domenica 31 gennaio 2010

Viterbo - Convegno sulle Scie Chimiche (13/02/2010)



....Negli ultimi anni, gli aerei che sorvolano il nostro territorio, tracciano strane traiettorie che formano reticoli di scie persistenti ed effimere le quali, espandendosi lentamente nell'aria, creano nuvole lattiginose. Che cosa sono queste scie? Che cosa rappresentano le strane traiettorie di volo? Per evidenti leggi fisiche, le sostante irrorate prima o poi dovranno ricadere al suolo. Con quali conseguenze sulla salute pubblica? L'osservazione, unita alla nostra esperienza diretta nel settore dell'agroalimentare, ci ha indotto ad ipotizzare sempre più spesso correlazioni tra la presenza di scie chimiche, da un lato, anomalie meteorologiche e strane patologie vegetali presenti nelle colture, dall'altro.
Si è quindi deciso di istituire un Comitato dell'Alta Tuscia contro le scie chimiche al fine di eseguire un monitoraggio del territorio attraverso analisi del suolo e delle acque, i cui risultati hanno riscontrato la presenza di metalli, in particolare alluminio e bario, in valori abnormi. È prioritario informarsi ed avere delle risposte chiare del fenomeno, per questo motivo il Comitato ha organizzato una conferenza pubblica per il 13 febbraio 2010 nella Sala della Provincia di Viterbo, invitando a relazionare alcuni referenti di spicco del panorama nazionale.....CONTINUA

giovedì 28 gennaio 2010

Il Maelstrom...


A molti  che ,come me che avranno letto ,il libro di Julio Verne "20.000 Leghe sotto i mari",  ricorderanno il  "maesltrom", quel gorgo che inghiottì il sottomarino Nautilus e il Capitano Nemo.
In cinque minuti l'intero mare fu travolto da una furia incontrollabile [..] il vasto letto delle acque si fondeva e si divideva in mille torrenti in lotta tra loro, esplodendo all'improvviso in frenetiche convulsioni - gonfiandosi, ribollendo, sibilando - roteando in innumerevoli , giganteschi vortici…" Edgar Allan Poe, Una discesa nel Maelström
"Il maelström! Poteva forse suonarci all'orecchio un nome più spaventoso? [..] Non so come il canotto sfuggì al formidabile risucchio del maelström, ma quando rinvenni mi trovai coricato nella capanna di un pescatore delle Lofoten". Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari
Ebbene , quel gorgo esiste, non è terribile come descrisse Verne, ma provoca problemi alla navigazione,specialmente alle piccole imbarcazioni. Il fenomeno si manifesta lungo le coste atlantiche della Norvegia, nello stretto che divide le Isole Lofoten e le Vaeroi, dove il fondale è basso e il forte riflusso delle maree, provocano anche onde anomale.
VIDEO:


lunedì 25 gennaio 2010

USA - Meteorite illumina il cielo della Pennsylvania



Lo scorso 18 Gennaio, alle ore 17,30 (ora locale), un meteorite ha solcato il cielo della Pennsylvania, Virginia , Delaware e Maryland. E' da notare che il giorno successivo,alla medesima ora, un meteorite è entrato a 355 Km orari nello studio medico dentistico della cittadina di  Lorton (Virginia) LEGGETE QUI

domenica 24 gennaio 2010

Sonda STEREO fotografa due strane sfere intorno al Sole.






Immagini della Sonda STEREO  del 21 Gennaio 2010, in cui appaiono in basso, sotto la corona solare, due strane sfere.
La STEREO (Solar Terrestrial Relations Observatory), è una missione scientifica finalizzata allo studio del Sole lanciata dalla NASA il 26 Ottobre 2006. La missione consta di due sonde gemelle lanciate in orbite che consentissero loro di ottenere delle immagini stereoscopiche della nostra stella e dei suoi fenomeni, come le espulsioni di massa dalla corona..

USA - Meteorite colpisce a 355 km.orari....uno studio medico dentistico.



Tratto da TGCOM.it . avvenuto a Lorton (Virginia)- "Erano da poco passate le ore 17 del 19 gennaio u.s., quando Frank Ciampi ha sentito un boato e, d'istinto, si è gettato al suolo per proteggersi dai pezzi di legno e di vetro che hanno invaso il suo studio medico, dopo che un oggetto ha fracassato la finestra. Passata l'inevitabile paura il dottore ha intuito che quella pietra, grande poco più di un pugno, non avrebbe potuto fare tanti danni se non fosse stata lanciata ad alta velocità. Si è rivolto ad uno staff specializzato dello Smithsonian Museum di Washington il quale, dopo avere analizzato il referto, ha comunicato che si tratta proprio di un frammento di meteorite. Secondo i calcoli effettuati, al momento dell'impatto, l'oggetto viaggiava alla velocità di 355 chilometri orari.
Giuditta Mosca"

sabato 23 gennaio 2010

Quando è la terra a scuotere gli asteroidi





Lo studio dell'effetto dell'impatto degli asteroidi sulla Terra ha una lunga storia, ma ora una ricerca condotta da un gruppo di astronomi del Massachusetts Institute of Technology e dell'Osservatorio di Parigi, fra cui l'italiano e Alessandro Morbidelli apre la strada allo studio dello scenario opposto, quello degli effetti sismologici che la Terra ha sugli asteroidi che che transitano a distanza relativamente ridotta.

In particolare, come viene riferito in un articolo pubblicato su "Nature" a prima firma R. Binzel, un asteroide che transiti in prossimità della Terra può andare soggetto a sommovimenti sismici che portano alla formazione sulla sua superficie di regolite. La regolite è uno strato di materiale poco compatto, a granulometria eterogenea costituito da polvere e roccia frantumata, che è presente sulla superficie della Terra, della Luna, di Marte e di alcuni asteroidi. Sul nostro pianeta la sua presenza è attribuita alla degradazione meteorica del suolo e all'azione degli organismi, mentre sui corpi celesti con scarsa o nulla atmosfera sarebbe dovuta all'impatto di bolidi di varia grandezza.

Gli asteroidi con regolite interessano da tempo gli astronomi perché l'analisi spettrale indica che essi rappresentano l'80 per cento degli asteroidi che cadono sul nostro pianeta. Tuttavia, i corpi presenti nella della fascia degli asteroidi compresa fra Marte e Giove non mostrano questa caratteristica.

Binzel e colleghi hanno quindi ipotizzato che la formazione di regolite fosse legata all'incontro ravvicinato degli asteroidi con la Terra.

Analizzando i dati relativi a un gruppo di 95 asteroidi con regolite, i ricercatori hanno potuto stabilire che ben 75 di essi erano passati nel corso degli ultimi 500.000 anni a una distanza dalla Terra ben inferiore al raggio dell'orbita lunare. Inoltre hanno potuto stabilire che un asteroide che viaggi entro una distanza pari a 16 volte il raggio della Terra va incontro a vibrazioni sufficientemente forti a formare materiale "fresco" alla sua superficie. In precedenza si riteneva che per subire significativi cambiamenti fisici un asteroide dovesse passare a una distanza molto più ravvicinata, non superiore ai due raggi terrestri. (gg

martedì 19 gennaio 2010

I sismologi: a Istanbul il prossimo grosso terremoto .



Grosso rischio sismico per Istanbul. La capitale europea della Turchia sarebbe proprio a una ventina di chilometri da una zona fortemente sismica, creata da delle forti tensioni della crosta terrestre.
In realtà la città si trova nel cosiddetto gap sismico: un tratto di un centinaio di chilometri rinfrancato dall’attività sismica nonostante si trovi nella regione della faglia nord anatolica da sempre interessata da una serie di grossi terremoti. Ma stavolta sarebbe diverso.Secondo lo studio portato avanti dai ricercatori del Deutsches GeoForschungsZentrum (GFZ) in Germania, la zona sarà ben presto interessata da una serie di terremoti di magnitudo pari a 7, o peggio da un unico terremoto devastante quanto quello che pochi giorni fa ha colpito Haiti.L’ultima volta in cui anche Istanbul fu colpita da un terremoto fu nel 1999 quando un sisma tra Izmit e Yalova provocò 18 mila morti e diverse centinaia di vittime anche nella metropoli turca.

Giusy Muolo


Ipazia l prima donna scienziata della Storia...uccisa dai cristiani.


...La prima figura un po’ nota è però Ipazia, vissuta ad Alessandria d’Egitto nel quarto secolo dopo Cristo. Bella e gentile, fu soprattutto matematica, grande conoscitrice del cielo e anche appassionata divulgatrice del suo sapere. Per questo, oltre che per la sua fede pagana, fu mandata a morte dai cristiani. Nell’affresco della “Scuola di Atene” (1509-1511, Palazzi Vaticani) Raffaello Sanzio ce ne tramanda l’immagine: è l’unico personaggio che guardi verso lo spettatore, quasi un atto di sfida. Con una scelta singolare, il Planetario di Torino Infini.To ha scelto lei – non Aristarco, Ipparco o Tolomeo – come rappresentante dell’astronomia antica: è Ipazia ad accogliere i visitatori e a raccontare la cosmologia delle sfere di cristallo in armoniosa rotazione intorno alla Terra immobile.

Non conosciamo le date precise della nascita e della morte di Ipazia. La sua vita si colloca tra il 360 e il 402 dopo Cristo ma fu probabilmente ancora più breve di questo arco di tempo. Di lei ci restano poche notizie riportati per via indiretta, tra le quali compaiono alcune frasi da lei indirizzate ai fratelli e al suo allievo Sinesio. A istruirla nella matematica fu inizialmente il padre ma poi Ipazia seguì anche altri maestri. Si devono a Ipazia e a suo padre le edizioni delle opere di Euclide, Archimede e Diofanto che presero la via dell’Oriente durante i secoli, e tornarono in Occidente in traduzione araba, dopo un millennio di rimozione.

A Ipazia è anche attribuita l’invenzione dell’idroscopio, uno strumento che serviva per misurare il diverso peso specifico dei liquidi. In filosofia fu una seguace del pensiero di Platone, ma piuttosto eclettica. L’insegnamento e la diffusione delle conoscenze matematiche, astronomiche e filosofiche fu uno dei suoi principali impegni: a buon diritto possiamo quindi considerarla come una pioniera della moderna divulgazione scientifica.

Il vescovo Cirillo fu il mandante dei fanatici cristiani suoi assassini. L’uccisione di Ipazia fu, secondo alcune fonti, incredibilmente cruenta e selvaggia: “una massa enorme di uomini brutali, veramente malvagi [...] uccise la filosofa [...] e mentre ancora respirava appena, le cavarono gli occhi». Come si vede, fanatismo e fondamentalismo religioso non hanno tempo.

A Ipazia hanno dedicato un romanzo arrivato in questi giorni in libreria Adriano Petta e Antonio Colavito: “Ipazia. Vita e sogni di una scienziata del IV secolo” (La Lepre Edizioni), con prefazione di Margherita Hack. Altre informazioni si possono trovare in questi libri:

Cirillo di Alessandria e Sinesio di Cirene, Epistolario, Milano 1969. Sinesio di Cirene, Il Regno, Milano 1970.
Gemma Beretta, Ipazia d’Alessandria, Editori Riuniti
Augusto Franchetti (a cura di), Roma al femminile, ed. Laterza
Q. Bigoni “Ipazia alessandrina” in Atti Istituto Veneto K.
Prachter “Filosofia dei greci”
“Il Teurgo” settembre-ottobre 1985
G. Quiriconi, Notizia storico-critica su Ipazia e Sinesio, Milano 1978.
A. Agabiti, Ipazia, Ragusa 1979. G. Bigoni, Ipazia alessandrina. Studio storico, Venezia 1887. www.womensciencenet.org

mercoledì 13 gennaio 2010

USA - Spiegato perché l'emicrania aumenta con la luce


Otto persone su dieci che soffrono di emicrania cercano il buio perché la luce contribuisce ad acuire il dolore. Finalmente oggi sappiamo perché.

Uno studio condotto dal Beth Israel Deaconess Medical Center statunitense ha, scoperto, infatti, che in soggetti con emicrania la luce trasmette degli impulsi proprio ai neuroni che sono già coinvolti nel mal di testa e il risultato è un aumento del dolore.
Quella che fino ad oggi sembrava essere solo una sensazione di maggiore dolore trova invece un fondamento scientifico e neurologico che lascia poco spazio ai fattori psicologici.
I ricercatori coordinati da Rami Burnstein sono partiti dall’osservazione di due gruppi di non vedenti emicranici, il primo completamente non vedente a causa di malattie come ilcancro della retina o il glaucoma non mostrava di essere fotosensibile in concomitanza degli attacchi di emicrania, invece il gruppo di non vedenti a causa di disturbi come laretinite pigmentosa - in grado, quindi, di distinguere il giorno dalla notte e di mantenere un normale ciclo sonno-veglia - risultava essere fotofobico.
Burnstein ha così ipotizzato che ad essere coinvolto nel processo di incremento del dolore fosse proprio il nervo ottico e percezione della luce stessa. Così, ha condotto un esperimento su alcuni topi con emicrania e ha scoperto che la luce si fa strada dal nervo ottico fino a un gruppo di neuroni chiamato fotorecettori della melanopsina che sono quelli già colpiti dall’emicrania.
La notizia è apparsa su Nature Neuroscience.

Asteroide di 10 metri oggi ha sfiorato la Terra. Astrofili friulani coinvolti nella scoperta.


Gli astrofili dell’Afam tra i primi a effettuare misurazioni accurate del corpo celeste che mercoledì sfiorerà il pianeta




. Scoperto da un gruppo di astronomi statunitensi il 10 Gennaio, il piccolo oggetto è stato seguito successivamente anche dagli astrofili dell'Osservatorio di Remanzacco, Giovanni Sosteroed Ernesto Guido, che lo hanno fotografato l'11 ed il 12 Gennaio con dei telescopi automatici controllati via internet, dislocati in Australia e negli Stati Uniti.
L’asteroide battezzato dagli astronomi con la sigla 2010 AL30 sfiorerà il nostro pianeta transitando ad appena 130 mila chilometri (circa un terzo della distanza Terra-Luna), una distanza davvero molto ridotta in termini astronomici.

Tuttavia, date le sue modeste dimensioni, il suo diametro è di appena dieci metri circa, se anche la sua traiettoria si modificasse per qualche motivo imprevisto facendolo entrare in collisione con la terra, il suo impatto con l’atmosfera con ogni probabilità lo disintegrerebbe trasformandolo in uno spettacolare quanto innocuo fuoco d’artificio naturale.

Le misurazioni degli astrofili friulani (tra le prime al mondo) hanno permesso di migliorare la conoscenza della traiettoria seguita dal piccolo corpo celeste. Inizialmente si era sospettato che 2010 AL30 potesse essere un veicolo spaziale di origine terrestre (per esempio lo stadio di qualche vettore Apollo) che ritornava verso la Terra, ma gli ultimi dati ricavati dalle osservazioni, permettono di escludere questa eventualità.




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