domenica 13 ottobre 2013

Earthquake Network, il tuo Smartphone diventa un sismografo.


Una rete basata unicamente su smartphone per la rilevazioni di terremoti esiste ed è stata sviluppata da Francesco Finazzi, ricercatore all'Università degli Studi di Bergamo, circa un anno fa.

Con Earthquake Network, l’utente può utilizzare il proprio smartphone o tablet come se fosse un vibrometro per accertarsi automaticamente della presenza di vibrazioni o terremoti. E’ possibile effettuare dei report sulla base di ciò che viene percepito e vedere una mappa in real time con le segnalazioni degli altri utenti, e i loro messaggi relativi alle scosse.

Quando il device individua le onde di un sisma, l’evento viene notificato ad un server insieme alla posizione geografica. Però, accade soltanto se nello stesso istante sono presenti più dispositivi che segnalano il fatto. L’App funziona da sismometro quando viene piazzata su una superficie orizzontale, in carica e con lo schermo spento.

Inoltre, gli utenti possono partecipare ad un contest, dai contenuti forse un po’ eccessivi, per indovinare dove potrebbero colpire i prossimi terremoti, guardando la situazione globale delle placche.

Scaricando la versione Pro si può disporre di più feature come l’allarme suoneria in caso di sisma, notifiche più veloci (ogni 5 minuti invece di 15) anche via e-mail, oltre a una mappa dei terremoti individuati da numerosi sistemi di monitoraggio globale come, ad esempio, l’USGS (U.S. Geological Survey).

La rete è ancora in fase prototipale, ma conta già più di mille utenti attivi in tutto il mondo ed è in continua espansione. Si basa su un'applicazione Android, sia in versione free che Pro al costo di 1,50 euro, da installare sul proprio smartphone ed i cui dettagli sono disponibili all'indirizzo che potete trovare di seguito:

venerdì 11 ottobre 2013

Santiago del Cile - Creatura misteriosa avvistata nei cieli.


L’avvistamento è avvenuto lo scorso  29 Settembre 2013 alle ore 21.00 nei pressi del parco di Santiago Bustamante.

Cosa segue la Cometa ISON? Nibiru?





2014 - Nuova era glaciale?

L'Europa si raffredderà e un raffreddamento della portata di 2-3°C in pochi anni potrebbe avere conseguenze ben più gravi del grado di riscaldamento che abbiamo sperimentato dall'uscita della piccola era glaciale.

Habibullo Abdussamatov è un docente universitario, noto soprattutto per i suoi studi sul comportamento del sole e le conseguenze sul clima. Secondo lui dal 2014 l'Europa (e non solo) vivrà progressivamente una nuova era glaciale.


A dirlo non siamo noi di MeteoLive, ma il prof. Abdussamatov, il quale ribadisce, a sostegno della sua teoria, che, a causa della forte attività solare, tutti i pianeti del sistema solare hanno subito un aumento della temperatura in questi ultimi anni, anche ben più rilevanti che sulla Terra, come avvenuto su Giove e Marte, dove l’aumento della temperatura è indicato anche dalla forte diminuzione delle calotte polari. Anche nei pianeti più lontani come Urano, Nettuno e Plutone si constatano aumenti di temperatura, ma ora tutto cambierà.

Secondo Abdussamatov altri fattori, rispetto all'aumento della concentrazione di CO2 e metano in atmosfera sembrerebbero quindi influenzare l’aumento della temperatura sulla Terra, in primis il Sole, ma anche le variazioni di quantità della polvere interstellare che filtra i raggi solari.
Ora il sole si avvia ad una fase di "dormienza", caratterizzata da pochissime macchie solari.
Secondo Abdussamatov il clima del nord Europa, compreso quello del Regno Unito, entro pochi anni diverrà gelido, con inverni simili a quelli siberiani, in estate ci saranno molte inondazioni nel Regno Unito e praticamente l'estate non sarà più vissuta come stagione a nord di Berlino.

L’Europa meridionale subirà un cambiamento meno drammatico, ma certamente rilevante, con freddo e neve a più riprese in inverno e alterazione del clima anche delle altre stagioni,con l'estate che potrebbe diventare particolarmente piovosa e ricca di episodi temporaleschi anche gravi.

La fase critica del raffreddamento si vivrà entro il 2050, poi le temperature, complice un aumento dell'attività solare, tornerebbero a salire progressivamente, ma sarà difficile tornare alle temperature attuali prima del 2070.

Abdussamatov non tiene in alcun conto del contemporaneo costante aumento dell'anidride carbonica nell'aria, considera remota la possibilità che un meteorite possa in tempi brevi colpire la Terra, ritiene credibile la teoria del feedback climatico, ma lo svincola dall'episodio che sta per verificarsi.

E il resto del mondo? Anche l'America del nord subirà un notevole raffreddamento, mentre quello nell'emisfero sud riguarderà, anzi per lui sta già riguardando, soprattutto la regione antartica.

Secondo Abdussamatov per ora l’atmosfera è riscaldata dal calore accumulato dall’oceano mondiale, ma dal 2014 l’umanità si renderà conto che sta per sperimentare la quinta glaciazione dell’ultimo millennio

La cosa buffa è che anche il Met Office (Istituto meteorologico inglese) e l’University of East Anglia, da sempre accaniti sostenitori del riscaldamento globale su base antropica, hanno modificato la loro linea, dopo aver riscontrato che negli ultimi 15 anni la Terra non si riscaldata come avevano preventivato.

L'Università dell'Arizona concorda con Abdussamatov: la debolezza della stella è indiscutibile e avrà un picco nel 2022.
Anche il danese Henrik Svensmark concorda e rincara la dose, asserendo che il sole ci aiuterà a capire quanto è fondamentale nell'economia termica della Terra, e dimostrerà da solo con i fatti ciò che noi diciamo da tempo”.
Eppure, alcuni record di caldo e di siccità, lo scioglimento sempre più clamoroso dei ghiacci artici (sia pure scarsamente indagato a livello endogeno), la notevole fusione dei ghiacciai della Terra, compresi quelli alpini, lascia pensare che qualcosa non quadri. Naturalmente l'IPCC e molti scienziati indipendenti bocciano in toto questa teoria e ribadiscono che il riscaldamento continua e che presto si accentuerà, ma questa è un'altra storia, non certamente quella di Abdussamatov che qui vi abbiamo raccontato.
Autore : Alessio Grosso

Vesuvio:Si allarga la 'zona rossa': estesa anche a Napoli ovest“ .

Vesuvio: Napoli ovest nella zona rossa

Il Vesuvio
Anche i quartieri di Posillipo, Fuorigrotta, Bagnoli e Agnano potrebbero entrare nella "zona rossa". Secondo quanto riferisce il Corriere del Mezzogiorno, il direttore dell'Osservatorio Vesuviano, Giuseppe De Natale ha infatti dichiarato (in un intervista al Roma) che "A breve sarà definita una zona rossa anche per l'area flegrea, così com'è avvenuto dal '95 per l'area vesuviana" a causa dell'intensificarsi dei fenomeni bradisismici nella zona negli ultimi anni.
Il direttore spiega anche però che non c'è nessun motivo per creare allarmismo: semplicemente, il Vesuvio è un vulcano attivo, ed è quindi legittimo pensare che ci sarà un giorno in cui erutterà nuovamente e preparare al meglio piani di emergenza.  Già lo scorso anno, il Dr Castellano dell'Osservatorio Vesuviano, spiegava ai lettori di NapoliToday, con precisione, come viene monitorata l'attività del nostro vulcano.

Potrebbe interessarti:http://www.napolitoday.it/cronaca/napoli-ovest-zona-rossa-vesuvio.htmlFonte: http://www.napolitoday.it/cronaca/napoli-ovest-zona-rossa-vesuvio.html

venerdì 4 ottobre 2013

Emergenza CO2 per il vulcano di fango di Fiumicino (RM).

Il vulcanetto di Fiumicino (RM)
Il vulcanetto apparso a fine agosto nella rotonda di via Coccia di Morto a Fiumicino non è un fenomeno solo da osservare con simpatia. A bollire, ora, è anche il mare vicino. A 2 chilometri di distanza è sorto un altro cratere che libera CO2 a pochi metri dalla costa. Pericoli tellurici, conferma l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), non ce ne sono, ma, riferisce Maria Luisa Carapezza dell’Istituto stesso, “abbiamo misurato flussi di anidride carbonica di circa 20 tonnellate al giorno che tendono a espandersi dalla rotonda stradale di via Coccia di Morto, l’area in cui sono manifestati il 24 agosto scorso, fin nei terreni circostanti, entro un raggio che ha raggiunto i cento metri dal punto di emissione originario”.
Dopo oltre un mese di emissioni l’origine del cratere appare evidente. L’ipotesi iniziale che individuava in una sacca superficiale di biogas l’origine dei gas è da scartare. L’anidride carbonica ha origine profonde. Ha spiegato Carapezza che “tutta la fascia di terra che si affaccia sul Tirreno centrale è stata interessata, nel lontano passato, da manifestazioni vulcaniche” che a Roma non comportano minacce telluriche. Tuttavia – prosegue la vulcanologa – “qui la crosta terrestre è segnata da faglie profonde e da antiche vie di risalita del magma. Di quella attività ormai estinta esistono ancora flussi di anidride carbonica che hanno origine in uno strato profondo della Terra chiamato mantello e che tendono a emergere in superficie. Ma potenti strati di argille e sedimenti fluviali accumulatisi successivamente, hanno come sigillato i gas vulcanici, confinandoli nelle profondità”.
Il gas “intrappolato” negli strati di argilla è stato liberato da una trivellazione. “Le trivelle – spiega ancora Carapezza – si sono spinte fino a 30 metri, oltrepassando lo strato argilloso, fino a raggiungere le sacche di anidride carbonica ad alta pressione, che è schizzata in alto assieme ad acqua sotterranea e fango. Ora, poiché l’alimentazione del gas profondo è persistente, l’unico rimedio sembra quello di intervenire iniettando nel terreno uno speciale cemento sigillante chiamato gas block, a cui si ricorre in casi del genere”. Intanto il vulcanetto di via Coccia di Morto diventa un caso di interesse internazionale: ai ricercatori della Sapienza e dell’Ingv si sono aggiunti vulcanologi e geofisici dell’Indiana University.

venerdì 27 settembre 2013

Ostia (Roma) - Misteriosa entità sorvola i tetti.



Pubblicato in data 27/set/2013
Lo Skywatcher e ricercatore Fabrizio Molly, la sera del 25 Settembre 2013, ha registrato una misteriosa presenza nei cieli di Ostia. Si tratta di un Umanoide Volante? Oppure si tratta di una entità Angelica?
www.segnidalcielo.it

Fiumicino - dopo i due vulcani di fango, ora nuova bocca in mare (VIDEO)




martedì 24 settembre 2013

Napoli - Campi Flegrei, individuata una nuova bocca eruttiva NON CI SONO PERICOLI IMMINENTI.

SOLFATARA  a Pozzuoli (Na)

Ecco il nuovo cratere flegreo. Si trova nella zona della Solfatara la nuova possibile bocca eruttiva dei Campi Flegrei. Lo rivela una ricerca multidisciplinare condotta dai ricercatori dell'Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia insieme ai colleghi inglesi delle Università di Oxford e Bristol, che è stata presentata oggi a Geoitalia 2013, il nono forum nazionale delle Scienze della terra che si sta svolgendo a Pisa. 
La ricerca ha anche elaborato la stima dei tempi di ristagno dei magmi sotto la struttura dei Campi Flegrei prima che essi vengano eruttati. 

NUOVE MAPPE DEL RISCHIO - «Si tratta di uno studio - ha spiegato Roberto Isaia, vulcanologo dell'Osservatorio Vesuviano - che dà importanti indicazioni sui tempi di riattivazione del vulcano. Abbiamo presentato nuove mappe probabilistiche di pericolosità vulcanica, nonchè nuove stime di parametri fisici delle eruzioni per la valutazione dell'impatto dei fenomeni eruttivi sul territorio. Queste stime sono fondamentali per la formulazione dei piani di emergenza ai Campi Flegrei, che tra gli scenari possibili dovranno tenere conto anche del fatto che, in quest'area, due eruzioni sono avvenute contemporaneamente da centri eruttivi posti a distanza di più di 5 chilometri l'una dall'altra». 

NON CI SONO IMMINENTI PERICOLI - Lo studio non rivela pericoli imminenti ma, ha concluso Isaia, «determina scenari che vanno tenuti in considerazione per lavorare sempre di più e meglio sulla capacità di reazione di fronte a eventi eruttivi». «I nostri studi - ha sottolineato Mauro Rosi, presidente della federazione italiana delle Scienze della Terra - non hanno solo valenza scientifica, ma anche una immediata e concreta ricaduta sulla popolazione perchè rappresentano un patrimonio di conoscenze fondamentale per il dipartimento nazionale di Protezione civile per adottare conseguenti piani di emergenza».

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2013/18-settembre-2013/campi-flegrei-nuova-bocca-eruttivasi-aprira-adrano-artoni-solfatara--2223175755376.shtml

giovedì 19 settembre 2013

Loch Ness - Ecco la più convincente fotografia di Nessie. ERA UN FALSO


La foto di Nessie era un falso

Lo skipper George Edwards, 61 anni, ha rivelato che la sua famosa fotografia del mostro «Nessie» realizzata nel 2012, sul famoso lago di Loch Ness in Scozia, era un falso. Nel mese di agosto 2012, Edwards aveva annunciato con orgoglio sul quotidiano britannico «Daily Mail» di aver fotografato il leggendario mostro di Loch Ness. Diceva di aver visto, sul lago vicino al castello di Urquhart, «qualcosa di oscuro e grigio» che nuotava vicino alla barca. La fotografia della mitica creatura ha fatto il giro del mondo ed era, secondo la testimonianza di esperti del mostro, la miglior foto esistente di Nessie.
«Mi sono concesso una battuta» ammette ora George Edwards. Con un oggetto in plastica e fibra di vetro, ho costituito la pinna dorsale di Nessie. «Sono orgoglioso che la mia foto sia stata inclusa nella galleria dei migliori falsi Nessie accanto a quella del chirurgo». Edwards si riferisce alla famosa foto di Nessie, scattata nel 1930 da un chirurgo britannico, sulle rive del lago di Loch Ness, rivelatasi, anche quella, un falso.
Edwards ha ammesso di aver scherzato. Ma lo skipper ritiene di aver contribuito alla leggenda del mostro: «Come sarebbe stato il Loch Ness, in tutti questi anni, senza la mia immagine»? I fans di Nessie continuano ad accedere al lago del mitico mostro.

Ha dedicato più di due decenni della sua vita alla caccia del fantomatico mostro di Loch Ness, ha dedicato  60 ore a settimana navigando nel lago.
E ora George Edwards crede di aver finalmente raggiunto l suo scopo, di avvistare 'Nessie', lui mostra anche la prova fotografica per dimostrarlo.
Mr Edwards , che ha trascorso 26 anni nella sua ricerca, è riuscito a catturare l'immagine di una gobba, muoversi dentro e fuori le acque del lago, dal ponte della sua barca prima che scomparisse di nuovo nel profondo del lago.
Egli sostiene l'immagine è la migliore mai preso il mostro di Loch Ness e dimostra una volta per tutte che il leviatano sfuggente esiste - e non è sicuramente uno storione.
Mr Edwards ha scattato la foto alle ore 9 del  2 novembre 2012 con  una fotocamera compatta digitale Samsung che tiene sempre sulla barca.
Prima di rilasciare pubblicamente le immagini,  le ha inviate negli Stati Uniti per l'analisi, anche se non può rivelare ulteriori dettagli.
'Non volevo parlare del mio avvistamento fino a quando ero sicuro che non avevo fotografato qualcosa di inanimato nell'acqua', ha detto. 'Ho amici negli Stati Uniti che hanno amici in campo militare.
'Hanno avuto la mia foto l'hanno analizzata e non hanno alcun dubbio che ho fotografato un oggetto animato in acqua. Ero molto emozionato come sono sicuro che alcune strane creature sono in agguato nelle profondità del lago di Loch Ness '.

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2183094/Skipper-claims-finally-proof-Loch-Ness-Monster-exists.html







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