martedì 18 marzo 2014

Il Teatro anatomico di Padova: il più antico nel suo genere,

Completato nel 1595, è stato il primo esempio al mondo di struttura permanente creata per l’insegnamento dell’anatomia attraverso la dissezione di cadaveri. Il Teatro Anatomico dell’Università di Padova fu realizzato nel 1594 su progetto di Paolo Sarpi, per volere di Girolamo Fabrici d’Acquapendente.
Il Fabrici era un eminente chirurgo e professore dell’ateneo patavino, nonché inventore delle illustrazioni anatomiche a colori. Attraverso un Consigliere della Nazione Germanica, venne a sapere che gli studenti tedeschi di medicina lamentavano la mancanza di un “teatro” per seguire le lezioni di anatomia.
E subito provvide, realizzando il Teatro Anatomico, ritenuto il più antico del mondo. Il Teatro si trova nel Palazzo del Bo, ovvero la sede dell’Università di Padova dal 1493, e può contenere fino a 300 persone. Presenta una forma ovale ad anfiteatro, con 6 ripide gallerie digradanti, illuminate da lampade.
Sul fondo si trova ancora il tavolo che serviva per le lezioni. In origine, l’ambiente era provvisto di un tetto mobile, per consentire la fuoriuscita dei cattivi odori generati dalle dissezioni. Un lucernario a soffitto fu realizzato nel 1844 per poter utilizzare la luce solare. Dal 1861 il teatro ebbe una sala comunicante attigua per le esercitazioni degli allievi.
Per le lezioni di anatomia venivano sezionati i cadaveri dei condannati a morte. Affinché le lezioni potessero svolgersi regolarmente, venivano nominati i cosiddetti “massari” che avevano il compito di procurare i cadaveri necessari. Quando le esecuzioni capitali divennero rare, il Teatro Anatomico cessò di funzionare.
Realizzato secondo i canoni stilistici del Rinascimento, il teatro non subì nel tempo alcuna modificazione.
L’anatomia attraverso l’insegnamento della dissezione dei cadaveri, evolutasi di pari passo con lo sviluppo della scienza medica, diventa ricorrente nel Quattrocento.
I documenti dell’epoca testimoniano come fosse diffusa la costruzione di strutture provvisorie, che venivano montate e smontate all’occorrenza, nelle quali gli anatomisti tenevano le loro lezioni ed eseguivano gli interventi. La loro forma ricordava quella degli anfiteatri romani.
Il Cinquecento è il secolo in cui l’anatomia padovana raggiunge il massimo prestigio: in città insegnano maestri come Andrea Vesalio, che dall’esperienza di Padova trarrà il suo capolavoro De humani corporis fabrica (1543), opera fondamentale nella quale viene citato anche un teatro anatomico in uso a Padova che poteva contenere 500 spettatori.
Altri grandi anatomisti del Cinquecento sono Gabriele Falloppio e Girolamo Fabrici d’Acquapendente, al quale, abbiamo detto, si deve proprio la realizzazione del Teatro stesso. A forma di cono rovesciato, è articolato in 6 ordini, di ampiezza variabile tra 7,56 e 2,97 metri. All’interno del Teatro, la lezione era tenuta da un professore assistito da due studenti detti “massari”.
L’illuminazione era assicurata solo da candele fino a quando, nell’Ottocento, venne aperto un lucernario. Per rendere l’atmosfera meno cupa, per quanto possibile, era frequente accompagnare la lezione con l’esecuzione di musiche dal vivo. Il Teatro Anatomico fu utilizzato fino al 1872, quando venne chiuso alla pratica delle autopsie. Oggi il Teatro Anatomico fa parte del percorso delle visite guidate a Palazzo Bo.


Written by Cristina Biolcati

FONTE

domenica 9 marzo 2014

UFO sull'Etna?


Un avvistamento di Ufo sull’Etna? E’ quello che si stanno chiedendo in molti sulla bacheca del gruppo “Etnei nel mondo” su Facebook, dove sono state postate alcune foto che documenterebbero l’evento. Le foto scattate da un’amante dell’Etna stanno scatenando l’attenzione, la curiosità e l’interesse degli appassionati di ufologia e anche di molti scettici che ironizzano sull’episodio, sulla bacheca del gruppo che conta 3413 membri aderenti da tutte le parti del mondo. Vero o no, il fatto è che le foto amatoriali, scattate da una signora dal campo di atletica di Giarre con un cellulare all’alba, mentre faceva jogging, documentano in sequenza una luce giallo chiara che s’innalza fino alla cima del vulcano e poi scompare. (Servizio di Mario Pafumi)
FONTE

venerdì 7 marzo 2014

La scienza spiega gli effetti del Reiki e i perchè della sua efficacia.

La principale azione terapeutica esercitata dal “Guaritore Reiki ” proviene da una emissione di biofotoni cerebrali e dall’onda informativa delle simil-alpha”.
La trasmissione elettromagnetica cerebrale del Reikista (poichè noi parliamo di Reiki) stimola per Biorisonanza l’attività cellulare cerebro-organica del ricevente nelle stesse frequenze. L’attività elettromagnetica del DNA – RNA dei neuroni cerebrali delle cellule alterate del ricevente viene riattivata dal Reikista con un’azione di Biorisonanza trasmessa per induzione.
La rigenerazione cellulare ottenuta si può finalmente documentare grazie ad apparecchi -sensori di nuova generazione. Fino a qualche tempo fa si credeva che il cervello fosse solo una “massa pensante” e che le “guarigioni” fossero dovute ad un effetto placebo o ad un’azione suggestiva provocata dal Reikista o dal pranoterapeuta che trasmetteva “calore” dalle sue mani.
I detrattori asserivano che, quando il Curatore “non sapeva guarire”, era un ciarlatano ed il fluido “non esisteva”. Quando l’ammalato “guariva” era invece quest’ultimo che si suggestionava da solo.
Ovviamente ribadiamo il concetto che
il GUARITORE
non guarisce nessuno ma riequilibra energeticamente
così bene la persona da portarla, se la sua Anima è “pronta”, alla sua autoguarigione.

Zimmerman, eminente studioso, si occupò, verso il 1998, di verificare cosa avviene mentre si praticano terapie energetiche come il Reiki. La ricerca rivelò che non solo le onde cerebrali del praticante e del ricevente si sincronizzavano nello stato alfha, caratteristico del rilassamento profondo, dell’analgesia e della meditazione, ma che pulsavano all’unisono con il campo magnetico terrestre: la “Risonanza Schuman”.
Durante i trattamenti, il campo biomagnetico dei Reikisti era almeno mille volte più esteso del normale e ciò non aveva alcuna relazione con la corrente del corpo interno.
Zimmerman e Seto approfondirono ulteriormente lo studio dell’ampio campo biomagnetico pulsante emesso dalle mani di praticanti di metodi di trasmissione energetica come il reiki, mentre lavoravano.
Essi scoprirono che le pulsazioni vibravano alle stesse frequenze delle onde cerebrali, in un intervallo compreso tra 0,3 e 30 Hz, con maggiore densità tra 7 e 8 Hz, nello stato ALPHA. Ricerche mediche indipendenti hanno dimostrato che in questo intervallo di frequenze, le capacità di autoguarigione del corpo sono fortemente stimolate e che specifiche frequenze possono essere utilizzate per rigenerare i diversi tessuti.

Ad esempio, 2 Hz per la rigenerazione dei nervi, 7 Hz per la crescita ossea, 10 Hz per la guarigione dei legamenti e 15 Hz per la formazione dei capillari.
I macchinari per la fisioterapia, basati su questi principi, sono stati creati per favorire la rigenerazione dei tessuti molli e la tecnologia ad ultrasuoni è comunemente usata per pulire arterie intasate e disintegrare calcoli renali. Inoltre, da anni, si sa che piazzare una bobina elettrica attorno ad una frattura che non si ricompone aiuta l’osso a crescere e a rigenerarsi.
Lo stesso effetto si rispecchia nella persona che riceve un trattamento reiki; e il Il Dottor Becker ritiene che sia questo effetto, più di ogni altro che regola la rigenerazione dalle ferite e il riequilibrio dell’intero sistema. Ciò evidenzia una delle caratteristiche speciali del Reiki (e terapie simili) che lo rendono particolarmente efficiente, vale a dire il fatto che sia il praticante che il ricevente beneficiano del trattamento.
Il Dottor Becker spiega come le onde cerebrali non siano confinate al cervello ma viaggino in tutto il corpo attraverso il sistema perineurale, costituito dalle guaine dei tessuti connettivi che circondano tutti i nervi. Nel corso di un trattamento, queste onde iniziano come pulsazioni relativamente deboli nel talamo del cervello del praticante e accumulano forza mentre fluiscono ai nervi periferici del corpo, incluse le mani.
È interessante notare che il Dott. Becker basò il proprio studio su un campione di soggetti di diverse culture e indipendentemente dai loro sistemi di credenze o usanze e tutti i test portarono ai medesimi risultati.
Una parte della crescente popolarità del Reiki, anche fra gli studiosi, sta nel fatto che non impone un set di credenze e può essere liberamente utilizzato da persone di ogni cultura, formazione e fede; inoltre è ormai comprovata la sua efficacia nel rilassamento e in analgesia. Questa efficacia associata alla neutralità lo rende particolarmente appropriato anche per l’uso in ambito medico… come già succede anche in Italia, tipo l’OSPEDALE SAN RAFFAELE di Milano, alcune ASL della toscana e dell’Umbria etc…
In molti ospedali del mondo e’ stato dimostrato come il Reiki sia efficace nelle terapie del dolore, nell’assistenza pre e post operatoria, durante i trattamenti chemio e radioterapici del malato oncologico.
E’ stato dimostrato come lo stato di rilassamento mentale che un ciclo di Reiki produce dura per piu’ settimane ed e’ in grado di alleviare sintomi fisici quali dispnea, astenia, nausea e stati psichici quali ansia, insonnia, depressione… Vorremmo dire che Reiki fa molto di piu’… e senza paura di smentite… aspettiamo pazientemente il tempo in cui i Reikisti, a fianco dei Medici, entreranno negli ospedali.
IL REIKI NELLE STRUTTURE SANITARIE

martedì 4 marzo 2014

Nei fondali dell'Artico scienziati russi scoprono un "mostro marino".

Immagine non attinente la notizia.
Ricercatori di Vladivostok hanno scoperto nelle acque dell'Artico ad una profondità di circa 1.500 metri un'enorme creatura sconosciuta.
Hanno registrato la presenza di questo “mostro” i sensori dell'apparato sottomarino “Clavecin”. Inizialmente si pensava che l'unità avesse trovato uno stormo di piccoli organismi, ma dopo i tecnici si sono resi conto che si trattava di una sola creatura di dimensioni enormi. Dopodichè è accaduto qualcosa di inatteso: il mostro ha attaccato la macchina cominciando a scuoterla, ha riferito il luminare in scienze tecniche Leonid Naumov.
Quando “Clavecin” è stata riportata in superficie, risultavano visibili sulla sua superficie ammaccature e graffi. L'equipe di ricercatori ha chiesto aiuto agli esperti di biologia marina, che tuttavia non sono stati in grado di classificare la misteriosa creatura.

lunedì 3 marzo 2014

Ohio (USA) - Misterioso fenomeno, presenza di anomali fasci di luce verso il cielo.


Lo scorso 22 febbraio nella cittadina di Mansfiled in Ohio (USA), sono comparsi nella notte stellata strani fasci di luce proveniente  dal terreno. Secondo i meteorologi si tratta di un fenomeno causato dalla presenza di "cristalli di ghiaccio".

“Attenti alle perforazioni del sottosuolo, c’è il rischio terremoto”. Il geologo Ortolani lancia l’allarme sui Campi Flegrei.

I Campi Flegrei
Il territorio flegreo è naturalmente predisposto ad eventi sismici ed è costantemente monitorato da esperti attraverso l’osservazione di parametri geofisici e geochimici. Il professor Franco Ortolani, ordinario di Geologia, direttore del Dipartimento Scienza del Territorio all’Università Federico II di Napoli, esprime preoccupazione per i permessi di ricerca geotermica nella zona flegrea ottenuti dalla società GEOELECTRIC S.R.L.. Questa azienda napoletana ha richiesto ed ottenuto l’autorizzazione per avviare una prima fase di studio ed indagini sull’area, per poi eventualmente procedere con la perforazione di pozzi esplorativi e successivamente produrre energia elettrica. Quest’ultima operazione avverrebbe tramite l’estrazione dei fluidi caldi dal sottosuolo e la loro reiniezione a forte pressione nello stesso (dato che non possono essere dispersi nell’atmosfera essendo nocivi per l’ambiente e la salute dei cittadini). Il problema è che in un sottosuolo naturalmente instabile, un intervento del genere è notoriamente pericoloso in quanto  rischia di innescare una sismicità. Lo dimostrano i numerosi terremoti che accompagnano il fenomeno bradisismico, come verificato tra il 1983 ed il 1985, quando il suolo flegreo si sollevò di circa 2 m nella zona del porto di Pozzuoli. “Non voglio destare inutili preoccupazioni – dice Ortolani a Retenews24 - ma sollecitare la partecipazione dei cittadini ad azioni amministrative sovracomunali che possono creare situazioni rischiose in un territorio già naturalmente a rischio. Lavorando in un’area urbanizzata si deve pretendere la massima garanzia verificabile per i cittadini e l’ambiente. E’ importante l’assunzione di responsabilità da parte della società operante e da parte dei funzionari che devono validare quanto dicono. E’ necessario che i cittadini di Napoli, Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida siano informati ed abbiano accesso a tutti gli atti che riguardano il permesso citato; in pratica sono i primi interessati e devono avere tutte le garanzie che gli interventi dell’uomo non aumentino i rischi già esistenti”. I permessi di cui parla il noto geologo, sono denominati “Cuma” e “Scarfoglio” e sono stati concessi alla GEOELECTRIC S.R.L. dall’ UNMIG, l’Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse del Ministero dello Sviluppo Economico. “Gli impatti di una sismicità indotta sono molto preoccupanti – conclude Ortolani – basti pensare a quello che sta succedendo in Oklahoma, dove si sta registrando una vera e propria “crisi sismica” probabilmente a causa del fracking (fratturazione idraulica per estrarre gas naturale e petrolio dalle rocce di scisto, cioè quelle presenti nel sottosuolo). Dunque, in questo caso, a provocare i terremoti sarebbe proprio l’uomo”.
FONTE

domenica 2 marzo 2014

Sangue dagli occhi di Gesù”. A Nola si grida al miracolo.


La statua
Si è gridato al miracolo questa mattina pochi minuti prima delle tredici invia Seminario a Nola quando un anziano si è avvicinato alla statua di Gesù, custodita all’interno di un giardino privato. Il busto di Cristo presentava un alone rosso sulla pancia. La prima ipotesi è stata quella del sangue. La statua grondava sangue dagli occhi. In pochi minuti il cancelletto è stato assiepato da curiosi e fedeli. In tanti si sono raccolti in preghiera e stupore. Ora solo un esame clinico sulla statua potrà accertare la natura della sostanza rossa ritrovata sul busto della statua di Gesù. “Quando abbiamo visto questa macchia – spiega a Renetews24 il proprietario del giardino – mi sono precipitato all’interno del giardinetto ma, toccando con un dito la macchiolina, ho notato che forse si trattava semplicemente di ruggine, viste le infiltrazioni d’acqua che ci sono all’interno di questa grotta. Questa statua e’ stata trovata da mio padre oltre trent’anni fa in un cantiere qui vicino e l’ha adornata con questa grotta. Nessun clamore, nessun miracolo. Avevo già intenzione di farla restaurare in primavera ma, visto questo segnale, mi affretto a rimetterla a nuovo.”

mercoledì 19 febbraio 2014

Riscaldare casa con solo 20 euro l'anno? Si può con l'E-CAT.

Se tutto va bene, dovreste presto essere in grado di aggiungere al vostro riscaldamento centralizzato esistente un dispositivo rivoluzionario da 400 a 500 dollari / euro con cui potrete riscaldare la vostra casa con una sola cartuccia riciclabile a base di polvere di nichel, per meno di 20 dollari / euro all’anno.
E-CAT
Fino a poco tempo fa, il prezzo del dispositivo è stato stimato a $ 4,000. Grazie alla volontà del suo progettista, l’ingegnere Andrea Rossi (1950), alla partnership industriale con National Instruments negli Stati Uniti, (leggi) e alla produzione altamente automatizzata, il prezzo è stato diviso per dieci, al fine di tagliar le gambe al mercato di copie per il reverse engineering che sicuramente appariranno una volta che il sistema sarà avviato in larga scala. Obiettivo: 1 milione di unità domestiche all’anno dai primi mesi del 2013. (*)
Delle dimensioni di un computer portatile (il processore è della misura di un pacchetto di sigarette), e di una sicurezza proclamata come totale, questo sistema rivoluzionario, detto di reazione nucleare a bassa energia,  non emette, secondo Rossi (ed il Professor Focardi – Università degli Studi di Bologna) alcuna radiazione o emissione di alcun tipo.
Il nichel è abbondante sulla Terra e non è costoso, ma è tossico, soprattutto in polvere, e il trattamento deve essere fatto da professionisti. La quantità di nickel consumato nel processo è estremamente ridotta. Per farsene una idea, secondo Andrea Rossi, un solo grammo può produrre 23.000 megawatt/ora di energia (sì, ventitremila megawatt/ora !).
L’E-cat è un sistema rivoluzionario che utilizza il calore di polvere di nichel, un’infima quantità di idrogeno, uno o più catalizzatori specifici, come pure delle frequenze radio per mettere in moto le forze repulsive (Coulomb) tra le particelle subatomiche in modo vantaggioso, un po’ come ciò che accade nelle arti marziali orientali.
Al momento del lancio, il processo di preriscaldamento del sistema consuma 3000 watt per un’ora. Poi, una volta avviato, il consumo di potenza diventa insignificante, come un computer, producendo una quantità straordinaria di energia termica per riscaldare l’acqua in modo stabile e controllato a 120°C. Il sistema può essere completamente fermato nel giro di 30 a 60 minuti.
L’E-cat è in corso di certificazione negli Stati Uniti da UL (Underwriters Laboratories). Una fabbrica completamente robotizzata sarebbe in costruzione, a quanto sembra in Massachusetts, con National Instruments come partner industriale.
Nel giro di 12 a 24 mesi, il sistema sarà anche in grado di generare elettricità, una volta superate le difficoltà di mantenere la temperatura a 400°C (anziché gli attuali 120°C).
La distribuzione e la vendita saranno effettuate attraverso partner autorizzati, nonché via Internet. Pre-ordini, senza impegno finanziario, possono essere effettuati già da ora tramite il sito Ecat.com.
Visti i rischi inerenti a questo tipo di avanguardistico progetto industriale, Andrea Rossi non vuole in questa fase aprire il capitale a degli investitori privati, accettando il solo sostegno  delle imprese e organizzazioni che intendono investire piccole somme di denaro.
In conclusione, questi pensieri di Brian Josephson, Premio Nobel per la Fisica 1973: “Ad oggi, non vi è alcuna base per dubitare delle affermazioni di Rossi” e “reattori del tipo Rossi sono già in produzione e secondo M. Dennis Bushnell Chief Scientist alla NASA, potrebbero “cambiare completamente la geo-economia, geopolitica e risolvere i problemi del clima e dell’energia“. (link)
Se confermato, sembra che siamo davvero in presenza di un cambiamento di paradigma nel settore dell’energia. Probabilmente paragonabile alla scoperta della ruota o del fuoco.
A titolo di paragone, il progetto di fusione internazionale (molto) calda ITER a Cadarache (Francia), dal quale, si spera, a botte di decine di miliardi di euro di denaro pubblico, poter estrarre i primi kilowatt tra cinquanta anni o più e di cui oggi si conosce meglio il carattere altamente aleatorio ed irragionevole (vedi l’articolo pubblicato il 13/01/12 su Mediapart: “ITER, il naufragio”),… può andarsi a rivestire e, soprattutto, cercare di riorientarsi verso un progetto più utile per la società.
(*) Andrea Rossi lavora da 14 a 16 ore al giorno su questo progetto e l’intervista da cui è scaturito questo articolo è stata realizzata il 15 Gennaio 2012 dopo una giornata cosi, tra le 11 di sera e l’1 del mattino. Complimenti all’artista! E tutti i nostri migliori auguri.
Fonti per questo articolo: Intervista a Andrea Rossi il 15 Gennaio dal giornalista scientifico Allan Sterling (Notizie Pure Energy Systems). Riassunto in inglese qui (link). Trascrizione dell’intervista in inglese qui (link).
Catalyst énegie Focardi e Rossi (Wikipedia, francese)
Per ulteriori informazioni: E-Cat è stato descritto sulla AgoraVox 22/12/11 (link) e 29/10/11 (link), dopo la decisiva semi-pubblica manifestazione a Bologna, di un generatore di E-cat industriale da 1 megawatt.
NDR: Nel link della fonte, qui sotto, trovate altri spunti interessanti
Altri articoli aull’E-Cat :









mercoledì 12 febbraio 2014

Tsunami in Norvegia.

casa ala deriva
Non mi sembra che in Italia se ne sia parlato. Ma lo scorso mercoledì intorno alle 4:30 del pomeriggio, il piccolo villaggio norvegese di Nord-Statland che si adagia in un bellissimo fiordo, è stato colpito da uno tsunami vero e proprio.
Stando ai rapporti locali sembra che alcune onde siano state alte anche 15 metri (anche se ciò appare improbabile).
Il villaggio distrutto
Ma non c’è stato alcun terremoto, come è possibile allora? Sembra chiaro che la causa sia da ricercare in una frana sottomarina che si è verificata sul versante opposto del fiordo in cui è localizzato il villaggio. Su quel versante infatti, si nota una frana, ma è troppo piccola per poter aver creato l’onda distruttrice e quindi non può essere che una frana avvenuta al di sotto della superficie marina.
Sembra che la frana sia stata causata dal riporto di materiale di scarto di un altro villaggio in costruzione e di un piccolo porto. Ma qualunque sia stata la causa scatenante sta di fatto che 57 persone si sono trovate senza casa e senza nulla dei propri effetti personali, consolati solo dal fatto che nessuno è stato ucciso dall’evento.
Un monito per tutte le aree costiere che pur non essendo sismiche possono comunque essere colpite da uno tsunami sottomarino. Un monito ancor più importante per la nostra Italia.

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