sabato 8 giugno 2013

Pier Luigi IGHINA e la valvola antisismica (Parte 1)

Conferenza sulla valvola antisismica di Ighina maggio 2012 Faenza (Parte 1)

Buonasera e benvenuti, mi chiamo D. C. e sono un autonomo ricercatore nel
campo delle scienze di confine, intendo quindi dire che il mio campo di studio
si allontana in maniera evidente dalle teorie accettate dai ricercatori che
appartengono alla corrente principale della scienza tradizionale.
Questa conferenza rappresenta la mia prima uscita ufficiale per quanto riguarda
l' argomento trattato , e sono grato a Paola Lagorio, Presidente dell'
Osservatorio Bendandi, di Faenza, per il sano, incosciente coraggio che
dimostra nell' avermi invitato a presentare questo esperimento.
L' argomento che vi esporro' in questa sede riguarda gli studi e le ricerche di
Pier Luigi Ighina ,visti necessariamente in generale, e di una sua invenzione ,
in particolare: la valvola dei terremoti, che vedete qui' esposta in una
riproduzione e versione e che, secondo le intenzioni del suo inventore e la
speranza che penso possa accomunare tutti, è uno strumento che potrebbe
essere utile nello smorzare l' energia di un evento sismico nella zona in cui
viene posta.
Vi descrivero' quindi le motivazioni che mi hanno spinto ad istallare sino ad ora
12 valvole dei terremoti in vari luoghi d' Italia, avendo io avuto percezione che
vi è del vero nelle teorie di Pier Luigi Ighina da Imola, detto anche “L'uomo
delle nuvole”, scomparso nel 2004 all' età di 95 anni e tuttora semisconosciuto,
inventore di macchine incredibili, delle quali si disse che erano grado di
cambiare il tempo meteorologico, trasmutare la materia, captare energia dall'
etere, guarire le cellule malate, smorzare il terremoto.
Il curioso inventore fu intervistato da televisioni locali, ma anche da Report di
Rai tre, fu invitato piu' volte al Costanzo show, per finire con Voyager che ci
fece un documentario, perchè malgrado apparisse ai piu' una persona
eccentrica , un fondo di verità era intuibile dalle parole, meglio, dallo sguardo
di Ighina... 
Di lui restano testimonianze positive anche da parte di fisici del livello di
Preparata e Del Giudice, scienziati facenti parte del sistema ufficiale ma aperti
alle opportunità che una sana curiosità e ricerca possono portare.
Del resto Ighina ne faceva vedere delle belle.

Destò stupore e curiosità una ripresa delle telecamere di Report Rai tre ,
quando con una macchina di sua invenzione dimostro' in diretta di essere in
grado di aprire un grosso squarcio nel cielo coperto dalle nuvole sopra la sua
casa.
Le sue ricerche, le sue intuizioni, iniziarono già in giovane età quando si
accorse di avere doti particolari per quanto riguarda l'elettromagnetismo,
applicandosi nello studio della materia sino a mettere a punto un microscopio
atomico in grado di fotografare quello che lui chiamò l' atomo magnetico.
In seguito si disse che, grazie all' interessamento di un comune parente, ebbe l'
opportunità di collaborare con Guglielmo Marconi, e dopo la prematura
scomparsa del nostro Premio Nobel, di proseguirne gli studi. 
In effetti poco è dato a sapere al grande pubblico sull' operato di Marconi dopo
la scoperta della radio, che fece fra l' altro in giovane età. E' risaputo invece che
poco prima della sua scomparsa si disse fosse in procinto di donare all'
umanità una scoperta addirittura piu' utile di quella delle radio comunicazioni.
Nei suoi documenti Ighina cita spesso il Marconi, descrivendone gli studi e le
scoperte relative all'energia luminosa, positiva, in forma spirale emanata dal
Sole, assorbita e riflessa opaca dal nostro pianeta Terra, in un continuo ed
eterno battito armonico causa della Vita sul nostro pianeta, ma anche, come
vedremo, della sua ...vita...lità . 
Nel proseguo di queste ricerche infatti Ighina sostiene la teoria che ci sia un
piccolo Sole nel nucleo terrestre, formato da plasma, la stessa materia di cui è
fatto il Sole, e che i due corpi incandescenti battano come un cuore all' unisono.
Ma quando il Sole centrale emette un flares o tempesta solare, allora anche dal
nucleo terrestre si scatena un alterazione, una risposta, con emanazione di
plasma che quando non trova uno sfogo naturale, puo' erompere in terremoto.
Quando a Ighina veniva chiesto di spiegare il funzionamento della valvola egli
la descriveva a modo suo, quasi non volesse mai essere preso sul serio, per
potere andare avanti a fare quello che voleva. 
Faceva il paragone con la camera d'aria della bicicletta, che necessita di una
valvola perchè pressata da una tensione non scoppi.
Ma questa descrizione ha sempre dato adito a interpretazioni sbagliate da parte
di studiosi con basi scientifiche tecniche. La valvola della camera d'aria è fatta
opportunamente con un sistema di non ritorno per evitare che l' aria pompata
all' interno non torni nel gonfiatore .
Invece la valvola per i terremoti dovrebbe essere paragonata a quella di una
caffettiera (tipo Bialetti) o ad una valvola di una pentola a pressione, che sono
valvole “di massima” e che si aprono per evitare che una pressione eccessiva
possa determinarne l’esplosione (terremoto) in questi casi della caffettiera o
della pentola. ..... (continua)

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