domenica 2 febbraio 2014

Indonesia - Vulcano esplode a Sumatra,14 morti,

Notizie terribili giungono dall’Indonesia dove oggi è avvenuta in maniera improvvisa l’eruzione esplosiva del vulcano Sinabung, a nord di Sumatra. Sono almeno 11 le persone che hanno perso la vita in maniera quasi immediata a causa della rapida e rovente colata piroclastica fuoriuscita dal cratere pochi secondi dopo l’esplosione.
Lo riferisce la Bbc online.
Otto persone, tra cui quattro alunni di un liceo in gita per vedere il vulcano, sono state trovate morte nel villaggio di Sukameriah, poco distante dal cratere. Altri tre corpi sono stati recuperati nel villaggio successivamente.
Ecco la foto terribile che giunge da Sumatra.
Aggiornamento ore 16.30 : le vittime salgono a 14. «È probabile che troveremo altre vittime», ha dichiarato Benny Kaban, uno dei volontari che sta partecipando alle operazioni di soccorso nelle zone interessate dalla nuova eruzione del Sinabung, vulcano che ha ripreso l’attività eruttiva lo scorso settembre costringendo circa 30mila persone a lasciare le proprie case. Dopo 400 anni di silenzio, il vulcano, una montagna alta 2460 metri, aveva ricominciato ad eruttare nell’agosto 2010.

domenica 26 gennaio 2014

Canada - Famiglia cattura in video un presunto Bigfoot.

Una famiglia in Saskatchewan, Can., Sostiene di avere filmato il leggendario Bigfoot o Sasquatch? Una scimmia scappato da uno zoo? Un uomo in un costume da scimmione? IIl breve pezzo di repertorio è una bufala o qualcosa di inspiegabile catturato su pellicola. Adam Uccello, YouTube.

ECCO IL VIDEO


FONTE

Come Siamo Guariti Dal Diabete.

Secondo l’Associazione Americana per il Diabete (A.D.A.): «Il diabete è una malattia cronico degenerativa incurabile».
Una definizione che non lascia alcun spazio a eventuali dubbi.
D’altronde è cosa risaputa da qualsiasi medico al mondo, che il diabete ufficialmente non si può curare, una volta che si è manifestato, si può conviverne più o meno bene, ma si è schiavi e dipendenti dai farmaci per l’intera vita. Ma è proprio così?
Questo il tema del congresso che ha visto la partecipazione di circa 500 persone, organizzato dalle associazioni culturali «Il Soffio del risveglio » e «Qui e Ora », tenutosi a fine marzo all’Auditorium Vivaldi a San Giuseppe di Cassola (VI).
Tra i relatori della serata, oltre a chi scrive, ci sono stati Gennaro Muscari, medico omeopata docente alla Scuola di omeopatia di Verona, Giancarlo Vincenti presidente dell’Associazione «Diabete insieme» di Portogruaro, e infine – vero motivo dell’incontro – quattro persone che sono riuscite a venir fuori dal diabete.
Andiamo per ordine.
Dopo la breve proiezione di spezzoni video presi da «Un equilibrio delicato», tratto da «The China Study», lo studio più completo mai realizzato al mondo sull’alimentazione; «Crudo & semplice», l’esperimento unico nel suo genere dove sei persone in 30 giorni di crudismo smettono di usare l’insulina, e infine il «Metodo Gerson».
Il mio intervento è stato quello di fornire alcuni dati e informazioni importanti per comprendere l’evoluzione storica della malattia.
Se infatti secondo il Bollettino dell’Accademi«Il tasso di mortalità del diabete a New York è passato da 2,1 per 100 mila abitanti nel 1866 a 29,2 nel 1932», e oggi, ogni 10 secondi una persona muore per cause legate al diabete e due si ammalano, viene da sé che qualcosa di grave deve essere successo negli ultimi settant’anni.
Cosa?
a di medicina di New York dal 1871 al 1933
Grassi idrogenati.
Nel 1912 vengono commercializzati i cosiddetti «grassi idrogenati».
Questi grassi creati dall’industria, non esistono in natura, quindi non vengono riconosciuti correttamente dall’organismo e creano grossissimi problemi alla salute, provocando disturbi cardiocircolatori, obesità, danni alle membrane cellulari, malattie autoimmuni (diabete); diminuiscono le HDL e aumentano le LDL; aumentano le infiammazioni e interferiscono con l’insulina.
I grassi idrogenati si trovano nelle cosiddette margarine, quindi nella stragrande maggioranza dei prodotti da forno, gelati, cioccolate, dolci, ecc. Pure gli oli vegetali, prodotti a caldo e quelli che vengono fritti, si snaturano completamente diventando tossici per le cellule e quindi per l’organismo umano.

Le sirene...ultime verità


Ecco il documentario andato in onda su Discovery channel nel 2013

A Cuba già creati quattro vaccini contro il cancro.


Che Cuba abbia sviluppato già quattro vaccini contro altrettanti differenti tipologie di tumori è senza dubbio una importante notizia per l’umanità., e se teniamo presente che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno muoiono nel mondo, per queste infermità, circa 8 milioni di persone. I grandi mezzi internazionali hanno ignorato il fatto quasi completamente.
Nel 2012 Cuba testava il primo vaccino terapeutico contro il cancro al polmone avanzato a livello mondiale, la CIMAVAX-EGF. E nel gennaio 2013 è stato annunciato il secondo, la cosìdetta Racotumomab. Sperimentazioni cliniche in 86 paesi dimostrano che questi vaccini, sebbene non curino l’infermità, ottengono la riduzione dei tumori e permettono una tappa stabile dell’infermità, aumentando le speranze e la qualità di vita.
Il Centro Immunologico Molecolare de la Habana, appartenente allo Stato Cubano, è l’artefice di tutti questi vaccini. Già nel 1985 venne sviluppato il vaccino della meningite B, unica al mondo, e più tardi altre, come quelle contro l’epatite B o il deng. Inoltre opera da molti anni per sviluppare un vaccino contro l’HIV-SIDA. Altro centro statale cubano, il laboratorio Labiofam, sviluppa medicamenti omeopatici anche contro il cancro: è il caso del VIDATOX, elaborato partendo dal veleno  dello scorpione azzurro.
Cuba esporta questi farmaci in 26 paesi, e partecipano in imprese miste in Cina, Canadà e Spagna. Tutto questo rompecompletamente uno stereotipo molto diffuso, rafforzato dal silenzio mediatico sui successi di Cuba e di altri paesi del Sud: che la ricerca medico-farmaceutica di avanguardia si produce solo nei paesi cosìdetti “sviluppati”.
Indubbiamente, lo Stato cubano ottiene una rendita economica dalla vendita internazionale di questi prodotti farmaceutici. Senza dubbio, la sua filosofia di ricerca e commercializzazione è agli antipodi della pratica imprenditoriale della grande industria farmaceutica.
Il Premio Nobel della medicina Richard J. Roberts denunciava recentemente che le aziende farmaceutiche orientano le proprie ricerche non verso la cura delle infermità, ma lo sviluppo di farmaci per dolenze croniche, molto più remunerativi. E segnalava che le malattie proprie dei paesi più poveri – per la loro bassa redditività non venivano investigate. Per questo, il 90% dei finanziamenti per le ricerche viene destinato verso le malattie del 10% della popolazione mondiale.
L’industria pubblica medico-farmaceutica di Cuba, sebbene sia una delle principali fonti di entrate per il paese, di regge su principi radicalmente opposti.
In primo luogo, le sue ricerche vanno dirette, in buona parte, a sviluppare vaccini che proteggono dalle malattie e, di conseguenza, abbassano il costo dei medicamenti sulla popolazione.
In un articolo della prestigiosa rivista Science, i ricercatori dell’Università di Stanford (California) Paul Drain e Michele Barry assicuravano che Cuba ottiene migliori indici nella salute che gli Stati Uniti con un costo venti volte inferiore. La ragione: l’assenza – nel modello cubano – di pressioni e stimoli commerciali da parte delle aziende farmaceutiche, e una riuscita strategia di educazione della popolazione nella prevenzione.
Inoltre, le terapie naturali e tradizionali – come la medicina verde, l’agopuntura, l’ipnosi e molte altre, pratiche poco redditizie per i produttori di farmaci, sono integrate da molti anni nel sistema sanitario pubblico gratuito dell’isola.
Dall’altro lato, a Cuba i farmaci vengono distribuiti, in primo luogo, nella rete ospedaliera pubblica nazionale, in modo gratuito o altamente sussidiato.
L’industria farmaceutica cubana, inoltre, destina praticamente nulla in pubblicità, mentre nel caso delle multinazionali, è superiore al costo dell’investimento stesso della ricerca.
Per ultimo, Cuba spinge alla produzione di farmaci generici che mette a disposizione di altri paesi poveri e dell’Organizzazione Mondiale della Salute, a un prezzo molto inferiore a quello della grande industria mondiale.
Per questi accordi, alieni alle regole del mercato, generano forti pressioni dall’industria farmaceutica. Recentemente, il governo dell’Ecuador annunciava l’acquistoda Cuba di un numero importante di farmaci, in reciprocità alle borse di studio fornite a studenti ecuadoriani sull’isola e per l’appoggio di specialisti cubani al programma “Manuela Espejo” per persone diversamente abili.
Le proteste dell’Associazione dei Laboratori Farmaceutici Ecuadoriani si sono commutate immediatamente in campagne mediatiche, diffondendo il messaggio della insinuata cattiva qualità dei farmaci cubani.
Dall’altro lato, numerosi analisti vedono dietro il colpo di Stato in Honduras, nel 2009, la grande industria farmaceutica internazionale, dato che il governo del deposto Manuel Zelaya, nel quadro degli accordi ALBA, pretendeva sostituire l’importazione di medicamenti delle multinazionali con farmaci generici cubani.
Il blocco degli Stati Uniti a Cuba impone importanti ostacoli per la commercializzazione internazionale dei prodotti farmaceutici cubani, però pregiuduca anche direttamente la cittadinanza degli Stati Uniti. Ad esempio, le 80.000 persone diabetiche che soffrono in questo paese ogni anno dell’amputazione delle dita dei piedi, non possono accedere al farmaco cubano Heperprot P., che propriamente le evita.
Il Premio Nobel della Chimica Peter Agre affermava recentemente che “Cuba è un magnifico esempio di come si possa integrare la conoscenza e la ricerca scientifica”. Irina Bokova, direttrice generale dell’UNESCU, dichiarava di sentirsi “molto impressionata” dai successi scientifici di Cuba e mostrava la volontà di questa organizzazione delle Nazioni Unite per promuoverli nel mondo. La domanda è inevitabile: conterà sulla collaborazione imprescindibile dei grandi media internazionali per diffonderli?
Josè Manzaneda – Coordinatore CubaInformazione.




giovedì 23 gennaio 2014

Australia - Scoperto "lombrico gigante" di ...90 cm..

Il grosso lombrico
La notizia è stata riportata dall’autorevolissima rivista “National Geographic”, ed apprendiamo così che nonostante la mole, il “lombrico gigante di Gippsland” non è avvistato spesso, avendo l’abitudine di scavare lunghe e profonde gallerie nella valle del fiume Bass, nell’estremo sud est dell’Australia.
L’ambiente ideale per questo verme che sembra uscito da un film di fantascienza, sembrerebbe essere stata la caratteristica foresta di eucalipti, scomparsa nel corso del 19° secolo per l’impatto che ebbero gli emigranti europei sull’ecosistema australiano.
Per questo al giorno d’oggi, molti agricoltori allevatori e proprietari terrieri australiani, incoraggiati dal governo federale, stanno cercando di ricostruire le condizioni ambientali presenti prima dell’arrivo degli europei nel “nuovissimo continente”, quando esso era abitato solamente da una fauna caratteristica e da poche migliaia di aborigeni.
Forse sono questi i motivi per cui il “lombrico gigante” sta nuovamente tornando a fare capolino…

“BENNIE”, IL MOSTRO DEL LAGO DI GARDA, E’ PIU’ LUNGO DI UN ENTROBORDO. IL DETTAGLIO DI UN AVVISTAMENTO RACCONTATO DAI TESTIMONI.

E’ probabilmente sempre vivo il ricordo dell’incontro ravvicinatissimo avvenuto 12 anni fa con la quella creatura che sembrava uscita da un “B-movie” degli anni ’50 (“Il mostro della palude nera”…) negli occhi e nella mente di Antonio Spallanzani, il subacqueo emiliano che allora sparò dritto nel muso del mostro per paura di un’aggressione. Ma I successivi avvistamenti stanno a dimostrare che Bennie, soprannome del mostro del Garda coniato sulla scia del più celebre “Nessie” scozzese, non si sia fatto tanto male, nè tantomeno si sia offeso per un trattamento così poco amichevole; tanto che talvolta continua a farsi vedere con una certa frequenza,,, Fatto sta che, come suggeriva l’esperto di misteri Armando Bellelli, con un po’ di perizia è possibile davvero costruire uno storico degli avvistamenti, e scoprire che bene o male i suoi passaggi e le sue emersioni hanno spesso una logica, legate magari alle necessità del nutrimento, legate alla vicinanza dal posto in cui avrebbe trovato ‘tana’.
Proprio pochi mesi fa giunse presso la Redazione del quotidiano online “Bresciatoday” una nuova ed esclusiva testimonianza, datata estate 2011, risalente allo stesso periodo in cui anche un gruppo di turisti aveva avvistato qualcosa di strano all’altezza di Padenghe sul Garda, e si era precipitato dalle autorità locali a riferire su quanto avevano visto emergere dalle acque.L’ultima testimonianza pervenuta invece è più precisa e dettagliata, e la raccontano ai colleghi lombardi Fabio Rebuschi Matteo Galbassini, due giovani sulla trentina con residenza a Moniga del Garda. Il periodo a cui fanno riferimento è, come accennato, il giugno 2011, più precisamente un sabato pomeriggio: un soleggiato giorno di riposo, il giorno ideale per uscire fuori in barca.
“Non eravamo lontanissimi dalla riva, e ci eravamo fermati a fare un tuffo nelle acque comprese tra Portese e Manerba – raccontano i due – Dopo il tuffo risalimmo sullo scafo, e con un po’ di stupore ci accorgemmo che qualcosa non andava: proprio a due passi dalla barca notammo una specie di grossa ombra, una macchia scura ma di dimensioni notevoli. Rimanemmo come pietrificati dalla paura, lo spavento fu veramente grande. Dopo aver assorbito la sorpresa ed aver ragionato a mente fredda sull’accaduto, convenimmo che doveva trattarsi proprio di un bel bestione, almeno apparentemente più lungo della nostra stessa barca”
 La barca in questione è una RIO 400 che raggiunge e supera i 4,50 metri di lunghezza. Forse Bennie è davvero un curiosone, e si avvicinato allo scafo giusto per dargli un’occhiata, magari per salutare. Oppure semplicemente non si è accorto di nulla. “Non abbiamo ben capito cosa è successo – continuano Fabio e Matteo – e siamo rimasti attoniti. Poco dopo abbiamo ripreso la navigazione, siamo andati verso riva e verso casa, ma prima siamo corsi in paese. Siamo andati al bar, l’abbiamo detto subito agli amici: ci hanno preso un po’ in giro, ci hanno detto di aver bevuto. E così fino ad oggi non abbiamo più detto nulla, non l’abbiamo più detto a nessuno: avevamo paura di essere ancora scherniti”.
In effetti l’emergere di nuove testimonianze prima nascoste è chiaramente legato all’emergere della notizia: il camionista e la signora, il subacqueo e il turista, ora anche i ragazzi della Valtenesi. “Abbiamo preso coraggio negli ultimi tempi, dopo le tante notizie e gli avvistamenti, ora siamo sicuri che sia giusto dirlo: quel giorno abbiamo visto qualcosa, e qualcosa di veramente grosso. Poteva essere un pesce enorme, magari un siluro, noi non siamo degli esperti. Ma di una cosa siamo certi, quella ‘cosa’ era più lunga e più grossa della barca stessa”.
Da Bresciatoday

EAV - Elettroagopuntura di Reinhold VOLL.

Introduzione up.jpg

Questa apparecchiatura diagnostica si basa sulle ricerche fatte dal medico tedesco Reinhold Voll che, già nel 1940, scoprì che la pelle umana ha una mormale resistenza elettrica che varia dai 2 ai 4 milioni di ohm, mentre sui punti utilizzati dall'Agopuntura la resistenza di una persona sana si aggira intorno ai 100.000 ohm.
Il dott. Voll ideò un'apparecchiatura in grado di misurare tale resistenza e visualizzarne il valore: qualcosa di simile, seppur molto più sensibile, allo strumento utilizzato dagli elettricisti per misurare la corrente domestica. Dopo qualche sperimentazione scoprì che i punti più favorevoli per la misurazione erano localizzati sulla punta delle dita delle mani e dei piedi. Ciò è molto interessante perché la stessa Agopuntura localizza in tali punti l'inizio o la fine dei percorsi energetici definiti meridiani.
Il dott. Voll, in più di trent'anni di studi e sperimentazioni, ci ha fornito una mappa con cui possiamo risalire da alcuni punti esterni che agli organi e tessuti del corpo umano. Con tale mappa, ed alcune misure, possiamo conoscere in breve tempo la situazione energetico-funzionale dei vari organi e come essi interagiscano tra loro.

Le valutazioni diagnostiche up.jpg

EAV
Apparecchiatura per EAV

Praticamente parlando, l'apparecchiatura E.A.V. valuta la resistenza di alcuni punti di Agopuntura: resistenza che in una persona sana si aggira intorno ai 95 milaohm. Per fare questa misurazione il medico pone un elettrodo nelle mani del paziente e con un altro elettrodo a puntale applica circa 0.87 volt ad un punto da esaminare. Dopo di ciò legge la corrente che passa in quel punto determinandone la resistenza elettrica e passa a misurare il punto successivo.
Ricordiamo che, come stabilito da Ohm con la sua legge, in un conduttore (in questo caso il punto di Agopuntura) passa tanta più corrente quanto più è minore la resistenza (A = V x R). I valori misurati vengono visualizzati su un quadrante con una scala da 0 a 100 unità, dette US (unità scala): lo zero indica la massima resistenza (minima conducibilità) ed il 100 la resistenza minima (massima conducibilità).
Se l'organo correlato ad un dato punto è sano, permetterà il passaggio di una corrente di circa 8-10 microAmpere, e la scala dello strumento indicherà un valore di 50 US.
In presenza di un organo non sano, la corrente non riuscirà a scorrere come dovrebbe. Può allora succedere che lo strumento scenda al di sotto delle 50 US (caduta dell'indice), segnalando così una debolezza funzionale o carenza energetica. Questa disfunzione sarà tanto più seria quanto più il valore si avvicina allo zero. Può anche verificarsi che lo strumento salga al di sopra delle 50 US, in questo caso indicherà intossicazioni e/o infiammazione.
La E.A.V, viene utilizzata con successo anche nell'elaborazione delle diete personalizzate. Infatti, qualsiasi alimento, non appena viene messo a contatto con il corpo, produce delle variazioni energetiche in alcuni punti di agopuntura, indicando così se la sua assunzione porterà un beneficio all'organismo, sarà neutra o addirittura negativa.
Il modello più perfezionato dell'Elettroagopuntura secondo Voll (EAV) si chiama Computerized Electrodermal Screening (CEDS).
Attenzione! L'EAV è controindicata in caso di gravidanza e portatori di pace-makers.

Per approfondimento up.jpg

  • M. Battistoni, Odontoiatria olistica.
    Guna Editore, Milano, 1993.
  • Concetti scientifici delle bioenergie.
    Guna Editore, Milano, 1994.
  • R. Lencioni, Compendio di Elettroagopuntura secondo Voll.
    Guna Editore, Milano, 1994.

mercoledì 22 gennaio 2014

L'Odontoiatria olistica .

Dr. VOLL
L'Odontoiatria olistica è un approccio globale alle problematiche dei nostri pazienti stomatologici; è cercare di curare il sintomo e le cause che possono concorrere al manifestarsi della patologia e valutare se i disordini della bocca non siano un evento secondario a sofferenze di altri distretti del nostro corpo, perché la salute non è una situazione fissa, ma un continuo equilibrare le diverse situazioni e condizioni interne ed esterne al nostro corpo.
La bocca è il primo laboratorio chimico per i nutrimenti e il primo vallo di difesa per gli agenti nocivi di qualsiasi natura, ma, purtroppo, viene spesso negletta, salvo correre dal dentista in caso di problemi acuti, mentre la visita odontoiatrica, salvo diverso parere del sanitario, va effettuata una volta l'anno.
Durante tale controllo, dopo la detartrasi, si verificano i tessuti molli e duri della bocca, si ispeziona il collo, le stazioni linfonodali e quant'altro attinente. Particolare attenzione deve essere posta ad ogni lesione orale: bianca, rossa o cronica.
Qualunque lesione delle mucose orali che non scompaia entro due settimane, dopo aver eliminato le spine irritative, deve essere considerata sospetta lesione neoplasica; le lesioni rosse non vanno toccate prima di avere emesso una più che sicura diagnosi: sempre meglio un eccesso di scrupolo ed un eventuale controllo istologico negativo, che lasciare degenerare malignamente una lesione.
Da non tralasciare che la bocca può essere una localizzazione secondaria di un tumore sviluppatosi in un altro sito. Massima attenzione deve essere rivolta alla igiene quotidiana dei denti: dentifricio, spazzolino, scovolini, filo interdentale, idropulsore: secondo i consigli del dentista.
L'odontoiatra olistica usa la Chinesiologia (test muscolare) per valutare lo stato di salute della cavità orale e dei muscoli collegati, secondo lo schema di Walther
Denti e muscoli si influenzano a vicenda. Da alcuni anni, prima di confezionare protesi, fare conservativa, avulsioni, etc., si testano i materiali odontoiatrici sul paziente con alcuni apparecchi (EAV*,Mora, Grami). In questo modo risulta possibile verificarne la compatibilità con l'organismo.
Il dentista olistica valuta il paziente in modo olistico, usa preferibilmente rimedi omotossicologici*, omeopatici*, e materiali compatibili con l'organismo in esame.
Per esempio, seguendo i Meridiani della Medicina Cinese, possiamo valutare che l'herpes simplex, quando si manifesta:
  • sul labbro inferiore, interessa l'intestino crasso,
  • sul labbro superiore, l'intestino tenue,
  • agli angoli della bocca, lo stomaco.
Anche la parodontosi (piorrea) ha varie concause: scarsa igiene orale, tartaro, cure incongrue, deglutizione atipica, malocclusione, malassorbimento intestinale, depressione cronica o ricorrente. Perciò, affinché la cura del dentista funzioni, bisogna intervenire globalmente (flora batterica intestinale, riequilibrio dei meridiani crasso-polmoni e rene-vescica, cromoterapia, intolleranze alimentari).
Nella odontoiatria olistica, un concetto importante è quello di "focus", inteso come un processo infiammatorio oro-dentale, con modificazioni a distanza di livello energetico, che provocano lo sviluppo di patologie. L'odontone, invece, è l'insieme di dente e parodonto limitrofo.
La tabella mostra, a titolo di esempio, le connessioni tra gli elementi dentari e l'intero organismo. Questo può aiutarci a comporre la diagnosi, insieme ad altre valutazioni ed analisi, in manifestazioni patologiche spesso di difficile comprensione.

MAPPA DEL DR. VOLL up.jpgIl dr. VOLL, scopritore dell'EAV*, ha determinato dopo anni di studio la mappa DENTI-ORGANI che qui di seguito viene mostrata:

Arcata superiore destra

16
Terzo molare
15
Secondo molare
14
Primo molare
13
Secondo premolare
12
Primo premolare
11
Canino
10 - 9
Incisivi
Cuore, Intestino tenue
Duodeno, Orecchio intermedio, Spalle, Gomito, ZNS
Pancreas, Stomaco
Orofaringe, Seno masc., Laringe
Polmone, Intestino crasso
Naso, Seni paranasali, Seno etm., Bronchi
Fegato, Cistifellea
Ginocchio, Occhio, Anche, Sinus Sfen., Tonsilla pal.
Reni, Vescica
Sistema Urogenitale, Orecchio, Seno frontale. Tonsilla phar.

Arcata inferiore destra


16
Terzo molare
15
Secondo molare
14
Primo molare
13
Secondo premolare
12
Primo premolare
11
Canino
10 - 9
Incisivi
Cuore, Intestino tenue
Ileum, Gomito, Spalle, Nervi perif., Orecchio intermedio
Polmone, Intestino Crasso
Bronchi, Seno etm., Naso, Seni paranasali
Pancreas, Stomaco
Laringe, Seno masc., Orofaringe, Ginocchio, Ghiandola mamm., Vasi linfatici
Fegato, Cistifellea
Ginocchio, Occhio, Sinus Sfen. Tonsilla pal. Anche
Reni, Vescica
Sistema urogenitale, Orecchio, Tonsilla phar, Seno frontale

Arcata superiore sinistra

8 - 7
Incisivi
6
Canino
5
Primo premolare
4
Secondo premolare
3
Primo molare
2
Secondo molare
1
Terzo molare
Reni, Vescica
Sistema Urogenitale, Orecchio, Seno frontale. Tonsilla phar.
Fegato, Cistifellea
Ginocchio, Occhio, Sinus Sfen. Tonsilla pal. Anche
Polmone, Intestino crasso
Naso, Seni paranasali, Seno etm., Bronchi
Milza, Stomaco
Orofaringe, Seno masc., Laringe
Cuore, Intestino tenue
Ileum, Jejunum, Orecchio intermedio, Spalle, Gomito, ZNS

Arcata inferiore sinistra

8 - 7
Incisivi
6
Canino
5
Primo premolare
4
Secondo premolare
3
Primo molare
2
Secondo molare
1
Terzo molare
Reni, Vescica
Sistema Urogenitale, Orecchio, Seno frontale, Tonsilla phar.
Fegato, Cistifellea
Ginocchio, Occhio, Sinus Sfen., Tonsilla pal. Anche.
Milza, Stomaco
Vasi linfatici, Laringe, Orofaringe.
Naso, Seni paranasali, Seno etm., Bronchi
Polmoni, Intestino crasso
Bronchi, Seno etm., Seni paranasali.
Cuore, Intestino tenue
Ileum, Orecchio intermedio, Nervi periferici, Spalle, Gomito.

martedì 21 gennaio 2014

Batterie Aquacell: le pile eco-friendly che si attivano in acqua!


Un’idea innovativa e davvero originale questa che vi stiamo per raccontare: una pila che si immerge in acqua e si attiva! La pila in questione si chiama ‘Aquacell‘ ed è la nuova batteria ideata da Niels Bakker, uno scienziato olandese, in collaborazione con i suoi colleghi Patrice Horowitz, Laurent Arnoux e Olivier Chauffat.
Questa pila contiene pochissimi metalli pesanti e funziona solo dopo cinque minuti di immersione in acqua. Ci sono voluti ben quattro anni di ricerca e sviluppo per progettare ed ottenere un tale prodotto dal design pulito; oggi eccola quì ad incuriosire migliaia di persone. Essa pesa solo 12 grammi. E’ contenuta in una case in plastica riciclata e non nel classico involucro di acciaio intorno.
La fabbrica di produzione di queste spettacolari pile “acquatiche” si trova in Cina nella provincia di Guangdong e produce dai 3 ai 5 milioni di batterie al mese.
Il suo ideatore spiega che questa nuova pila è molto leggera ed è stata progettata sulla base di polveri organiche non inquinanti, a differenza delle tradizionali batterie che invece contengono sostanze inquinanti.
A differenza delle pile alcaline, che devono essere utilizzate entro otto anni dalla loro produzione, le Aquacell non hanno una data di scadenza. Il loro creatore, Niels Bakker, spiega: “al momento di lasciare la fabbrica, le batterie sono scariche, non hanno nessuna tensione o amperaggio. Ciò implica anche meno rifiuti”.
Le batterie normali iniziano a perdere potenza già dal momento in cui sono prodotte: queste pile invece rimangono inattive fino al momento del loro utilizzo. Quando si decide di usarle basta immergerle in acqua ed iniziare ad usarle!
Sono indicate per l’uso quotidiano di dispositivi con basso consumo  e di media potenza.
L’unico svantaggio delle pile Aquacell è che una volta attivate hanno una durata inferiore rispetto alle batterie tradizionali e sono inoltre leggermente meno potenti. Ma un vantaggio davvero positivo è che possono essere riciclate all’85% e a basso costo.
Volete comprarle? In Italia ancora non sono disponibili (purtroppo) ma se andate sul sito svizzero le troverete già in vendita.
Fonte contenuto e immagini: www.aquacellbattery.com ]

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