lunedì 30 dicembre 2013

La terra trema lo stesso giorno in Campania e in Croazia. Eventi collegati?

ierL'evento allo studio dei ricercatori. Il fisico Marco Mucciarelli evidenzia che la sequenza è prossima ad alcune faglie censite nella banca dati Diss (Database of individual seismogenic sources) dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ma non corrisponde ad alcuna sorgente nota; un fatto questo che non escludendo del tutto la possibilità che il catalogo delle faglie non sia completo e pertanto non permette di escludere del tutto la possibilità di scosse più forti di quelle registrate dai.


Localizzazione degli eventi avvenuti fino alle ore 9 del 30 dicembre, sovrapposta alla mappa di pericolosità e ai terremoti storici.

Il comunicato del Dipartimento della Protezione Civile relativo all'evento sismico di magnitudo 4,9 che alle 18,08 del 29 dicembre ha interessato in particolare le province di Caserta e Benevento, aggiornato alle ore 11 di lunedì 30 dicembre 2013, conferma, sulla base d'indagini preliminari, l'assenza di particolari danni a edifici, strutture e infrastrutture.Nonostante la scossa principale sia stata fortemente avvertita dalle popolazioni delle province interessate dal sisma, generando situazioni di paura e l'abbandono delle abitazioni da parte di alcune persone, le prime verifiche effettuate dai Vigili del fuoco e dalle squadre di tecnici non riportano situazioni di particolare criticità per strutture e infrastrutture. I danni maggiori al momento si registrano per alcuni edifici storici e di culto, dove sono state segnalate lesioni o la caduta di calcinacci. Una frana scatenata dal sisma, eventi questi noti come cosismici, ha interessato un acquedotto nel comune di San Gregorio Matese, in provincia di Caserta, comportando l'interruzione del servizio idrico.
Per garantire un più efficace coordinamento delle informazioni e delle azioni sul territorio sono stati attivati dal pomeriggio 29 dicembre tre Centri di coordinamento soccorritori (Ccs) nelle province di Benevento, Caserta e Napoli e alcuni Centri operativi comunali (Coc). Sin dai primi minuti dopo l'evento più significativo la «sala situazione Italia» del Dipartimento si è messa in contatto con le strutture regionali e locali di protezione civile, mantenendo in particolare uno stretto raccordo con le sale operative di Campania e Molise.
L'analisi del Catalogo Parametrico dei Terremoti italiani CPTI11 rivela che gli eventi storici più forti localizzati nelle vicinanze di quell'area sono:
- la sequenza appenninica del 5 dicembre 1456 (magnitudo Mw 7,2, intensità Ix XI MCS);
- l'evento del 5 giugno 1688 (magnitudo Mw 7,0, intensità Ix XI MCS) nel Sannio;
- l'evento del 26 luglio 1805 (magnitudo Mw 6,6, intensità Ix X MCS) nel Matese.
Confermando la sismicità di tutta la zona.
Il fisico Marco Mucciarelli, professore universitario di Sismologia Applicata presso la Scuola di Ingegneria dell'Università della Basilicata, che dal luglio 2012 dirige il Centro Ricerche Sismologiche dell'Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (Ogs), nel suo blog «Terremoti, sismologia ed altre sciocchezze» ha evidenziato alcune peculiarità della sequenza sismica che sta interessando il Matese.
Mucciarelli in primo luogo evidenzia come il terremoto del Matese segue di poche ore un terremoto di magnitudo tra 4,7 e 4,9 avvenuto nella Croazia meridionale poco prima delle 7,00 UTC, in una zona che geologicamente fa parte del margine orientale della «placca Adria»; la stessa che è interessata a ovest dalla spinta dell'Appenino e a est quella delle Dinaridi, flettendosi come una «doga» e inarcandosi nell'area del Gargano, delle Murge e del Salento. Nella registrazione della stazione sismica di Matera, presa in considerazione dal direttore dell'Ogs per le sue analisi, sono evidenti entrambe le scosse che mostrano il «motore comune» che è la causa di entrambi gli eventi.
Altra particolarità della sequenza del Matese, sempre secondo Mucciarelli, è che la sequenza è prossima ad alcune faglie censite nella banca dati Diss (Database of individual seismogenic sources) dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ma non corrisponde ad alcuna sorgente nota; un fatto questo che non escludendo del tutto la possibilità che il catalogo delle faglie non sia completo e pertanto non permette di escludere del tutto la possibilità di scosse più forti di quelle registrate da ieri.
Infine Mucciarelli evidenzia, che la «legge di Gutenberg-Richter» stabilisce che il logaritmo del numero dei terremoti decresce linearmente al crescere della magnitudo, nel caso della sequenza del Matese, nelle prime ore le registrazioni si distribuiscono con un coefficiente significativamente più piccolo dell'unità, che potrebbe indicare il verificarsi di scosse più forti.
Intanto il Dipartimento della Protezione Civile ci tiene a precisare che: «Si rammenta che lo stato attuale delle conoscenze scientifiche non consente di stabilire quante scosse e di quale intensità potranno ancora interessare la stessa area. Si ricorda che forti terremoti sono comunemente accompagnati da altre scosse, ma ogni previsione che indichi con precisione data, ora e luogo, nonché magnitudo di futuri eventi è priva di ogni fondamento. Nelle aree attualmente interessate dai fenomeni sismici, massima attenzione deve essere dedicata alla verifica delle condizioni di sicurezza degli edifici che hanno subito il terremoto e, in particolare, delle strutture strategiche, di quelle più antiche e vulnerabili, monumentali e di culto, e di tutte quelle che mostrano lesioni e danneggiamenti».
Intanto le popolazioni interessate dalla sequenza sismica che da ieri intessa la Campania orientale si sono riversate per strada e molti hanno deciso di trascorrere la prima notte in auto, nella speranza che gli assembramenti e le soste siano lontano da edifici fatiscenti o con decorazioni dagli equilibri precari.

FONTE

venerdì 27 dicembre 2013

Il segreto dei diciotto scheletri giganti del Winsconsin (USA).

Foto scovata negli archivi dello Smithsonian Ethnology Reports, scattata durante una lezione del prof. McGee (nella foto a sinistra), nel quale si vede uno scheletro gigante dalla statura di circa due metri e ottanta, poi venduto alla Smithsonian Institution per la cifra di 500$. Lo scheletro apparterebbe alla cosiddetta cultura dei Mounds Builders
 Nel maggio del 1912, un team di archeologi del Beloit College, in uno scavo realizzato presso il lago Delavan, nel Winsconsin, portò alla luce oltre duecento tumuli con effigie che furono considerate come esempio classico della cultura Woodland, una cultura preistorica americana che si crede risalga al primo millennio a.C.
Ma ciò che stupì i ricercatori fu il ritrovamento di diciotto scheletri dalle dimensioni enormi e con i crani allungati, scoperta che non si adattava affatto alle nozioni classiche contenute nei libri di testo. Gli scheletri erano veramente enormi e, benchè avessero fattezze umane, non potevano appartenere a esseri umani normali.
La notizia ebbe una grande eco e fece molto scalpore, tanto che il New York Times riportò la notizia tra le sue pagine. Forse, a quei tempi, c’era più libertà e meno paura rispetto alle scoperte che potevano cambiare le consolidate credenze scientifiche fondate solo su teorie. Così scrive l’articolista del New York Times nell’articolo pubblicato il 4 maggio 1912:
 “La scoperta di alcuni scheletri umani durante lo scavo di una collina presso il Lago Delevan indica che una razza finora sconosciuta di uomini una volta abitava il Wisconsin Meridionale. [...]. Le teste, presumibilmente di uomini di sesso maschile, sono molto più grandi di quelle degli americani di oggi.
Il cranio sembra tendere all’indietro immediatamente sopra le orbite degli occhi e le ossa nasali sporgono molto al di sopra degli zigomi. Le mascelle risultano essere lunghe e appuntite [...].
 La descrizione dei crani fornita dal New York Times, ricorda molto la forma di quelli appartenenti agli scheletri scoperti recentemente in un’antica sepoltura in Messico , con la differenza che qui abbiamo a che fare con individui alti più di tre metri. Chi erano costoro, e perchè no vi è traccia nella cronologia ufficiale che ci hanno insegnato a scuola?
Si tratta di umani giganti vissuti sul nostro pianeta, e comunque appartenenti alla razza umana? Potrebbe trattarsi di un antico insediamento di Antichi Umani, sopravvissuti alla tragedia di Atlantide? Oppure, si tratta di esseri provenienti da altri mondi, scoperta che corroderebbe la Teoria degli Antichi Astronauti? Difficile a dirsi.

Islanda : per proteggere gli elfi chiesto l’abbandono di un progetto di autostrada.


Il quotidiano britannico The Independent scrive che in Islanda un team di avvocati si è unito a un gruppo di ecologisti per chiedere alle autorità l’abbandono di un progetto per la costruzione di un’autostrada, in quanto sul terreno interessato dal progetto vivrebbe una comunità di ELFI.
L’autostrada in questione permetterebbe di collegare direttamente la penisola di Aftanes, dove abita il presidente islandese Ólafur Ragnar Grímsson e la città di Gardabaer, vicina alla capitale Reykjavik.
La Corte Suprema d’Islanda ha decretato la sospensione del progetto su richiesta di un gruppo di ecologisti chiamati “Gli amici della lava”, per i quali la costruzione dell’autostrada avrebbe conseguenze negative non solo per gli elfi, ma anche per l’eccezionale paesaggio della regione, per la sua fauna e il patrimonio culturale e storico della regione.
Andri Snaer Magnason, un ecologista del gruppo, ha spiegato all’agenzia Associated Press che l’autostrada dividerebbe in due parti un campo di lava e distruggerebbe i siti di nidificazione di diverse specie animali.
Nella zona centinaia di persone manifestano regolarmente per ostacolare il lavoro delle scavatrici.
Gli elfi e altre creature mitologiche sono molto presenti nella tradizione nordica.
In Danimarca, in Norvegia e in Svezia le persone non credono molto alla loro esistenza, mentre in Islanda la situazione è diversa e “il Piccolo popolo”, come vengono chiamate queste creature, è un tema considerato molto seriamente.
Nel 2007 un’indagine condotta dall’Università dell’Islanda aveva dimostrato che il 62% delle persone interrogate credono all’esistenza del Piccolo popolo.

giovedì 26 dicembre 2013

Cosa accadrebbe se in Australia si verificasse una nuova eruzione del vulcano Mount Gambier con la stessa magnitudo registrata 5000 anni fa?

Cosa accadrebbe se in Australia si verificasse una nuova eruzione del vulcano Mount Gambier con la stessa magnitudo registrata 5000 anni fa? Gli esiti sarebbero devastanti, l'impatto si avvertirebbe a ben 60 miglia di distanza dal luogo dell'eruzione causando, dunque, danni diffusi su una superficie vastissima. 
Come spiegato nel Bulletin of Volcanology, studiosi provenienti dal gruppo di ricerca di vulcanologia dell'Università di Monash (MONVOLC) si sono serviti di modelli tridimensionali realizzati al computer e della termodinamica – la scienza che studia le relazioni tra diverse forme di energia – per determinare le dimensioni e la potenza di una eventuale eruzione di Mount Gambier.
Si ritiene che questa sia la prima volta in cui tali calcoli vengano effettuati, partendo dal volume stimato dei depositi vulcanici, dalla forma del cratere del vulcano, dalla cenere dispersa e dalla termodinamica.
Il dottor Jozua van Otterloo ed il professor Ray Cas, della scuola di Geoscienze, hanno assegnato alla più recente eruzione di un vulcano australiano un valore di quattro nell'Indice di Esplosività dei Vulcani (VEI) – un valore simile a quello dell'eruzione verificatasi in Islanda a Eyjafjallajökull nel 2010, che ha avuto serie ripercussioni a livello mondiale.
Il dottor van Otterloo sostiene che l'Australia potrebbe affrontare una tragedia della stessa intensità di quella causata dall'eruzione islandese se si risvegliasse un vulcano ad ovest di Melbourne. "Poco si conosce sulla magnitudo delle eruzioni di questa provincia vulcanica (Newer Volcanics) che si estende per 400 chilometri tra Melbourne e Mount Gambier. Si calcola che essa abbia più di 400 centri di eruzione e che sia stata attiva per almeno 4 o 5 milioni di anni" afferma il dottor van Otterloo, che spiega "Normalmente le dimensioni e la magnitudo delle eruzioni di vulcani attivi sono calcolate basandosi su osservazioni compiute durante le eruzioni stesse. Utilizando modelli geometrici tridimensionali, abbiamo mostrato che è anche possibile ottenere il volume stimato per differenti depositi di un centro vulcano preistorico".
Il gruppo di scienziati ha realizzato un diagramma che mostra l'impatto delle ceneri vulcaniche come sono state disperse in Europa dall'eruzione islandese del 2010, con una giustapposizione sull'Australia con l'eruzione di Mount Gambier. È stato dimostrato che la quantità di materiale disperso era l'equivalente del volume di 130mila piscine olimpioniche.
"Sono stati il magma salito in superficie da una profondità di 80 chilometri e la grande quantità dello stesso magma entrato in contatto con le acque sotterranee presenti in superficie che hanno reso l'eruzione così violenta - sostiene il dottor van Otterloo - Con le polveri vulcaniche che hanno raggiunto almeno i 5-10 chilometri di altezza, l'eruzione può essere classificata a livello quattro dell'Indice di Esplosività Vulcanico. Non sappiamo quando e dove si verificherà la prossima eruzione. Per questo il nostro gruppo continua a svolgere ricerche intensive nella zona. Sebbene le statistiche dicano che potrebbe trascorrere diverso tempo prima della prossima eruzione, il rischio principale è quello che, quando questa si verificherà, avremo soltanto pochi giorni di preavviso".
Il dottor van Otterloo sostiene che un'eruzione simile in quella regione causerebbe la chiusura della maggior parte dello spazio aereo dell'Australia orientale, seri rischi per la salute determinati dalle polveri vulcaniche composte da minuscoli frammenti di vetro, con un forte impatto anche sul bestiame fino a 100 chilometri dal sito in cui si è verificata l'eruzione e ripercussioni gravi anche sulle infrastrutture locali.
"Conoscere il vulcanismo esplosivo - ha dichiarato il dottor van Otterloo - aiuta la comunità a gestire il rischio, limitando conseguentemente i danni e cercando di confinarli ad aree regionali e non globali, anche per quanto riguarda l'impatto delle eruzioni sul clima".
Francesca Di Giorgio




mercoledì 25 dicembre 2013

Capoterra (CA) - Palla di fuoco attraversa il cielo in pieno giorno.

Sono diversi i testimoni che, la mattina del 23 dicembre intorno alle 9.30, hanno visto attraversare il cielo da quella che hanno descritto come "una palla di fuoco". 
La foto non si riferisce al fenomeno qui descritto
Il pensiero è andato a quanto accaduto lo scorso febbraio in Russia, quando un grosso asteroide era esploso a poca distanza dal suolo; il fenomeno osservato in Sardegna però, se dovessere essere confermato, è stato di portata molto inferiore e, apparentemente, senza alcuna conseguenza.
Le segnalazioni, intorno alle 9.30 di questa mattina, sono arrivate da Cagliari. Chi a quell'ora percorreva il lungomare Poetto, proveniente da Quartu, ha potuto notare una sorta di meteora che, in una frazione di secondo, ha disegnato una traiettoria obliqua discendente fino a scomparire all'orizzonte dietro i monti di Capoterra.

L'oggetto non avrebbe lasciato nessuna traccia in cielo e non sarebbe stato sentito alcun rumore di schianto o visto del fumo, conseguenza di un ipotetico impatto al suolo. Alcuni hanno segnalato il fenomeno ai vigili del fuoco ma non è stata verificata nessuna necessità di intervento, neanche da parte del centro operativo della protezione civile e dell'antincendio regionale mentre la Capitaneria di Porto esclude la presenza di razzi di segnalazione di qualche imbarcazione.

Resta da capire di cosa si sia trattato.

Secondo gli esperti, per essere visibile in pieno giorno, un meteorite che attraversa la nostra atmosfera deve avere dimensioni ragguardevoli e non è possibile che non abbia lasciato traccia. Non sarebbe da escludere, invece, la possibilità della caduta di uno dei tanti detriti di satelliti o razzi spaziali che ruotano intorno alla terra e che ogni tanto precipitano. Potenziamente molto più pericolosi dei meteoriti sono oggetto di un progetto di monitoraggio in fase di realizzazione da parte dell'Agenzia Spaziale Europea.

Natale 2013


Mosca - I misteri dei grattacieli di Stalin.


Già durante la sua vita la persona di Iosif Stalin era circondata da mistero e paura. Correvano voci che fosse molto superstizioso. Ricorreva ai servizi di chiaroveggenti, sensitivi ed astrologi. Si dice che proprio il suo astrologo personale gli avrebbe consigliato dove eriggere i sette famosi grattacieli di Mosca chiamati “Sette sorelle” o “alti edifici di Stalin”.

Per capire il perché della tanta importanza attribuita da Stalin al tempo e al posto di costruzione di questi edifici leggendari “La Voce della Russia” si è rivolta all’astrologo e mistico Vladislav Obolonskij:
Come molte altre persone investite di potere assoluto, Stalin aspirava alla immortalità ed aveva una terribile paura della morte. Riteneva che mediante le foto potesse essere colpito da un maleficio, per cui evitava possibilmente di farsi fotografare. Prima di prendere decisioni importanti verificava la sua carta astrologica personale.
Il luogo e la data di inizio della costruzione della sua opera prediletta, ossia degli otto grattacieli (l’ottavo edificio, il Palazzo dei Soviet, che non si riuscì a costruire, doveva essere sito al posto della Cattedrale di Cristo Salvatore) furono scelti dal suo astrologo personale. Queste costruzioni, che erano una specie diziqqurat a forma di piramidi troncate, dovevano contribuire alla creazione sopra Mosca di un fortissimo campo energetico.
La costruzione di tutti questi edifici fu avviata il 7 settembre 1947 precisamente alle 13:00. Vladislav Obolonskij è convinto che non si potesse scegliere un tempo miglire per l’inizio della erezione di queste piramidi moderne:
Si trattava del momento di opposizione di Marte e Jove con Proserpina culminante nel segno della Bilancia che si trovava al vertice del triangolo chiuso formato con Mercurio e il Sole sulla carta astrologica, cioè quando avviene un colossale sprigionamento di energia. Questo periodo è molto adatto per l’avvio di progetti di grande respiro. L’astrologo di Stalin lo sapeva benissimo. Non bisogna neanche dimenticare che Stalin non aveva molto tempo a disposizione. Si rendeva conto che se non avesse approfittato di tale periodo temporale propizio, un’oltra occasione simile non si sarebbe più presentata per alcuni anni. Pertanto proprio il 7 settembre 1947 furono posate le prime pietre del fondamento di questi edifici, sebbene i loro progetti non fossero stati ancora ultimati.
Furono costruiti in tutto sette “alti edifici di Stalin”:
1. Edificio principale dell’Università statale di Mosca situato sulla Collina dei passeri (è favorito zodiacalmente e territorialmente dal pianeta Mercurio che risponde dell’intelligenza e delle conoscenze).
2. Edificio residenziale in Kotelničeskaja naberežnaja (sul lungofiume Kotelničeskaja). È legato a Venere, pianeta che patrocina le arti. Non è quindi un caso che vi avessero ricevuto appartamenti persone di professioni artistiche come la grande ballerina Galina Ulanova, il poeta Evghenij Evtušenko, l’attrice Faina Ranevskaja, il cantante Vladimir Atlantov. Anche se bisogna far notare che vi abitavano, prevalentemente nella vecchia parte dell’edificio costruita negli anni 1938-1940, anche molte famiglie dei comandanti dell’NKVD. Ciò si spiega con il fatto che astrologicamente e geologicamente il primo corpo era protetto da Marte (intelligence, arte militare).
3. Hotel Ucraina. Protetto da Nettuno (viaggi, ospitalità).

martedì 24 dicembre 2013

Mark Weingard, 47enne inglese, si è salvato dall’attentato dell'11 settembre, dall’attentato di Bali e dallo tsunami del 26 dicembre 2004.


Mark Weingard ricorda vagamente Zelig, il personaggio dell’omonimo film di Woody Allen che aveva la capacità di trovarsi sempre al centro della storia: dietro a Hitler con la Porta di Brandeburgo sullo sfondo, seduto vicino a Pio XII in Vaticano, a fianco di Babe Ruth in un campo da baseball. In un certo senso un antesignano di Forrest Gump che stringeva la mano a Elvis Presley, a John Kennedy, a Richard Nixon e combatteva in Vietnam. “È proprio quello che penso della mia vita”, dice sorridendo Mark Weingard che nell’arco di tre anni è stato testimone delle più grandi tragedie del mondo. Tutto ha avuto inizio l’11 settembre 2001 (…)
LO SALVÒ IL FATTO di essere in ritardo dopo una notte passata in bianco. Quando telefonò per avvertire si sentì rispondere: “non venga proprio, un aereo ha appena colpito il World Tra-de Center”. Pochi minuti dopo il secondo aereo si schiantò esattamente contro gli uffici della Fuji Capital uccidendo i 23 dipendenti presenti. Mark Weingard, 47 anni, da allora si è sempre rifiutato di guardare le immagini agghiaccianti della gente che si getta nel vuoto. L’11/9/2001 Mark aveva da poco compito 35 anni ed era cresciuto con l’idea fissa che, come il padre ucciso a 36 anni in un incidente stradale mentre guidava il suo taxi, sarebbe morto prima di compiere 36 anni. “Mio padre era morto a meno di 36 anni, sua sorella era morta giovanissima e anche sua madre era morta giovane. La mia famiglia era percorsa da questo senso di morte imminente”. Ma il destino aveva altre sorprese in serbo per il giovane di Manchester che aveva deciso di darsi alla finanza perché amava la matematica. Tredici mesi dopo le Torri Gemelle, nell’attentato di Bali morì la fidanzata Annika Linden. Come l’aveva conosciuta? Dopo un doloroso divorzio dalla moglie conosciuta a 15 anni sui banchi di scuola, aveva incontrato Annika grazie alla posta del cuore di un giornale.

sabato 21 dicembre 2013

Misterioso fenomeno di donne incinta vergini colpisce gli Stati Uniti.


Misterioso fenomeno di donne incinta vergini colpisce gli Stati Uniti. Secondo uno studio del British Medical Journal una donna su 200 in America è rimasta incinta senza aver mai avuto rapporti sessuali e senza essersi sottoposta a fecondazione artificiale. Dal 1995 al 2009, evidenzia la percentuale dello 0,5%, ovvero 45 donne in tutto hanno dichiarato di essere rimaste incinte pur essendo completamente illibate. Tutte le donne in questione sono cristiane conservatrici che avevano fatto voto di castità mantenendosi impegnandosi a rimanere vergini fino alla prima notte di nozze.
http://donne.net1news.org/mistero-delle-donne-vergini-che-restano-incinte-ecco-dove-accade.html

Fonte originale
http://www.bmj.com/content/347/bmj.f7102

Il novembre del 2013 è stato il più caldo sulla Terra dal 1880.

Temperature record, il novembre del 2013 è stato il più caldo dal 1880Il novembre del 2013 è stato il più caldo sulla Terra dal 1880. In base ai dati della National oceanic and atmospheric administration (Noaa) lo scorso mese le temperature di terra e di mare sono state di 0,78 gradi Celsius sopra la media globale del Ventesimo secolo di 12,9 gradi.
In tutto il globo - Dalle rilevazioni è emerso che quasi in ogni regione del mondo la temperatura è stata "più calda del solito". In alcune zone della Russia si è arrivati addirittura a otto gradi sopra la media del periodo. Uniche eccezioni al fenomeno - con temperature più fresche - sono state riscontrate nella parte centrale e orientale del Nord America, l'Oceano Meridionale vicino all'Antartide, l'Australia settentrionale e la zona sud-ovest della Groenlandia. 

Previsto un 2014 bollente - Secondo i ricercatori, inoltre, il caldo non porterà tregua neanche con l'arrivo del nuovo anno. Come riportato su Quartz, numerosi modelli climatici sottolineano le probabilità dell'arrivo nel 2014 del Nino - il riscaldamento delle temperature superficiali dell'Oceano Pacifico tropicale - che potrebbe rendere così il prossimo anno il più caldo mai registrato dopo il 2010.

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