domenica 6 dicembre 2015

Il frutto miracoloso della dolcezza.L'amaro e l'aspro diventano dolci.


Il suo meccanismo di azione è tuttora ignoto, ma in qualche modo “inganna” i recettori del sapore dolce presenti sulla lingua e fa si che, ad esempio, il limone assuma un sapore dolce. Purtroppo questo frutto cresce con molta difficoltà fuori dal suo ambiente naturale, e si deteriora rapidamente, impedendone l’esportazione. La pianta da cui deriva questo frutto è il Synsepalum dulcificum o Richadella dulcifica.

Si tratta un arbusto sempreverde spontaneo che può raggiungere 6 m di altezza, mentre l'arbusto coltivato non supera i 3 m. Cresce solo su suoli acidi, in ambienti tropicali umidi, è diffuso in Africa Occidentale. L'interesse per questa pianta nasce dalla caratteristiche dei suoi frutti in quanto hanno la possibilità di trasformare il gusto in bocca, dall'amaro al dolce, questo permetterebbe di avere dei prodotto senza dover utilizzare dolcificanti artificiali o edulcoranti artificali. Infatti la "miracolina" viene classificata come un edulcorante di origine naturale al pari dello sciroppo d'agave, della stevia. Attualmente il suo uso è interdetto ma negli ultimi anni si fa sempre più reale la possibilità che venga resa lecita dalla FDA negli Stati Uniti. Recentemente un gruppo di ricercatori dell’Università di Tsukuba è riuscita ad inserire il gene responsabile della produzione della miracolina nella lattuga, riuscendo così a produrre la proteina al di fuori del frutto originario, aprendo così la strada ad uno sfruttamento commerciale.

domenica 8 novembre 2015

1899 - Intervista al geniale Nikola TESLA. Vera o Falsa?

Un testo sconvolgente per il contenuto e soprattutto per il suo autore,Nikola Tesla, il padre della moderna era elettrica. Il sito WorldTruth.tv ha pubblicato questa intervista senza citare la sua origine, affermando che è avvenuta nel 1899 nel laboratorio di Tesla a Colorado Springs grazie a John Smith giornalista della rivista Immortality.
Il punto interrogativo nel titolo e il condizionale nascono da apparenti contraddizioni temporali. Tesla parla della teoria della relatività che però è stata pubblicata solo 6 anni dopo nel 1905, e nomina i buchi neri il cui termine è stato coniato solo nel 1960. Anche il concetto delle stelle nelle galassie appartiene al lavoro di Heber Curtis nel 1917 in cui usava il termine galassia contenenti stelle che è stato poi confermato negli anni ’20.
La voglio pubblicare comunque perché mi ha fatto riflettere su alcune questioni a prescindere da dove provenga o se sia stata modificata per renderla più appetibile inserendo concetti moderni.
GIORNALISTA: Sig. Tesla, lei si è guadagnato la fama dell’uomo che si è addentrato nei processi cosmici. Chi è lei, signor Tesla?

TESLA: È una domanda interessante, Sig. Smith, e tento di darle una risposta adeguata.
GIORNALISTA: Dicono che lei provenga dalla Croazia, dalla zona denominata Lika, dove la gente cresce assieme agli alberi, alle rocce e al cielo stellato. Dicono che il suo paese natale porta il nome dei firi della montagna, e che la casa dove nacque si trova vicino al bosco e alla chiesa.
TESLA: Davvero tutto ciò che ha detto è la verità. Sono orgoglioso della mia origine serba e della mia patria croata.
GIORNALISTA: I futuristi dicono che il secolo XX ed il secolo XXI sono nati nella testa di Nikola Tesla. Celebrano il campo magnetico all’inverso e cantano inni al motore a induzione. Il suo creatore fu chiamato “il cacciatore che acchiappò la luce nelle sue reti dalle profondità della terra” e “il guerriero che catturò fuoco dal cielo”. Si dice che sia il padre della corrente alternata, colui che farà sì che la Fisica e la Chimica dominino la metà del mondo.
L’industria lo proclamerà suo santo supremo, un banchiere per i più grandi benefattori. Nel laboratorio di Nikola Tesla si è scisso per la prima volta un atomo. Si è creata un’arma che produce vibrazioni sismiche. Lì si scoprirono raggi cosmici neri. Cinque razze lo venereranno in futuro, perché ha insegnato loro un grande segreto: che gli elementi di Empedocle si possono irrigare con le forze vitali degli eteri.
TESLA: Sì, queste sono alcune delle mie scoperte più importanti. Anche così sono un uomo sconfito. Non sono riuscito a ottenere il maggiore dei miei obiettivi.
GIORNALISTA: Quale sarebbe questo desiderio, signor Tesla?
TESLA: Vorrei illuminare tutta la terra. C’è elettricità sufficiente per creare un secondo sole. La luce apparirebbe attorno all’equatore, come l’anello attorno a Saturno.
L’umanità non è pronta per la grandezza.A Colorado Springs ho impregnato la terra di elettricità.
Potremmo spargere anche le altre energie, come l’energia mentale positiva che si trova nella musica di Bach o Mozart, o nei versi dei grandi poeti. All’interno della Terra ci sono energie di allegria, pace e amore che si esprimono per esempio attraverso un fire che cresce dalla terra, gli alimenti che escono da essa e tutto ciò che la rende la casa dell’uomo.
Ho passato anni cercando la maniera di far sì che questa energia potesse inflenzare la gente. La bellezza e l’aroma delle rose possono essere utilizzati come una medicina ed i raggi del sole come un alimento. La vita ha un numero infiito di forme e il dovere degli scienziati è quello di trovarle in tutte le forme della materia. Tre cose sono essenziali in questo senso. Tutto quello che faccio è cercarle. So che non le troverò, ma comunque non vi rinuncio.
GIORNALISTA: Quali sono queste cose?

1899 - Intervista al geniale Nikola TESLA. Vera o Falsa?

Un testo sconvolgente per il contenuto e soprattutto per il suo autore,Nikola Tesla, il padre della moderna era elettrica. Il sito WorldTruth.tv ha pubblicato questa intervista senza citare la sua origine, affermando che è avvenuta nel 1899 nel laboratorio di Tesla a Colorado Springs grazie a John Smith giornalista della rivista Immortality.
Il punto interrogativo nel titolo e il condizionale nascono da apparenti contraddizioni temporali. Tesla parla della teoria della relatività che però è stata pubblicata solo 6 anni dopo nel 1905, e nomina i buchi neri il cui termine è stato coniato solo nel 1960. Anche il concetto delle stelle nelle galassie appartiene al lavoro di Heber Curtis nel 1917 in cui usava il termine galassia contenenti stelle che è stato poi confermato negli anni ’20.
La voglio pubblicare comunque perché mi ha fatto riflettere su alcune questioni a prescindere da dove provenga o se sia stata modificata per renderla più appetibile inserendo concetti moderni.
GIORNALISTA: Sig. Tesla, lei si è guadagnato la fama dell’uomo che si è addentrato nei processi cosmici. Chi è lei, signor Tesla?

TESLA: È una domanda interessante, Sig. Smith, e tento di darle una risposta adeguata.
GIORNALISTA: Dicono che lei provenga dalla Croazia, dalla zona denominata Lika, dove la gente cresce assieme agli alberi, alle rocce e al cielo stellato. Dicono che il suo paese natale porta il nome dei firi della montagna, e che la casa dove nacque si trova vicino al bosco e alla chiesa.
TESLA: Davvero tutto ciò che ha detto è la verità. Sono orgoglioso della mia origine serba e della mia patria croata.
GIORNALISTA: I futuristi dicono che il secolo XX ed il secolo XXI sono nati nella testa di Nikola Tesla. Celebrano il campo magnetico all’inverso e cantano inni al motore a induzione. Il suo creatore fu chiamato “il cacciatore che acchiappò la luce nelle sue reti dalle profondità della terra” e “il guerriero che catturò fuoco dal cielo”. Si dice che sia il padre della corrente alternata, colui che farà sì che la Fisica e la Chimica dominino la metà del mondo.
L’industria lo proclamerà suo santo supremo, un banchiere per i più grandi benefattori. Nel laboratorio di Nikola Tesla si è scisso per la prima volta un atomo. Si è creata un’arma che produce vibrazioni sismiche. Lì si scoprirono raggi cosmici neri. Cinque razze lo venereranno in futuro, perché ha insegnato loro un grande segreto: che gli elementi di Empedocle si possono irrigare con le forze vitali degli eteri.
TESLA: Sì, queste sono alcune delle mie scoperte più importanti. Anche così sono un uomo sconfito. Non sono riuscito a ottenere il maggiore dei miei obiettivi.
GIORNALISTA: Quale sarebbe questo desiderio, signor Tesla?
TESLA: Vorrei illuminare tutta la terra. C’è elettricità sufficiente per creare un secondo sole. La luce apparirebbe attorno all’equatore, come l’anello attorno a Saturno.
L’umanità non è pronta per la grandezza.A Colorado Springs ho impregnato la terra di elettricità.
Potremmo spargere anche le altre energie, come l’energia mentale positiva che si trova nella musica di Bach o Mozart, o nei versi dei grandi poeti. All’interno della Terra ci sono energie di allegria, pace e amore che si esprimono per esempio attraverso un fire che cresce dalla terra, gli alimenti che escono da essa e tutto ciò che la rende la casa dell’uomo.
Ho passato anni cercando la maniera di far sì che questa energia potesse inflenzare la gente. La bellezza e l’aroma delle rose possono essere utilizzati come una medicina ed i raggi del sole come un alimento. La vita ha un numero infiito di forme e il dovere degli scienziati è quello di trovarle in tutte le forme della materia. Tre cose sono essenziali in questo senso. Tutto quello che faccio è cercarle. So che non le troverò, ma comunque non vi rinuncio.
GIORNALISTA: Quali sono queste cose?

sabato 26 settembre 2015

Scoperto in Brasile un cranio decapitato di circa 9000 anni fa, con mani amputate che coprono i suoi occhi.

L'indagine condotta da André Strauss dell'istituto Max Plank in una grotta di Lagoa Santa, cittadina brasiliana  della regione di Minas Gerais, ha rivelato il caso più antico di decapitazione umana documentato in America, e probabilmente nel mondo, dato che i resti datano più di 9000 anni. Il caso è stato pubblicato dalla rivista Plus One. Già nel 2007, gli archeologi scoprirono in un cimitero decine di tombe di cacciatori che abitarono la regione circa 12000 anni fa. Tutti i resti ritrovati erano in linea con la sepoltura del periodo, tranne quest'ultimo, che risulta essere inspiegabile. 


A circa 55 centimetri di profondità è stato rinvenuto il cranio di un uomo con mani amputate che coprivano i suoi occhi. La mandibola e le vertebre presentano chiari simboli di decapitazione. Questo ritrovamento ha sconcertato gli archeologi, soprattutto per la zona della scoperta, visto che la maggior parte di crani decapitati appartenenti alle civilizzazioni inca, nazca, moche o huari, sono stati portati alla luce nei pressi delle Ande. Oltre alla zona, questo magnifico reperto risulta essere molto più antico rispetto agli altri crani con segni di decapitazione. L'investigatore dell'Istituto Max Plank, Domingo Salazar García, è stato il responsabile della datazione usando il collagene delle ossa e sottoponendolo all'esame del carbonio 14. Il soggetto aveva circa 30 anni quando fu assassinato con un'arma, probabilmente una pietra, molto affilata
Gli archeologi stanno formulando varie ipotesi per spiegare questo strano ritrovamento: "in molte occasioni si mutilavano i nemici sconfitti e i loro resti venivano esposti come trofei, usando un palo o una corda", spiega García. Tuttavia, il fatto che questo cranio fosse stato sepolto con mani amputate a coprire i suoi occhi, potrebbe essere un messaggio religioso. 'Che io sappia, non esiste nessun'altra sepoltura simile, scoperta fino ad ora', dichiara l'archeologo. Non esiste per il momento nessuna spiegazione su questo straordinario reperto. Solo dopo uno studio antropologico completo, probabilmente si potranno avere maggiori dettagli.

domenica 14 giugno 2015

"Ho incontrato un alieno sui monti della Valmalenco"


Nel 2012 un giovane valtellinese, che vuole restare anonimo sostenendo di aver visto e fotografato un alieno, l’incontro ravvicinato risale al 30 settembre, e sarebbe avvenuto mentre il testimone e la sua famiglia facevano un’escursione in montagna.
Il gruppo composto da padre, madre e tre figli si dirigeva verso le dighe di Campo Moro, arrivati al Passo di Campagneda, ecco l’incontro ravvicinato del terzo tipo con la creatura.
Il giovane udendo dei rumori provenienti da un angolo nascosto si avvicina per verificare di cosa si stratti e a questo punto nota una creatura, che descrive alta come un bambino di due anni, grandi occhi dalle pupille scure e la pelle di color grigio-azzurro con delle macchie bluastre.

Nonostante lo spavento riesce a scattare alcune fotografie e successivamente la creatura scappa e si dilegua subito dopo aver avvistato gli esseri umani.
A questo punto, il ragazzo raduna la famiglia sparsa sul sentiero ed insieme vanno alla caccia dell’alieno e una volta giunti in cima, un altro colpo di scena: vedono un disco metallico dal diametro di 10 metri alzarsi in volo, senza emettere alcun suono.
Sbigottiti, genitori e figli si accordano per tenere la bocca chiusa: nessuno deve sapere quello che è successo ma il testimone capisce però chiaccherano con altre persone che non è il solo ad aver notato qualcosa di strano: altri ragazzi del posto hanno visto, nella stessa zona, degli Ufo.

Skinwalker' terrorizza la gente del New Mexico (USA).

Un geologo che lavora per la Lybrook Counselor  nel 2014 dopo essersi imbattuto in una creatura raccapricciante e' riuscito a scattare alcune foto che documentano in modo chiaro cio'che avrebbe visto .
© screenshot youtube;Mister UFO
Nel folklore Americano la creatura è generalmente descritta con un corpo simile a quello di un serpente o lucertola e con un volto non identificabile con altre specie animali. Lo 'Skinwalker' viene talvolta descritto come una creatura dall'aspetto simile ad una civetta, con occhi da rettile ma con il corpo privo di piume. Secondo le leggende locali,il corpo di questo essere sarebbe di colore verde o marrone scuro, mentre il volto e la gola di colore giallo o bianco. 
Si dice che lo 'Skinwalker' si nasconda nel sottosuolo in prossimita' dei campi di mais o di fagioli e principalmente nei fondi coltivati lontano dalla presenza umana.  Lo 'Skinwalker' sarebbe in grado di salire rapidamente in superficie e cogliere la preda di sorpresa soprattutto quando sente le vibrazioni generate dagli animali che calpestano il terreno sopra la sua testa. Il demone americano Skinwalker , noto per avere il corpo simile a quello di un rettile cosa potrebbe essere? una forma mutante di qualche titpo di creatura geneticamente modificata a seguito dell'incidente di Fukushima?  Una farsa?
 

Le cellule sono immortali, lo si scoprì già nel 1912.

Alexis Carrel-Premio Nobel per la Medicina
 Nel 1912 è stato dimostrato che una cellula potrebbe vivere per un tempo indeterminato in perfetta salute. È stato provato realmente in laboratorio da un famoso Premio Nobel, il noto fisiologo francese Alexis Carrel. Egli mantenne in vita al Rockefeller Institute for Medical Research, il cuore di un pollo per circa 29 anni in una soluzione salina, che conteneva minerali nelle stesse proporzioni di quelle del sangue del pollo, che egli rinnovava tutti i giorni. Carrel giunse alla conclusione che il tempo di vita di una cellula è indefinito, fino che viene fornito il giusto nutrimento e la cellula viene ripulita dalle sue escrezioni. Difatti le cellule crescevano e prosperavano fintanto che le loro evacuazioni venivano rimosse. Condizioni non igieniche procuravano una minore vitalità, deterioramento e morte. La chiave dunque per mantenere la perfetta salute di una cellula è quella di liberarla dai residui dentro ed intorno ad essa.
Anche Arnold Ehret arrivò a una conclusione pressoché identica. Nel suo libro “Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco” afferma che con un’alimentazione sana, dopo anni di cibi errati, inizialmente l’organismo libera gli intestini dai residui accumulati e poi va sempre più a fondo ripulendo tutti i tessuti del corpo. Dopo che ciò è avvenuto si acquisisce la salute perfetta.
Ma torniamo all’esperimento di Alexis Carrel e alle sue conclusioni che possiamo trovare in ogni testo universitario di biologia. Il dott. Alexis Carrel, a questo proposito, diceva: “La cellula è immortale. È semplicemente il fluido nella quale galleggia che si degrada. Sostituendo questo fluido ad intervalli regolari, daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare indefinitamente”.
Immaginate una casa da cui non si eliminano i rifiuti e si nascondono sotto il tappeto. Nel giro di pochi mesi, accumulando dei rifiuti ogni giorno, la casa sarebbe sporchissima. Nel nostro corpo succede la stessa cosa. Un’antica prassi Ayurveda per un’ottimale depurazione del nostro corpo consiste nel bere ogni mattina a digiuno mezzo e un limone intero spremuto, diluito con acqua calda, preferibilmente bollita, con l’aggiunta di un cucchiaino di miele e a piacimento un po’ di zenzero.
Il limone, una vera farmacia della natura, è estremamente consigliabile per depurarci, ma anche la frutta e la verdura. Ottime le mele e le pere per disintossicarci, rigeneranti i pomodori, i broccoli, i cavoli. La natura, rispettandola e conoscendola più da vicino e non solo usandola, ci offre tutto ciò che necessitiamo per la nostra buona salute.
Candida Mammoliti

martedì 2 giugno 2015

Mostro del Garda -Lo ha immortalato un abitante di Cecina: «È apparso dal nulla e sprofondato in un attimo» In quel punto del lago, a 270 metri di profondità, furono filmate le enormi e misteriose «tane».



A quanto pare si è risvegliato il «mostro del Garda», il leggendario serpentone di cui favoleggiavano i monaci del '400 e i naturalisti del '500, e che almeno due dozzine di persone giurano di avere avvistato anche tra il 2000 e il 2014.
La novità è che, per la prima volta, c'è una fotografia. Un'immagine presa da lontano, che ricorda in modo sbalorditivo la celebre fotografia di Nessie, il mostro di Lochness. Vedere per credere: che sia un mostro non è dimostrato, ma là in mezzo qualcosa c'è.
LA FOTO è stata scattata domenica mattina da Edoardo Castaldelli, 22enne tornitore di Cecina, frazione di Toscolano Maderno. Un giovane serio, che la parola «mostro» non la dice, e si chiede con curiosità cosa sia quella sagoma.
«Dopo le 10 del mattino - racconta - mi sono affacciato alla finestra per scattare con il cellulare una foto del lago, da inviare con WatsApp ai miei amici. Mentre guardavo nell'inquadratura e cliccavo, ho visto uscire improvvisamente dall'acqua una "cosa” grossa come una barca, che dopo un istante si è inabissata scomparendo dalla vista, ma che è rimasta nella fotografia».
Un'apparizione fugace: «Dopo lo scatto, in quel tratto di lago non c'era più niente - riferisce Castaldelli -: nessuna barca, nemmeno a distanza, niente di niente». 
Il fermo immagine però ha documentato l'anomalia, una sagoma scura di grosse dimensioni sul pelo dell'acqua. 

GLI ESPERTI si interrogano. A cominciare da Angelo Modina, il subacqueo professionista di Toscolano che, in quell'esatto punto del lago, filmò sui fondali delle strane «tane», simili ai forami delle anguille ma di dimensioni spropositate: «A una prima occhiata - dice Modina osservando la foto- sembra qualcosa che fuoriesce dall'acqua. A giudicare dalle proporzioni e dalla distanza, la sagoma dovrebbe misurare una ventina di metri».
Incuriosito anche Armando Bellelli, lo studioso di Desenzano che coniò per il mostro il nomignolo «Bennie», come diminutivo di Benaco, l'antico nome del Garda: «Quando una persona ci mette la faccia con nome e cognome, come ha fatto Edoardo Castaldelli, la sua testimonianza va presa sul serio - dice Bellelli -. Di sicuro là in mezzo è comparso qualcosa, e per la prima volta abbiamo una fotografia». 
Luciano Scarpetta

Tibet - Hsing Nu, il popolo adoratore delle stelle.

Un popolo enigmatico è quello degli Hsing Nu, dei quali pochissimo sappiamo tuttora, se non che praticavano una curiosa forma di religione astrale, per cui sono stati definiti «adoratori delle stelle». Di loro, e del mistero che li avvolge e che avvolge specialmente la loro fine, ha parlato, tra gli altri. anche il pioniere dell’archeologia spaziale in Italia, Peter Kolosimo, in uno dei suoi libri più famosi e intriganti, Terra senza tempo (Sugar Editore, Milano), nei seguenti termini:
 Gli Hsinhg Nu non erano certo contraddistinti da un alto livello civile, ma, per molti versi, le testimonianze indirettamente pervenuteci sui loro monumenti c’indurrebbero a pensare il contrario: ci troviamo di fronte , insomma, ad uno dei tanti inspiegabili contrasti propri alle antiche culture.
 Gli Hsing Nu abitavano una regione del Tibet settentrionale, a sud della grandiosa catena del Kun Lun, una zona ora desertica, in gran parte inesplorata. Non erano d’origine cinese: si pensa fossero arrivati laggiù dalla Persia o dalla Siria; i rinvenimenti effettuati, infatti, ci riportano ad Ugarit e, in particolare, alle raffigurazioni del dio Baal, dal lungo elmo conico e dal corpo ricoperto d’argento.

Il libro del giornalista tedesco Karl Brugger rivela una storia incredibile. Antichissime città perdute nel cuore delle foreste brasiliane custodiscono segreti legati alla discesa di esseri di altri mondi.

Gli alleati eletti
L’avventura del giornalista tedesco Karl Brugger ha inizio in un bar di Manaus, Brasile, il 3 Marzo 1972. La lunga permanenza nelle foreste amazzoniche e la profonda conoscenza delle tradizioni indios gli permettono di entrare in contatto con Tatunca Nara, ultimo capo della sconosciuta tribù degli alleati eletti, gli Ugha Mongulala.


Foresta dell’Amazzonia, custode degli antichi segreti di Akakor Il racconto che segue, conservato nei libri sacri della Cronaca di Akakor, noti come Il Libro del Giaguaro, Il Libro dell’Aquila, Il Libro della Formica e Il Libro del Serpente d’Acqua, segna per sempre la sua vita.

Karl Brugger
Nel 13.000 a.C. brillanti navi dorate scesero nelle giungle lussureggianti del Sudamerica, guidate da maestosi stranieri con la carnagione bianca, il volto contornato dalla barba, folta chioma nera con riflessi blu, sei dita alle mani e ai piedi. Il ricordo della loro discesa permane imperituro nella memoria dei nativi.

Dissero di provenire da Schwerta, una costellazione lontanissima con innumerevoli pianeti, che incrocia la Terra ogni 6.000 anni. Sconosciuta la tecnologia in loro possesso: pietre magiche per guardare ovunque nel mondo, arnesi che scagliano fulmini e incidono le rocce, la capacità di aprire il corpo dei malati senza toccarlo.

Con infinito amore donarono agli indios il lume della civiltà e gettarono le basi di un impero vastissimo che comprendeva Akakor, la fortezza imprendibile di pietra, nella vallata sui monti al confine tra Perù e Brasile, Akanis in Messico e Akahim in Venezuela, le grandiose città di Humbaya e Patite in Bolivia, Emin sul Grande Fiume e Cadira, e maestosi luoghi sacri: Salazare, Tiahuanaco e Manoa sull’altopiano a sud.

Tatunka Nara
Sotto Akakor, una rete vastissima di 13 città sotterranee, nascoste alla vista degli intrusi, come arterie invisibili percorrono le millenarie foreste brasiliane. La loro pianta riproduce fedelmente Schwerta, la dimora cosmica degli Antichi Padri. Una luce innaturale le illumina all’interno, mentre un ingegnoso complesso di canalizzazioni porta aria e acqua sin nelle sue profondità.

Il potente dominio, che contava sotto di sé 362 milioni di individui, durò tremila anni quando nell’Ora Zero, il 10.481 a.C., gli Antichi Padri ripresero la via del cielo con la promessa di ritornare. La Terra parve piangere per la loro scomparsa e 13 anni dopo un’immane catastrofe si abbatté sul pianeta e sconvolse il suo aspetto, seminando ovunque morte e desolazione. Gli uomini persero la fede negli Dei, degenerando e commettendo azioni crudeli nei millenni a venire. Seguì un seconda catastrofe. Una stella gigantesca dalla coda rossa impattò la Terra, provocando un immane diluvio.



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