronto con dati precedenti, dimostrano in diretta il del rapido deterioramento della Loop Current, una corrente oceanica calda che è determinante della Corrente del Golfo.
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Secondo lo scienziato italiano, Gianlugi Zangari, le mappe della velocità della superficie marina e della sua altezza, indicano che la Loop Current si è rotta per la prima volta il 18 maggio, generando un mulinello in senso orario.
Un'immagine rilevata lo scorso 12 giugno testimonia che la situazione è peggiorata tanto da creare il distaccato completo dalla corrente principale, distruggendo così completamente la Loop Current.
Considerato che, nel confronto con dati satellitari precedenti non esiste situazione similare, è fortemente plausibile collegare la rottura della Loop Current ai cambiamenti biochimici e fisici causate dalla grande mare nera.
Secondo lo scienziato italiano, Gianlugi Zangari, le mappe della velocità della superficie marina e della sua altezza, indicano che la Loop Current si è rotta per la prima volta il 18 maggio, generando un mulinello in senso orario.
Un'immagine rilevata lo scorso 12 giugno testimonia che la situazione è peggiorata tanto da creare il distaccato completo dalla corrente principale, distruggendo così completamente la Loop Current.
Considerato che, nel confronto con dati satellitari precedenti non esiste situazione similare, è fortemente plausibile collegare la rottura della Loop Current ai cambiamenti biochimici e fisici causate dalla grande mare nera.
Allo stato attuale, esperti e politici coinvolti, rassicurano l'opinione pubblica monetizzano il risarcimento del danno ambientale, ma è sempre più evidente che, in termini economici, non si può ricostruisce un equilibrio climatico globale di millenni.
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lunedì 23 novembre 2009
Il ritorno del El Nino.- Ci aspetta un inverno caldo?
Un satellite della Nasa ha "ripreso" quelle che possono essere considerate le impronte del ritorno di un nuovo evento di El Nino. Il satellite OSTM/Jason-2 (Ocean Surface Topography Mission) ha rilevato, infatti, una lunga fascia di acque più calde della norma distendersi lungo l'Oceano Pacifico, una specie di lunga onda nota come "onda Kelvin", che si distende quasi per intero da est ad ovest dell'Oceano. La fascia d'acqua in questione, che si estende tra i 100 e i 170 gradi di longitudine ovest, risulta essere anche più alta della quota normale della superficie marina. Tali condizioni sono state rilevate durante i primi 10 giorni di novembre dal satellite della Nasa.
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