martedì 24 dicembre 2013

Mark Weingard, 47enne inglese, si è salvato dall’attentato dell'11 settembre, dall’attentato di Bali e dallo tsunami del 26 dicembre 2004.


Mark Weingard ricorda vagamente Zelig, il personaggio dell’omonimo film di Woody Allen che aveva la capacità di trovarsi sempre al centro della storia: dietro a Hitler con la Porta di Brandeburgo sullo sfondo, seduto vicino a Pio XII in Vaticano, a fianco di Babe Ruth in un campo da baseball. In un certo senso un antesignano di Forrest Gump che stringeva la mano a Elvis Presley, a John Kennedy, a Richard Nixon e combatteva in Vietnam. “È proprio quello che penso della mia vita”, dice sorridendo Mark Weingard che nell’arco di tre anni è stato testimone delle più grandi tragedie del mondo. Tutto ha avuto inizio l’11 settembre 2001 (…)
LO SALVÒ IL FATTO di essere in ritardo dopo una notte passata in bianco. Quando telefonò per avvertire si sentì rispondere: “non venga proprio, un aereo ha appena colpito il World Tra-de Center”. Pochi minuti dopo il secondo aereo si schiantò esattamente contro gli uffici della Fuji Capital uccidendo i 23 dipendenti presenti. Mark Weingard, 47 anni, da allora si è sempre rifiutato di guardare le immagini agghiaccianti della gente che si getta nel vuoto. L’11/9/2001 Mark aveva da poco compito 35 anni ed era cresciuto con l’idea fissa che, come il padre ucciso a 36 anni in un incidente stradale mentre guidava il suo taxi, sarebbe morto prima di compiere 36 anni. “Mio padre era morto a meno di 36 anni, sua sorella era morta giovanissima e anche sua madre era morta giovane. La mia famiglia era percorsa da questo senso di morte imminente”. Ma il destino aveva altre sorprese in serbo per il giovane di Manchester che aveva deciso di darsi alla finanza perché amava la matematica. Tredici mesi dopo le Torri Gemelle, nell’attentato di Bali morì la fidanzata Annika Linden. Come l’aveva conosciuta? Dopo un doloroso divorzio dalla moglie conosciuta a 15 anni sui banchi di scuola, aveva incontrato Annika grazie alla posta del cuore di un giornale.

sabato 21 dicembre 2013

Misterioso fenomeno di donne incinta vergini colpisce gli Stati Uniti.


Misterioso fenomeno di donne incinta vergini colpisce gli Stati Uniti. Secondo uno studio del British Medical Journal una donna su 200 in America è rimasta incinta senza aver mai avuto rapporti sessuali e senza essersi sottoposta a fecondazione artificiale. Dal 1995 al 2009, evidenzia la percentuale dello 0,5%, ovvero 45 donne in tutto hanno dichiarato di essere rimaste incinte pur essendo completamente illibate. Tutte le donne in questione sono cristiane conservatrici che avevano fatto voto di castità mantenendosi impegnandosi a rimanere vergini fino alla prima notte di nozze.
http://donne.net1news.org/mistero-delle-donne-vergini-che-restano-incinte-ecco-dove-accade.html

Fonte originale
http://www.bmj.com/content/347/bmj.f7102

Il novembre del 2013 è stato il più caldo sulla Terra dal 1880.

Temperature record, il novembre del 2013 è stato il più caldo dal 1880Il novembre del 2013 è stato il più caldo sulla Terra dal 1880. In base ai dati della National oceanic and atmospheric administration (Noaa) lo scorso mese le temperature di terra e di mare sono state di 0,78 gradi Celsius sopra la media globale del Ventesimo secolo di 12,9 gradi.
In tutto il globo - Dalle rilevazioni è emerso che quasi in ogni regione del mondo la temperatura è stata "più calda del solito". In alcune zone della Russia si è arrivati addirittura a otto gradi sopra la media del periodo. Uniche eccezioni al fenomeno - con temperature più fresche - sono state riscontrate nella parte centrale e orientale del Nord America, l'Oceano Meridionale vicino all'Antartide, l'Australia settentrionale e la zona sud-ovest della Groenlandia. 

Previsto un 2014 bollente - Secondo i ricercatori, inoltre, il caldo non porterà tregua neanche con l'arrivo del nuovo anno. Come riportato su Quartz, numerosi modelli climatici sottolineano le probabilità dell'arrivo nel 2014 del Nino - il riscaldamento delle temperature superficiali dell'Oceano Pacifico tropicale - che potrebbe rendere così il prossimo anno il più caldo mai registrato dopo il 2010.

giovedì 19 dicembre 2013

La cometa Lovejoy ha attraversato i cieli dell'Italia settentrionale.


CORTINA D'AMPEZZO - La cometa Lovejoy ha attraversato i cieli dell'Italia settentrionale, con lo show stellare che è stato ammirato da molti. Ison si è sciolta ma per gli amanti dell'astronomia c'è un'altra cometa che sta già solcando i cieli regalando momenti emozionanti: si tratta di Lovejoy. La sua chioma lucente e la coda lunghissima, come mostrano le foto pubblicate sul sito http://www.cortinastelle.it. 
La cometa prende il nome dell’astrofilo australiano (Terry Lovejoy) e mostra una "coda" che si estende per oltre 10 gradi in cielo, con una chioma di color verde smeraldo. Lovejoy è passata 7mila anni fa e tornerà fra altrettanto tempo, è dunque un'occasione irripetibile. Occhi puntati al cielo: ecco le coordinate. Lovejoy si vede anche ad occhio nudo, a patto di essere in un ambiente molto buio, in alternativa occorre il binocolo. La cometa è visibile circa due ore prima dell'alba: va cercata verso nord est a un'altezza di circa 30 gradi.

http://www.leggo.it/SOCIETA/SCIENZE/cometa_lovejoy_foto_belluno_cortina/notizie/410079.shtml

martedì 17 dicembre 2013

Artico, Esa: "Significativo incremento del ghiaccio quest'autunno". Ma è ai minimi da 30 anni.


ROMA - Le misurazioni svolte dal satellite Esa CryoSat mostrano che "il volume dl ghiaccio Artico è significativamente aumentato questo Autunno". Infatti, come spiega una nota Esa, "il volume del ghiaccio misurato questo autunno è di circa il 50% più alto rispetto allo scorso anno".  Infatti, nell'ottobre 2013 CryoSat ha misurato "circa 9mila chilometri cubici di ghiaccio marino, un incremento notevole se paragonato ai 6mila km cubici dell'ottobre 2012". 

Nelle ultime decadi, i satelliti hanno mostrato un trend discendente nell'area dell'Oceano Artico coperta dal ghiaccio. Ad ogni modo "il volume attuale del ghiaccio marino si è dimostrato difficile da determinare perché è in movimento e quindi il suo spessore può variare". CryoSat è stato progettato per misurare lo spessore del ghiaccio marino sull'intero Oceano Artico, e "ha permesso agli scienziati, per la prima volta- vantano dall'Esa- di monitorare il generale cambiamento nel volume con accuratezza".

Rispetto alla variazione registrata, "circa il 90% dell'aumento è dovuto alla crescita del ghiaccio pluriennale, che sopravvive attraverso più di una estate senza sciogliersi", mentre è "solo del 10% la crescita del primo anno di ghiaccio", e "un ghiaccio pluriennale spesso indica che la calotta glaciale artica è in buona salute", valuta l'Esa. Il ghiaccio pluriennale di quest'anno "è del 20% in media, o circa 30 centimetri, più spesso dello scorso anno".


sabato 14 dicembre 2013

Storica nevicata al Cairo (Video)

Piramidi innevate

L’eccezionale nevicata che ieri ha imbiancato la metropoli di Il Cairo, capitale egiziana sta letteralmente facendo “impazzire” gli appassionati e gli studiosi di tutto il mondo: è stato un evento davvero eccezionale, che non si verificava dalla Piccola Era Glaciale, addirittura da 4 secoli fa. La conferma ulteriore che quella di ieri, 13 dicembre 2013, sia stata una giornata davvero eccezionale, arriva dai numeri (che vanno oltre ogni opinione): da quando a Il Cairo esistono stazioni ufficiali di rilevamento meteorologico (circa 140 anni), latemperatura massima più bassa mai registrataera stata di +8,5°C il 24 febbraio 1992. Ieri, invece, s’è fermata ad appena +8,1°C. E’ un record di freddo assoluto, e l’eccezionalità davvero incredibile è che tutto ciò stia accadendo nella prima metà di dicembre, quando siamo ancora in autunno, e non certo nel periodo più freddo dell’anno (tra gennaio e febbraio)!!!

http://www.meteoweb.eu/2013/12/epocale-nevicata-di-ieri-a-il-cairo-battuto-anche-il-record-storico-di-freddo/246719

Il Cairo innevato



Saturno - Strano oggetto compare accanto ad un anello.

SAN FRANCISCO -   La sonda della NASA Cassini ha individuato un oggetto situato proprio ai margini di un anello di Saturno che sta confondendo gli scienziati. Il suo nome? Peggy.
Questa strana cosa è stata notata per caso il 15 aprile scorso, quando le telecamere di Cassini miravano a una piccola luna di nome Prometeo che orbita solo all'interno di un altro degli anelli di Saturno. Un membro del team  della missione, l'astronomo Carl Murray della Queen Mary University di Londra, ha notato una strana piega al bordo Un dell'anello che sporgeva verso l'esterno.
"Io non avevo visto nulla di simile personalmente l'anello A", ha detto durante una conferenza oggi qui al 2013 conferenza dell'American Geophysical Union .
Perché lui stava analizzando le immagini il 19 aprile, lo stesso giorno dell'80° compleanno di sua suocera di nome Peggy. Peggy (l'oggetto) sembra essere di circa 1 chilometro di diametro, troppo piccolo per essere un luna o addirittura piccola luna, che sono generalmete almeno 10 volte più grandi. Le telecamere di Cassini possono solo vedere fino a circa 10 km, in questo modo,  Peggy è visibile  solo dalla interferenza che provoca.
"Quello che vede è un disturbo negli anelli", ha detto il fisico Matthew Hedman dalla University of Idaho, anche un membro del team di imaging di Cassini, ma che non è stato coinvolto nel lavoro di Murray.
Nessuno sa esattamente cosa sia Peggy. Una ipotesi è che sia un accumulo di materiale  dell'anello collassato  sotto il proprio peso. Alcune delle lune di Saturno, in particolare quelle in orbita vicino agli anelli, si pensa che siano formate in questo modo, formando da polvere  e poi raccogliere più materiale a crescere. Se questo è ciò che Peggy scopre di essere, sarebbe molto emozionante per gli scienziati, che non hanno mai osservato questo processo prima.
L'oggetto misterioso potrebbe anche essere solo una funzione transitoria, forse un po 'di materiale che si è aggregato per poi esplodere  di nuovo in blocchi più piccoli sull'anello. Dopo avere consultato l'archivio immagini di Cassini,  infatti Murray ha trovato foto di Peggy fin dal giugno 2012. http://www.wired.com/wiredscience/2013/12/saturn-rings-peggy/

martedì 10 dicembre 2013

Magnetic Island (Australia) - Fotografato animale misterioso che assomiglia a Nessie.

Il mostro
Sembrerebbe che il famoso Nessie, più noto come mostro di Loch Ness, ha deciso di trasferirsi verso acque più calde. Se la fotografgia che pubblichiamo  dice la verità, il mostro si è spostato verso climi più assolati.

La foto è stata scattata da una spiaggia a Magnetic Island, nel Queensland, Australia, e mostra quello che sembra essere il caratteristico collo lungo e ricurvo di Nessie mentre andava su e giù nell’acqua.

Ma è' davvero Nessie l'animale immortalato in questa nuova foto? L’uomo che ha visto la forma misteriosa era a un matrimonio. Ha detto a uno show televisivo di una televisione locale: 'Il tempo è perfetto – è per questo che Nessie è qui. Stavo camminando sulla spiaggia quando qualcuno ha gridato ‘per l’amor di Dio, è il mostro di Loch Ness’.

Ho guardato nella direzione che indicava e l’ho visto. La testa era circa un metro e mezzo fuori dall’acqua e stava saltando su e giù. Secondo me era lungo almeno quattro metri. Poteva comunque essere un Plesiosaurus o qualcosa del genere”.
11/11/2013




sabato 7 dicembre 2013

“Strana” creatura fotografata nel parco Masai Mara, studiosi attoniti.


NAIROBI – Uno “strano” animale pelosissimo si aggira nel parco nazionale del Masai Mara nel sud ovest del Kenya. La creatura, stando a quanto scrive il mensile Oasis, avrebbe il pelo marrone scuro, lungo e sfumato di grigio, a coprire gli occhi. Due folti baffoni chiari ed una lunga barbetta ad incorniciarne il muso”. L’animale sembrerebbe una sorta di gazzella di Thompson, ma la stranezza, secondo il mensile che si occupa di fauna e flora, sarebbe proprio il pelo che la ricopre, “tanto più lungo del normale da renderla pressoché irriconoscibile. Quasi una criniera leonina sulla testa, ed un vello fitto ed ispido sul resto del corpo”. Il primo a catturarne le immagini lo scorso agosto nel parco del Msai Mara è stato un fotografo italiano Paolo Torchio rimasto incuriosito da questo quadrupede con la “testa che assomiglia a quella di un cagnolino ma ricoperta da pelo fitto”. La notizia della scoperta di questa strana creatura è stata ripresa anche dal sito che si occupa di news della Tanzania Ippmedia. Il quotidiano precisa che un animale simile sarebbe stato avvistato anche nel parco nazionale Serengeti della Tanzania.
La “gazzella” sarebbe così “strana” da essere diventata un vero e proprio rompicapo per gli stessi scienziati che stanno cercando di capire di che specie si tratti. Il primo avvistamento di questo quadrupede nel parco Serengeti è avvenuto lo scorso ottobre da parte di alcuni turisti che hanno provato a fotografarlo senza successo. Poi un altro turista, Robert Berntsen, è riuscito a catturane un’immagine dell’animale che è stato battezzato come l’enigma del Serengetì. Paschal Shelutete, dell’ufficio comunicazione del parco ha annunciato che un’equipe di zoologi sarà chiamata presto sul posto per investigare. “Ancora non sappiamo se si tratta di una nuova specie di animale – ha detto – oppure di una mutazione genetica”. “Mi sembra molto strano che questo animale sia stato avvistato anche nel Serengeti – precisa il fotografo italiano – ma potrebbe anche, visto che il Serengeti e il Masai Mara confinano. Forse avrà migrato oppure ci sono altri esemplari anche in Tanzania”.
Fonte – ANSA
articolo di Giuseppe Maria Laudani, 21 Dicembre 2010

venerdì 6 dicembre 2013

''Il tempo non esiste'' La tesi rivoluzionaria della fisica Giuliana Conforto.


Roma  - La scienziata all'Adnkronos: ''Se sparisse la magnetosfera come potrebbe accadere presto, gli uomini potrebbero rendersi conto che il futuro c'è sempre stato. Allora tutti i problemi connessi al tempo lineare, quali i limiti di energia o il crescere del debito, svanirebbero''. 
"Il tempo non è un'unica freccia che va dal passato al futuro come si crede. C'è anche l'altra freccia, quella che va dal futuro al passato e, se sparisse la magnetosfera come potrebbe accadere presto, gli uomini potrebbero rendersi conto che il futuro c'è sempre stato. Allora tutti i problemi connessi al tempo lineare, quali i limiti di energia o il crescere del debito, svanirebbero". Una tesi rivoluzionaria quella della fisica Giuliana Conforto che all'Adnkronos spiega le profonde ripercussioni sulla cultura umana delle recenti scoperte scientifiche che racconta nel libro 'Baby Sun Revelation', nuova edizione (novembre 2013) di quello già pubblicato nel 2008 dalle Edizioni Noesis.
"Per le antiche civiltà - spiega - il tempo era ciclico, legato ai ritmi del sole e della luna, all'alternarsi delle stagioni. Il tempo lineare (quello che va dal passato al futuro con un ritmo costante, ndr) è sorto con l'usura e con la venerazione di 'falsi idoli' come diceva Giordano Bruno. Uno dei quali è appunto il tempo lineare creato dalla famosa 'mela', che non è il frutto colto dall'albero, ma è la magnetosfera terrestre (plasma, ndr) che ci avvolge: ha la forma di una mela e ha intrappolato finora le due fasce di Van Allen (zone più dense di plasma e supersoniche, ndr), una vicinissima (200-700 km) alla superficie terrestre e carica positivamente, l'altra, lontanissima (50-80 mila km) e carica negativamente. Queste due fasce creano l'illusione ottica, testimoniata sempre dai saggi e oggi anche dalle esplorazioni spaziali".

BANNER

ADD/THIS

Bookmark and Share
webso OkNotizie