Una forte scossa di terremoto è stata avvertita a Nicosia, il 17 Settembre 2009,la capitale di Cipro. La scossa è stata di 4.5 gradi sulla scala Richter l’intensità della scossa di terremoto distintamente avvertita oggi dalla popolazione residente ai piani alti degli edifici della capitale cipriota alle 17:09 locali (le 16:09 in Italia). Lo hanno reso noto radio locali citando esperti del Dipartimento di ricerche geologiche di Cipro. La scossa odierna segue di appena tre settimane quella avvertita la mattina dello scorso 25 agosto nella parte sudoccidentale dell’isola, in particolare nelle località costiere di Limassol e Pafos. Anche l’intensità di quel sisma, il cui epicentro era stato individuato in mare tre km al largo della costa di Limassol, era stato di 4.5 gradi sulla scala Richter.
Esperto cipriota: esperimenti sismologici. La forte scossa di terremoto avvertita oggi sull’isola di Cipro alle 17:09 locali (4.5 gradi sulla scala Richter e durata circa 20 secondi) potrebbe essere stata provocata artificialmente da esperimenti sismologici realizzati in Israele. È quanto sostiene il Cyprus Mail citando Kyriakos Solomi, del Dipartimento di ricerche geologiche di Cipro, secondo cui a partire dalla fine di agosto la Divisione di sismologia dell’Istituto di Geofisica del ministero dell’Infrastruttura israeliano aveva in programma di simulare un terremoto nell’area meridionale del deserto del Negev.
Fatti esplodere 80 tonnallate di esplosivo. Secondo l’esperto, la simulazione sarebbe avvenuta facendo detonare 80 tonnellate di esplosivi. Scopo del progetto è quello di migliorare le capacità di lettura sismica ed acustica dei terremoti che possono registrarsi nello Stato ebraico e intorno ad esso, per un raggio di 1.000 chilometri. Misurazioni dell’intensità del sisma artificiale sono prese anche in altri Paesi tra cui Cipro, Grecia, Francia e Germania.
Secondo notizie di stampa israeliana, questi esperimenti sono finanziati dal Dipartimento della Difesa Usa e dall’Università delle Hawaii allo scopo di migliorare la comprensione del comportamento delle onde sonore nell’atmosfera e mettere a punto le attrezzature sismografiche israeliane per consentire così di lanciare un pre-allarme in caso di terremoto. Sempre secondo le stesse fonti, negli ultimi anni gli scienziati israeliani hanno creato numerose simulazioni di terremoti per calibrare le proprie attrezzature. Tra queste, una nel giugno 2004 in cui vennero fatte detonare 32 tonnellate di esplosivi nel Negev e nel giugno del 2005 quando ne furono fatte scoppiare 20 tonnellate nella Galilea meridionale.
«...Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.» (Giordano Bruno)
lunedì 26 ottobre 2009
Il 50% del territorio dell'Abruzzo, è ricco di petrolio.
Il 50% del territorio abruzzese è a rischio trivellazione per estrazione di petrolio. A lanciare l’allarme è Maria Rita D’Orsogna del Dipartimento di matematica dell’Università californiana di Northridge.
Secondo l’appello lanciato dalla ricercatrice, c’è il rischio di trasformare la regione in un immenso pozzo petrolifero che andrebbe ad intaccare anche il parco nazionale della Majella, e quello del Lazio ed dell’Abruzzo. Spiega la D’Orsogna: «Il petrolio abruzzese è di qualità scadente. È un fango fortemente corrosivo e denso. L’indice API è 12. Il petrolio migliore del mondo è quello texano ad indice 40. Quello peggiore sono le sabbie del Canada con indice 8. Dunque, il petrolio abruzzese giusto un po’ meglio delle sabbie bituminiche dell’Alberta».
Spiega ancora la D’Orsogna: «L’idea dell’Eni è quella trasformare 15 ettari di terra a Montepulciano doc ad Ortona in una raffineria di petrolio creata apposta per desolforizzare le schifezze del sottosuolo abruzzese. Questo centro deve sorgere a 500 metri dal mare. Si parla di costruirne altri due nella piana di Navelli e nel Teramano».
La ricercatrice racconta che la Basilicata dove si trivella da 15 anni, sta morendo: «Io vorrei che per una volta in Italia fossimo preventivi e fermassimo il degrado ambientale prima di iniziare a contare i morti».
Il rapporto guadagno petrolifero/perdita agricoltura è secondo la ricercatrice di Northridge infinitamente basso: «Ad Ortona, il petrolio porterà a 30 posti di lavoro (l’ha detto l’Eni stessa) a fronte di 5000 famiglie nei vari comuni attorno alla proposta raffineria impiegate nell’agricoltura che perderanno il loro sostentamento, per non parlare del turismo e della pesca del luogo. Il petrolio abruzzese non è una risorsa per l’Abruzzo, ma per l’Eni» e conclude: «Un sondaggio fatto dal governo centrale mostra che il 75% degli abruzzesi è contrario alle trivelle. La terra non è dell’Eni ma degli Abruzzesi. Grazie ad altre opere già portate avanti (fra cui la centrale turbogas di Gissi), l’Abruzzo già produce più energia di quanto gli serva. Il petrolio non può coesistere con l’Abruzzo che conosciamo oggi».
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Nuove immagini di meteoriti caduti in poco meno di 1 mese
In meno di 1 mese si sono verificati altri due fenomeni nel cielo ascrivibili all caduta di meteoriti.
Il 30 Setttembre in Argentina: "quotidiani di Buenos Aires hanno oggi pubblicato le foto e ripreso i racconti fatti da tanti testimoni delle regioni della Pampa, Mendoza, Rio Negro e San Luis, i quali hanno detto di aver identificato chiaramente una luce di forte intensità, una «stella», visibile in un raggio di 500 chilometri, che ha fatto capolino nel cielo argentino per più di mezzora, prima di venire a contatto con l’atmosfera terrestre ed esplodere."

Fonte
In Germania il 13 Ottobre 2009
Lo scorso martedì mentre il fotografo amatoriale, l’olandese Robert Mikaelyan, era intento a fotografare una vecchia fabbrica di zucchero all’ora del crepuscolo, nel cielo esplodeva una meteora. La prontezza di Robert gli ha consentito di riuscire ad immortalare il raro evento. Centinaia di abitanti olandesi e tedeschi hanno riferito di aver visto la palla di fuoco nel cielo circa alle 19.00 ora locale.
Gli esperti ritengono che i pezzi del meteorite possano essere precipitati nel Mare del Nord.
ecco la foto....
Fonte
Il 30 Setttembre in Argentina: "quotidiani di Buenos Aires hanno oggi pubblicato le foto e ripreso i racconti fatti da tanti testimoni delle regioni della Pampa, Mendoza, Rio Negro e San Luis, i quali hanno detto di aver identificato chiaramente una luce di forte intensità, una «stella», visibile in un raggio di 500 chilometri, che ha fatto capolino nel cielo argentino per più di mezzora, prima di venire a contatto con l’atmosfera terrestre ed esplodere."
In Germania il 13 Ottobre 2009
Lo scorso martedì mentre il fotografo amatoriale, l’olandese Robert Mikaelyan, era intento a fotografare una vecchia fabbrica di zucchero all’ora del crepuscolo, nel cielo esplodeva una meteora. La prontezza di Robert gli ha consentito di riuscire ad immortalare il raro evento. Centinaia di abitanti olandesi e tedeschi hanno riferito di aver visto la palla di fuoco nel cielo circa alle 19.00 ora locale.
Gli esperti ritengono che i pezzi del meteorite possano essere precipitati nel Mare del Nord.
ecco la foto....
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Immagini cratere provocato dal metorite caduto in in Lettonia.
Lettonia -Cade meteorite, filmata esplosione.
NEWS SPAZIO :- Venti metri di cratere, profondità 10 metri. E' quello che resta di un meteorite che è precipitato ieri domenica 25 ottobre 2009 vicino alla cittadina di Mazsalaca nel distretto di Valmieran in Latvia.
Secondo le notizie pubblicate dall'agenzia di stampa russa Ria Novosti non ci sono feriti. Ancora non si sa se si tratta di un asteroide o di un satellite artificiale, nel qual caso è possibile che possano esservi tracce radioattive. La zona è stata isolata al pubblico e personale del Latvian Radiation Centre e delle forze armate sono state inviate sul posto.
Fonte RIA NOVOSTI
Cliccate qui per le foto del cratere.
VIDEO DELL?ESPLOSIONE
Secondo le notizie pubblicate dall'agenzia di stampa russa Ria Novosti non ci sono feriti. Ancora non si sa se si tratta di un asteroide o di un satellite artificiale, nel qual caso è possibile che possano esservi tracce radioattive. La zona è stata isolata al pubblico e personale del Latvian Radiation Centre e delle forze armate sono state inviate sul posto.
Fonte RIA NOVOSTI
Cliccate qui per le foto del cratere.
VIDEO DELL?ESPLOSIONE
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Dalla Russia nuovo dispositivo per dissolvere le nubi e controllare il clima
Dopo l'articolo precedente dove si parlava di eliminare la neve a Mosca, ecco ora la prova definitiva.
Dalla Russia nuovo dispositivo per dissolvere le nubi e controllare il clima
]by Edoardo Capuano @ 24.10.2009 08:28 CET
Ieri, 23 ottobre, sul canale rainews 24 (digitale terrestre) è stato trasmesso un servizio molto interessante che prova in maniera inequivocabile come la Russia abbia un ruolo peculiare nella manipolazione del clima mediante l'irrorazione aerea di sostanze tossiche.
Il servizio cita una novità: l'invenzione da parte dello scienziato Alexander Chizhevsky di un dispositivo per manipolare il clima con delle antenne senza aver alcun bisogno di irrorare i cieli con tonnellate di sostanze chimiche sparse sopra le nubi.
Il sistema elettronico funziona in questa maniera: un processo di ionizzazione controlla la formazione dei corpi nuvolosi portatori di pioggia. Nel servizio televisivo è stata mostrata l'efficace funzionalità dell'impianto di ionizzazione. Inoltre lo scienziato, inventore dell'apparecchiatura, ha vantato il fatto che l'impianto in funzione consuma solamente 100 watt.
Nel corso dell'intervista il giornalista dice a Alexander Chizhevsky: "GRAZIE A QUESTA INVENZIONE, NON SARÀ PIÙ NECESSARIO SPARGERE TONNELLATE DI SOSTANZE CHIMICHE SOPRA LE NUBI"
Lasciamo ai lettori le conclusioni.
Leggi qui l'articolo originale in inglese.
Fonte: en.rian.ru - rainews 24 (digitale terrestre)
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Mosca, niente più neve?
Chi da tempo sogna di fare un viaggio a Mosca per vedere la neve fioccare sulla Piazza Rossa rischia di non poter più realizzare il proprio desiderio. Per volere del sindaco la neve potrebbe infatti essere messa al bando dalla capitale della Federazione Russa, e le cupole della Cattedrale di San Basilio ricoperte da un candido velo resteranno solo un ricordo nelle vecchie cartoline offerte ai turisti.
L’IDEA - Yuri Luzhkov, primo cittadino di Mosca dal 1992, ha dichiarato che senza la neve gli inverni moscoviti peserebbero meno sulle casse della città, che tra l’altro diventerebbe decisamente più vivibile. Ed è per questo che ha pensato di proporre il lancio di un programma di controllo meteorologico che, in pratica, sfrutterà le tecniche già autorizzate dall’amministrazione cittadina per «rompere le nuvole» e garantire giornate di tempo buono in occasione di feste ed eventi importanti.
SPARARE ALLE NUVOLE – Così la neve sarebbe definitivamente bandita da Mosca grazie alle sostanze – di solito ghiaccio secco o nitrato d’argento – che vengono sparate nelle nuvole per indurre la pioggia ed evitare che grandini, come qualcuno fa per esempio per proteggere le vigne prima della vendemmia. Senza contare che – fa notare ancora il sindaco – un aumento delle precipitazioni gioverebbe non poco alle campagne circostanti la città, che avrebbero così raccolti più generosi. Di parere opposto sono proprio gli abitanti delle regioni confinanti, i quali temono che l’aumento delle piogge finisca col causare allagamenti e danni. Ma alla fine la politica di taglio delle spese proposta dal sindaco potrebbe avere la meglio, dato che – stando alle stime di Luzhkov – il programma per il controllo meteorologico costerebbe solamente un terzo di quanto viene speso ogni anno per ripulire la città dalla neve.
Autrice: Alessandra Carboni / Fonte: www.corriere.it
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domenica 25 ottobre 2009
Scoperto un buco sulla Luna.
POTREBBE SCORRERE IN PROFONDITÀ PER CENTINAIA DI METRI CREANDO UNA CAVITÀ MOLTO STABILE
Scoperto un buco sulla Luna
L'ha individuato una sonda giapponese. Sarà la futura abitazione per gli astronauti?
CONTINUA -CLICCA QUI
mercoledì 21 ottobre 2009
Parma terremoto previsto da un geologo del luogo.
Terremoto: la scossa era stata prevista da un geologo parmense
mercoledì, ottobre 21, 2009
By Marco Frico
Un fulmine a ciel sereno, o un terremoto che rientrava nel quadro della prevedibilità? Ne parla il geologo parmense Valentino Straser che da ormai vent’anni si occupa dei precursori sismici, cioè di quei segnali che anticipano l’arrivo di un terremoto. Il terremoto di ieri mattina che ha scosso l’Appennino parmense «è compatibile – spiega Straser – con lo schema di previsione, basato sia sui precursori elettromagnetici che su particolari configurazioni planetarie». Lo studio della combinazione di grandezze fisiche, come le variazioni del campo elettromagnetico locale, ha permesso a Valentino Straser di definire valori particolari rilevati durante i terremoti. Tali valori sono definiti «jackpot» nella più recente ricerca dello studioso parmense, che è intitolata: «A jackpot for the forecast of earthquakes the seismic swarm in the North-Western Apennine».
L’analisi dei dati condotta sistematicamente da Straser ha consentito di indicare per i giorni a cavallo della metà di ottobre, un elevato rischio sismico per la zona del Parmense, che rientra nel distretto sismico della Valtaro. Seppure con un lieve ritardo, l’evento si è verificato. E la zona epicentrale è stata colta nel segno. Le ricerche condotte da Valentino Straser godono di profonda stima in ambito internazionale, in particolare negli ambienti scientifici degli Stati Uniti d’America, dell’India, dell’Africa e dell’Oceania. Una recente pubblicazione testimonia l’interesse riscosso dagli studi di Straser. La rivista scientifica internazionale New Concepts in Global Tectonics, Newsletter, no. 52, pubblicata nel mese di settembre (www.ncgt.org), ha affrontato il delicato tema dei precursori sismici e la necessità di costituire una rete di ricerca internazionale per la mitigazione del rischio sismico nelle aree soggette a maggiore vulnerabilità.
Fra le tematiche affrontate dalla rivista scientifica, figura l’urgenza di adottare alcuni segnali pre-sismici, come ad esempio certi valori dei campi elettromagnetici locali, per la previsione dei terremoti. Nell’elenco degli studiosi a scala mondiale figura anche il nome del geologo parmense, con l’elenco degli studi (alcuni condotti in collaborazione con l’Assessorato provinciale alla Protezione Civile di Parma) e dei metodi pubblicati in questi ultimi anni da riviste scientifiche.
mercoledì, ottobre 21, 2009
By Marco Frico
Un fulmine a ciel sereno, o un terremoto che rientrava nel quadro della prevedibilità? Ne parla il geologo parmense Valentino Straser che da ormai vent’anni si occupa dei precursori sismici, cioè di quei segnali che anticipano l’arrivo di un terremoto. Il terremoto di ieri mattina che ha scosso l’Appennino parmense «è compatibile – spiega Straser – con lo schema di previsione, basato sia sui precursori elettromagnetici che su particolari configurazioni planetarie». Lo studio della combinazione di grandezze fisiche, come le variazioni del campo elettromagnetico locale, ha permesso a Valentino Straser di definire valori particolari rilevati durante i terremoti. Tali valori sono definiti «jackpot» nella più recente ricerca dello studioso parmense, che è intitolata: «A jackpot for the forecast of earthquakes the seismic swarm in the North-Western Apennine».
L’analisi dei dati condotta sistematicamente da Straser ha consentito di indicare per i giorni a cavallo della metà di ottobre, un elevato rischio sismico per la zona del Parmense, che rientra nel distretto sismico della Valtaro. Seppure con un lieve ritardo, l’evento si è verificato. E la zona epicentrale è stata colta nel segno. Le ricerche condotte da Valentino Straser godono di profonda stima in ambito internazionale, in particolare negli ambienti scientifici degli Stati Uniti d’America, dell’India, dell’Africa e dell’Oceania. Una recente pubblicazione testimonia l’interesse riscosso dagli studi di Straser. La rivista scientifica internazionale New Concepts in Global Tectonics, Newsletter, no. 52, pubblicata nel mese di settembre (www.ncgt.org), ha affrontato il delicato tema dei precursori sismici e la necessità di costituire una rete di ricerca internazionale per la mitigazione del rischio sismico nelle aree soggette a maggiore vulnerabilità.
Fra le tematiche affrontate dalla rivista scientifica, figura l’urgenza di adottare alcuni segnali pre-sismici, come ad esempio certi valori dei campi elettromagnetici locali, per la previsione dei terremoti. Nell’elenco degli studiosi a scala mondiale figura anche il nome del geologo parmense, con l’elenco degli studi (alcuni condotti in collaborazione con l’Assessorato provinciale alla Protezione Civile di Parma) e dei metodi pubblicati in questi ultimi anni da riviste scientifiche.
Meteorite finito nel camion Usa, è datato oltre 4 miliardi di anni
Tony Garchinski, 30 enne residente in Ontario, una mattina si è svegliato, ha aperto la porta della sua abitazione e ha visto pezzi di vetro e rocce nere sparsi per terra vicino all’autocarro di sua madre. Con i nervi a fior di pelle ha raccolto le pietre e le ha portarte dentro casa per poi disporle una a una sul tavolo della cucina. Quella più grande misurava quanto una pallina da golf.
Garchinski avrà pensato che fosse opera del solito vandalo al colmo della frustrazione. Ha telefonato alla polizia di Grimsby e poi ha compilato il modulo per la denuncia. Con la bile che gli saliva in corpo è andato a far riparare il parabrezza.
La vicenda potrebbe finire qui e non meriterebbe di essere raccontata. Questa storia però esce fuori dall’ordinario perché proprio il giorno prima un gruppo di astronomi dell’università dell’Ontario aveva avvistato una specie di “palla di fuoco brillante”, luminosa mille volte più della luna piena, mentre sfrecciava in mezzo al cielo stellato sopra Grimsby.
I ricercatori qualche tempo dopo hanno chiesto agli abitanti del paese di denunciare qualsiasi pezzo di meteorite trovato all’interno della loro proprietà. A quel punto il signor Garchinski ha capito di avere per le mani qualcosa di proveniente da chissà dove.
Gli astronomi dell’università hanno confermato il sospetto: il vandalo che ha mandato in frantumi il parabrezza del camion di Garchinski è un meteorite che risale a 4,6 miliardi di anni fa. Al momento gli astronomi non sono in grado di ricostruire quale sia stato il percorso che l’oggetto dello spazio ha compiuto fino ad arrivare alla Terra.
“E’incredibile – ha affermato uno dei ricercatori – come il meteorite sia arrivato fin qua. E’ come se avessimo fatto un viaggio nello spazio con un’astronave per poi tornarcene a casa con queste rocce come souvenir da un altro mondo”.
Garchinski avrà pensato che fosse opera del solito vandalo al colmo della frustrazione. Ha telefonato alla polizia di Grimsby e poi ha compilato il modulo per la denuncia. Con la bile che gli saliva in corpo è andato a far riparare il parabrezza.
La vicenda potrebbe finire qui e non meriterebbe di essere raccontata. Questa storia però esce fuori dall’ordinario perché proprio il giorno prima un gruppo di astronomi dell’università dell’Ontario aveva avvistato una specie di “palla di fuoco brillante”, luminosa mille volte più della luna piena, mentre sfrecciava in mezzo al cielo stellato sopra Grimsby.
I ricercatori qualche tempo dopo hanno chiesto agli abitanti del paese di denunciare qualsiasi pezzo di meteorite trovato all’interno della loro proprietà. A quel punto il signor Garchinski ha capito di avere per le mani qualcosa di proveniente da chissà dove.
Gli astronomi dell’università hanno confermato il sospetto: il vandalo che ha mandato in frantumi il parabrezza del camion di Garchinski è un meteorite che risale a 4,6 miliardi di anni fa. Al momento gli astronomi non sono in grado di ricostruire quale sia stato il percorso che l’oggetto dello spazio ha compiuto fino ad arrivare alla Terra.
“E’incredibile – ha affermato uno dei ricercatori – come il meteorite sia arrivato fin qua. E’ come se avessimo fatto un viaggio nello spazio con un’astronave per poi tornarcene a casa con queste rocce come souvenir da un altro mondo”.
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