martedì 12 luglio 2011

Canada -Allarme inondazioni in British Columbia


Allarme inondazioni in British Columbia

È stato lanciato nelle zone centrali della provincia e a sud, nella Peace Region

Articolo pubblicato il: 2011-07-11
VANCOUVER - Le pioggie che cadono da giorni incessantemente sulla British Columbia hanno fatto scattare l’allarme inondazioni per le regioni centrali e quelle della Peace Region, nel Sud della provincia.
Il B.C. River Forecast Centre ha alzato il livello di allerta da “flood watch” a “flood warning” sabato pomeriggio dopo 36 ore di piogge torrenziali nell’area a nordest della British Columbia.
Allerta che riguarda anche l’Upper Fraser River a Prince George, dove è piovuto anche ieri. Le piogge di sabato hanno causato non pochi danni inm alcune zone della Peace Region, un’area circondata a ovest dalle Rocky Mountains e dalle pianure dell’Alberta a est. Alcune strade sono state inondate e chiuse al traffico, come ha confermato il ministro dei Trasporti della British Columbia sabato. Gli automobilisti sulla Highway 52 tra Dawson Creek e Tumbler Ridge sono stati costretti a fare una deviazione. Chiusa anche la Highway 16, 77 km a est di Prince George.

giovedì 2 giugno 2011

Aumento delle temperature e colera sono correlati?



La scoperta del collegamento tra il colera e i fenomeni atmosferici desta preoccupazioni per una maggiore diffusione della terribile malattia ma fornisce la chiave per una sua prevenzione

Un sistema in grado di prevedere l’insorgere di epidemie di colera con mesi di anticipo è stato realizzato dai ricercatori dell’International Vaccine Institute di Seul, che lo hanno comunicato sulle pagine dell’American Journal of Tropical Medicine and Hygiene. Il colera è una malattia batterica acuta intestinale causata da un ceppo del Vibrio colerae e rappresenta un terribile flagello nelle regioni tropicali, dove uccide oltre 100.000 persone ogni anno.

 Con l’aumento complessivo delle temperature, gli esperti si attendono un espansione della malattia anche in regioni che prima ne erano relativamente immuni. Ed è proprio l’associazione del colera con i fenomeni atmosferici a costituire la chiave per prevederne la comparsa. I ricercatori hanno scoperto che un grado di aumento della temperatura media mensile è un segno che i casi di colera raddoppieranno nei quattro mesi successivi. Inoltre, un aumento mensile delle piogge di 200 millimetri comporta il 60% di casi di colera in più entro due mesi. La correlazione tra i casi di colera, le temperature e le precipitazioni è stata stabilita attraverso un’analisi dei dati storici della malattia, registrati tra il 1997 e il 2006 nelle isole dello Zanzibar, situate nell’Oceano Indiano presso le coste africane. Conoscendo lo scoppio del colera con qualche mese di anticipo, i servizi sanitari avranno la possibilità di adottare misure di prevenzione per combatterlo più efficacemente, avviando programmi di vaccinazione e distribuendo medicinali alle popolazioni più esposte. (r.t.)

martedì 26 aprile 2011

Costa d'avorio - Presunta apparizione della Vergine Maria.

Vds. al centro della foto la presunta immagine della Vergine

Dalla Costa d'Avorio, salita alle cronache per la violenta guerra civile che la ha insanguina, arriva  la incredibile notizia che lo scorso 20 aprile, vicino alla capitale Abdjian, molte persone avrebbero affermato di avere assistito alla apparizione della Vergine Maria, tra gli alberi mentre un sole cocente illuminava la zona.
 Qui sopra  una immagina tratta dal video (inserito in basso), ripreso con un cellulare durante l'evento.


  

sabato 9 aprile 2011

BRAVE DREAMS - Studio clinico sulla Sclerosi Multipla (CCSVI)


BRAVE DREAMS letteralmente significa SOGNI CORAGGIOSI. In realtà indica la sigla BRA.VE DR.E.A.M.S, abbreviazione di BRAin VEnousDRainage Exploited Against Multiple Sclerosis, che, tradotto dall’inglese, significa “sfruttare il drenaggio venoso contro la sclerosi multipla”.
BRAVE DREAMS è il nome dello studio clinico per la valutazione dell'efficacia e della sicurezza dell'intervento di disostruzione delle vene extracraniche nei pazienti con sclerosi multipla e diagnosi di "Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale" (CCSVI) promosso dalla Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara che vede il prof. Paolo Zamboni in veste di principale ricercatore.
Il 28 Novembre 2010 il protocollo della sperimentazione è stato approvato dal Comitato Etico di Ferrara. Oltre 19 centri in Italia, le cui credenziali saranno valutate da una apposita Commissione, hanno inviato la loro richiesta di adesione.
Lo studio BRAVE DREAMS è multicentrico, prevede il reclutamento di 567 pazienti ed è in doppio cieco, infatti, confronta gli esiti di un intervento di flebografia con angioplastica venosa con un trattamento di controllo in cui viene effettuata solo la flebografia.
Obiettivo primario dello studio è la misurazione delle prestazioni fisiche e cognitive per verificare se l’intervento di disostruzione venosa possa rallentare o impedire il loro deterioramento e quindi configurarsi come intervento di prevenzione della disabilità. Le funzioni fisiche (equilibrio, vista, deambulazione, funzioni sfinteriali) saranno misurate con strumenti di indagine diagnostica obiettivi e non solo mediante valutazione neurologica.
Alla sperimentazione potranno partecipare i pazienti di età compresa tra i 18 e i 65 anni, con sclerosi multipla definita secondo i criteri di McDonalds1 e con diagnosi confermata di CCSVI. Non è prevista l’apertura di una lista di prenotazione per partecipare allo studio ma, come tipicamente avviene nelle sperimentazioni, i soggetti saranno reclutati direttamente dalle neurologie dei centri coinvolti e scelti tra i loro pazienti.

Il Costo

Secondo quanto dichiarato alla stampa dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrrara - dottor Gabriele Rinaldi - ognuno dei 567 pazienti ammessi alla fase di sperimentazione costerà 3.368 euro.2 A questo importo va sommato il costo della lettura centralizzata delle risonanze magnetiche, quello delle trasferte, e altri costi organizzativi che portano il costo totale della sperimentazione a quota 2,5 milioni di euro.
A tutt'oggi sono sicuri i contributi della Fondazione Hilarescere, e della Regione Emilia Romagna, già quantificati in 200mila e 180mila euro. Il sostegno di alcuni costi diretti (risonanze, ecodoppler etc.) potrebbe far salire il monte risorse disponibile a 6-700 mila euro. Ma, se anche questa condizione fosse soddisfatta, l’attuale copertura finanziaria non garantirebbe comunque neppure il 30% dell’investimento complessivo.


Donazioni

Come donare per la sperimentazione BRAVE DREAMS

Donazione mediante bonifico bancario:

Per l’Italia

  • IBAN: IT52 G063 8502 4011 0000 0009 524
  • Banca: Cassa di Risparmio in Bologna S.p.a. sede: Via Farini, 22 - 40124 Bologna - Italia

Per i versamenti dall’estero

  • IBAN: IT52 G063 8502 4011 0000 0009 524
  • Codice BIC: IBSPIT2B
  • Intestato a: Associazione CCSVI nella SM - ONLUS
  • Causale: RICERCA SCIENTIFICA BRAVE DREAMS

Donazione on-line mediante Carta di Credito:

È possibile effettuare la donazione pagando con carta di credito mediante PayPal, sistema che ti permette a privati ed aziende di inviare pagamenti in maniera sicura. Cliccando sul pulsante sottostante verrai rediretto sul sito di Paypal dove potrai effettuare la tua donazione. I dati della tua carta di credito non verranno memorizzati e la transazione avverrà attraverso una connessione sicura. Sono accettate tutte le principali carte di credito ed anche le carte prepagate, come ad esempio la PostePay.

Sinopsi, schema e diagramma di flusso dello studio BRAVE DREAMS

BRAVE DREAMS è uno studio clinico randomizzato controllato per la valutazione dell'efficacia clinica e della sicurezza dell'intervento di disostruzione delle vene extracraniche nei pazienti con sclerosi multipla e diagnosi di "Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale" (CCSVI).
Lo studio prevede il confronto tra un intervento di flebografia con angioplastica venosa vs. un trattamento di controllo in cui viene effettuata solo flebografia. Saranno eleggibili i pazienti di età compresa tra 18-65 anni, con Sclerosi Multipla definita secondo i criteri di McDonalds e con diagnosi confermata di CCSVI. Lo studio ha due endpoint primari:
  • clinico (miglioramento/stabilità/peggioramento in un endpoint funzionale sintetico) a 12 mesi
  • imaging RM (lesioni attive a 12 mesi).
Lo studio è previsto come multicentrico, compatibilmente con la disponibilità nei centri delle competenze cliniche e delle attrezzature strumentali necessarie per partecipare allo studio. Si prevede il reclutamento di 567 pazienti. La durata del follow-up previsto è di 12 mesi. Le valutazioni relative al follow-up saranno effettuate in cieco.




domenica 27 marzo 2011

Antartide , cosa nasconde il lago Vostok?

Il lago Vostok, scoperto solo nel 1974 si trova a quasi 3600 metri sotto i ghiacci dell'Antartide. Una spedizione russa sta perforando il ghiaccio per giungere  al lago ed effettuare lo studio dell'ambiente incontaminato  da  30 milioni di anni di anni . Il rischio è che il contatto con l'ambiente esterno  possa contaminare questo ambiente straordinario.
Per avere un quadro più esaustivo, potete cliccare a questo indirizzo LAKE VOSTOK STUDY per accedere  allo studio della prestigiosa US National Science Foundation effetuato sul lago Vostok nel 1998.

"Un'immensa distesa di acqua dolce sotterranea. Un lago lungo 280 Km "dorme" profondamente - è proprio il caso di dirlo - a quasi 3600 metri sotto le nevi del Polo Sud e rischia un brusco risveglio. 
Antartide: un ghiacciaio  Si chiama Vostok: scoperto nel 1974, è stato studiato e misurato soltanto nel 1996 grazie a tecniche di indagine radar e all'analisi di dati sismici, che hanno rivelato le sue dimensioni e hanno permesso di riconoscerlo come il lago più esteso dei 70 scoperti finora nella regione orientale dell'Antartide, ma soprattutto come il depositario del cuore di ghiaccio più profondo del pianeta.

La stazione russa di Vostok, posta in prossimità del lago, che già in passato aveva detenuto il primato di aver registrato la temperatura più bassa mai misurata sulla Terra (-126.9 gradi Fahrenheit, che corrispondono a - 52.7 gradi Celsius), ha ospitato il progetto statunitense, francese e russo che, tramite trivellazioni, ha raggiunto il ghiaccio sovrastante il lago, a una profondità di 3623 metri (a questo proposito, si veda la Home Page dello SCAR, Scientific Committee on Antartic Research).
Per evitare di inquinare l'ambiente lacustre, le operazioni sono state deliberatamente sospese a soli 120 metri dal lago, che rimane tutt'oggi inesplorato. I ricercatori hanno stimato fino a 30 milioni di anni il periodo di isolamento del lago. Periodo che potrebbe finire, se saranno trovati i fondi per finanziare il progetto di cui si è discusso recentemente in un congresso a Cambridge in Inghilterra e anche in un precedente meeting a Washington, organizzato dalla National Science Foundation"


sabato 19 marzo 2011

Scoperte in Brasile quattro specie di funghi che trasformano le formiche in zombie.


Scoperte in Brasile quattro specie di funghi che trasformano le formiche in zombie. Il fungo entra negli insetti e ne "controlla” la mente ai propri fini prima di ucciderli. Poi si trasmette dai cadaveri ad altri insetti sani. Oltre alle formiche anche vespe, mosche e grilli possono essere attaccati.Una "ramificazione" della nuova specie di fungo Ophiocordyceps camponoti-balzani spunta dalla testa di una formica "zombie" nella foresta pluviale brasiliana.

Considerato all'inizio come una singola specie, Ophiocordyceps unilateralis, questo tipo di fungo in realtà ne conta quattro, e tutte sono in grado di "controllare” la mente delle formiche.

Quando la specie infetta una formica, prende il sopravvento sul suo cervello, poi appena l'insetto si sposta in un luogo ideale per il fungo in cui crescere e disperdere le sue spore, lo uccide.

Le quattro specie di fungo vivono nella foresta pluviale atlantica del Brasile, che, racconta l'entomologo della Penn State University David Hughes, responsabile della ricerca, sta cambiando rapidamente a causa del riscaldamento climatico e della deforestazione.

Hughes e colleghi hanno fatto la scoperta notando l'ampia diversità di crescita fungale che spuntava dagli insetti morti, come racconta lo studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE.

"Siamo tentati di ipotizzare che ogni specie di fungo abbia una propria specie di formica a cui si è adattato in modo particolare", dice Hughes.

"Questo significa che esiste la possibilità che nella foreste tropicali di tutto il mondo vi siano decine e decine di specie in attesa di essere scoperte", dice.

sabato 12 marzo 2011

Giappone - Avvistamento UFO durante il terremoto. Ma si tratta di un elicottero.


 Dall'analisi del filmato successivo in alta definizione, si può notare che  l'oggetto bianco, è un elicottero che passa a bassa quota. Sono caduto anche io nel tranello della bassa definizione.

giovedì 10 marzo 2011

Incredibile moria di pesci, a milioni nel porto di Redondo Beach a King Harbor (CA


Incredibile moria di pesci, a milioni nel porto diRedondo Beach a King Harbor (CA) USA , dove milioni di sardine, acciughe e sgombri sono comparsi improvvisamente, saturando completamente la superficie del mare. Qui sopra potete osservare le immagini tratte da un telegiornale locale. la cosa che sembra incredibile è che nonostante il numero impressionante di carcasse, dall'acqua non sale nessun cattivo odore.

Strane fratture nella Terra, cosa sta accadendo?

Una grande frattura nel terreno si è formata lo scorso 26 febbraio in Perù,  con misure di tutto rilievo ,  100 metri di larghezza e tre chilometri di lunghezza. La frattura  ha causato confusione tra i residenti del quartiere Huacullani in provincia Chucuito, dipartimento di Puno. Il locale Dipartimento di Geologia non ha collegato la frattura ad alcun evento sismico.

Ed ecco , ochi giorni fa in Pakistan nella regione del Gulistan , si è aperta inspiegabilmente una lunga frattura nel terreno, qui sotto potete vedere un video girato in loco....direi impressionante.



domenica 6 marzo 2011

Passo Fadalto e Val Lapisina in Veneto, scossi da strani boati sotterranei (4)


VITTORIO VENETO- Sembra giungere verso una spiegazione il fenomeno dei boati registrati dallo scorso ottobre in Fadalto.

In occasione del vertice regionale di questa mattina a Marghera, al quale ha partecipato per il comune di Vittorio Veneto l'assessore alla Protezione Civile, Mario Rosset, è emerso che «non ci sono correlazioni ad attività di tipo sismico» per i boati registrati in Fadalto. Una conclusione a cui i tecnici del  Centro Ricerche Sismologiche di Udine sono giunti analizzando i dati rilevati dai sismografi posizionati in Val Lapisina e confrontandoli con i parametri precursori di un'attività sismica.
«Oggi - spiega l'assessore Rosset - siamo giunti all'atteso verdetto. Grazie alla lettura dei dati da parte degli esperti è stato escluso in modo categorico una correlazione tra i boati del Fadalto e un evento sismico. Sappiamo che la zona è a rischio sismico e per di più è stata compromessa negli anni da una frana e dall'azione dell'uomo, per questo continueremo il monitoraggio».
Con gli ultimi dati raccolti, i tecnici del CRS hanno individuato che la profondità da cui si generano boati e vibrazioni è stimata fra i 500 e i 600 metri, più superficiale rispetto al chilometro di cui si parlava nelle settimane scorse. L'area da cui hanno origine ha un diametro di circa 1,5 km con centro in prossimità di Fadalto Basso.
Dallo scorso 26 gennaio, giorno in cui è stato posizionato il primo sismografo mobile da parte del CRS di Udine, sono 346 le scosse registrate, 12 delle quali sono state percepite dai residenti. Un fenomeno che nelle ultime due settimane, precisa la Protezione Civile regionale, si è attenuato con un numero di eventi giornalieri compresi tra 5 e 10.
La causa di questi fenomeni sarebbe dunque legata ai flussi sotterranei di acqua e alla natura carsica del territorio: la rottura improvvisa di rocce per la pressione dell'acqua e i colpi d'ariete, sempre dovuti alla pressione dell'acqua che scorre sotto terra, sarebbero dunque all'origine dei boati e delle vibrazioni avvertiti dalla popolazione e registrati dalle apparecchiature. Un fenomeno che, come nel 2003, si collega alle abbondanti piogge cadute nell'autunno scorso. «Inizialmente questa ipotesi era stata scartata - ricorda l'assessore Mario Rosset - ma ora con i dati forniti dagli strumenti si è giunti a questa conclusione che si lega alla forte piovosità dell'autunno. I tecnici oggi hanno parlato di "idro-clac", ovvero rottura di rocce dovute alla forte pressione dell'acqua».
Continuerà anche nelle prossime settimane l'attività di monitoraggio del territorio con i sette sismografi del CRS e i cinque installati dal CESI per conto dell'Enel, registrazioni che vengono trasmesse al centro di Udine in tempo reale via SMS. «Quando il fenomeno dei boati si scemerà - aggiunge Rosset - è stato deciso di non togliere tutti i sismografi, ma di mantenerne uno in Val Lapisina».
«L’attività di controllo e di studio - fa sapere la Protezione Civile regionale - proseguirà per migliorare le conoscenze sulla struttura del sottosuolo e sulle modalità di propagazione delle onde sismiche nella zona del Fadalto. Continueremo a tenere d'occhio la situazione, proseguiremo nell'attività di informazione e allertamento delle strutture e delle istituzioni preposte, perchè, al di là del fenomeno di questi mesi, l'area è zona sismica 2».

BANNER

ADD/THIS

Bookmark and Share
webso OkNotizie