sabato 7 giugno 2014

L'arca di Noè era rotonda, secondo una tavoletta babilonese di 4 mila anni fa.


La recente decifrazione di una tavoletta di argilla proveniente dall’antica Mesopotamia di 4 mila anni fa rivela nuovi sorprendenti dettagli sulle origini del racconto biblico di Noè.

La tavoletta narra una storia simile a quella riportata nella Bibbia, completa di istruzioni dettagliate per la costruzione di una nave rotonda gigante, simile a una ‘coracle‘ e con l’indicazione chiave di salvare gli animali ‘a due a due’.

La tavoletta è da venerdì scorso in esposizione presso il British Museum, il cui curatore, Irving Finkel, è stato autore della traduzione del testo cuneiforme, raccogliendo le sue conclusioni in un libro dal titolo The Ark Before Noah.

Finkel ne è entrato in possesso un paio di anni fa, quando un uomo, Douglas Simmonds, gli ha mostrato una tavoletta danneggiata di argilla che suo padre aveva acquistato in Medio Oriente dopo la seconda guerra mondiale. Era marrone chiaro, delle dimensioni simili a quelle di un telefono cellulare e ricoperta di caratteri cuneiforme.

“Alla fine abbiamo capito che si tratta di uno dei più importanti documento umani mai scoperti”, ha detto Finkel, che sfoggia una lunga barba grigia, una coda di cavallo e l’entusiasmo di un ragazzo. “E’ stato davvero un momento da infarto scoprire che la barca del diluvio doveva essere rotonda. E’ stata una vera sorpresa”.

Secondo lo studioso, una barca rotonda ha perfettamente senso: “E’ una cosa perfetta”, spiega Finkel. “E’ leggera da trasportare e potenzialmente inaffondabile”. Inoltre, le coracli sono state ampiamente utilizzate in Mesopotamia come taxi fluviali e sono perfettamente in grado di affrontare la furia dell’acqua.

La tavoletta riporta le istruzioni fornite da parte di un dio mesopotamico per la costruzione della gigantesca imbarcazione dalle dimensioni pari a due terzi di un campo da calcio, costruita con tavole di legno, rinforzata con corda e rivestita di bitume. Il risultato è una coracle tradizionale, ma la più grande che il mondo avesse mai immaginato.

Come scrive lo stesso Finkel sul blog del British Museum, la superficie dell’imbarcazione sarebbe stata pari a circa 3600 m², con un’altezza pari a 6 metri. La quantità di corda richiesta riuscirebbe a coprire la distanza tra Londra e Edimburgo!

Certamente un’imbarcazione del genere non sarebbe potuta andare da nessuna parte. D’altra parte, tutto quello che doveva fare era galleggiare e mantenere al sicuro il suo contenuto: praticamente una scialuppa di salvataggio cosmica!

Ad ogni modo, per verificare se l’imbarcazione è realmente capace di galleggiare, Finkel ha formato una squadra con l’obiettivo di realizzare una versione in scala ridotta dell’Arca, seguendo meticolosamente le istruzioni riportate sulla tavoletta. L’impresa sarà mostrata in un film documentario che verrà trasmesso entro la fine del 2014 su Channel 4.

Finkel è consapevole che la sua scoperta potrebbe portare sconcerto tra i credenti nella storia biblica. Tuttavia, è noto fin dal 19° secolo che esistono racconti molto più antichi di quello contenuto nella Bibbia dove si parla di una grande inondazione, delle indicazioni date da dio a un uomo giusto per costruire una barca e salvare se stesso, la sua famiglia e tutti gli animali. La storia dell’alluvione ricorre negli scritti mesopotamici come l’Epopea di Gilgamesh.

Eppure, la tavoletta tradotta da Finkel, oltre ad essere di gran lunga più antica dei racconti biblici, è l’unica a contenere istruzioni dettagliare sulla sua costruzione. Lo studioso ritiene che gli ebrei abbiano mutuato la storia del diluvio durante l’esilio babilonese del 6° secolo a.C.

Il lavoro sulla tavoletta, inoltre, ha portato ad alcune domande impegnative: qual è la vera origine del racconto del diluvio? Come ha fatto a passare del cuneiforme all’ebraico biblico? Come funzionava davvero il cuneiforme? Insomma, la nuova scoperta ha dato man forte all’entusiasmo di Finkel che avrà di che studiare per i prossimi anni.

sabato 31 maggio 2014

Gornaya Shoria, (Russia) - Scoperti megaliti giganteschi naturali o artificiali?


Un nuovo sorprendente sito megalitico è stato individuato nella Siberia meridionale, sul Monte Shoria, nei pressi di Gornaya Shoria.
Il sito mostra una serie di enormi blocchi apparentemente di granito, che sembrano essere stati appiattiti, sagomati e adattati per essere impilati alla maniera ‘ciclopica’.
Si tratta di blocchi davvero enormi, forse troppo per essere posizionati da normali esseri umani. Proprio per questo alcuni pensano che si tratti di un bizzarro scherzo della natura che ha sagomato i blocchi così da farli apparire artificiali.
Certamente la Russia (e la Siberia) non è estranea ad ospitare antichi siti megalitici, Basta pensare ad Arkaim [Leggi articolo], oppure ai cerchi di pietra della Bashkiria [Leggi articolo], per rendersi conte che, tutto sommato, il sito di Gornaya Shoria non sarebbe fuori posto in questo territorio.
Tuttavia, il problema è dato dalle sue dimensioni mastodontiche. Se fosse artificiale, si tratterebbe di un sito unico nel suo genere, in quanto i blocchi sarebbero certamente i più grandi mai lavorati da mani umane nella storia del pianeta Terra.

Come spiega l’archeologo John Jensen sul suo blog personale, i super-megaliti sono stati trovati e fotografati per la prima volta da Georgy Sidorov, nel corso di una spedizione sulle montagne della Siberia meridionale.
Non sono indicate le misure dei blocchi di pietra, ma dal confronto con le sagome delle persone, i megaliti sembrano essere molto più grandi (fino a 2-3 volte) rispetto a quelli conosciuti in altri siti archeologi, come quello di Baalbek, per esempio [Leggi articolo]. Alcuni dei megaliti di Gornaya Shoria potrebbero raggiungere tranquillamente il peso di 3-4 mila tonnellate.
Dopo che la scoperta è stata divulgata, alcuni hanno ipotizzato che il sito di Gornaya Shoria possa essere la prova di un’antica civiltà perduta capace di incredibili opere di ingegneria che, nonostante la nostra tecnologia moderna, non saremmo in grado di replicare.

Altri, invece, ritengono che sia necessaria una certa cautela. Sebbene le immagini sono convincenti e all’occhio dell’osservatore sia difficile trovare una spiegazione naturale, i blocchi potrebbero essere semplicemente il risultato di una bizzarra erosione naturale.
In ogni caso, il sito di Shoria necessita ulteriori sopralluoghi e studi da parte di esperti del settore. Al momento abbiamo solo immagini che, sebbene siano abbastanza impressionanti, non sono in grado di fornire nessuna spiegazione conclusiva. Naturalmente, terremo le nostre antenne sintonizzate per eventuali novità.

lunedì 26 maggio 2014

Kazakistan: il mistero del villaggio dove ci si addormenta improvvisamente.

Forse non tutti conoscono il piccolo villaggio di Kalachi, in Kazakistan. Un paese tranquillo, forse talmente tranquillo da indurre chi lo abita ad addormentarsi improvvisamente. Questa bizzarra coincidenza invoglia le persone a dormire, fino a sei giorni consecutivi.
Il mistero c'è. Ed è palese. Tanto che, sebbene se ne ignorino le cause, esperti e scienziati si interrogano sul perché. Potrebbe essere considerata una vera e propria malattia del sonno, strana e repentina. Il primo episodio ebbe luogo a marzo del 2013 e la seconda “ondata” di sonno collettivo giunse un anno fa, a maggio. Da allora, sono stati tre gli episodi di “sonnolenza”, se si considera anche quella che colse la popolazione festante il giorno di Capodanno.

martedì 20 maggio 2014

Cambio climatico ormai avvenuto?

Come potete notare ci sono dei fortissimi raffreddamenti a livello oceanico… sia nel Pacifico che nell’Atlantico.
Più volte in passato vi ho parlato della velocità di raffreddamento del clima… che è di circa 4 volte maggiore rispetto a quella di un riscaldamento di pari entità.
Questa volta sono particolarmente evidenti le forzanti che amplificano l’entità e la velocità del raffreddamento. Specialmente per quanto riguarda l’Oceano Atlantico…c he è il “mare” che più ci interessa!


Serpente gigante ucciso ad Omignano (Salerno)


E’ finito sotto i cingoli di un trattore tra le campagne di Salento e Omignano Cilento in provincia di Salerno  un serpente gigante . La notizia subito ha fatto del web dove tanti i curiosi che hanno voluto vedere il grosso esemplare visitando la pagina facebook di Costa del Cilento dove l’uomo che ha ritrovato l’esemplare ha postato la foto per mostrare anche la sua incredulità a simile visione.
La notizia ha creato scalpore poiché nel Cilento può capitare di incontrare molto più facilmente i serpenti neri, i cervoni e, al massimo, qualche vipera.
L’esemplare schiacciato dal trattore a Salento dovrebbe essere un ‘Natrix natrix’, ovvero biscia dal collare. È un serpente appartenente alla famiglia dei colubridi. È un animale autoctono e in Italia è molto comune. Si insedia in una vasta gamma di ambienti, prediligendo quelli vicini ai corsi d’acqua. La sua dieta si basa, su anfibi, lucertole e micromammiferi. Si tratta di un animale totalmente innocuo per l’uomo.

domenica 18 maggio 2014

Giove, la "grande macchia rossa" si sta restringendo di 933 km anno.

È un dato di fatto, la macchia è alla sua dimensione più piccola mai registrata. Alla fine del 1800 la macchia rossa era un ovale 41 mila chilometri di larghezza. Ora è un cerchio che è 16 500 km in tutto. E si sta restringendo ad una velocità di 933 chilometri l'anno
Eccolo nel 1995, 2009 e ora 2014 foto. AP Fonte: AP
Michael Wong, uno scienziato presso l'Università della California diBerkeley, ha detto che questo che sta accadendo è un mistero. Gli astronomi non sanno perché è la macchia rossa è in calo, o che cosa succederà dopo.
Se continua di questo passo, in 17 anni potrebbe scomparire  Oppure potrebbe fermarsi a una dimensione inferiore.

sabato 17 maggio 2014

Provata l'esistenza del monopolo magnetico, teorizzato 80 anni fa.


La sua esistenza era stata teorizzata 80 anni fa, ma come per il bosone di Higgs è arrivato il momento della prova. Per la prima volta è stata dimostrata sperimentalmente l’esistenza di una particella bizzarra, con un solo polo magnetico, prevista dal fisico e matematico britannico Paul Dirac.
L’esperimento realizzato da un gruppo internazionale di ricercatori coordinato dall’Amherst College negli Usa e descritto su Nature ha individuato un’inequivocabile ‘traccia’ del ricercatissimomonopolo magnetico che permetterebbe finalmente di dare importanti conferme ad alcune moderne teorie come quella delle stringhe. “L’esistenza del monopolo magnetico – ha spiegatoAntonio Masiero, vicepresidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) – era stata predetta a livello teorico più di 80 anni fa ma in tutto questo tempo non siamo mai riusciti a produrli né tanto meno a vederli. Secondo la teoria, come esistono le cariche elettriche ‘separate’, come elettrone e protone, dovrebbero esistere anche cariche magnetiche ‘separate‘, i monopoli. Eppure non riusciamo a vederle”. La caccia alla ‘particella magnetica’ ha coinvolto negli anni un gran numero di enti di ricerca, tra questi anche l’Infn con l’esperimento Macro nel Gran Sasso ideato per la ricerca di monopoli magnetici ‘spaziali’, ma senza esiti.
Manipolando le particelle di un particolare composto detto Condensato di Bose-Einstein, i ricercatori sono ora riusciti per la prima volta a vederne una ‘traccia’, non hanno osservato direttamente la particella ma sono comunque riusciti a vederne gli effetti prodotti sullo spazio circostante: “Una scoperta – ha spiegato Masiero – che ci dice che i monopoli magnetici non sono solo un’assunzione teorica”. La loro esistenza conferma alcuni aspetti cruciali per la teoria delle stringhe e ipotesi sulla nascita dell’Universo. “Si tratta di qualcosa di fondamentale in natura – ha concluso il vicepresidente Infn – e potrebbe avere importanti implicazioni future difficili da immaginare. Forse come con la scoperta dell’elettrone di cui non ci si potevano aspettare grandi utilizzi e invece oggi domina la tecnologia”.
Teorizzato anche dallo scienziato italiano Pier Luigi IGHINA (Milano23 giugno 1908 –  Imola8 gennaio 2004
IGHINA ha chiamato “monopolo positivo” l’unità neutrinica proveniente dal sole, e “monopolo negativo” l’unità neutrinica prodotta dalla terra. In pratica, lo scienziato è riuscito a riprodurre le due forze fondamentali esistenti in natura: l’energia positiva e l’energia negativa materializzate sul nostro pianeta dal “ritmo Sole-Terra”, ovvero dall’energia solare che scende, avvolge ed alimenta il pianeta e poi risale, dando origine ad un moto perpetuo che è la fonte stessa di tutta la materia creata. Il grande segreto scoperto dallo scienziato Pier Luigi Ighina è l’Energia Ritmo Magnetica Solare Terrestre che ha la capacità di rigenerare tutte le cellule, facendo in modo che tornino alla normalità con i conseguenti benefici.....  FONTE


Serbia: resta emergenza inondazioni, 15 mila evacuati e numerose vittime.

BELGRADO – In Serbia è sempre emergenza per le inondazioni che, dopo giorni di piogge incessanti, hanno colpito soprattutto la parte centrale e occidentale del Paese.
Il bilancio ufficiale delle vittime è fermo a sei, anche se le autorità parlano di un numero decisamente superiore di decessi ma che non vogliono precisare per non creare panico nella popolazione. Fino a stamane erano state evacuate circa 15.500 persone da decine di centri e località sommerse dall’acqua. Le situazioni più critiche restano quelle di Sabac e Obrenovac, poche decine di km a sudovest di Belgrado sul fiume Sava, dove secondo le autorità è indispensabile mettere in salvo buona parte degli abitanti rimasti isolate nelle case o rifugiatisi sui tetti.
A preoccupare sono le piene dei fiumi Sava, Kolubara, Drina, Danubio, il cui picco è atteso nelle prossime ore. Ai soccorsi, insieme alle Forze armate appoggiate da mezzi pesanti ed elicotteri, partecipano oltre 10 mila volontari che hanno risposto agli accorati appelli del premier Aleksandar Vucic. Gli sfollati vengono sistemati in alberghi, centri sportivi, negli spazi della Fiera di Belgrado. Si moltiplicano gli appelli agli aiuti, e quello di cui c’è più bisogno sono cibo, vestiti per bambini, articoli di igiene personale, materassi, coperte.
Centri di raccolta sono stati organizzati a Belgrado e in altre città del Paese. Anche la Notte dei Musei di oggi, notevolmente ridimensionata per l’emergenza alluvioni, verrà utilizzata per raccogliere aiuti e fondi. Aiuti sono giunti dall’estero, in particolare dalla Russia, che ha inviato finora tre aerei con squadre di soccorritori e generi alimentari e medicinali.
Numerosi altri Paesi hanno risposto finora agli appelli del governo di Belgrado, tra gli altri Croazia, Macedonia, Slovenia, Montenegro, Israele. Anche la commissione Ue a Bruxelles si è mobilitata per inviare aiuti. L’emergenza inondazione resta anche nella vicina Bosnia-Erzegovina, dove si registrano finora quattro vittime, e nell’est della Croazia. Oggi le piogge sono calate di intensità, e un miglioramento è atteso dalla prossima settimana.

Il vettore spaziale russo Proton-m è caduto a Terra nove minuti dopo il lancio.


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Il vettore spaziale Proton-m è caduto a Terra nove minuti dopo il lancio. Nell'intervallo tra il secondo e terzo stadio di separazione, si è verificata un'interruzione del funzionamento dei motori, secondo le informazioni diffuse dalla agenzia spaziale russa dal cosmodromo di Baikonur. Secondo la fonte di Ria Novosti,il Proton è caduto fuori dal Kazakhstan dove si trova la base di Baikonur. Vittime o danni non sono stati ancora segnalati. Secondo una fonte, il missile potrebbe finire sul territorio dell'Altai o nelle acque dell'oceano pacifico.


L'ultima grande battuta d'arresto per l'agenzia spaziale russa Roscosmos, prima di quella odierna, è stato un altro lancio del Proton-m con tre satelliti Glonass nel mese di luglio 2013. Il razzo esplose dopo mezzo minuto dopo il decollo.

giovedì 15 maggio 2014

Fa bene usare il reggiseno? Recenti studi affermano di no.

Dopo diversi anni di ricerca, grazie ad uno studio realizzato in Francia si è giunti alla ferma conclusione che l’indumento femminile così diffuso e considerato il più importante tra la biancheria intima delle donne non fa per nulla bene.

Il professore Jean- Denis Rouillon, dell’Università di Franche-Comte de Besancon, Francia, ha affermato con totale sicurezza che ireggiseni non offrono nessun beneficio e che, al contrario, fanno male al seno di chi li usa
Tali conclusioni si basano su alcuni studi realizzati nell’arco di quindici anni, durante i quali l’Università di Besancon, nell’est della Francia, ha portato avanti delle ricerche osservando e verificando una serie di cambiamenti nel seno di centotrenta donne che, volontariamente, si sono sottoposte a tale ricerca. Le volontarie avevano un’età compresa tra i diciotto e i trentacinque anni.
Durante le prime fasi della ricerca, l’equipe medica osservò che il seno delle donne che non utilizzavano il reggiseno rimaneva molto più sodo e presentava meno smagliature rispetto a quello delle donne che lo indossavano tutti i giorni.
Gli strumenti utilizzati dagli studiosi sono stati soltanto un calibro (strumento per misurare la distanza tra due lati opposti di un oggetto) e un regolo calcolatore.
Tra le conclusioni a cui giunse il gruppo di ricercatori che presero parte a questa ricerca risalta, soprattutto, quella che dimostra che l’uso di questo popolare indumento intimo femminile non evita il cedimento del seno con il passare degli anni e, anzi, accelera tale processo. Il professore Rouillon sostiene che dal punto di vista medico, fisiologico e anatomico, il reggiseno non apporta nessun tipo di beneficio al seno, privato in questo modo della gravità. Accade l’opposto, poiché tende a diventare molto più flaccido.
Il professore è fermo nel sostenere l’ipotesi che con l’uso del reggiseno i muscoli incaricati di sostenere il seno perdono la propria funzione e, in questo modo, si perde la tonicità del busto. Afferma anche che le donne che non usano mai il reggiseno hanno i capezzoli più alti rispetto alle donne che lo usano regolarmente. 
Il professore puntualizza con enfasi che anche se lo studio è durato molti anni e ne hanno preso parte centinaia di donne, non è rappresentativo della popolazione mondiale. Tuttavia, è certo che tale studio conferma che smettendo di usare il reggiseno non vi è nessun cambiamento riguardo l’aspetto del seno, ma anzi che vi è un notevole miglioramento al riguardo.
Una delle donne che ha partecipato a questa ricerca, dell’età di ventotto anni, afferma che ha smesso di usare il reggiseno da alcuni anni e si sente meglio, soffre meno di mal di schiena e respira meglio godendo di maggiore libertà. 
Grazie ad alcuni studi precedentemente condotti nell’Università di Portsmouth, in Inghilterra, è stato dimostrato che la maggioranza delle donne danneggia il proprio seno indossando la taglia sbagliata del reggiseno.

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