mercoledì 12 settembre 2012

India - Tremori e suoni sotterranei terrorizzano villaggio


Alcuni giorni fa, un fenomeno analogo è stato avvertito in diverse zone degli Stati Uniti, e attualmente si sta manifestando anche in India, dove nel villaggio di Thane, distretto di Jawar Taluka, gli abitanti sono stati terrorizzati da rumori e tremori provenienti dal sottosuolo. Stando a diverse testimonianze, tali manifestazioni sarebbero iniziate lo scorso 25 agostso.
Le autorità locali hanno effettuato un sopralluogo ufficiale per valutare il fenomeno ed eventualmente darne una spiegazione, con una équipe composta da geologi e sismologi. Si attende il rapporto ufficiale sull'accaduto.

Fonte

Trivellazioni e Bagnoli e scosse a Pozzuoli, quale è la verità?

Col bradisismo vengono a galla anche contraddizioni e qualche bugia. Forse non erano proprio pazzi o visionari coloro che si sono dichiarati contrari alle trivellazioni nell’area dell’ex Italsider a Bagnoli e al progetto denominato “Campi Flegrei Deep Drilling ”. Le continue scosse di ieri a Pozzuoli hanno riportato a galla la questione. Come spesso accade, poca chiarezza e le molte contraddizioni, per non parlare di bugie, fanno traballare alcune “verità” di amministratori, politici e scienziati, che hanno dato il via libera alle perforazioni. E si alimentano i dubbi. Di “fatale coincidenza” parla il professor Giuseppe Luongo. Il quale ha anche spiegato che la distanza tra l’epicentro del fenomeno tellurico e la zona degli scavi, non lascia alcun dubbio sulla natura delle scosse: imputabili unicamente al bradisismo. Quindi, secondo l’ex direttore dell’Osservatorio Vesuviano, non ci sarebbe alcun collegamento tra lo sciame sismico registrato e avvertito dalla popolazione di Pozzuoli e le perforazioni a Bagnoli. Sempre Luongo però, ad una precisa domanda : “Cosa sarebbe successo se le trivelle avessero risvegliato l’attività del bradisismo?”, risponde: “ L’inferno! Scavando in profondità –aggiunge- saremmo forse precipitati in un baratro di fuoco e di devastazione ambientale. Sarebbe stata una catastrofe!”. In profondità? E a quanti metri si scatenerebbe questo “inferno”? Il vulcanologo chiarisce: “ Uno scavo a duecento metri (come quello che fino ad ora sarebbe stato effettuato) non può risvegliare il fenomeno del bradisismo”. Quindi, Luongo non esclude che vi possa essere una relazione trivellazioni-terremoti. Il 26 luglio scorso i ricercatori dell'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dichiaravano: ''l'assenza dei rischi paventati'' ( Ansa delle ore 19:40 del 26 luglio 2012). Tanto da prevedere, nel progetto, anche uno scavo fino a 3500 metri che dovrebbe iniziare fra qualche mese, dopo il primo di 500 metri. Insomma, c’è o non c’è il pericolo che scavando si possano innescare dei terremoti? Il geologo dell’Univerità di Napoli, Franco Ortolani, il 28 luglio, sostenne che: “ Scavare in profondità tra i fluidi bollenti di un vulcano è estremamente rischioso!”. E aggiunse: “E’ un progetto che presenta buchi da ogni parte. Realizzato su un terreno fragilissimo come quello dei Campi Flegrei”. Ortolani adombrò anche il sospetto del business dietro le trivellazioni. Ed oggi qualcuno ammette che quegli scavi non servirebbero solo al monitoraggio e studio dei fenomeni vulcanici. Ma anche all’individuazione di fonti energetiche. Interesse quest’ultimo, sempre negato. Anche il vulcano Lucy, nell’isola di Java, si risvegliò violentemente a seguito di trivellazioni petrolifere. E negli anni ’70, la compagnia Agip-Eni dovette interrompere, sempre sulla stessa area di Bagnoli, le trivellazionia causa dell'aumento a dismisura dieventi microsismici e delle anomalie geotermiche e geofisiche che si registrarono. Nel 2010 l’ex sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, si oppose al progetto: ''Senza la certezza che non ci sono pericoli, non si trivella da nessuna parte”. E il dipartimento della Protezione Civile, sempre nel 2010, impose che venisse presentato un dettagliato rapporto tecnico per fare il punto sul “Campi Flegrei Deep Drilling Project” da parte dei ricercatori dell’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). I dubbi sul progetto e sulla innocuità degli scavi, come si vede, già non erano pochi.

Marte - la sonda Curiosity riprende un nuovo oggetto volante .

Russia - Stagno nel centro di Ekatirenburg ha iniziato a bollire.


Fenomeno quasi incredibile nel centro di Ekaterinburg - Olkhovka (Russia),  dove uno stagno ubicato accanto a un  piccolo fiume che scorre nel centro della città, ha cominciato a bollire , un flusso di acqua calda  ha riscaldato al tal punto l'acqua da  provocare una moria di pesci.Si sta indagando se questo flusso di acqua calda  provenga da una delle fabbriche presenti in zona o se sia conseguenza di un fenomeno geotermico. (VIDEO)

martedì 11 settembre 2012

Antartide , i russi raggiungono dopo 3768 metri di perforazione, il lago Vostok



Dopo due decenni di perforazioni è stato dato l'annuncio che il team di scienziati russi è arrivato a toccare il lago Vostok dopo 3.768 metri di perforazioni dei ghiacci dell'antartide.
Questa notizia ha creato grande entusiasmo nella comunità scientifica in quanto potrebbe rivelare grandi segreti su questo misterioso lago ghiacciato il terzo più grande lago del mondo.
Essendo stato ricoperto dai ghiacci dell'antartide da oltre 20 milioni di anni, potrebbero vivere all'interno delle sue acque specie ormai estinte da milioni di anni. Molti scienziati hanno considerato la trivellazione del lago Vostok come l'ultima frontiera della scienza, ma anche una miniera d'oro per capire le condizioni di alcune lune del sistema solare che hanno situazioni ambientali simili quali Europa (luna di Giove) o Encedadus (Luna di Saturno).

Nicaragua -Nuova eruzione del San Cristobal

Il pennacchio eruttivo ripreso lo scorso 7 settembre.
Dall'inizio dellinizio dell'eriuzione la scorsa  settimana, più di 3.000 persone sono state evacuate da vicino il vulcano, ma durante il fine settimana, l' attività è diminuita un poco.
Fonte

lunedì 10 settembre 2012

Grecia - paura a Santorini, l'isola si sta sollevando di 14 cm.


Domenica 09 Settembre 2012 - 19:08 - Un vulcano che fa letteralmente "lievitare" l'isola di Santorini e che spaventa un intero arcipelago. Un gigantesco 'pallone' di magma, grande 15 volte lo stadio olimpico di Londra, si sta gonfiando sotto il vulcano greco di Santorini tanto che la superficie dell'isola si è sollevata di 8-14 centimetri in un anno, dal gennaio 2011 ad aprile 2012.

Il fenomeno, secondo gli esperti dell'università britannica di Oxford che lo descrivono sulla rivista Nature Geoscience, non è l'annuncio di una nuova eruzione, ma probabilmente un evento transitorio. La spedizione, che ha usato rilievi sul campo basati su rilevatori Gps e immagini radar satellitari, ha scoperto che in un anno la camera magmatica del vulcano si è riempita di 10-20 milioni di metri cubi di magma. La scoperta sta aiutando i ricercatori a comprendere meglio il funzionamento interno di questo vulcano, protagonista di una catastrofica eruzione 3.600 anni fa che ha seppellito l'isola di Santorini sotto metri di pomice.

I ricercatori si sono concentrati su questo vulcano dopo che nel gennaio 2011, nell'arcipelago di cui fa parte l'isola di Santorini, è stato avvertito uno sciame di piccoli terremoti, alcuni dei quali così deboli che sono stati rilevati solo dai sismometri ma «si tratta - spiegano gli esperti - del primo segno di attività del vulcano rilevata in 25 anni». «Durante le mie visite sul campo a Santorini nel 2011 - osserva Michelle Parks, una delle autrici - è emerso che molti degli abitanti erano a conoscenza di un cambiamento nel comportamento del vulcano. Le guide turistiche, per esempio, mi aggiornavano sui cambiamenti nella quantità di gas, avvertibile dal forte, odore rilasciata dalla cima, o delle variazioni del colore dell'acqua in alcune delle baie intorno alle isole. Gli abitanti del posto che lavorano nei ristoranti sull'isola di Thera, invece, sono venuti a conoscenza dell'attività sismica dal tintinnio dei bicchieri nei loro bar». La sfida dello studio, secondo il ricercatore David Pyle dell'università di Oxford, è «capire come le informazioni sul modo in cui il vulcano si sta comportando in questo momento si coniugano con le conoscenze del vulcano basate sugli studi di eruzioni antiche». Ci sono davvero pochi vulcani, rileva l'esperto «di cui abbiamo informazioni dettagliate sulla loro storia passata».

domenica 9 settembre 2012

Piemonte: “a causa dei pesticidi tanti agricoltori colpiti da Sla?”. Indagine di Guariniello



slaEbbene sì: basta con le immagini di bucolica salubrità di vita e lavoro agresti!
La Sla, sclerosi laterale amiotrofica, la terribile malattia senza cura e scampo, ha colpito solo in Piemonte, in questi ultimi anni, 123 contadini, di cui ben 20 giovani, sotto i 30 anni.
Il dato emerge dall’analisi delle schede di dimissioni ospedaliere che Raffaele Guariniello aveva chiesto di raccogliere alla Regione attraverso le Asl piemontesi. Vedi articoli 1 e 2 (PDF) de La Stampa.
Per l’esperto in Sla, professor Chiò:“Il periodo di esposizione più importante al rischio è fra i 15 e i 30 anni di vita. Per quanto riguarda l’agricoltura, non è detto che siano quanti svolgano o abbiano svolto questo lavoro ad essere più a rischio di altre categorie. Conta l’essere stati a contatto, e a lungo, con l’ambiente agricolo". 
Guariniello: «Vi sono solo ipotesi di lavoro, in questo caso sospettiamo dei pesticidi e di altre sostanze tossiche largamente usati in agricoltura, analogamente con quella del trattamento chimico per i campi di calcio, almeno di certi campi di calcio».
Come nel caso dell’Italsider di Taranto buona parte della questione sembra incentrarsi (o meglio celarsi) nella raccolta di dati epidemiologici.
Abbiamo un relativamente efficiente Servizio Sanitario Nazionale che non sa (o non vuole sapere?) quanti siano i cittadini, provenienti da ambito agricolo, afflitti e/o deceduti per la malattia neurodegenerativa?
In effetti, Guariniello si era posto, tempo or sono, analogo quesito sull’incidenza di Sla tra quegli sportivi di discipline a costante contatto con l’erba, debitamente “curata” con erbicidi, defolianti e insetticidi.
I calciatori, diversamente da altri sport, sono in continuo contatto con l’erba dei campi,  esposti ai pesticidi sia per le abrasioni cutanee e sia per la pressione della palla sulle gambe. Un’esposizione paragonabile a quella professionale degli agricoltori.
Non a caso, infatti, la devastante patologia neurodegenerativa che provoca l’irreversibile perdita di motoneuroni è anche chiamata il male di Lou Gehrig, il giocatore americano di baseball morto nel 1941di Sla.
Lo studio sui 24.000 calciatori italiani, condotto a seguito dell’inchiesta promossa da Guariniello nel 1999, ha evidenziato un rischio circa 10 volte più alto per i calciatori, rispetto al resto della popolazione.
Un successivo studio del 2009 condotto su 7325 calciatori italiani, attivi tra il 1970 e il 2002, di serie A e B, ha accertato un incremento dell’incidenza di mortalità da Sla 16 volte più alta rispetto alla popolazione generale.
Analogamente uno studio, del 2007, su 3.891 giocatori della National Football League (Nfl) degli Usa ha evidenziato fra questi sportivi un’incidenza di Sla ben 40 volte più alta del normale.
In proposito un interessante articolo di sintesi di Davide Manucra, pubblicato dalla rivista dell’ARPA dell’Emilia Romagna, così conclude: “(...) il campo da gioco rappresenta al momento il solo fattore comune al calcio e agli altri sport praticati dai giocatori morti di Sla negli Usa, in Italia e in Inghilterra” .
D’altra parte è stato riconosciuto recentemente (articolo di Le Monde) in Francia, (anche a seguito di un duro conflitto giuridico che ha visto la totale sconfitta della Monsanto- vedi articolo di Le Mondeil Parkinson, quale : “malattia professionale degli agricoltori”:
E a rincarare la dose una recente ricerca scientifica – denominata Phytomer - dell’INSERM (National Institute of Health and Medical Research), presentata a maggio a Parigi, ha accertato che gli agricoltori, i viticoltori in particolare, possono subire una perdita delle capacità cognitive e disabilità cervello, a causa del contatto  con limitate dosi di pesticidi.(articolo di Le Monde)
Lo studio durato 12 anni, e finanziato dall’Anses (Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, nutrizione, ambiente e lavoro), ha monitorato un campione di 929 agricoltori di età compresa tra 42-57 anni, del dipartimento della Gironda. 
Isabelle Baldi e la sua equipe hanno verificato l'effetto dell’esposizione ai pesticidi, con test neuropsicologici, e accertato la percentuale di viticoltori che mostra segni di declino delle performance cognitive a seguito d'esposizione ai pesticidi. Con tra l'altro diminuzione della memoria, della concentrazione o della semplice presenza.
Il 50% dei vigneron seguiti dallo studio ha manifestato effetti significativi del deterioramento delle funzioni cerebrali.            
Sta assumendo una dimensione oramai imponente e assai preoccupante la mole dei lavori scientifici che indica una connessione diretta tra pesticidi e disturbi cerebrali:
- Studio scientifico per cui esposizione a pesticidi può comportare un rischio maggiore di sviluppo del Parkinson e dell’Alzheimer: (R.Lewin, Parkinson’s disease : an environmental cause ? Science 229(1985) 257-258-258).
- Studio francese per cui l'utilizzo agricolo dei pesticidi moltiplica il rischio di contrarre il Parkinson per 5,6 e quello di sviluppare l’Alzheimer di 2,4 volte, rispetto alla popolazione non direttamente esposta a pesticidi (I; Baldi et al. 2003).
- “Le sostanze chimiche perturbatrici del sistema endocrino possono interferire con lo sviluppo neurologico e comportamentale, e di conseguenza con il potenziale degli individui esposti in utero ... Questa perdita di potenziale ... può assumere la forma di anomalie fisiche o comportamentali. Può manifestarsi come una riduzione della capacità mentale, minore capacità di adattamento sociale, menomata capacità di risposta agli stimoli ambientali, ... ecc.” (Erice Statement. In “ Chemicals and the brain”. Rachel’s environment and health weekly n° 499 et n° 501.http://www.monitor.net/rachel/rehw-home.html)
- Studio del dottor Dott. Porter che ha dichiarato "Al ventesimo giorno di gravidanza, quando il tubo neurale del feto si chiude se riceve una dose di pesticidi ... il suo livello di ormone tiroideo, sale o scende; l'ormone attraversa la placenta e può influenzare irreversibilmente lo sviluppo del cervello.    (Porter et al. 1999. Endocrine, immune and behavioral effects of aldicarb, atrazine and nitrate mixtures at groundwater concentrations. Toxicology and industrial health 15 : pp133-150.)
Recente studio scientifico che evidenzia l’effetto dei pesticidi sull’incremento della sindrome dell’attenzione nei bambini (HDHD)(vedi articolo Reuters).
- Le Couteur & al, Biomedecine & Pharmacothérapie, 1999
- Whybrow, PC 1991a. Behavioral and psychiatric aspects of thyrotoxicosis. pp 863-870 in The Thyroid: A fundamental and clinical text, 6th ed. LE Braverman and RD Utiger, eds. JB Lippincott, Philadelphia PA
- Boyd, CA, MH Weiler and WP Porter. 1990. Behavioral and neurochemical changes associated with chronic exposure to low-level concentration of pesticides mixtures. J. Toxicological and Environmental Health. 20:209-221
- Whybrow, PC 1991b. Behavioral and psychiatric aspects of hypothyroidism. pp 1078-1083 in The Thyroid: A fundamental and clinical text, 6th ed. LE Braverman and RD Utiger, eds. JB Lippincott, Philadelphia PA
- K.Steenland, B.Jenkins, R.G.Ames et al, Chronic neurological sequelae to organophosphates pesticides poisoning, Am J Pub Health84 (1994) 731-736.
- H.Bosma et al. Pesticides exposure and risk of mild cognitive dysfunction. The Lancet :Volume 356, Number 9233 . 09 September 2000.
- Pesticide Action Network - PAN. Parkinson’s Disease Possibly Linked To Pesticides Exposure. September 28. 2001.
- Anthony L. Fink, chemistry professor, University of California, Santa Cruz, in :”The Environment and Parkinson’s”, Bette Hileman / Chemical and Engineering News v.79, n°38, 17 sept. 2001.
- Porterfield, S, and C Hendrich. 1993. The Role of Thyroid Hormones in Prenatal and Neonatal Neurological Development-Current Perspectives. Endocrine Reviews 14(1):94-106.

Pozzuoli (NA) - Scosse e boati, paura, Giuseppe Luongo: «Il suolo si sta rialzando»



di Franco Mancusi
NAPOLI - Coincidenze fatali. Uno sciame sismico fittissimo, a Pozzuoli, negli stessi giorni delle trivellazioni avviate per ragioni scientifiche ed energetiche nell’area di Bagnoli. Tanta paura, ma nessun collegamento fra i due eventi. Una volta tanto i vulcanologi sono d’accordo. «Non possiamo avere dubbi, basta vedere la distanza fra il cantiere dello scavo e l’epicentro delle scosse», spiega Giuseppe Luongo, vulcanologo di fama, professore emerito di Fisica del Vulcanesimo nell’università Federico II.

Cosa sarebbe successo se le trivelle avessero risvegliato l’attività del bradisismo?
«L’inferno, credo. Scavando in profondità saremmo forse precipitati in un baratro di fuoco e di devastazione ambientale. Diciamo che sarebbe stata una catastrofe».

L'attività del bradisismo è ferma?
«L’evoluzione del fenomeno non si arresta mai. Negli ultimi tempi si è registrata una nuova fase di lieve sollevamento del suolo. Ecco spiegata la sequenza degli ultimi terremoti, che per fortuna hanno generato soltanto paura».

La gente sapeva di questa inversione di tendenza?«Non lo so, non credo, considerando le reazioni manifestate nelle ultime ore. La sorpresa è stata generale».

Delle trivellazioni a Bagnoli, però, sapevano tutti.
«Ed è proprio per questo che molti hanno temuto per un risveglio dell’attività vulcanica. Come se uno scavo effettuato ad appena duecento metri avesse risvegliato il fenomeno, insomma. L’ipocentro dello sciame sismico, d'altra parte si è verificato quasi a cinque chilometri di profondità».

Chi doveva avvertire la popolazione della crisi in atto?«Certamente il sindaco doveva essere informato dalla Protezione Civile, a sua volta messa in campana dalle valutazioni della comunità scientifica. Tutto ciò non è accaduto. Non saprei spiegare perché».

Nei giorni dell’emergenza di trent’anni fa a Pozzuoli vi era un presidio per la sorveglianza del bradisismo. Perché fu chiuso?
«Credo per le difficoltà finanziarie. Anche se l'Osservatorio Vesuviano si è sempre dichiarato pronto a collaborare gratuitamente».

Considera adeguata la rete informativa in un area ad alto rischio ambientale, come quella dei Campi Flegrei?
«Certamente no. Sia nel comprensorio vesuviano che in quello del bradisismo le istituzioni hanno il dovere di assistere puntualmente e correttamente le popolazioni. Altrimenti le conseguenze della scarsa conoscenza rischiano di essere peggiori dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche».

Quando si potrebbe parlare di situazione di allarme, realisticamente?
«In condizioni decisamente diverse. Nel caso dell'emergenza che provocò l'esodo del centro antico, nell'ottobre '83 a Pozzuoli non si capiva niente».

Quali sono i segnali precursori di una crisi-eruzione?
«Tanti, e ben diversi dallo sciame sismico delle ultime ore. Intanto le deformazioni evidenti del suolo nell'area epicentrale. Poi le scosse, molto più forti e continue. Ancora, le variazioni delle composizioni geochimiche nelle fumarole, i boati, le trasformazioni dei flussi termali».

Come cambierà, in considerazione anche di questo fenomeno, la mappa della zona rossa nell'area del bradisismo?
«Lo vedremo quando, finalmente, il piano di sicurezza della Protezione Civile vedrà la luce».

Anche Napoli sarà inserita nella zona a rischio?
«Forse alcuni quartieri della periferia occidentale. Bagnoli, Fuorigrotta, Soccavo, Pianura: altre comunità da spostare in caso di emergenza. Non sarà uno scherzo».

Pozzuoli (NA) - Pozzuoli, niente scosse nei Campi Flegrei Un pescatore: ho visto la sabbia sollevarsi

POZZUOLI - Attività sismica ferma nei Campi Flegrei. Dopo l'ultimo evento di ieri mattina alle ore 10,25 di magnitudo 1,5, accompagnato da un forte boato, avvertito distintamente in tutta la zona alta di Pozzuoli e ad Arco Felice, provocando forte apprensione nella popolazione non si sono registrate altre scosse. 

Dall'Osservatorio Vesuviano, divenuto da ieri mattina il punto di riferimento di amministratori e gente comune per avere informazioni certe sull'evoluzione del bradisismo arriva la comunicazione che «dalla mattinata di ieri, dopo la scossa di magnitudo 1,5, non si sono registrati eventi, nemmeno al di sotto della magnitudo 1,0, ossia quelle microscosse che caratterizzano proprio l'attività sismica nei Campi Flegrei. L'attività al momento è ferma».

Un bollettino tranquillizzante che ha riportato la calma in città, dopo le ore di preoccupazione vissute ieri mattina, soprattutto nella zona di Arco Felice dove i boati si erano avvertiti in maniera distinta. L'epicentro degli ultimi eventi, dopo la rissa di localizzazioni che si sono rincorse nei primi momenti, è stato individuato nell'area del porto di Pozzuoli, tra la Darsena e il litorale di Arco Felice. 

A conferma della tesi arriva la testimonianza di un pescatore di frutti di mare che ieri mattina si trovava al largo, proprio sul segmento Pozzuoli porto - Arco Felice. L'uomo, un quarantenne, al rientro ha raccontato di aver visto sollevarsi durante la pesca la sabbia dal fondale marino, fatto del tutto inusuale. I fatti secondo le ricostruzioni effettuate si sarebbero verificati nell'arco di tempo in cui sulla terraferma si avvertivano le scosse. 

In città ed in periferia le attività si sono svolte normalmente con la consueta frenesia nel centro storico e nelle aree mercatali ittica e dell'ortofrutta di via Fasano all'ingrosso e al dettaglio. Normale attività anche sul porto per le operazioni di imbarco e sbarco dalle isole.
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