sabato 5 febbraio 2011

Italia "il misuratore di campo elettrico atmosferico sviluppato dall’INAF è in grado di rilevare l’approssimarsi d’un temporale",

Ideato per proteggere in modo automatico i delicatissimi circuiti dei radiotelescopi, il misuratore di campo elettrico atmosferico sviluppato dall’INAF è in grado di rilevare l’approssimarsi d’un temporale. Gli impianti che potrebbero trarne beneficio sono tanti, dai radar alle funivie.  .
Un temporale improvviso, la finestra dimenticata aperta… È capitato a tutti, nonostante le previsioni del tempo siano sempre più affidabili. Poco male: al rientro, ci si arma di secchio e stracci e tutto si risolve. Ci sono però situazioni in cui un forte temporale, o peggio ancora un fulmine, può causare danni ben più seri: impianti industriali, ponti radio, stazioni di broadcasting, radar, aeroporti e funivie, per esempio. Soprattutto se i siti dove sorgono questi impianti si trovano in luoghi incustoditi e difficili da raggiungere in tempo utile. Un dispositivo in grado di rilevare in anticipo, e in modo automatico, l’approssimarsi del maltempo risolverebbe il problema: potrebbe avviare procedure d’emergenza, o disattivare temporaneamente le apparecchiature elettroniche più a rischio. È ciò che riesce a fare EFM (Electric Field Meter), il misuratore di campo elettrico atmosferico progettato e realizzato presso la Stazione radioastronomica di Medicina dal personale dell’INAF-IRA di Bologna, in collaborazione con la MTX srl di Padova. Misurando le variazioni del campo elettrico atmosferico ad alta frequenza (fino a centinaia di kHz) e ad alta intensità (fino a 15 kV/m), EFM riesce ad anticipare e seguire lo sviluppo di un temporale in tutte le sue fasi, dalle prime avvisaglie all’allontanamento. Non è un caso che uno “scansa-saette” del genere sia nato proprio in ambito astronomico. Puntate verso il cielo per captare segnali debolissimi dai più lontani oggetti dell’universo, le “orecchie elettroniche” dei radiastronomi – gigantesche e ultra-sensibili – devono fare regolarmente i conti con i fulmini. E sempre più spesso, in caso di fenomeni atmosferici avversi, sono costrette a trarsi d’impaccio in modo del tutto autonomo, come ci spiega Federico Perini, dell’INAF-IRA di Bologna, leader del gruppo che ha messo a punto EFM: «Mi occupo della progettazione di radiotelescopi in array, ovvero schiere di antenne che lavorano insieme. In particolare, lavoro a un progetto internazionale che si chiama SKA, lo Square Kilometer Array, che prevede antenne distribuite su un’area di diverse migliaia di chilometri e in siti molto remoti. Siti totalmente isolati, posti in mezzo al deserto, nei quali è impensabile tenere del personale. Abbiamo sviluppato EFM proprio per salvaguardare questo tipo di strumentazione». Per collaudare il prototipo, Perini e colleghi hanno scelto un luogo dove in maltempo è pressoché la norma, il Monte Cimone. I risultati sono stati più che soddisfacenti. E buone notizie arrivano anche sul versante economico. «In caso di produzione industriale», stima Perini, «riteniamo che il costo si potrebbe collocare fra i 1000 e i 2000 euro. Un prezzo decisamente competitivo: dispositivi commerciali analoghi possono arrivare anche a 2500-3000 euro». Non solo: oltre a mettere in sicurezza gli apparati elettronici, se equipaggiato in modo opportuno EFM potrebbe far gola anche a chi si occupa di ambiente. Con una rete di più sensori sincronizzati fra loro tramite un GPS integrato, per esempio, si riesce a determinare la direzione di arrivo della cella temporalesca. Ampliando così il campo d’applicazione di EFM alla meteorologia e al monitoraggio dei fenomeni di inquinamento atmosferico.

giovedì 3 febbraio 2011

Passo Fadalto e Val Lapisina in Veneto, scossi da strani boati sotterranei, il mistero si infittisce.

(IAMM) Sembra davvero un giallo quello che coinvolge gli abitanti di Passo Fadalto e Val Lapisina, tra le province di Treviso e Belluno, che da tempo odono strani boati sotterranei. L'origine del fenomeno resta ancora da chiarire, nonostante del caso si stiano occupando squadre di geologi e studiosi e la Regione Veneto che ha predisposto dei sopralluoghi tecnici in zona. "Come Regione - afferma l'assessore all'Ambiente Maurizio Conte - stiamo costantemente monitorando l'evento e vogliamo approfondirlo, consapevoli che l'area dell'Alpago è tra le più sismiche del Veneto" "Per quanto riguarda il sistema della protezione civile - aggiunge l'assessore Daniele Stival - i Comuni coinvolti hanno già da tempo messo a punto piani per eventuali interventi". Dai primi rilievi si riscontrano diverse situazioni di instabilità di masse rocciose così come manifestazioni carsiche. Sembrano confermate componenti vibrazionali, ossia leggeri tremori associati ai boati. Non resta che attendere lo sviluppo delle indagini.

mercoledì 2 febbraio 2011

Tumore al seno, studio italiano apre nuove prospettive.

 Ricercatori italiani individuano nell'interruzione della comunicazione tra due geni la possibilità di ridurre la gravità dei tumori al seno. Lo studio è stato condotto da ricercatori coordinati da Paola Nisticò, del Laboratorio di Immunologia dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena in collaborazione con l'Università Sapienza di Roma e con l'Istituto San Raffaele di Milano. In pratica, si tratta dei geni Her2 e la proteina hMena: se entrambi sono positivi (co-espressi) il cancro al seno è particolarmente grave. Circa il 70% dei tumori he esprimono Her2 è positivo anche alla presenza di hMena. Gli esperimenti sono stati condotti in vitro su cellule di carcinoma della mammella: inibendo la proteina hMena si rallenta la proliferazione tumorale indotta dal gene Her2.

Spazio - Deviare gli asteroidi con un raggio solare?

Invece della 'soluzione totalè suggerita da film come Armageddon, il modo migliore per evitare l'impatto di un asteroide sulla Terra è 'farlo scansarè concentrando la luce solare. Lo afferma un ricercatore del New York City College of Technology, che ha presentato il suo metodo al meeting dell'International Meteoritical Society a New York. Il sistema studiato da Gregory Matloff consiste nello scaldare con un collettore solare, che dovrebbe viaggiare insieme all'asteroide per almeno un anno, un punto della sua superficie. Se effettuato nella maniera giusta, il riscaldamento dovrebbe bruciare una parte dell'asteroide, provocando una corrente a getto d'aria che, per il principio di azione e reazione di Newton, farebbe deviare la traiettoria del corpo celeste. «Credo che deviare un eventuale asteroide sia più sicuro che distruggerlo - spiega il ricercatore - perchè la distruzione esporrebbe la Terra ad una pioggia di detriti radioattivi». Il sistema che sta studiando Matloff prevede però che il raggio che colpisce la superficie dell'asteroide sia esattamente calibrato per riuscire a non penetrarla troppo. In questo caso provocherebbe solo il riscaldamento dell'asteroide senza il getto d'aria. Il prossimo corpo celeste che potrebbe avvicinarsi un pò troppo alla Terra è l'asteroide Apophis, che secondo la Nasa farà due passaggi a qualche decina di migliaia di chilometri dalla Terra nel 2029 e nel 2036, mentre alcuni scienziati russi affermano che potrebbe colpire il nostro pianeta. Diversi sono i metodi immaginati dagli scienziati per affrontare un'eventualità simile: si va dalla distruzione nucleare diretta, 'stile Armageddon', a una serie di esplosioni nelle vicinanze del corpo celeste allo scopo di deviarlo, all'applicazione di 'motorì elettrici o gravitazionali. Tutte queste soluzioni sono valide secondo i modelli, ma richiedono anni di preparazione: Russia e Unione Europea hanno in programma un primo meeting sull'argomento il prossimo 7 luglio.

Gli USA attendono la tempesta di neve del secolo.

La neve continua a non dare tregua agli Usa. I meteorologi prevedono che nei prossimi giorni 24 stati saranno sepolti da una gigantesca tempesta di neve. Gli Stati Uniti nord-occidentali sono stati flagellati per tutto l'inverno da continue e straordinarie nevicate che hanno causato numerosi disagi, mandando il traffico aereo in tilt e causando numerosi blackout. Da giorni in buona parte della costa nord occidentale e nel Midwest continuano le precipitazioni abbondanti che hanno fatto annullare migliaia di voli aerei. Ma da Washington arriva l'allarme per i prossimi giorni: è in arrivo una tempesta di neve che si estenderà per 4mila chilometri. Il fronte nuvoloso interesserà ben 24 stati e andrà dell'Oklahoma all'Illinois, mantenendo il suo epicentro nel Midwest. A Chicago è attesa la nevicata più grande da 50 anni a questa parte, ma i meteorologi prevedono che nella regione dei Grandi Laghi si possano formare tornado invernali, accompagnati da precipitazioni di neve e ghiaccio considerate molto pericolose. Sono già stati cancellati 10 mila voli aerei.

domenica 23 gennaio 2011

Piccolo asteroide sulle nostre teste


"C’è un piccolo asteroide che in questi giorni sta sfrecciando sopra le nostre teste. Denominato 2011 AN52, ha dimensioni molto piccole: il suo diametro, inizialmente stmato tra i 5 e i 10 metri, si è rivelato di appena tre metri, a valle dell’analisi della luce del Sole riflessa dalla sua superficie. Nonostante le dimensioni ridotte gli astronomi sono comunque riusciti a determinarne l’orbita e la distanza minima dalla Terra: circa 300.000 chilometri, poco meno della distanza della Luna.
Se oggi riusciamo a individuare oggetti così piccoli è merito dei nuovi sistemi di monitoraggio, capaci di rilevare corpi di pochi metri che fino a poco tempo fa sarebbero sfuggiti ai nostri telescopi. Aspettiamoci quindi un proliferare di scoperte analoghe a quella di 2011 AN52.
“Passaggi a distanze inferiori a quella della Luna da parte di asteroidi di pochi metri avvengono con una frequenza di circa 80 al giorno, al punto tale che individuarne uno non si può considerare una notizia”, afferma Giovanni Valsecchi, astronomo dell’INAF-IASF di Roma ed esperto di asteroidi, che ha inoltre sottolineato l’infondatezza degli allarmismi legati a questi piccoli pezzi di roccia. “Le piccole dimensioni li rendono ancora meno pericolosi dello scontro di un elefante con una mosca. Anche se entrano in collisione con la Terra, non arrivano al suolo perché bruciano in atmosfera. L’unica vera notizia sta nel fatto che la scoperta di asteroidi così piccoli dimostra come i nuovi sistemi di avvistamento da terra siano sempre più efficienti”.
Per quanto riguarda gli asteroidi di dimensioni maggiori, ben più pericolosi, non mancano annunci di prossimi impatti, che puntualmente si rivelano senza fondamento se non addirittura inventati. “Non c’è alcun grande asteroide del quale preoccuparci”, continua Valsecchi.”Va inoltre detto che se continueranno ad essere messe in campo le risorse che finora sono state dedicate a questo settore, saremo in grado di prevedere eventuali impatti futuri con il margine di tempo necessario a preparare le necessarie contromisure”.
Proprio le possibili contromisure rappresentano uno degli aspetti più interessanti e curiosi, come dimostrano alcune delle soluzioni proposte dagli scienziati negli ultimi anni. Tra le più creative: avvolgere l’asteroide con materiale riflettente in modo da sfruttare la pressione esercitata dalla radiazione solare per spingerlo pian piano su di un’altra traiettoria. Oppure lanciare un gran numero di sonde da ammassare nelle sue vicinanze in modo da creare un unico corpo di grande massa che con la sua forza gravitazionale attrae e devia l’asteroide. Sconsigliato invece il bombardamento, spesso protagonista di romanzi e film di fantascienza, perché tra i vari frammenti prodotti dall’esplosione ne potrebbero rimanere alcuni ancora in rotta di collisione. Per Giovanni Valsecchi c’è un metodo che potrebbe funzionare:  “Analogo a quanto fece la sonda Deep Impact con la cometa Tempel 1. Consiste nel lanciare contro l’asteroide un oggetto non troppo piccolo a ipervelocità, ovvero  a una velocità relativa di 10 o più chilometri al secondo. Gli studi preliminari hanno dimostrato che questo corpo impattatore può deviare l’orbita dell’asteroide, a patto che quest’ultimo non sia superiore ai 500 metri di diametro e che sia abbiano alcuni anni di tempo per preparare la missione. Non è ancora stata raggiunta un’implementazione definita del metodo, perché risulta costoso e chiaramente vi sono al momento altre priorità. Però possiamo dire che non saremmo completamente inermi di fronte a un pericolo di questa natura.” 

lunedì 17 gennaio 2011

Gli USA non fanno nulla per contrastare lo scioglimento dell'Artico?


Secondo quanto pubblicato, su questo articolo del Washington Post, gli Stati Uniti non farebbero nulla per contrastare lo scioglimento dell'Artico, in quanto sotto quei ghiacci si celerebbe, un quarto delle risorse mondiali non ancora sfruttate, inoltre, se i suoi ghiacci si sciogliessero  nel periodo estivo, si aprirebbe il "Passaggio a Nord Ovest" (fatto avvenuto anni fa), che permetterebbe di abbreviare le rotte navali commerciali e passeggeri tra Atlantico e Pacifico del 40% ."L'amministrazione Obama, come l'amministrazione Bush prima di esso, ha identificato l'Artico come un settore di fondamentale interesse strategico. I militari Usa credono che  l'Artico sarà  "libero dai  ghiacci" per le settimane estive, entro il 2030, forse già nel 2013.Ma gli Stati Uniti non hanno le risorse militari e civili si dice che bisogna operare con successo lì - e ci sono poche indicazioni che tutti quelli più significativi saranno disponibili
In una relazione lo scorso settembre, il Government Accountability Office ha detto la Guardia Costiera manca di infrastrutture adeguate o apparecchiature nell'Artico e che i suoi finanziamenti per questi programmi non sono sufficienti.L'Artico si crede di detenere circa un quarto delle risorse naturali non ancora sfruttate a livello mondiale e, un nuovo passaggio potrebbe far risparmiare il 40 per cento del tempo necessario per i la navigazione commerciale e passeggeri, tra l'Atlantico e il Pacifico.Le nazioni artiche - Russia, Canada, Danimarca, Norvegia e Stati Uniti - si stanno preparando a rivendicare maggiori porzioni di territorio sotto una clausola nel trattato che governa le acque del mondo. Le nazioni non-artiche come la Cina e la Corea del Sud hanno anche tenuto d'occhio il potenziale economico nel lontano nord."Con il 20 per cento dei di scoperto il petrolio, gas e minerali, restando nel mondo nell'Artico, gli Stati Uniti non possono rischiare di perdere", ha detto Rear Adm Christopher C. Colvin, comandante della 17a costa dell'Alaska Guard District, da Anchorage.Il Dipartimento della Difesa ha preso atto. Per il 2010 Quadrennial Defense Review, dice che la sicurezza la comprensione e questioni ambientali nell'Artico è una sfida fondamentale.Alla fine del 2009, la Marina Militare della Task Force Climate Change ha pubblicato un documento di programmazione di cinque anni dal titolo "Arctic Roadmap", che illustra 35 elementi di azione sui requisiti per operare nella regione aspra.Il presidente George W. Bush ha nominato la sicurezza nazionale, come la priorità numero uno in politica artica, e il Presidente Obama ha fatto lo stesso nella sua prima Strategia di Sicurezza Nazionale, uscito lo scorso maggio.Ma questi sforzi devono ancora tradursi in capacità molto maggiore. Alti ufficiali militari statunitensi nella regione artica sono state chiedendo più risorse, ma dire le loro richieste sono state ritardate o respinto."Linea di fondo è che non stanno compiendo quello che il presidente ci ha incaricato di compiere" nella nuova politica Artico, ha detto Colvin.L'unico trattato internazionale che si applica al Artico è la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, ratificata da più di 150 nazioni. Ma anche se ha aiutato il progetto della Convenzione e successive modifiche, gli Stati Uniti non hanno ratificato il trattato, conservatori dicono che va a scapito della sovranità nazionale degli Stati Uniti."

La Marsica trema di nuovo: 5 scosse in 6 giorni. Frana da 100 tonnellate, scuole ancora chiuse

IL MASSO CADUTO CON LA FRANA
Magliano. Cinque scosse di terremoto con epicentro a Magliano dei Marsi nel giro di sei giorni. La prima è stata quella del 9 gennaio, alle 11.58, con magnitudo 3,9, seguita alle 18.55 da una di 1,6. Il 13 gennaio c’è stata poi la scossa da 3,3 alle ore19.55, mentre ieri ci sono state due scosse di 1,3 (5.57) e 1,0 (14.46). Una serie di eventi sismici che preoccupano la popolazione. Le scuole in paese riapriranno lunedì  visto che a causa della scossa di magnitudo 3.3 si sono formate delle crepe sulle pareti. Il Comune ha ritenuto opportuno quindi prendere ulteriore tempo per eseguire accertamenti più approfonditi sugli edifici scolastici. Il terremoto è stato percepito con maggiore intensità nella frazione di Rosciolo dove sono caduti alcuni comignoli e intonaco negli edifici più vecchi. Un masso da un centinaio di tonnellate si è staccato da una parete rocciosa in località “Le coste”, ha pochi passi dal cimitero di Rosciolo. Ha percorso circa duecento metri lasciando un solco profondo più di un metro. Un altro masso gigante, nella stessa zona, è ora in bilico e rischia di precipitare su una strada utilizzata da allevatori e coltivatori del posto per raggiungere stalle e capannoni. Il sindaco ne ha ordinato la chiusura  per motivi di sicurezza.

domenica 16 gennaio 2011

Spazio - 1000 tonnellate di detriti cadono ogni anno sulla Terra.

1.000 tonnellate di materiale  (1.000 milioni di grammi) entra nell'atmosfera ogni anno e cade sulla superficie della Terra come meteoriti polvere o di piccole dimensioni.Fonte: US Geological Survey.

Il polo nord magnetico si muove verso la Siberia, modificate le segnaletiche dell'Aeroporto di Tampa (USA)

La FAA (Federal aviation administration) ha chiesto ai responsabili dell'aeroporto di  Tampa (Tampa International Airport), di adeguare le indicazioni  di orientamento delle piste , in quanto  secondo le ultime misurazioni il polo magnetico terrestre risulta spostato.Nel 2007, geofisici hanno confermato che il Polo Nord  magnetico si sta muovendo verso la Siberia in Russia, al tasso di quasi 40 miglia (64 km) all'anno. . Tale ultima inversione del  polo magnetico era avvenuta circa  780.000 anni fa.  Sta accadendo di nuovo?

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