sabato 13 dicembre 2014

Nube denominata "hole punch clouds" o "fallstreak holes" visibile nel cielo di Mestre (VE)

Il fenomeno atmosferico visibile ieri da via Bissuola a Mestre      
Secondo Giuseppe Aiello di nordestmeteo.it è 
un fallstreak hole, ossia un buco che si forma nei cirri o comunque nelle nubi alte quando gli aghi di ghiaccio che le formano entrano in contatto con l'acqua sopraffusa contenuta in atmosfera e aumentano di peso cadendo e "bucando le nubi".
FONTE 

sabato 6 dicembre 2014

Il Sud Italia rischia di diventare una regione dal clima più simile a quello ‘Nord africano’?

Il Sud Italia rischia di diventare una regione dal clima più simile a quello ‘Nord africano’, con estati ed inverni sempre più aridi e secchi e un impatto molto negativo sulla disponibilità di acqua, l’agricoltura e la salute. Lo stesso rischio minaccia Spagna del sud, Grecia e Turchia, per effetto dei cambiamenti climatici che potrebbero provocare lo ‘spostamento’ del clima mediterraneo verso le regioni del Nord e del Nord Est in Europa, ma anche nel resto del Pianeta. A delineare questo scenario è un articolo pubblicato in questi giorni su Nature Scientific Reports a firma del ricercatore dell’Enea Andrea Alessandri, in collaborazione con altri prestigiosi istituti di ricerca esteri. L’articolo dal titolo ‘Evidenze solide dell’espansione e del ritiro del clima Mediterraneo nel 21esimo secolo’ evidenzia per la prima volta come la ‘rivoluzione climatica’ in atto potrebbe impattare, già in questo secolo, sulle condizioni di vita in vaste aree del Pianeta con clima Mediterraneo. ‘’Tutto ciò -spiega Alessandri- viene mostrato grazie all’utilizzo delle più aggiornate proiezioni climatiche effettuate con i modelli numerici che sono in grado di ‘accoppiare’ le simulazioni atmosferiche con quelle degli oceani’’.
“La novità di quest’analisi è che per la prima volta viene fornita chiara evidenza, nelle proiezioni climatiche del 21esimo secolo, della tendenza allo ‘spostamento’ del clima Mediterraneo verso le regioni del Nord e del Nord Est ed il progressivo inaridimento delle attuali aree mediterranee più meridionali’’ aggiunge il climatologo. Lo studio evidenzia in particolare che per le sue caratteristiche, il clima mediterraneo è particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici, ed è per questo che le attuali zone Euro-Mediterranee meridionali sono tra le più minacciate, con particolare riferimento all’Italia peninsulare e al sud della Spagna, alla Grecia e alla Turchia. In questi Paesi, la forte riduzione delle precipitazioni estive ed invernali, potrebbe determinare un progressivo inaridimento del suolo, con impatti sugli ecosistemi, sulla produzione agricola, sulla disponibilità di acqua e, di conseguenza, sulle attività industriali che dipendono dalla disponibilità idrica.
“Tutto ciò – avverte Alessandri - potrebbe avere ripercussioni molto negative su economia e qualità della vita, in particolare nelle zone a maggiore densità abitativa’’. Ma non solo. Nelle aree mediterranee più a nord, l’incremento delle piogge invernali e le estati più aride potrebbero accrescere la vulnerabilità ad eventi come alluvioni e allagamenti nella stagione invernale, più rischi di siccità, incendi e scarsità di risorse idriche in estate. Nelle regioni dell’Europa nord-occidentale, Balcani settentrionali ma anche in parte di Gran Bretagna e Scandinavia, invece, il clima potrebbe diventare, nel corso di questo secolo, sempre più come quello tipico del Mediterraneo, con estati molto più secche ed inverni più piovosi rispetto ad oggi. Le proiezioni mostrano che le aree mediterranee si ‘espanderanno’ anche verso le regioni europee continentali, coinvolgendo anche Paesi come l’Ucraina, il Kazakistan e la Russia sud-occidentali, dove sarà favorito un clima più mite caratterizzato da un aumento delle temperature invernali. E lo stesso fenomeno potrebbe interessare anche il continente nord americano, in particolare la parte occidentale del Nord America.

domenica 23 novembre 2014

Libro "La falsa teoria del clima impazzito" di Sergio Pinna

Le rilevazioni disponibili dicono che la temperatura media del Pianeta è cresciuta di circa 0,8° dalla metà del XIX secolo ad oggi. Si ritiene che questo riscaldamento globale sia stato prodotto in massima parte dall’incremento della CO2 atmosferica e che abbia indotto un cambiamento nei caratteri generali del clima, causando un forte aumento – per entità e frequenza – di svariati fenomeni estremi; se la prima parte di tale teoria rientra nel campo delle ipotesi non ancora pienamente provate, la seconda è in pratica una vera e propria invenzione. Il volume è appunto dedicato alla dimostrazione di come, in base all’analisi dei dati statistici, non siano individuabili dei mutamenti apprezzabili per uragani, tornado, precipitazioni intense, episodi termici fuori norma ecc. Nel corso del testo l’Autore non si limita alla sola trattazione delle questioni climatologiche, ma cerca anche di spiegare quei processi che, coinvolgendo il sistema mediatico ed ampi settori del mondo scientifico, hanno portato alla creazione della realtà virtuale del clima impazzito.
Lo trovate qui
Sergio Pinna.Sergio Pinna, professore ordinario di Geografia all’Università di Pisa, ha un’attività scientifica orientata prevalentemente verso questioni ambientali, rischi naturali, cambiamenti climatici, rapporti tra clima e uomo, bioclimatologia.

venerdì 21 novembre 2014

Strani bagliori illuminano i cieli della Russia e dell'Ucraina.

Il 14 novembre 2014, intorno alle ore 17.40 pm,  residenti della regione di Sverdlovsk in Russia, hanno assistito q questo fenomeno luminoso nei loro cieli,  meteorite?


Il 19 novembre 2014 un immenso bagliore luminoso ha illuminato la città di Donetsk nell’Ucraina orientale.

sabato 8 novembre 2014

Il Vesuvio ed i Campi Flegrei rappresentano un pericolo di proporzioni catastrofiche per Napoli, per la Campania, addirittura per il mondo.

Il Vesuvio ed i Campi Flegrei rappresentano un pericolo di proporzioni catastrofiche per Napoli, per la Campania, addirittura per il mondo. Parola di esperti. Il nuovo allarme è stato lanciato da Giuseppe Mastrolorenzo, vulcanologo dell’Osservatorio Vesuviano, e dell’urbanista Aldo Loris Rossi.
«In Campania si rischia una catastrofe senza precedenti», questo il verdetto degli esperti che allarma non solo la città, ma anche le zone limitrofe.
Una paura, però, che non dovrebbe interessare solo le aree circostanti. Secondo quanto riportato da Giuseppe Mastrolorenzo, vulcanologo dell’Osservatorio Vesuviano e dall’urbanista Aldo Loris Rossi a Radio Radicale, una ipotetica eruzione potrebbe essere significativa anche a livello mondiale: «Il Vesuvio ed i Campi Flegrei rappresentano un pericolo di proporzioni catastrofiche per Napoli, per la Campania, addirittura per il mondo».“Non esistono piani di emergenza nei Comuni. Non esiste una organizzazione reale che sia in grado di portar via la gente in caso di eruzione – ha spiegato Mastrolorenzo – Ad oggi non ci sarebbe la possibilità di mettere in salvo tre milioni di persone. Esiste un’unica camera magmatica che unisce Vesuvio e Campi Flegrei. Un magma capace di produrre eruzioni di grande portata in tempi brevi e che si svilupperebbero per decine di chilometri. Nel caso dei Campi Flegrei finirebbero, per via dei venti che spirano in direzione occidentale, direttamente sulla città di Napoli. Che non è nemmeno in “zona rossa”. Le conseguenze sarebbero terribili”.

L’urbanista, poi, denuncia la problematica dello sviluppo urbano attaccando le istituzioni:
«L’ignoranza su queste problematiche da noi è consolidata», aggiunge Aldo Loris Rossi, «Architetti, ingegneri e territorialisti ignorano cosa sia il rischio vulcanico e costruiscono sempre più edifici in quelle zone. Eppure la densità abitativa dell’area vesuviana è scesa dai 16mila abitanti per chilometro quadrato di dodici anni fa agli 11 mila di oggi. La gente è preoccupata, va via,l‘ideale invece sarebbe disegnare strade radiali, visto che quelle intorno al Vesuvio sono molto affollate, vie di fuga, insomma, che potrebbero dare qualche speranza di salvezza in caso di catastrofe>>
Mastrolorenzo ha quindi concluso: “Gran parte dei disastri nasce dalla sottovalutazione, non sempre dolosa. Gli organi competenti e di governo fanno le loro scelte ma poi si dovranno assumere le loro responsabilità“. Affermazioni che, inevitabilmente, sono suonate come un monito, pensando alla nuova, tragica alluvione che ha colpito Genova.
Fonti: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Vesuvio-esperti-rilanciano-allarme-Rischio-catastrofe-8a264472-eead-4a57-9d68-4b2eecec1004.html?refresh_cehttp://m.leggo.it/NEWS/ITALIA/articolo/notizie/953467.shtml

mercoledì 29 ottobre 2014

VIANO (RE) - Vulcanello di fango compare in mezzo ad una via.

VIANO (Reggio Emilia). A Casola di Querciola, la settimana scorsa, nel terreno si è aperta una bocca che erutta fango misto ad acqua. Si tratta di un vulcanetto, o vulcanello, come quelli tristementi saliti alla cronaca in questi giorni a Macalube d’Aragona, ad Agrigento.

La nuova bocca si è aperta in via Lupo, lungo la strada che porta l’azienda agricola Ferrarini, nelle vicinanze della collinetta dove altri vulcanetti sono presenti da secoli. L’area – che si espande per circa dieci metri quadrati – è stata immediatamente transennata.Questi vulcanetti – presenti non solo sul territorio di Viano ma anche nella zona di Regnano – sono il frutto di un raro fenomeno geologico, definito vulcanesimo sedimentario, legato alla presenza di terreni argillosi poco consistenti, intercalati da livelli di acqua salmastra, che sovrastano bolle di gas metano sottoposto ad una certa pressioneIl gas, attraverso la discontinuità del terreno, affiora in superficie trascinando con sé sedimenti argillosi ed acqua, che danno luogo a un cono di fango la cui sommità è del tutto simile ad un cratere vulcanico.
Vulcanello di Il fenomeno può assumere talora carattere esplosivo, con espulsione di materiale argilloso misto a gas ed acqua scagliato a notevole altezza, ma non è il caso dei vulcanetti di Casola di Querciola. Le zone dei vulcanetti di Viano e Regnano – conosciute come “le salse” – furono oggetto di studio da parte di famosi scienziati come Antonio Vallisneri e Lazzaro Spallanzani. Quest’ultimo condusse esplorazioni a più riprese alle salse di Querciola, negli anni 1789, 1790, 1792, 1793 e 1796. Sulle «eruttazioni» di quegli anni scrisse che la colata sembrava neve «a motivo della terra bianchiccia illuminata dal sole» ed era «piena di screpoli, per essersi seccata, ma poco sotto è anche intrisa d’acqua, e in alcuni luoghi conviene camminarvi sopra leggermente, altrimenti profonderebbe il piede».

lunedì 27 ottobre 2014

WOW l'invenzione italiana che rende potabile anche l'acqua radioattiva.

Si chiama “Wow” e, una volta scoperto cos’è, non si può che commentare allo stesso modo. Perché quell’enorme cisterna, che a vederla non ha nulla di eccezionale, è in realtà un’invenzione straordinaria, che può rendere l’acqua accessibile a tutti: non solo quella “sporca” o inquinata, ma perfino quella radioattiva. La “pentolaccia” come la chiama ancora il suo inventore, è nata nel garage di un ingegnere padovano, Adriano Marin, nell’ormai lontano 2005. Dal 23 settembre sta trasformando in acqua purissima 45 mila litri di liquidi radioattivi conservati in due cisterne a Saluggia, in provincia di Vercelli, dove si trova il blindatissimo deposito di scorie nucleari Avogadro. Il test proseguirà fino al 5 dicembre, poi il verdetto finale. Nessuno si vuol sbilanciare, ma fin qui i riscontri sono estremamente positivi.
Nel 2005 Marin cercava un modo per rendere potabile l’acqua che normalmente non lo è: dall’acqua di scarico delle fogne a quella infetta da virus e batteri. La pensava per le famiglie meno abbienti, per chi vive in territori fortemente inquinati e soprattutto per i paesi ancora in via di sviluppo. Inseguendo un sogno di equità e giustizia, Marin ha armeggiato per anni tra macchinari ed esperimenti casalinghi, nel garage di casa sua: poi d’improvviso, manovrando qualcosa, iniziò a sgorgare acqua purissima. Fu un caso, e ci vollero un altro paio d’anni per individuare la molla esatta che aveva mosso il meccanismo. L’esperimento, però, era riuscito. Non solo: aveva di gran lunga superato le aspettative iniziali.
Oggi quel marchingegno è stato riprogettato nelle dimensioni (60 volte più grande) e sperimentato infinite volte, scuotendo il settore nucleare mondiale. La scoperta è stata ufficialmente presentata circa un anno fa, nell’ambito della conferenza Remtech di Ferrara: il macchinario ha un costo di produzione irrisorio e si basa su un meccanismo termo-dinamico. Nel corso degli ultimi quattro anni sono stati fatti molti esperimenti con l’Arpav, Cnr e l’Università di Padova, che hanno confermato sul campo la straordinarietà dell’invenzione. Ma servivano altri test: era il periodo della tragedia di Fukushima, ed era necessario provare se la “Wow” (che sta per wonderful water) funzionasse anche con acqua radioattiva. Così l’ingegnere padovano si sposta a Saluggia. «Qui– spiega Adriano Marin, 51 anni, ingenere elettronico e fondatore dell’impresa di consulenze Cross Technology – abbiamo sperimentato la “Wow” con acqua 76mila volte più radioattiva rispetto a quella di Fukushima. Per essere certi che la macchina fosse del tutto efficiente».
Proprio in giorni, Marin e il suo team stanno ultimando la fase sperimentale. «Le prove con il nucleare» prosegue «sono nate per una concomitanza di eventi che ha suggerito questa strada. Lo scopo della mia invenzione, però, rimane di natura sociale: la versione domestica è poco più piccola di una minilavatrice e produce una trentina di litri d’acqua pulita al giorno ad un costo assolutamente accessibile».

domenica 26 ottobre 2014

Alluvione lampo ha colpito Atene (VIDEO)


Oltre 160 mm di pioggia caduti in poche ore hanno provocato danni ingenti ad Atene e nella zona del Pireo, con auto trascinate dalla corrente.


Strana creatura filmata in una caverna in Australia.



L'esploratore australiano Nick Malicki, detto " Nephilim Hunter",ha preso questo filmato mentre esplorava una grotta della Douglas Shire in Queensland, (Australia). La sua macchina fotografica ha catturato quello che sembra essere una figura umanoide accovacciata nascosta in una nicchia rocciosa.
FONTE

domenica 12 ottobre 2014

Opportunity fotografa un "Essere di Luce" su Marte?


La immagine è stata catturata nei pressi del cratere Endurance dal Mars Exploration Rover, noto anche come Opportunity e mostra una lunga e bianca sagoma simile a quella umana.
Presunto alieno si allontana dalla sua "schiantato veicoli spaziali" dal cratere Endurance.
Presunto alieno si allontana dalla sua "schiantato veicoli spaziali" dal cratere Endurance. Credit: NASA / Paranormal Crucible / YouTube
"L'immagine in bianco e nero produce molto poco dettaglio su ciò che questa anomalia potrebbe essere," ha detto.
Tuttavia, spiega, le cose cambiano radicalmente quando si guarda una "versione a colori" della stessa immagine, scattata con la fotocamera panoramica sul rover.
"Siamo in grado di vedere molto più in dettaglio", dice il YouTuber. "l'immagine è incandescente giallo e blu ed è chiaramente umanoide in apparenza", aggiunge.
Con l'immagine migliorata, estremità e protuberanze della testa sembrano essere visibili sulla presunta creatura.
E non è tutto. Secondo la sua analisi approfondita, l '"essere" sembra di essere a piedi dalla sua "astronave che  si è schiantata".
"L'oggetto dietro la figura potrebbe essere la sua nave. . "
Si chiede se potrebbe essere una sorta di extraterrestre essere accidentalmente fotografato dal Mars Exploration Rover robotizzato.

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