martedì 19 novembre 2013

Verità o bufala? Trovata Base ET sui monti Bucegi in Romania.

Nell’estate del 2003, in una zona inesplorata dei Monti Bucegi, una squadra di Zero Department (una sezione top secret del Servizio di intelligence rumeno – SRI), fece una scoperta epocale, che potrebbe cambiare completamente il destino del genere umano.
Gli Stati Uniti d’America esercitarono pressioni diplomatiche colossali sul governo rumeno, che mira a divulgare i risultati a tutto il mondo. Le implicazioni sono diventate molto più complesse a causa della brutale interferenza dell’Ordine degli Illuminati, che ha cercato di prendere il controllo sia del luogo della scoperta, che della spedizione esplorativa congiunta rumeno-americana.
Ubica
Un satellite del Pentagono usato per spionaggio geodetico, basato su tecnologia bionica e le onde di forma, ha scoperto nel 2002 una unità separata in una specifica area dei Monti Bucegi. Lo spazio vuoto all’interno della montagna non aveva alcuna corrispondenza con l’esterno, e sembrava essere stato scolpito da dentro, da esseri intelligenti.



La Grande Galleria finiva bruscamente con un auditorium gigante, 30 metri di altezza (98,5 piedi) e una lunghezza di 100 metri (328 piedi). La sala di proiezione era di dimensioni più piccole ed era protetta da uno scudo energetico. Avanzando verso lo scudo, una porzione di esso scomparve, formando una porta e consentendo l’accesso al suo interno. Lo scudo proteggeva la stanza da ogni influenza esterna. Una volta dentro la stanza, lo schermo è diventato compatto e sembrava un muro bianco-dorato.


In sostanza, faceva da scudo a questa camera a forma di cupola, con pareti curve e soffitto. In fondo alla stanza, ad una altezza di circa un 10-12 metri (33-39,5 piedi), lo scudo terminava dove toccava il muro di pietra della stanza. In questa parete c’erano tre enormi buchi a tunnel: uno si trovava davanti a sé, e gli altri due erano simmetrici su entrambi i lati. Essi erano illuminati da una luce diffusa in una dominante verde. Entrambe le parti decisero di vietare l’accesso a questi tunnel e un protocollo è stato firmato tra di loro.


USA devastata da oltre 80 tornado.


Una rara vista di impronta di un tornado si rivela in questa fotografia aerea di Washington, Illinois, il giorno dopo  che un EF-4 ha devastato  la città. (Zbigniew Bzdak / Chicago Tribune)

venerdì 15 novembre 2013

Russia - Il cratere Patomsky e i suoi misteri.

Il cratere Patomsky

In Siberia, nella regione di Irkutsk, esiste un enorme cratere alto 75 metri con una cupola centrale di 15 e un diametro di 180 metri. Il cratere denominato Patomskiy fu scoperto nel 1949 da Vadim Kolpakov, un geologo ricercatore della città di Bodaybo, nel distretto della regione di Irkutsk che stava facendo dei lavori per stendere la carta geologica dell'URSs.I locali Yakut  chiamano questo posto "Nido d'aquila di fuoco".Fonte



 Ad una profondità di 100 metri sotto il cratere Patomskiy ci sarebbe  un enorme oggetto cilindrico a forma di ellisse del diametro di circa 600 metri. Tutto sarebbe correlato all'evento Tunguska.

Il giornalista televisivo racconta la sensazionale scoperta in Russia. Ad una profondità di 100 metri sotto il cratere Patomskiy ci sarebbero o ci sarebbe, un enorme oggetto cilindrico a forma di ellisse.
Le dimensioni degli oggetti (o dell'oggetto) sono enormi, circa 600 metri di diametro. Questo corpo spaziale ha colpito le rocce calcaree esplodendo all'impatto, sbriciolandosi e formando così più di un milione di tonnellate di pietre.

Questo oggetto misterioso si trova ad una profondità di 100 metri dalla superficie. Gli scienziati e i ricercatori accorsi sul posto, ci dicono che intorno al cratere sono stati rilevati segni di radiazioni. Questo copro spaziale potrebbe essere la famosa astronave aliena che tutti cercavano per l'evento famoso di Tunguska e sarebbe a forma di goccia, caduta un centinaio di anni fa esattamente nel 1908. Inoltre, gli scienziati russi hanno dimostrato che questo non è un cratere da impatto di meteoriti o asteroidi. Potete osservare il cratere su Google Earth nelle coordinate: 59.28449, 116.58954.

Nota della Redazione

Secondo il Ricercatore Gianluca V. il Patom Crater o "Nido d'Aquila di Fuoco", come viene soprannominato dalle popolazioni locali, non centra nulla con l' evento di Tunguska in quanto l' analisi dei larici ai piedi del cratere lo fanno risalire ad almeno 250 anni fa. Attorno al cratere inoltre la radiazione non è alta, come erroneamente fatto notare nell' articolo, bensì insolitamente bassa rispetto la media di quei luoghi. Questo naturalmente non toglie che la sotto ci sia un astronave aliena piuttosto che dell' acqua salata, come vogliono farci credere gli scienziati.

martedì 12 novembre 2013

Canneto di Caronia (ME) - Ritorna la paura, di nuovo incendi misteriosi



A quasi 10 anni dai fenomeni che colpirono la piccola località sicula, a Canneto di Caronia (ME) sono ritornati gli incendi misteriosi. La situazione è di nuovo monitorata dai tecnici dell'A.R.P.A..


sabato 9 novembre 2013

Colleferro (RM) -Fili bianchi simili alle ragnatele su auto e nei giardini. Per gli esperti si tratta di “scie chimiche”. In corso le analisi.

Dopo i filamenti caduti lo scorso 19 Ottobre in varie parti d'Italia e d'Europa ( CLICCA QUI), il fenomeno si è ripetuto  qualche gg fa a Colleferro in provincia di Roma. 


Hanno fatto la loro comparsa da alcuni giorni sulle auto (in pagina una foto scattata da un utente su Facebook) nei giardini delle case e sui monumenti. Si tratta di filamenti bianchi assimilabili alle ragnatele. Ciò che ha colpito maggiormente l’occhio dei testimoni è stata la copiosità del fenomeno: possono arrivare anche a due metri di diametro. «Da alcuni giorni è una pioggia costante – spiega Pierluigi Sanna, consigliere comunale. Il mio giardino è pieno. E il fatto non riguarda solo Colleferro ma anche i paesi limitrofi fino a Gavignano».
Al tatto mostrano una notevole tenacità, molto maggiore di quella che presentano le comuni ragnatele. Sul caso è già scoppiata la psicosi collettiva. La pioggia è collegata al fenomeno delle scie chimiche, ma a tutt’oggi il fenomeno resta inspiegabile.
Le analisi in laboratorio condotte finora hanno portato a concludere che i filamenti sono quanto meno di origine organica e sarebbero il risultato di un processo di polimerizzazione, realizzato «artificialmente ed impiegato come “supporto” di altri componenti (polveri metalliche?), allo scopo di diffondere nell’atmosfera un “aerosol”, atto a potenziare ed estendere, nello spazio e nel tempo, la riflessione delle onde elettromagnetiche (radar, comunicazioni radio, trasmissioni satellitari)».
Si tratterebbe dunque di un processo chimico (molti puntano il dito contro le industrie presenti nella Valle del Sacco) ma in seguito ad alcune analisi effettuate a Rieti è stato accertato che si tratta semplicemente di tele di ragno.
Il fenomeno sta interessando tutta l’Italia centrale. Sono in corso ulteriori indagini per capire l’esatta natura del fenomeno. Il dibattito è appena iniziato.

venerdì 8 novembre 2013

Hubble scova presunto asteroide a 6 code.

Gli astronomi utilizzando l’Hubble Space Telescope della NASA hanno scoperto ciò che può solo essere descritto come bizzarro, un presunto asteroide con 6 code nella fascia degli asteroidi che ruota come uno spruzzatore d’acqua. Un asteroide normale appare come una sfera di luce, un puntino di luce, ma non questa cosa. Gli astronomi sono sbalorditi. “Ancora più sorprendente è la struttura della sua coda che cambia drammaticamente in soli 13 giorni in quanto erutta fuori polvere. E’ difficile credere che stiamo guardando un asteroide”, ha detto il capo investigatore David Jewitt dell’UCLA. Quindi, se non è un asteroide … Che cosa è?
http://phys.org/news/2013-11-hubble-asteroid-spouting-comet-like-tails.html#jCp

giovedì 7 novembre 2013

Cometa ISON , a breve sarà visibile nel nostro cielo.



La cometa più attesa degli ultimi anni, ovvero la C 2012 S1 ISON, continua ad avvicinarsi al Sole, verso il suo passaggio ravvicinato previsto per il 28 novembre prossimo. Nel servizio di Marco Galliani, le ultime immagini della cometa riprese dal telescopio spaziale Hubble.

mercoledì 6 novembre 2013

Lago di Garda - Nuova apparizione del "mostro del lago".

La sagoma serpentiforme avvistata dal sonar dell'associazione di subacquei «Deep Explorers»

Nuova apparizione del mostro del lago di Garda, a quanto pare deciso a fare concorrenza all'intramontabile cugino scozzese. Questa volta l'hanno visto un bambino di 9 anni e sua madre e la loro testimonianza è finita su Youtube, per la gioia dei sostenitori del mostro lacustre, che più che terrore sta suscitando curiosità e interesse.  Neppure questa volta, però, il Nessie veronese è stato immortalato. Troppo veloce l'apparizione del grosso animale per recuperare il cellulare e riuscire a fotografarlo prima che tornasse nel profondo blu. Resta però la testimonianza di madre e figlio, ovvero di Marina Gelmetti, impiegata, e di Manolo. Residenti a Garda, si erano fermati sul ciglio della Gardesana all'altezza della Baia delle Sirene, a Garda, per un problema all'auto su cui viaggiavano. Mentre la madre controllava la macchina, il piccolo è sceso a guardare il lago e improvvisamente ha visto emergere un «pesce serpente con la testa da capodoglio», ha spiegato il bambino, appassionato di scienze, che ha anche fatto un disegno dell'animale. La sua testimonianza è visibile su Youtube cercando «Pesce mostruoso alla Baia delle Sirene», il video realizzato da Andrea Torresani, giornalista e direttore del Corriere della Riviera. 
 L'avvistamento è avvenuto a fine agosto e la voce è circolata in paese, arrivando alle orecchie di Torresani. Manolo racconta di aver visto uno strano «movimento» nel lago. Colpito dal «ribollire» dell'acqua, è salito su un muretto per guardare meglio e dice di aver visto un grosso animale. «Scuro, gigantesco, lungo 14-15 metri», afferma sicuro. «Aveva la coda da serpente e la testa grossa, da capodoglio. Si vedeva benissimo, data la sua grandezza e ho subito chiamato mia madre perché lo vedesse». Marina Gelmetti ha cercato il cellulare per fotografarlo e poi è corsa dal figlio. «Ma ho fatto in tempo a vedere solo un'onda e sotto una macchia scura», racconta. «Sembrava un sommozzatore, ma era molto più lungo. Ho guardato se c'erano barche o traghetti nei d'intorni. Non ce n'erano e l'onda non veniva verso riva, ma andava a sinistra, verso Garda».  Torresani non ha dubbi: «La ricostruzione è verosimile, anche se è difficile dare dimensioni esatte a ciò che sta nell'acqua. Il disegno fatto dal bambino ricorda un grosso pesce siluro, che appunto ha la testa larga. Non dimentichiamo che nel 2001 due sub professionisti davanti a Gargnano avevano avvistato un pesce siluro di cinque metri e questo potrebbe essere più grande». I riflettori restano quindi puntati sul mostro-pesce maxi del Garda, di cui di recente si è occupata anche la «Zdf», la più importante televisione pubblica tedesca che ha preso posizione sulla questione, propendendo per l'ipotesi del pesce siluro o dello storione modello extra large. Dopo aver ricordato che nel Volga era stato catturato uno storione lungo più di sette metri. Il «pescione» ha comunque le ore contate. Come avevamo anticipato, la «Deep Explorers», l'associazione subacquei di Toscolano Maderno sta preparando un'immersione a una profondità di 200 metri per fine novembre. L'obiettivo è cercare tracce del Nessie gardesano e a guidare la ricerca sarà Angelo Modina, presidente dell'associazione, convinto che «lì sotto» qualcosa di curioso ci sia. «Un'anguilla, uno storione o un siluro di enormi dimensioni o un altro pesce che», sottolinea, «si è evoluto o modificato per una disfunzione genetica».


Chiara Tajoli

martedì 5 novembre 2013

Metodo "stamina" secondo Davide VANNONI , funziona.


Metodo StaminaDavide Vannoni, dopo lo stop alla sperimentazione deciso dal Ministero della Salute, torna a ribadire la validità del suo metodo in una conferenza stampa tenutasi lo scorso 24 ottobre a Roma presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio. Le cartelle cliniche, però, sono ancora top secret e sarebbero state consegnate al Tar del Lazio.
Con il nostro protocollo i pazienti migliorano" ha dichiarato il presidente di Stamina Foundation nel corso della conferenza, trasmessa anche online sulla piattaforma 'Streamit'. I risultati di tali progressi sarebbero stati verificati dagli stessi medici che seguono i malati agli Spedali Civili di Brescia, attraverso indagini cliniche e strumentali.
Lo stop alla sperimentazione era arrivato a seguito della bocciatura del metodo formalizzata dal Comitato Scientifico preposto alla sua valutazione. Gli scienziati, nominati dallo stesso Ministero, hanno espresso parere negativo, ritenendo che il protocollo non poteva garantire alcuna speranza per i pazienti, in quanto privo di consistenza scientifica.
Ma secondo Vannoni i malati curati a Brescia migliorano. Perché, dunque, questa contraddizione? Al di là delle accuse mosse dallo stesso presidente di Stamina al sistema, giudicato corrotto da conflitti di interesse e di potere che vanno ben al di là delle valutazioni scientifiche, il protocollo consegnato alle autorità, così come era stato richiesto, era statostandardizzato così da essere comprensibile anche a biologi non esperti di Stamina. Peccato che nel Comitato non sembra essere stato chiamato alcun biologo.
Lo stesso Vannoni ha sostenuto comunque che i dati raccolti sui pazienti in cura non sono organizzati in modo formale come fossero relativi ad una vera e propria sperimentazione, probabilmente perché riguardanti malattie diverse e registrati in condizioni diverse. Masarebbero inequivocabili.
D'altronde il presidente della fondazione ha sempre considerato la sperimentazione inutile e sprecati i 3 milioni di euro stanziati a tal fine, ritenendo più corretto, nonché molto più economico, che medici nominati dalle autorità valutassero i risultati ottenuti a Brescia. Gli stessi che ora avrebbe consegnato al Tar del Lazio e che ha promesso di rendere pubblici in forma anonima sul web entro qualche giorno.
Restiamo dunque in attesa.

domenica 3 novembre 2013

Etna . Eruzione vista dallo spazio.


Splendida ripresa dell'ultima eruzione dell'Etna del 27 ottobre scorso effettuata dallo spazio da Luca PARMITANO, astronauta italiano, in missione a bordo della  Stazione Spaziale Internazionale - ISS.

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