sabato 10 maggio 2014

Dell'orgasmo femminile si sa molto ma non tutto. E mentre quelle che lo provano assicurano che non è affatto male, alcuni evoluzionisti si stanno ancora domandando quale sia la sua funzione. Ecco cosa dice la scienza.


Le sarà piaciuto? Che faccio, glielo chiedo? E se sul più lei bello fa finta, come me ne accorgo? Sono solo alcune delle domande, tipicamente maschili, che circondano con un alone di mistero l'orgasmo femminile. Ma negli ultimi anni la scienza ha demistificato e compreso, almeno alcuni, degli aspetti più caratteristici del piacere di lei.
Cerchiamo di fare un po' di chiarezza su alcuni aspetti essenziali e misteriosi della sessualità delle donne.

Il punto G esiste, ci sono le prove
Il punto G è una piccolissima zona della vagina che, opportunamente stimolata, produce nell'interessata orgasmi intensissimi. L'esistenza del punto G è nota e provata da decenni ma fino al 2008 nessuno era riuscito a individuare anatomicamente la sua posizione. Ci è riuscito lo scorso anno un team di medici italiani capitanati da Emmanuele Jannini, docente di sessuologia medica all'università de L'Aquila, che lo ha localizzato in un piccolo spazio tra uretra e vagina. Nelle donne che provano l'orgasmo sul punto G questa porzione di tessuto è più spessa che nelle altre. 

Sul più bello lei non capisce più nullaDurante l'orgasmo lei non è più in grado di connettere, nel vero senso della parola: la risonanza magnetica funzionale ha dimostrato che in quei momenti molte aree del suo cervello "si spengono", comprese quelle dedicate alle emozioni. Negli uomini questo effetto ha una portata minore, perchè il loro orgasmo ha una durata temporale più breve.

Molte donne non lo provanoSecondo uno studio americano del 1999 il 43% delle donne statunitensi avrebbe problemi a raggiungere l'orgasmo. Alcuni ricercatori hanno quindi sollevato un interrogativo provocatorio: se quasi la metà delle donne non lo prova, non sarà che l'anorgasmia non è da considerarsi una malattia? Nonostante questo le terapie farmacologiche allo studio per combattere questo problema sono tante, tra cui una a base di Viagra, che ha però dato fino ad oggi risultati non completamente soddisfacenti.
Secondo uno studio condotto nel 2005 in Gran Bretagna, il 45% delle variabili capaci di influenzare l'orgasmo femminile sarebbe di origine genetica. Molte donne non raggiungono l'orgasmo durante il rapporto sessuale, mentre altre non lo raggiungono con la masturbazione: le variabili ambientali e culturali influiscono sicuramente su questo aspetto della sessualità femminile, ma la componente ereditaria sembra essere fondamentale.

La tecnologia dà una manoIl rimedio estremo all'anorgasmia è tutto tecnologico e si chiama "Orgasmatron", come il famoso marchingegno che compare nel film Sleeper, di Woody Allen.  Si tratta di un impianto spinale che stimola la donna "al momento giusto" e si controlla con un telecomando.  È stato ideato nel 2006 dal dottor Dr. Stuart Meloy, un medico americano che qualche anno prima aveva impiantato alcuni elettrodi nelle vertebre lombari di una paziente per curare un dolore cronico alle gambe. La stimolazione elettrica aveva però scatenato nella donna reazioni... piacevolmente inattese. Nonostante le difficoltà inziali a trovare dei soggetti disposti alla sperimentazione, il dispositivo e il protocollo terapeutico ad esso associato sono attualmente in fase di sviluppo.

Il mistero continuaDal punto di vista evolutivo l'orgasmo femminile rimane comunque un mistero. Perchè le donne lo provano? Perchè alcune lo raggiungono solo con la masturbazione? Secondo la ricercatrice Elisabeth Lloyd ciò significherebbe che il piacere della donna è solo un "incidente evolutivo" come i capezzoli dell'uomo. Che resistono solo perchè non c'è nessuna buona ragione per farli sparire. 


venerdì 9 maggio 2014

Metalli pesanti e malattie neurologiche (in particolare SLA).


Uno dei molteplici problemi legati alla nostra società “moderna” e tecnologicamente evoluta è il fatto che il nostro ambiente è impregnato di metalli pesanti (arsenico, piombo, nickel, alluminio, mercurio,cadmio ed altri)- a nostra insaputa. Purtroppo non c’è via di scampo; si trovano ovunque: nell’aria (tubi di scappamento, industrie), a volte nelle pentole, pile, cosmetici, deodoranti, vaccini, otturazioni dentarie, alimenti, e a volte anche nell’acqua potabile.
Sull’argomento avevo già scritto in generale in un precedente intervento. Qui invece vorrei esaminare l’influsso nocivo di un eccesso di metalli pesanti su uno dei sistemi più delicati, quello nervoso, ed in particolare in relazione ad una malattia, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), la cui frequenza è quasi raddoppiata nel giro degli ultimi decenni.
Nel contemplare l’organismo umano è opportuno tenere presente che la fisiologia dell’uomo odierno è tutt’ora quasi invariata rispetto a quella dei nostri antenati di migliaia di anni fa, ed anche oggi non disponiamo di meccanismi di difesa in grado di proteggerci efficacemente contro i metalli pesanti; ne vengono eliminate quantità infinitesimali, e alcuni organismi li eliminano più efficacemente mentre in altri l’accumulo è più rapido. L’accumulo è progressivo nei tessuti e negli organi, a livello intracellulare, con effetti nocivi. Come se ciò non bastasse, quando oltre ai metalli pesanti sono presenti altre tossine, vi è un potenziamento reciproco, con un incremento notevole del livello di tossicità in generale.
La medicina allopatica da secoli descrive e tratta intossicazioni acute da metalli pesanti (l’esempio più noto è l’intossicazione da piombo, della quale si parlava già ai tempi degli antichi Romani), senza rendersi conto invece dei danni causati da un accumulo lieve ma cronico e costante dei medesimi. Due statistiche interessanti:
1. Nelle ossa degli scheletri di persone morte negli ultimi cinquanta anni il livello di piombo presente, rispetto a quello contenuto negli scheletri di persone morte nell’era preindustriale, è superiore di 500 volte.
2. Se si prelevasse un’otturazione dei denti a base di amalgama, che molti di noi hanno in bocca e la si gettasse in un lago, vi sarebbe, per eccesso di mercurio, un divieto di pesca, nuoto ed immersione nel lago in base alla legislazione di molti Stati.

giovedì 1 maggio 2014

Maremoti in Italia a partire dall'anno 1000 D.C.


ANNO

LOCALITÀ

CAUSA DEL MAREMOTO

RUNUP MAX.ALT.

INTENSITÀ’
1169Stretto di MessinaSisma in mare       11 grado ME           4
Inondazione e distruzioni a Messina
1511Nord AdriaticoSisma a terra         10 grado ME           2
Forte innalzamento del livello marino a Trieste
1564Costa AzzurraSisma a terra        10 grado ME           3
Inondazione ad Antibes
1627GarganoSisma a terra        11 grado ME3 metri            5
Si tratta di uno dei maggiori tsunami che hanno interessato le coste italiane dell’Adriatico meridionale. Lo tsunami fu innescato da un terremoto e colpì la zona costiera tra Fortore e San Nicandro, nei pressi del Lago di Lesina nel Gargano Settentrionale.
La zona, dopo un primo ritiro delle acque, venne completamente sommersa dal mare.  Il fronte d’acqua associato allo tsunami deve essere stato veramente impressionante: cronache dell’epoca riferiscono che la città costiera di Termoli “precipitò” nel mare; sicuramente si tratta di un’iperbole letteraria, ma rende molto bene la drammaticità dei fatti.
Anche altre città furono interessate dall’evento.  A Manfredonia, città costiera uscita praticamente indenne dagli effetti del terremoto, si registrò un runup dell’ordine di 2-3 metri.



L'onda di maremoto che ha colpito Stromboli il 30 dicembre 2002


mercoledì 30 aprile 2014

Ecco tutti i terremoti più forti di M5.5 della storia d'Italia.

Epicentri

MeteoWeb.eu ha pubblicato un lavoro del geologo Giampiero Petrucci, che ha raccolto in un elenco tutti i terremoti di magnitudo superiore a 5.5 della storia d’Italia, con delle brevi note e dettagli sui paesi colpiti e sui danni.
DATAZONAMNOTE
217 a.c.ITALIA CENTRALE6.5Il terremoto più antico di cui si ha notizia storica. Confermato dalle cronache della battaglia del Trasimeno durante la “seconda guerra punica”. Avvertito in gran parte dell’Italia centrale (allora chiamata Etruria), epicentro stimato tra Siena ed il lago Trasimeno
174 a.c.SABINA6.6Epicentro stimato nei pressi di Poggio Mirteto
100 a.c.MARCHE5.8Epicentro nei pressi di Mogliano
91 a.c.REGGIO CALABRIA6.3Individuato negli scritti del greco Strabone che descrive crolli nella maggior parte degli edifici cittadini
76 a.c.REATINO6.6Distrutta gran parte della città di Rieti
56 a.c.MARCHE5.8Epicentro nei pressi di Recanati
05.02.62CAMPANIA5.8Certamente danneggiate Pompei ed Ercolano oltre a Nocera ed alcune zone di Napoli. Pare che Nerone in persona si sia occupato della ricostruzione. Segnalato anche da Seneca
25.08.79CAMPANIA5.7Associato alla celebre eruzione distruttiva del Vesuvio
99SANNIO6.3Epicentro vicino a Circello
101ABRUZZO6.3Epicentro nei pressi di S. Valentino. Danni in tutto l’Abruzzo, avvertito in gran parte dell’Italia centrale
346SANNIO6.0Epicentro nei pressi di Castelpagano, prossimo a quello del 99. Effetti importanti anche nel Matese, confermato da studi archeosismologici su lapidi ed epigrafi
361-363STRETTO DI MESSINA6.6Datazione difficile (per alcuni autori 363, per altri 374). Interessa le sponde dello Stretto e per questo viene paragonato, pur essendo meno potente, a quello del 1908. Diversi morti e crolli sia a Reggio Calabria che Messina, probabilmente colpite anche da tsunami. Avvertito anche alle Eolie e nella Sicilia settentrionale, con danni a Tindari. Collegato, tramite archeosismologia, ad anomalie nel tessuto urbano e territoriale, con spopolamento temporaneo delle cittadine costiere
21.07.365SICILIA
(CRETA)
8.0Il primo evento “universale” data la sua vastità, tra i più potenti di tutti i tempi in Europa. Epicentro a sud di Creta. Danni rilevanti in tutto il Mediterraneo ed associato ad uno tsunami che devastò anche le coste della Sicilia orientale
375BENEVENTO6.0Distrutta gran parte della città, morta almeno la metà della popolazione. Alcune fonti considerano come data di questo evento il 369
443ROMA5.7Epicentro stimato nei pressi di Gallicano. Danneggiati diversi monumenti tra cui anche il Colosseo e l’anfiteatro, crollati alcuni edifici ed una navata della basilica di San Paolo. Ripetutamente confermato dall’archeosismologia
778VENETO5.8Epicentro nei pressi di Treviso, semidistrutta. Segnalate centinaia di vittime, avvertito in tutto il nord-est
848SANNIO6.0Epicentro a sud di Castel Pizzuto. Interessati Campania e Molise, danni anche nel Matese. Morti ad Isernia
31.08.853MESSINA6.3Definito “grande terremoto” in diversi scritti ecclesiastici ma ancora poco noto
951ROSSANO6.0Semidistrutta la città, incerto il numero delle vittime
25.10.989IRPINIA6.0Epicentro nei pressi di Carife. Distrutto il paese di Ronza, mai più ricostruito. Ingenti danni anche a Benevento, Capua, Conza (dove muore il vescovo), Frigento. Sconosciuto il numero delle vittime, almeno qualche centinaio
03.01.1117VERONA6.5Riscontrato in almeno 85 siti, il terremoto più devastante di tutti i tempi nel nord Italia. Epicentro ad est di Ronco Adige, per alcuni autori possibile sviluppo di sequenza sismica a diversi epicentri. Gravissimi danni a Verona, con crollo parziale dell’Arena e del duomo. Avvertito in tutto il nord Italia, gravi danni (con crollo di numerosi edifici) anche a Cremona, Padova, Vicenza, Nonantola, Modena, Parma, Piacenza, Milano. Difficile stima delle vittime, almeno 20mila, forse 30mila

Dai "Comunismi del Cosmo" alla "Chiesa del Sole". Nella Federazione appaiono sempre più sette religiose.

Le sette russe si fondano, come nel resto del mondo, su credenze pagane. E promettono una completa guarigione dell'organismo, potere e vita eterna. In ognuna c'è un leader forte che con il suo carisma e le sue idee riesce ad attirare nuovi adepti. La polizia presta attenzione al fenomeno solo quando i membri di una setta vendono i propri beni per potervi far parte o quando si verificano episodi di morti tragiche che hanno a che fare con questo tipo di organizzazioni.
Una donna balla durante una sessione del medico-psicoterapeuta Anatoly Kashpirovsky (Foto: Igor Kostin / Ria Novosti)
Preghiere sottoterra
All'inizio di aprile gli ufficiali giudiziari della Repubblica del Tatarstan hanno sgomberato, nella città di Kazanuna casa in cui risiedevano 15 persone, ultimi membri di una setta religiosa conosciuta come “Fajzrachmanismo”. Questa setta deve il suo nome al santone che l'ha fondata, Fajzrachman Sattarov, che ora ha più di ottant'anni ma già 40 anni fa era il vice muftì dell’Amministrazione spirituale dei musulmani del Tatarstan. Un giorno Sattarov, dopo essere sceso da un bus, ha visto una scintilla e ha deciso che si trattava della luce di Allah. Ha cominciato a farsi chiamare profeta e ha raccolto un centinaio di seguaci, dichiarando il piccolo appezzamento di terreno dove era sita la sua dacia uno stato indipendente, e ha chiuso ogni tipo di rapporto con il mondo esterno. Quando dopo due decenni le autorità sono riuscite a trovare un pretesto per entrare in quel terreno, hanno scoperto, sotto le fondamenta della casa, una città sotterranea di otto livelli dove, in minuscole celle umide, vivevano settanta persone che non erano mai andate in vita loro da un medico, né avevano mai preso farmaci, i cui figli non venivano mandati a scuola; tra costoro si trovavano anche delle ragazzine minorenni incinte.
L'idea della clausura, della fuga dal mondo, ha sempre trovato i suoi estimatori. Nell'autunno del 2007, nella regione di Penza, sono stati scoperti 35 seguaci della dottrina del costruttore Petr Kuznecov che si faceva chiamare “ l'arcimonaco Maksim” o “il miserabile Petr”. Gli adepti aspettavano la fine del mondo e minacciavano di farsi esplodere se avessero provato a liberarli con la forza. A distanza di sei mesi, dopo la morte di due donne del gruppo, gli eremiti sono usciti dal rifugio di loro spontanea volontà. Kuznecov aveva deciso di non rimanere sottoterra. La sua dottrina si basava anche sul rifiuto degli oggetti prodotti dalla civiltà e l'idea di fondare una setta gli era venuta dopo il divorzio dalla moglie che non riusciva ad accettare che il marito dormisse in una bara e predicasse precetti di dubbio valore. Dopo la scomparsa degli eremiti, la polizia ha rinchiuso in prigione Kuznecov e il giudice lo ha fatto internare in un ospedale psichiatrico.
“Qualunque setta ha inizio con un leader che crea attorno a sé un'organizzazione a sua immagine e somiglianza. C'è un’unica caratteristica che accomuna i guru di tutte le sette, vale a dire la sete di potere e il narcisismo” spiega Aleksandr Dvorkin, studioso di sette e direttore del Centro di studi sulle religioni intitolato alla memoria di Irinej Lionskij. Nella rete delle sette finiscono persone suggestionabili, spiega Dvorkin, sottolineando però che di persone non influenzabili ne esistono davvero poche e che quando ci si trova in un periodo di stress, è più facile finire sotto il loro controllo.
Una seconda condizione che accomuna le persone irretite dalle sette è il potere di fascinazione che queste organizzazioni esercitano su di loro  “Non si riceve un invito ufficiale a entrare in una setta, ma si viene inviati a un corso di lingua inglese gratuito, a una visita diagnostica da un medico generico, oppure a una festa, a corsi di cucina ayurvedica, a lezioni di ballo, o ancora a un circolo di yoga o di lotta; si riceve una proposta di lavoro con un'interessante offerta remunerativa, oppure un invito a partecipare a un corso per migliorare la propria personalità o a conferenze sull’importanza delle filosofie antiche. Questi sono solo alcuni dei possibili approcci perché la realtà è molto più variegata e complessa: dietro ognuna di simili proposte può nascondersi una setta” ci racconta Dvorkin.
Guaritori e profeti
In Russia le sette sono sempre esistite, ma hanno cominciato a diffondersi con l'arrivo del cristianesimo. In epoca sovietica il potere autoritario ha tenuto a freno il proliferare di sette totalitarie, coadiuvato dal progresso scientifico e dall’evoluzione della psicologia che ha spiegato come si possa manipolare la coscienza delle persone. Il Centro di studi sulle religioni di Dvorkin suddivide le sette in alcune tipologie. La maggior parte di esse riflettono principi universalmente riconosciuti da religioni tradizionali mondiali quali buddhismo, induismo, protestantesimo e cristianesimo. Per esempio, la setta del dio Kuz che si riunisce vicino alle cattedrali ortodosse, aiuta i priori ad organizzare mostre fuori sede e offre ai parrocchiani la possibilità di commissionare a pagamento preghiere speciali per risolvere problemi di alloggio, ottenere aiuto nel caso di processi o pronte guarigioni da sindromi quali la dipendenza da internet. Andrej Popov, un sacerdote quasi cieco di circa trentasette anni, ha raccolto i suoi adepti, facendosi portavoce del dio Kuz e designando i suoi nemici con gli appellativi di demoni, “verdure” e “cetrioli”. I suoi seguaci si sottopongono a punizioni fisiche e psichiche.
Largamente rappresentato è anche il gruppo delle sette post-sovietiche che hanno nomi tra i più eterogenei: “I comunisti del cosmo” “Ashram Shambala” “La chiesa del Sole”, “Setta di Beloded”, “Inglinghi” “Per la teocrazia”. Una delle pseudoreligioni più diffuse è il centro “Anastasija”. I suoi seguaci traggono ispirazione dall’ omonimo libro dello scrittore Vladimir Puzakov nel quale una donna, di nome Anastasija, che è la depositaria di saperi segreti legati alla natura, trasmette agli adepti la sua sapienza. Gli adepti arruolano con la forza i nuovi seguaci, difendendo furiosamente i dogmi, tra i quali alcuni, come, per esempio, le regole per curare le malattie da verdure, appaiono davvero bizzarri. Inoltre, i membri del centro proclamano il libero amore e incitano le ragazze ad avere rapporti con uomini sposati. Si è diffusa la notizia di orge avvenute all'interno della setta “Ashram Shambala”, sorta in Siberia. Il suo guru, Konstantin Rudnev, è stato condannato nel 2013 a undici anni di carcere duro per traffico di stupefacenti e appropriazione indebita di beni (i suoi adepti gli consegnavano il denaro ottenuto dalla vendita delle proprie case).

Di grande popolarità godono in Russia anche innumerevoli guaritori. Negli anni '90 è stata la volta  di due ultrafamosi guaritori e ipnotizzatori come Alan Chumak e Anatolij Kashpirovskij, che si esibivano in televisione, elettrificando l’acqua taumaturgica che sistemavano davanti allo schermo. Nel XXI secolo la tradizione è continuata con Grigorij Grabovoj che aveva promesso alle donne della città osseta di Beslan di resuscitare i loro figli, periti durante l’assedio della scuola da parte dei ribelli. Nel 2008 Grabovoj è stato condannato per truffa a 11 anni di reclusione. Alle dottrine di una setta possono essere avvicinati anche gli insegnamenti di Mirzakirim Norbekov, che insegna ai russi speciali esercizi per allenare il corpo e lo spirito e, parallelamente, come condizionare con il pensiero l’organismo e predire il futuro. Gli esperti ritengono che la maggior parte delle sette totalitarie non sopravvivano alla scomparsa dei loro leader. “Le sette che riescono a sopravvivere la generazione successiva sono una minoranza. Conosco solo due sette che esistono da parecchie generazioni: i mormoni e i Testimoni di Geova” aggiunge Dvorkin.

 

domenica 20 aprile 2014

Russia - Meteorite illumina il cielo di Murmansk il 19 aprile u.s.


Ecco le immagini riprese dalla videocamera montata su una autovettura.

Vesuvio a luglio nuovo piano di evacuazione.

Eruzione del 1943

Il Vesuvio e i Campi Flegrei fanno della zona di Napoli un’area ad alto rischio vulcanico. La conferma viene dal convegno “Il Rischio Sismico nell’area vesuviana e flegrea” che si è tenuto martedì 15 aprile a Napoli nell’ambito della convention organizzata dal Sindacato Nazionale dei Geologi Professionisti (SINGEOP).
Proprio nel corso del convegno, l’assessore alla Protezione civile della Regione Campania, Edoardo Cosenza ha annunciato che un nuovo piano di evacuazione verrà presentato a fine luglio e comprenderà anche Posillipo e Chiaia. La motivazione la dà lo stesso assessore, sottolineando come “lo scenario dei Campi Flegrei è reso complicato dal fatto che la bocca eruttiva storicamente si è aperta in posti molto diversi mentre sul Vesuvio è più nota. Dalla storia degli ultimi quattromila anni è possibile, non probabile, ma possibile che si apra una bocca eruttiva spostata più verso Fuorigrotta, per questo sicuramente ci sarà un'estensione di zona rossa ad altre parti di Napoli che, oltre a Agnano, Bagnoli e Fuorigrotta, comprenderanno anche Posillipo e parti o tutta Chiaia”.
Ma quanto è alto il rischio di un’eruzione? Ne abbiamo parlato con il geologo Guglielmo Emanuele Presidente del SINGEOP Regione Campania.
“Napoli è bella perché è pericolosa e forse il calore dei napoletani è in qualche modo legato alla presenza dei vulcani. A parte gli scherzi, torna come un’onda la moda di parlare del Vesuvio e noi abbiamo voluto organizzare questo convegno anche per fare chiarezza. Il Vesuvio è tenuto sotto controllo costante e bisogna ricordare che la scuola napoletana di geofisica e di studio del vulcanesimo è tra le migliori al mondo. E’ giusto avere la consapevolezza che tutta Napoli è in una zona a rischio, compresa Ischia, ma possiamo dire che oggi siamo in una situazione di quiete. E’ giusto quindi pensare ai piani di evacuazione oggi, ma senza ingenerare panico che diventa pericoloso. Dico perciò di fare attenzione a dare credibilità a scienziati che lanciano allarmi senza alcun dato di fondo. E’ come se mi mettessi a suonare il pianoforte ad orecchio anziché sapendo leggere lo spartito. C’è una bella differenza”.
Quante persone vivono nella zona a rischio?
“Si calcola all’incirca fra le 500 e le 700mila. Il professor Cosenza ha assicurato che si lavora per ultimare le infrastrutture necessarie per evacuare il più velocemente possibile. Poi però vanno affrontati anche altri problemi come quello dell’accoglienza. Poiché pensare di trasferire gli sfollati in Veneto o Toscana vuol dire gestire un esodo vero e proprio”.
E’ vero che i Campi Flegrei sono considerati supervulcani, molto più pericolosi del Vesuvio?

“Il Vesuvio è un vulcano come siamo abituati a pensarlo. Ha cioè un edificio vulcanico con il camino, la caldera ecc..Nel caso di eruzione potrebbero aprirsi delle fatturazioni laterali a causa della consolidazione del tappo e si stima che i detriti potrebbero raggiungere la velocità di 100 km l’ora. Pietre incandescenti a questa velocità rappresentano di per sé un pericolo enorme. I Campi Flegrei invece sono privi di un edificio vulcanico che si forma con l’innalzamento della terra. Sono in pratica una pianura molto estesa e non è possibile prevedere cosa succederà in caso di eruzione. Per questo il controllo e il monitoraggio continuo sono necessari ed è importante che tutti suonino con lo spartito davanti, ovvero che tutte lespecializzazioni professionali mettano a disposizioni le proprie competenze e i risultati delle proprie analisi perché il confronto sia continuo e permetta alla ricerca e alle analisi di crescere”.
as
15-04-2014

FONTE

martedì 15 aprile 2014

Colleferro (RM) - Sciame sismico spaventa i cittadini.

Immagine non collegata al fenomeno.
Sono tornate le segnalazioni. Qualcuno parla di un vero terremoto. E in effetti ieri mattina dopo le 09:30, centinaia di segnalazioni provenienti da tutto il centro/sud Italia hanno voluto testimoniare il verificarsi di una scossa. Sono stati circa 600 i questionari compilati nella pagina “Hai Sentito Il Terremoto” dell’INGV e tra queste ci sono anche cittadini di Colleferro. Nella notte alcuni sismografi avevano rilevato una scossa di magnitudo 4.2 nel mar Tirreno, al largo di Napoli, proprio a metà strada tra Roma e Palermo, a grande profondità. Poi, però, non è stata confermata dagli enti ufficiali (INGV in primis).
UN FENOMENO NON NUOVO – Sono dieci anni che si parla di strani movimenti delle case nel centro di Colleferro. Non siamo in via Traiana, dove passavano i camion, ma nella zona a ridosso di Piazza Matteotti, Piazza Mazzini, Corso Garibaldi, Via dell’Industria, Via Verdi, Via del Commercio, via Artigianato. Pieno centro. Sono leggere, durano pochi secondi, talvolta si avvertono ogni due minuti, talvolta randomiche o capaci di non farsi sentire anche per mesi, come è successo l’estate scorsa. Due famiglie le hanno avvertir nel weekend. Più volte il problema è stato discusso. Forse la natura del fenomeno è dovuto alla particolare conformazione orografica del territorio che presenta diversi spazi vuoti sotto case e strade. Per avere un dato certo, i cittadini dovrebbero installare un vibrometro, strumento che permetterebbe, registrandole, di risalire alle cause delle vibrazioni misteriose.

giovedì 27 marzo 2014

Mistero in una foto degli anni 50 in Campania! Tutti investigatori sul web. Cosa hanno in mano le persone cerchiate in rosso?

Piazza Annunziata di Marcianise in provincia di Caserta. Sembra una giornata di festa, probabilmente quella del Santo Patrono. La foto è in bianco e nero ed è evidentemente d’epoca, probabilmente  scattata nei primi anni 50. Ma la cosa curiosa è che tre persone (cerchiate in rosso) sembra che stiano parlando al cellulare. Solo che i primi telefonini in Italia sono arrivati a metà anni 90. Che la foto sia dei primi anni 50 è certo poiché  l’inferriata dell’Annunziata, chiaramente visibile,  è stata rimossa la notte del 24 maggio del 1957 ad opera dell’amministrazione comunale. Alcuni hanno ipotizzato che si trattasse di radioline portatili. Solo che anche qui il dubbio è notevole. Le prime radioline sono state infatti inventate in America nel 54, quindi andate in produzione in Italia per fine anni 60. Inoltre erano molto vistose e costavano anche parecchio considerando che all’epoca i soldi non erano poi molti. La datazione della foto, inoltre, è sicuramente ante ’57, ma non è detto che sia stata scattata molto prima dato anche che l’abbigliamento delle persone pare sia di anni precedenti. Quindi cosa stanno facendo quelle persone? E soprattutto chi sono? Molti si sono già improvvisati investigatori ipotizzando persone della Cia o servizi segreti. I più fantasiosi hanno parlato di uomini venuti dal futuro. La redazione di retenews24 invita i propri lettori a scrivere la propria ipotesi a redazione@retenews24.itmettendo come oggetto FOTO DEL MISTERO e firmando la risposta come si preferisce comparire nell’articolo. Le soluzioni più veritiere o più simpatiche saranno pubblicate prossimamente. In bocca al lupo!
A cura di Adriana Costanzo

martedì 18 marzo 2014

Il Teatro anatomico di Padova: il più antico nel suo genere,

Completato nel 1595, è stato il primo esempio al mondo di struttura permanente creata per l’insegnamento dell’anatomia attraverso la dissezione di cadaveri. Il Teatro Anatomico dell’Università di Padova fu realizzato nel 1594 su progetto di Paolo Sarpi, per volere di Girolamo Fabrici d’Acquapendente.
Il Fabrici era un eminente chirurgo e professore dell’ateneo patavino, nonché inventore delle illustrazioni anatomiche a colori. Attraverso un Consigliere della Nazione Germanica, venne a sapere che gli studenti tedeschi di medicina lamentavano la mancanza di un “teatro” per seguire le lezioni di anatomia.
E subito provvide, realizzando il Teatro Anatomico, ritenuto il più antico del mondo. Il Teatro si trova nel Palazzo del Bo, ovvero la sede dell’Università di Padova dal 1493, e può contenere fino a 300 persone. Presenta una forma ovale ad anfiteatro, con 6 ripide gallerie digradanti, illuminate da lampade.
Sul fondo si trova ancora il tavolo che serviva per le lezioni. In origine, l’ambiente era provvisto di un tetto mobile, per consentire la fuoriuscita dei cattivi odori generati dalle dissezioni. Un lucernario a soffitto fu realizzato nel 1844 per poter utilizzare la luce solare. Dal 1861 il teatro ebbe una sala comunicante attigua per le esercitazioni degli allievi.
Per le lezioni di anatomia venivano sezionati i cadaveri dei condannati a morte. Affinché le lezioni potessero svolgersi regolarmente, venivano nominati i cosiddetti “massari” che avevano il compito di procurare i cadaveri necessari. Quando le esecuzioni capitali divennero rare, il Teatro Anatomico cessò di funzionare.
Realizzato secondo i canoni stilistici del Rinascimento, il teatro non subì nel tempo alcuna modificazione.
L’anatomia attraverso l’insegnamento della dissezione dei cadaveri, evolutasi di pari passo con lo sviluppo della scienza medica, diventa ricorrente nel Quattrocento.
I documenti dell’epoca testimoniano come fosse diffusa la costruzione di strutture provvisorie, che venivano montate e smontate all’occorrenza, nelle quali gli anatomisti tenevano le loro lezioni ed eseguivano gli interventi. La loro forma ricordava quella degli anfiteatri romani.
Il Cinquecento è il secolo in cui l’anatomia padovana raggiunge il massimo prestigio: in città insegnano maestri come Andrea Vesalio, che dall’esperienza di Padova trarrà il suo capolavoro De humani corporis fabrica (1543), opera fondamentale nella quale viene citato anche un teatro anatomico in uso a Padova che poteva contenere 500 spettatori.
Altri grandi anatomisti del Cinquecento sono Gabriele Falloppio e Girolamo Fabrici d’Acquapendente, al quale, abbiamo detto, si deve proprio la realizzazione del Teatro stesso. A forma di cono rovesciato, è articolato in 6 ordini, di ampiezza variabile tra 7,56 e 2,97 metri. All’interno del Teatro, la lezione era tenuta da un professore assistito da due studenti detti “massari”.
L’illuminazione era assicurata solo da candele fino a quando, nell’Ottocento, venne aperto un lucernario. Per rendere l’atmosfera meno cupa, per quanto possibile, era frequente accompagnare la lezione con l’esecuzione di musiche dal vivo. Il Teatro Anatomico fu utilizzato fino al 1872, quando venne chiuso alla pratica delle autopsie. Oggi il Teatro Anatomico fa parte del percorso delle visite guidate a Palazzo Bo.


Written by Cristina Biolcati

FONTE

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