lunedì 8 settembre 2014

Meteora illumina il cielo di Barcellona (Spagna).



Questa meteora di origine sconosciuta ha illuminato il cielo sopra Barcellona intorno alle 06:55 di domenica 7 settembre u.s., come riportato dall’ Agenzia Meteorologica (AEMET) in Catalogna. Secondo i testimoni, la meteora ha solcato il cielo per alcuni secondi, illuminando a giorno il territorio circostante e lasciando una lunga scia di fumo prima di disintegrarsi.

FONTE

martedì 26 agosto 2014

Kamchatka (RUSSIA) Un pilota afferma" un fulmine ha colpito il mare, che ha preso fuoco improvvisamente" - FOTO


Martedì 26 Agosto 2014
"Ieri sera sorvolando l'Oceano Pacifico, nella parte meridionale della penisola russa di Kamchatka ho sperimentato la cosa più raccapricciante nella mia carriera di pilota", JPC van Heijst ha scattato queste foto, le ha postate online e ha chiesto aiuto alla rete: cos'è quell'incredibile bagliore che sorge dal mare?
In molti sostengono che possa trattarsi di un vulcano sottomarino in piena attività eruttiva anche se le fonti ufficiali non segnalano attività vulcanica in quell'area.

 Altri hanno ipotizzato la presenza di un foltissimo gruppo di barche da pesca che, con potenti fari, cercavano di attirare i calamari nella trappola delle reti, però sembra che in quell'area nessun peschereccio fosse segnalato.

 L'unico dettaglio che riferisce il pilota è che, prima che apparisse il bagliore, dal cielo è partito un fortissimo lampo verticale che ha colpito proprio quella zona: poi il mare ha iniziato a colorarsi.

L’esplosione del lago NYOS che nel 1986 uccise 1700 persone in Camerun.


Camerun, 21 Agosto 1986, muoiono 1700 persone e 3500 capi di bestiame soffocati nel sonno. Lo scenario apocalittico presso il Lago Nyos, un lago vulcanico molto profondo.
Subito venne fatta l’ipotesi che quella strage fosse dovuta ad una nube di anidride solforosa sprigionata da un’eruzione sotterranea, ma il fenomeno venne studiato a lungo e si scoprì che
era stata una nube di anidride carbonica ad asfissiare tutte quelle persone e gli animali (una nube di 80 milioni di metri cubi) che si propagò per circa 25 chilometri intorno al lago. Non era stata un’eruzione vulcanica, bensì un’eruzione limnica (più comunemente chiamata ribaltamento del lago).

In pratica il fenomeno è determinato da una rapida risalita dalle acque profonde di un’enorme bolla dianidride carbonica. Gli scienziati ad oggi spiegano ciò che era accaduto: i primi 40 metri di superficie di acqua del lago sono composti da acqua sorgiva e piovana, i sottostanti 140 metri sono composti da acqua densamente ricca di anidride carbonica che non si mescola con quella superficiale. Uno smottamento o una variazione climatica possono far risalire improvvisamente in superficie l’anidride carbonica, generando il disastro che avvenne in Camerun.
Il lago fu subito evacuato e dal 2001 (e successivamente nel 2010) sono stati inseriti dei sifoni di sfiato, degli enormi tubi che pescano l’acqua sotto i 40 metri e fanno risalire (sfiatare, o meglio degassare) in superficie una parte di anidride carbonica insieme a grandi quantità di acqua. Questa operazione, progettata a partire dalla metà degli anni 90, ha trovato anche voci critiche all’interno della comunità scienfifica, le quali sostengono l’inutilità di tale procedura.

mercoledì 13 agosto 2014

"L'albero della vita", produrre acqua potabile nel deserto.

In Etiopia, donne e bambini devono percorrere quotidianamente molti chilometri per raccogliere un po’ d’acqua, molte delle volte nemmeno pulita o potabile. Così Arturo Vittori e Andrea Vogler dell’ Architecture and Vision hanno realizzato questa struttura in bamboo che, attraverso un processo di condensazione, raccoglie l’umidità dall’aria trasformandola in acqua potabile. Un progetto tutto italiano per aiutare le persone in Etiopia.
I materiali utilizzati sono bamboo, fil di ferro come connettore e del tessuto in polyethylene. La struttura può essere eretta da 4 persone, ha la possibilità di essere aggiustata senza grane difficoltà ed incorpora un pannello solare collegato ad una luce per l’illuminazione notturna. Questa struttura, chiamata The Warka Water è pratica ed economica. Produce fino a 100 litri di acqua potabile al giorno. Per questo motivo è stata soprannominata “L’albero della vita”.
Secondo le Nazioni Unite 783 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile. Riuscite ad immaginare cosa voglia dire percorrere quotidianamente molti chilometri per dell’acqua che in molti casi non è pulita e potabile?
Questa struttura potrebbe veramene fare una grossa differenza nella vita di molte persone!
Condividete …e diffondiamo la notizia!!!
Fonte: Revolve-water

giovedì 31 luglio 2014

Figura Umanoide sulla Luna?



Google Luna ha catturato nuovamente un’immagine molto curiosa ed incredibilmente simile a quella dei giorni precedenti. Naturalmente non vi è nessuna certezza che si tratti dello stesso presunto umanoide, ma le somiglianze sono formidabili. Formazione rocciosa? Un’ombra di un oggetto naturale oppure un vero e proprio Umanoide?

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Le risposte al momento tardano ad arrivare e frattanto ci sono state fornite le nuove coordinate per osservare con i propri occhi la misteriosa figura: 26 ° 47’35 .88 “N 3 ° 10’30 .59″ E.

mercoledì 9 luglio 2014

LoYeti non esiste? Potrebbe essere un orso ritenuto scomparso 40mila anni fa,

Alcuni ricercatori dell’Università di Oxford hanno ricevuto 57 campioni di pelo provenienti da musei e collezioni private, sospettati di appartenere a misteriosi primati. Dopo aver scartato fibre di vetro e sostanze vegetali, la squadra, capitanata dal professore di genetica umana Bryan Sykes, ne ha selezionati una trentina per il loro valore storico o la loro provenienza. I risultati? Orsi, cavalli, canidi, mucche, addirittura esseri umani, ma nessuna creatura leggendaria.

Nessuno yeti ma un nuovo orso
La vera sorpresa, gli scienziati l’hanno avuta estrapolando il DNA di due tipi di pelliccia provenienti da India e Bhutan: corrispondono a quello del fossile di un orso polare che risale a 40'000 anni fa. Secondo gli studiosi, nonostante nell’Asia centrale e nell’Himalaya si abbia qualche segno della presenza del plantigrado, in questo caso è molto più probabile si tratti di una specie sconosciuta. Il gruppo ha promesso nuove analisi.

domenica 6 luglio 2014

E anche a Creta....apparizione di un coccodrillo in uno stagno.

L'apparizione misteriosa di un coccodrillo in uno stagno artificiale sull'isola di Creta ha provocato sorpresa e incredulità tra turisti e locali. Le autorità locali - riferiscono fonti della polizia - lo stanno monitorando. L'ipotesi più probabile è che qualcuno abbia tentato di sbarazzarsene, "dato che i coccodrilli non sono una specie esistente sull'isola".

Attorno allo stagno, nei pressi del villaggio di Rethymnon, verrà costruita una temporanea barriera, per proteggere gli abitanti nella zona, mentre domani arriveranno dal capoluogo dell'isola Heraklion degli specialisti del Museo di storia naturale per cercare di catturarlo.
ats/redMM

Inghilterra avvistato ...coccodrillo nel fiume Avon.

Non è più solo Nessy, l’elusivo mostro di Loch Ness, l’unica creatura misteriosa delle acque della Gran Bretagna. Alcuni testimoni sono infatti persuasi di aver scorto un coccodrillo nuotare nel fiume Avon, poco lontano da Bristol, nell’ovest dell’Inghilterra.
foto non collegata all'evento.
Il primo avvistamento è avvenuto in febbraio ma, dopo delle brevi ricerche che non hanno portato ad alcun risultato, l’opinione pubblica sembrava essersi dimenticata del rettile. Nel frattempo, alle autorità sono giunte altre segnalazioni che non sono state però prese sul serio.
La vicenda è tornata d’attualità grazie ad una foto, ripresa venerdì dalla stampa, scattata da una donna che faceva jogging. Nell’immagine si distingue qualcosa che potrebbe effettivamente essere un coccodrillo. “Si muoveva”, ha detto l’autrice dello scatto.
Gli esperti hanno opinioni divergenti sulla possibilità che l'animale possa sopravvivere nelle fredde acque inglesi e sulla sua provenienza. Si ipotizza che un cittadino privato se ne sia liberato poiché cominciava a diventare troppo ingombrante.

lunedì 30 giugno 2014

Dopo la Croazia tsunami like colpisce Mazara del Vallo (TP) - VIDEO


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MAZARA DEL VALLO.
 Sembra essere definitivamente scemato, finalmente, il Marrobbio, fenomeno che ieri e l’altro ieri si è verificato all’interno del porto canale di Mazara del Vallo. Nel fiume Mazaro è tornata la normalità, dopo circa 24 ore consecutive di onde anomale che hanno messo a dura prova, soprattutto, gli ormeggi delle piccole imbarcazioni da pesca ormeggiate lungo le due banchine che costeggiano il letto del fiume. Adesso, dunque, è il momento di fare la conta dei danni subiti dai natanti. Nel frattempo, vista l’eccezionale portata del Marrobbio registratosi ieri e l’altro ieri, il comandante della locale capitaneria di porto, Davide Accetta, ieri pomeriggio ha emanato un’ordinanza volta a garantire la sicurezza all’interno del fiume Mazaro.
Un’ordinanza di due pagine con la quale, in pratica, la capitaneria ha invitato i proprietari e gli armatori delle imbarcazioni “a rinforzare gli ormeggi e ad adottare tutte le precauzioni necessarie al fine di evitare ogni tipo di danno alle proprie unità”. Inoltre, in via del tutto eccezionale, il comandante Accetta ha autorizzato gli stessi proprietari e armatori a poter trasferire momentaneamente le proprie imbarcazioni al porto nuovo. A questo punto, però, il pericolo sembra definitivamente passato e si può, quindi, tornare alla normalità, sperando che, prima o poi, il Marrobbio non provochi più danni, come abitualmente ha fatto nel corso degli anni, e che a stretto giro di posta possano, finalmente, iniziare i lavori per il dragaggio del porto canale.
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