martedì 12 novembre 2013

Canneto di Caronia (ME) - Ritorna la paura, di nuovo incendi misteriosi



A quasi 10 anni dai fenomeni che colpirono la piccola località sicula, a Canneto di Caronia (ME) sono ritornati gli incendi misteriosi. La situazione è di nuovo monitorata dai tecnici dell'A.R.P.A..


sabato 9 novembre 2013

Colleferro (RM) -Fili bianchi simili alle ragnatele su auto e nei giardini. Per gli esperti si tratta di “scie chimiche”. In corso le analisi.

Dopo i filamenti caduti lo scorso 19 Ottobre in varie parti d'Italia e d'Europa ( CLICCA QUI), il fenomeno si è ripetuto  qualche gg fa a Colleferro in provincia di Roma. 


Hanno fatto la loro comparsa da alcuni giorni sulle auto (in pagina una foto scattata da un utente su Facebook) nei giardini delle case e sui monumenti. Si tratta di filamenti bianchi assimilabili alle ragnatele. Ciò che ha colpito maggiormente l’occhio dei testimoni è stata la copiosità del fenomeno: possono arrivare anche a due metri di diametro. «Da alcuni giorni è una pioggia costante – spiega Pierluigi Sanna, consigliere comunale. Il mio giardino è pieno. E il fatto non riguarda solo Colleferro ma anche i paesi limitrofi fino a Gavignano».
Al tatto mostrano una notevole tenacità, molto maggiore di quella che presentano le comuni ragnatele. Sul caso è già scoppiata la psicosi collettiva. La pioggia è collegata al fenomeno delle scie chimiche, ma a tutt’oggi il fenomeno resta inspiegabile.
Le analisi in laboratorio condotte finora hanno portato a concludere che i filamenti sono quanto meno di origine organica e sarebbero il risultato di un processo di polimerizzazione, realizzato «artificialmente ed impiegato come “supporto” di altri componenti (polveri metalliche?), allo scopo di diffondere nell’atmosfera un “aerosol”, atto a potenziare ed estendere, nello spazio e nel tempo, la riflessione delle onde elettromagnetiche (radar, comunicazioni radio, trasmissioni satellitari)».
Si tratterebbe dunque di un processo chimico (molti puntano il dito contro le industrie presenti nella Valle del Sacco) ma in seguito ad alcune analisi effettuate a Rieti è stato accertato che si tratta semplicemente di tele di ragno.
Il fenomeno sta interessando tutta l’Italia centrale. Sono in corso ulteriori indagini per capire l’esatta natura del fenomeno. Il dibattito è appena iniziato.

venerdì 8 novembre 2013

Hubble scova presunto asteroide a 6 code.

Gli astronomi utilizzando l’Hubble Space Telescope della NASA hanno scoperto ciò che può solo essere descritto come bizzarro, un presunto asteroide con 6 code nella fascia degli asteroidi che ruota come uno spruzzatore d’acqua. Un asteroide normale appare come una sfera di luce, un puntino di luce, ma non questa cosa. Gli astronomi sono sbalorditi. “Ancora più sorprendente è la struttura della sua coda che cambia drammaticamente in soli 13 giorni in quanto erutta fuori polvere. E’ difficile credere che stiamo guardando un asteroide”, ha detto il capo investigatore David Jewitt dell’UCLA. Quindi, se non è un asteroide … Che cosa è?
http://phys.org/news/2013-11-hubble-asteroid-spouting-comet-like-tails.html#jCp

giovedì 7 novembre 2013

Cometa ISON , a breve sarà visibile nel nostro cielo.



La cometa più attesa degli ultimi anni, ovvero la C 2012 S1 ISON, continua ad avvicinarsi al Sole, verso il suo passaggio ravvicinato previsto per il 28 novembre prossimo. Nel servizio di Marco Galliani, le ultime immagini della cometa riprese dal telescopio spaziale Hubble.

mercoledì 6 novembre 2013

Lago di Garda - Nuova apparizione del "mostro del lago".

La sagoma serpentiforme avvistata dal sonar dell'associazione di subacquei «Deep Explorers»

Nuova apparizione del mostro del lago di Garda, a quanto pare deciso a fare concorrenza all'intramontabile cugino scozzese. Questa volta l'hanno visto un bambino di 9 anni e sua madre e la loro testimonianza è finita su Youtube, per la gioia dei sostenitori del mostro lacustre, che più che terrore sta suscitando curiosità e interesse.  Neppure questa volta, però, il Nessie veronese è stato immortalato. Troppo veloce l'apparizione del grosso animale per recuperare il cellulare e riuscire a fotografarlo prima che tornasse nel profondo blu. Resta però la testimonianza di madre e figlio, ovvero di Marina Gelmetti, impiegata, e di Manolo. Residenti a Garda, si erano fermati sul ciglio della Gardesana all'altezza della Baia delle Sirene, a Garda, per un problema all'auto su cui viaggiavano. Mentre la madre controllava la macchina, il piccolo è sceso a guardare il lago e improvvisamente ha visto emergere un «pesce serpente con la testa da capodoglio», ha spiegato il bambino, appassionato di scienze, che ha anche fatto un disegno dell'animale. La sua testimonianza è visibile su Youtube cercando «Pesce mostruoso alla Baia delle Sirene», il video realizzato da Andrea Torresani, giornalista e direttore del Corriere della Riviera. 
 L'avvistamento è avvenuto a fine agosto e la voce è circolata in paese, arrivando alle orecchie di Torresani. Manolo racconta di aver visto uno strano «movimento» nel lago. Colpito dal «ribollire» dell'acqua, è salito su un muretto per guardare meglio e dice di aver visto un grosso animale. «Scuro, gigantesco, lungo 14-15 metri», afferma sicuro. «Aveva la coda da serpente e la testa grossa, da capodoglio. Si vedeva benissimo, data la sua grandezza e ho subito chiamato mia madre perché lo vedesse». Marina Gelmetti ha cercato il cellulare per fotografarlo e poi è corsa dal figlio. «Ma ho fatto in tempo a vedere solo un'onda e sotto una macchia scura», racconta. «Sembrava un sommozzatore, ma era molto più lungo. Ho guardato se c'erano barche o traghetti nei d'intorni. Non ce n'erano e l'onda non veniva verso riva, ma andava a sinistra, verso Garda».  Torresani non ha dubbi: «La ricostruzione è verosimile, anche se è difficile dare dimensioni esatte a ciò che sta nell'acqua. Il disegno fatto dal bambino ricorda un grosso pesce siluro, che appunto ha la testa larga. Non dimentichiamo che nel 2001 due sub professionisti davanti a Gargnano avevano avvistato un pesce siluro di cinque metri e questo potrebbe essere più grande». I riflettori restano quindi puntati sul mostro-pesce maxi del Garda, di cui di recente si è occupata anche la «Zdf», la più importante televisione pubblica tedesca che ha preso posizione sulla questione, propendendo per l'ipotesi del pesce siluro o dello storione modello extra large. Dopo aver ricordato che nel Volga era stato catturato uno storione lungo più di sette metri. Il «pescione» ha comunque le ore contate. Come avevamo anticipato, la «Deep Explorers», l'associazione subacquei di Toscolano Maderno sta preparando un'immersione a una profondità di 200 metri per fine novembre. L'obiettivo è cercare tracce del Nessie gardesano e a guidare la ricerca sarà Angelo Modina, presidente dell'associazione, convinto che «lì sotto» qualcosa di curioso ci sia. «Un'anguilla, uno storione o un siluro di enormi dimensioni o un altro pesce che», sottolinea, «si è evoluto o modificato per una disfunzione genetica».


Chiara Tajoli

martedì 5 novembre 2013

Metodo "stamina" secondo Davide VANNONI , funziona.


Metodo StaminaDavide Vannoni, dopo lo stop alla sperimentazione deciso dal Ministero della Salute, torna a ribadire la validità del suo metodo in una conferenza stampa tenutasi lo scorso 24 ottobre a Roma presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio. Le cartelle cliniche, però, sono ancora top secret e sarebbero state consegnate al Tar del Lazio.
Con il nostro protocollo i pazienti migliorano" ha dichiarato il presidente di Stamina Foundation nel corso della conferenza, trasmessa anche online sulla piattaforma 'Streamit'. I risultati di tali progressi sarebbero stati verificati dagli stessi medici che seguono i malati agli Spedali Civili di Brescia, attraverso indagini cliniche e strumentali.
Lo stop alla sperimentazione era arrivato a seguito della bocciatura del metodo formalizzata dal Comitato Scientifico preposto alla sua valutazione. Gli scienziati, nominati dallo stesso Ministero, hanno espresso parere negativo, ritenendo che il protocollo non poteva garantire alcuna speranza per i pazienti, in quanto privo di consistenza scientifica.
Ma secondo Vannoni i malati curati a Brescia migliorano. Perché, dunque, questa contraddizione? Al di là delle accuse mosse dallo stesso presidente di Stamina al sistema, giudicato corrotto da conflitti di interesse e di potere che vanno ben al di là delle valutazioni scientifiche, il protocollo consegnato alle autorità, così come era stato richiesto, era statostandardizzato così da essere comprensibile anche a biologi non esperti di Stamina. Peccato che nel Comitato non sembra essere stato chiamato alcun biologo.
Lo stesso Vannoni ha sostenuto comunque che i dati raccolti sui pazienti in cura non sono organizzati in modo formale come fossero relativi ad una vera e propria sperimentazione, probabilmente perché riguardanti malattie diverse e registrati in condizioni diverse. Masarebbero inequivocabili.
D'altronde il presidente della fondazione ha sempre considerato la sperimentazione inutile e sprecati i 3 milioni di euro stanziati a tal fine, ritenendo più corretto, nonché molto più economico, che medici nominati dalle autorità valutassero i risultati ottenuti a Brescia. Gli stessi che ora avrebbe consegnato al Tar del Lazio e che ha promesso di rendere pubblici in forma anonima sul web entro qualche giorno.
Restiamo dunque in attesa.

domenica 3 novembre 2013

Etna . Eruzione vista dallo spazio.


Splendida ripresa dell'ultima eruzione dell'Etna del 27 ottobre scorso effettuata dallo spazio da Luca PARMITANO, astronauta italiano, in missione a bordo della  Stazione Spaziale Internazionale - ISS.

martedì 29 ottobre 2013

Corrente del Golfo si indebolisce ... potrebbe presagire un freddo estremo per l'inverno in Europa!


Il meteorologo tedesco Dominik Jung ha un commentato sul suo sito wetternet.de  della situazione secondo lui critica della "corrente del golfo".
Negli ultimi giorni l'Europa centrale ha goduto di temperature quasi estive, in quanto un  sistema meteo sta inondando si aria calda il Mediterraneo a sud. Ma questa è una situazione meteo temporanea.
La Corrente del Golfo è una potente corrente oceanica calda dell'Atlantico che ha origine sulla punta della Florida e pompa acqua calda lungo le coste orientali del Nord America e attraverso l'Atlantico verso l'Europa, mantenendo così il nord del vecchio continente relativamente più caldo in inverno.
Jung mostra due grafici della Corrente del Golfo. Quello di sinistra dal 14 ottobre 2012 e quello di destra, un anno dopo dal 14 ottobre 2013.
Jung descrive i grafici come segue:
Un anno fa, al largo della costa del Nord America c'era una forte corrente continua che si potrebbe descrivere come abbastanza san. Dalla Florida e lungo tutta la costa del Nord America la velocità corrente era più o meno uniformemente elevata.
Ma rispetto al 2012 quest'anno la corrente del golfo mostra un flusso notevolmente perturbato. Già alla costa del Nord America, la velocità rompe notevolmente rispetto allo scorso anno (vedi freccia rossa). In alcuni punti la velocità è la metà. "

 Quindi questo potrebbe avere un impatto sul prossimo inverno in Europa? Jung pensa che questa è una possibilità reale. E continua:
Per ora non è chiaro che cosa esattamente sia l'origine dell'anomala velocità di flusso è. Naturalmente la Corrente del Golfo rimane intatta e non si interrompe - l'interruzione sarebbe indubbiamente fatale per il nostro clima [in Europa]. In ogni caso il flusso ha ridotto notevolmente e di conseguenza il trasporto di calore verso l'Europa è stato notevolmente strozzato, e che proprio prima della venuta inizio dell'inverno. Mai negli ultimi 5 anni è la Corrente del Golfo, lungo Nordamerica stata così debole come lo è in questo periodo dell'anno.
Questo potrebbe essere un altro segno per un periodo insolitamente freddo di inverno normale
http://notrickszone.com/2013/10/23/meteorologist-gulf-stream-weakens-to-lowest-level-in-five-years-may-bode-ill-for-europes-winter/

mercoledì 23 ottobre 2013

Su Europa, satellite di Giove, c’è una civiltà. Parola di astrofisico.


Questa intervista, fatta all’astrofisico russo Boris Rodionov, apparve sul quotidiano “La Stampa” il giorno 30 gennaio 1998. I quesiti furono posti da Giulietto Chiesa. Chissà perchè non se ne parla più.

Quando ho mostrato quelle foto agli ingegneri che costruiscono i nostri oleodotti e gasdotti, la reazione e’ stata unanime: ma sono sistemi di oleodotti sotto una coltre di ghiaccio. Non avevo detto loro da dove venivano quelle foto. Pensarono che fossero foto da un satellite della Siberia, con risoluzione di nove chilometri“. Boris Rodionov, professore di micro e cosmofisica dell’Istituto Mifi (Ingegneria Fisica dell’Universita’ di Mosca), racconta la sua ” scoperta” con aria divertita. Le foto sono quelle della sonda americana Galileo, che sta ancora girando attorno a Giove, fotografando ad ogni passaggio le lune del gigante del nostro sistema solare: Io, Europa, Ganimede, Callisto. E quelle che hanno attirato l’attenzione di Rodionov, e non solo la sua, mostrano la superficie di Europa. “Strane, troppo strane per non far pensare – dice il professore -. Basta esaminarle con attenzione per escludere subito che si tratti di fessure naturali, di incrinature di tipo geologico“. Rodionov confuta in questo modo la tesi di molti planetologi, che interpretano quei segni come fratture causate dalle forze di marea esercitate da Giove: da queste fratture, secondo la tesi che Rodionov nega, uscirebbe acqua allo stato liquido, che poi si rapprenderebbe rapidamente. Quali altre ipotesi rimangono in piedi? “Due soltanto – replica Rodionov – una tecnogenetica, l’altra biogenetica. La seconda mi sembra fantastica, perche’ condurrebbe alla conclusione che quell’intricata rete di tubi e’ il sistema circolatorio di un essere vivente. La prima e’ da verificare, ovviamente, ma sta in piedi: quelle straordinarie vie di comunicazione (uso termini approssimativi per farmi capire) sono il prodotto di una civilta’. Per giunta di una civilta’ molto piu’ evoluta della nostra“. Europa e’ una delle lune di Giove. Il suo diametro e’ all’incirca di 3000 chilometri, poco piu’ piccola della nostra Luna, dunque. Non ha quasi atmosfera. 



La sua superficie e’ coperta da una lastra di ghiaccio che dovrebbe essere spessa fino a parecchie centinaia di metri. E qui cominciano le stranezze notate dal professore russo. La prima e’ che le altre tre lune di Giove sono crivellate di crateri, come lo e’ la nostra Luna, e anzi molto di piu’ perche’ l’enormita’ di Giove e’ tale da attrarre un sacco di spazzatura planetaria, centinaia di volte di piu’ della Luna e della Terra messe assieme. Europa invece presenta solo (nella parte coperta dalle foto di Galileo) tre crateri grandi e nove piccoli. Non c’e’ spiegazione per questa differenza. Guardando meglio si vede che il ghiaccio di Europa non e’ dappertutto maculato dagli urti di milioni di meteoriti che, indubbiamente, colpiscono la superficie del satellite come quella delle altre lune di Giove. Vi sono zone dove il ghiaccio appare liscio e lucente. Come se venissero svolti in continuazione “lavori di riparazione”. La fittissima rete di condotte che emerge dalle foto, sebbene ricoperta dai ghiacci, e’ talmente regolare, con interconnessioni parallele del tutto geometriche, da escludere il caso. Si tratta – dice Rodionov – di tubi, o canali della lunghezza di centinaia di chilometri, di profili diversi e diametri che possono arrivare a 200 metri, a piu’ piani. Che non si tagliano l’uno con l’altro ma si scavalcano. Sono tunnel, autostrade, abitazioni, impianti industriali? “Non lo sappiamo, ma ripeto – dice Rodionov con calma olimpica – che chiunque analizzi quelle foto concludera’ che sono prodotti artificiali“. Solo una civilta’ molto antica ed evoluta, molto piu’ della nostra, puo’ permettersi di vivere in quelle condizioni. Le uniche possibili, del resto, perche’ solo sotto uno spesso riparo di ghiaccio si puo’ evitare il bombardamento dei meteoriti e quello non meno esiziale della potente radioattivita’ che promana da Giove. Ma quelle “riparazioni” lascerebbero pensare che quella civilta’ e’ ancora in vita, non si e’ estinta. 

E’ cosi’? Rodionov non esita a rispondere affermativamente. Sono io che esito a porre la domanda successiva: ma allora come mai non hanno mai tentato di uscire all’esterno? In fondo, penso, noi appena abbiamo avuto i mezzi tecnici siamo andati fuori, nello spazio, dove le condizioni non permettono la vita. E noi stiamo da sempre interrogandoci sulla vita fuori dalla Terra. Boris Rodionov interrompe la disquisizione: “Le foto dimostrano che loro escono fuori, come lei dice. Quelle riparazioni sono fatte con acqua calda, che esiste in abbondanza nelle viscere del satellite. In secondo luogo, per quanto riguarda la loro curiosita’…forse ci conoscono gia’ abbastanza...”. Rodionov non ha l’aria di scherzare, crede negli Ufo, evidentemente, ma non e’ questo il punto. Qui a Mosca, nel suo istituto, sulla sua ipotesi nessuno ride o scherza. Nei prossimi giorni un seminario speciale sara’ dedicato alla sua analisi. Rodionov ha inviato tre cartelline di spiegazione anche a Edward Stone, direttore del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena e ha ricevuto una risposta interlocutoria: la Nasa sta anch’essa analizzando le foto e trova ” interessante” l’ipotesi dello scienziato russo. Si puo’ andare oltre, sulla base dei dati esistenti? Rodionov ha un piano. Cercare di stabilire un contatto laser. Sono gia’ stati elaborati diversi linguaggi nell’eventualita’ di un contatto. Siamo dentro il sistema solare e, quindi, in condizioni molto vantaggiose. “Ma – aggiunge il professore russo – il contatto potrebbe comunque non esserci. Ricordi le formiche. Allora ci puo’ servire moltissimo Galileo. Che ha ancora due anni di vita. Ci saranno altre foto, in altri momenti, da altre angolazioni. Potremo ottenere le carte in rilievo e confrontare le eventuali variazioni alla superficie delle zone lucide. Cioe’ se vi sono stati nel frattempo altri risanamenti delle ferite meteoriche. Insomma con opportune correzioni del programma scientifico di Galileo potremmo ricavare un’immensa quantita’ di informazioni. Per ora abbiamo foto di circa la meta’ di Europa. Potremo avere un quadro piu’ preciso di gran parte della sua superficie. Ma, in attesa di tutto cio’, quello che gia’ vediamo e’ sufficiente a concludere che lassu’ c’e’ una vita intelligente“.

http://www.altrogiornale.org/news.php?item.7701.1

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