sabato 17 maggio 2014

Serbia: resta emergenza inondazioni, 15 mila evacuati e numerose vittime.

BELGRADO – In Serbia è sempre emergenza per le inondazioni che, dopo giorni di piogge incessanti, hanno colpito soprattutto la parte centrale e occidentale del Paese.
Il bilancio ufficiale delle vittime è fermo a sei, anche se le autorità parlano di un numero decisamente superiore di decessi ma che non vogliono precisare per non creare panico nella popolazione. Fino a stamane erano state evacuate circa 15.500 persone da decine di centri e località sommerse dall’acqua. Le situazioni più critiche restano quelle di Sabac e Obrenovac, poche decine di km a sudovest di Belgrado sul fiume Sava, dove secondo le autorità è indispensabile mettere in salvo buona parte degli abitanti rimasti isolate nelle case o rifugiatisi sui tetti.
A preoccupare sono le piene dei fiumi Sava, Kolubara, Drina, Danubio, il cui picco è atteso nelle prossime ore. Ai soccorsi, insieme alle Forze armate appoggiate da mezzi pesanti ed elicotteri, partecipano oltre 10 mila volontari che hanno risposto agli accorati appelli del premier Aleksandar Vucic. Gli sfollati vengono sistemati in alberghi, centri sportivi, negli spazi della Fiera di Belgrado. Si moltiplicano gli appelli agli aiuti, e quello di cui c’è più bisogno sono cibo, vestiti per bambini, articoli di igiene personale, materassi, coperte.
Centri di raccolta sono stati organizzati a Belgrado e in altre città del Paese. Anche la Notte dei Musei di oggi, notevolmente ridimensionata per l’emergenza alluvioni, verrà utilizzata per raccogliere aiuti e fondi. Aiuti sono giunti dall’estero, in particolare dalla Russia, che ha inviato finora tre aerei con squadre di soccorritori e generi alimentari e medicinali.
Numerosi altri Paesi hanno risposto finora agli appelli del governo di Belgrado, tra gli altri Croazia, Macedonia, Slovenia, Montenegro, Israele. Anche la commissione Ue a Bruxelles si è mobilitata per inviare aiuti. L’emergenza inondazione resta anche nella vicina Bosnia-Erzegovina, dove si registrano finora quattro vittime, e nell’est della Croazia. Oggi le piogge sono calate di intensità, e un miglioramento è atteso dalla prossima settimana.

Il vettore spaziale russo Proton-m è caduto a Terra nove minuti dopo il lancio.


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Il vettore spaziale Proton-m è caduto a Terra nove minuti dopo il lancio. Nell'intervallo tra il secondo e terzo stadio di separazione, si è verificata un'interruzione del funzionamento dei motori, secondo le informazioni diffuse dalla agenzia spaziale russa dal cosmodromo di Baikonur. Secondo la fonte di Ria Novosti,il Proton è caduto fuori dal Kazakhstan dove si trova la base di Baikonur. Vittime o danni non sono stati ancora segnalati. Secondo una fonte, il missile potrebbe finire sul territorio dell'Altai o nelle acque dell'oceano pacifico.


L'ultima grande battuta d'arresto per l'agenzia spaziale russa Roscosmos, prima di quella odierna, è stato un altro lancio del Proton-m con tre satelliti Glonass nel mese di luglio 2013. Il razzo esplose dopo mezzo minuto dopo il decollo.

giovedì 15 maggio 2014

Fa bene usare il reggiseno? Recenti studi affermano di no.

Dopo diversi anni di ricerca, grazie ad uno studio realizzato in Francia si è giunti alla ferma conclusione che l’indumento femminile così diffuso e considerato il più importante tra la biancheria intima delle donne non fa per nulla bene.

Il professore Jean- Denis Rouillon, dell’Università di Franche-Comte de Besancon, Francia, ha affermato con totale sicurezza che ireggiseni non offrono nessun beneficio e che, al contrario, fanno male al seno di chi li usa
Tali conclusioni si basano su alcuni studi realizzati nell’arco di quindici anni, durante i quali l’Università di Besancon, nell’est della Francia, ha portato avanti delle ricerche osservando e verificando una serie di cambiamenti nel seno di centotrenta donne che, volontariamente, si sono sottoposte a tale ricerca. Le volontarie avevano un’età compresa tra i diciotto e i trentacinque anni.
Durante le prime fasi della ricerca, l’equipe medica osservò che il seno delle donne che non utilizzavano il reggiseno rimaneva molto più sodo e presentava meno smagliature rispetto a quello delle donne che lo indossavano tutti i giorni.
Gli strumenti utilizzati dagli studiosi sono stati soltanto un calibro (strumento per misurare la distanza tra due lati opposti di un oggetto) e un regolo calcolatore.
Tra le conclusioni a cui giunse il gruppo di ricercatori che presero parte a questa ricerca risalta, soprattutto, quella che dimostra che l’uso di questo popolare indumento intimo femminile non evita il cedimento del seno con il passare degli anni e, anzi, accelera tale processo. Il professore Rouillon sostiene che dal punto di vista medico, fisiologico e anatomico, il reggiseno non apporta nessun tipo di beneficio al seno, privato in questo modo della gravità. Accade l’opposto, poiché tende a diventare molto più flaccido.
Il professore è fermo nel sostenere l’ipotesi che con l’uso del reggiseno i muscoli incaricati di sostenere il seno perdono la propria funzione e, in questo modo, si perde la tonicità del busto. Afferma anche che le donne che non usano mai il reggiseno hanno i capezzoli più alti rispetto alle donne che lo usano regolarmente. 
Il professore puntualizza con enfasi che anche se lo studio è durato molti anni e ne hanno preso parte centinaia di donne, non è rappresentativo della popolazione mondiale. Tuttavia, è certo che tale studio conferma che smettendo di usare il reggiseno non vi è nessun cambiamento riguardo l’aspetto del seno, ma anzi che vi è un notevole miglioramento al riguardo.
Una delle donne che ha partecipato a questa ricerca, dell’età di ventotto anni, afferma che ha smesso di usare il reggiseno da alcuni anni e si sente meglio, soffre meno di mal di schiena e respira meglio godendo di maggiore libertà. 
Grazie ad alcuni studi precedentemente condotti nell’Università di Portsmouth, in Inghilterra, è stato dimostrato che la maggioranza delle donne danneggia il proprio seno indossando la taglia sbagliata del reggiseno.

domenica 11 maggio 2014

200/2013 - Elenco di probabili impatti di asteroidi sulla terra.

Tra il 2000 e il 2013, esiste una rete di sensori che controlla la Terra tutto il giorno ed analizza gli infrasuoni delle detonazioni nucleari . Questo sistema ha rilevato 26 esplosioni sulla Terra con rilascio di  energia 1-600 kilotoni - non tutti causati da esplosioni nucleari, ma piuttosto da impatti di asteroidi.
Questi risultati sono stati recentemente rilasciati dal Treaty Organization test nucleari Ban, che gestisce la rete.Per fare un confronto, la bomba atomica che distrusse Hiroshima nel 1945 esplose con un impatto energetico di 15 kilotoni. Mentre la maggior parte di questi asteroidi esploso troppo in alto nell'atmosfera per fare gravi danni al suolo, l'evidenza è importante per stimare la frequenza di un potenziale "città-killer-size" asteroide.
2000/08/25 (1-9 kilotoni) Pacifico occidentale
2001/04/23 (1-9 kilotoni) Pacifico occidentale
2002/03/09 (1-9 kilotoni) Pacifico occidentale
2002/06/06 (20 + kiloton) Mar Mediterraneo
11/10/2002 (1-9 kilotoni), Pacifico occidentale
2004/09/03 (20 + kilotoni) nell'Oceano Antartico
2004/10/07 (10-20 kilotoni) Oceano Indiano
2005/10/26 (1-9 kilotoni) Oceano Pacifico del Sud
2005/11/09 (1-9 kiloton) Nuovo Galles del Sud, Australia
2006/02/06 (1-9 kilotoni) Oceano Atlantico meridionale
2006/05/21 (1-9 kilotoni) Oceano Atlantico meridionale
6/7/2007 (1-9 kilotoni) Finlandia
2006/08/09 (1-9 kilotoni) Oceano Indiano
2006/09/02 (1-9 kilotoni) Oceano Indiano
2006/10/02 (1-9 kilotoni) Mar Arabico
2006/12/09 (10-20 kilotoni) Egitto
2007/09/22 (1-9 kilotoni) Oceano Indiano
2007/12/26 (1-9 kilotoni) Oceano Pacifico del Sud
10/7/2008 (1-9 kilotoni) Sudan
2009/10/08 (20 + kiloton) South Sulawesi, Indonesia
2010/09/03 (10-20 kilotoni) Oceano Pacifico del Sud
2010/12/25 (1-9 kilotoni) Mar di Tasman
2012/04/22 (1-9 kilotoni) California, USA
2013/02/15, (20 + kiloton) Chelyabinsk Oblast, Russia
2013/04/21 (1-9 kiloton) Santiago del Estero, Argentina
2013/04/30 (10-20 kilotoni) Oceano Atlantico del Nord

sabato 10 maggio 2014

Dell'orgasmo femminile si sa molto ma non tutto. E mentre quelle che lo provano assicurano che non è affatto male, alcuni evoluzionisti si stanno ancora domandando quale sia la sua funzione. Ecco cosa dice la scienza.


Le sarà piaciuto? Che faccio, glielo chiedo? E se sul più lei bello fa finta, come me ne accorgo? Sono solo alcune delle domande, tipicamente maschili, che circondano con un alone di mistero l'orgasmo femminile. Ma negli ultimi anni la scienza ha demistificato e compreso, almeno alcuni, degli aspetti più caratteristici del piacere di lei.
Cerchiamo di fare un po' di chiarezza su alcuni aspetti essenziali e misteriosi della sessualità delle donne.

Il punto G esiste, ci sono le prove
Il punto G è una piccolissima zona della vagina che, opportunamente stimolata, produce nell'interessata orgasmi intensissimi. L'esistenza del punto G è nota e provata da decenni ma fino al 2008 nessuno era riuscito a individuare anatomicamente la sua posizione. Ci è riuscito lo scorso anno un team di medici italiani capitanati da Emmanuele Jannini, docente di sessuologia medica all'università de L'Aquila, che lo ha localizzato in un piccolo spazio tra uretra e vagina. Nelle donne che provano l'orgasmo sul punto G questa porzione di tessuto è più spessa che nelle altre. 

Sul più bello lei non capisce più nullaDurante l'orgasmo lei non è più in grado di connettere, nel vero senso della parola: la risonanza magnetica funzionale ha dimostrato che in quei momenti molte aree del suo cervello "si spengono", comprese quelle dedicate alle emozioni. Negli uomini questo effetto ha una portata minore, perchè il loro orgasmo ha una durata temporale più breve.

Molte donne non lo provanoSecondo uno studio americano del 1999 il 43% delle donne statunitensi avrebbe problemi a raggiungere l'orgasmo. Alcuni ricercatori hanno quindi sollevato un interrogativo provocatorio: se quasi la metà delle donne non lo prova, non sarà che l'anorgasmia non è da considerarsi una malattia? Nonostante questo le terapie farmacologiche allo studio per combattere questo problema sono tante, tra cui una a base di Viagra, che ha però dato fino ad oggi risultati non completamente soddisfacenti.
Secondo uno studio condotto nel 2005 in Gran Bretagna, il 45% delle variabili capaci di influenzare l'orgasmo femminile sarebbe di origine genetica. Molte donne non raggiungono l'orgasmo durante il rapporto sessuale, mentre altre non lo raggiungono con la masturbazione: le variabili ambientali e culturali influiscono sicuramente su questo aspetto della sessualità femminile, ma la componente ereditaria sembra essere fondamentale.

La tecnologia dà una manoIl rimedio estremo all'anorgasmia è tutto tecnologico e si chiama "Orgasmatron", come il famoso marchingegno che compare nel film Sleeper, di Woody Allen.  Si tratta di un impianto spinale che stimola la donna "al momento giusto" e si controlla con un telecomando.  È stato ideato nel 2006 dal dottor Dr. Stuart Meloy, un medico americano che qualche anno prima aveva impiantato alcuni elettrodi nelle vertebre lombari di una paziente per curare un dolore cronico alle gambe. La stimolazione elettrica aveva però scatenato nella donna reazioni... piacevolmente inattese. Nonostante le difficoltà inziali a trovare dei soggetti disposti alla sperimentazione, il dispositivo e il protocollo terapeutico ad esso associato sono attualmente in fase di sviluppo.

Il mistero continuaDal punto di vista evolutivo l'orgasmo femminile rimane comunque un mistero. Perchè le donne lo provano? Perchè alcune lo raggiungono solo con la masturbazione? Secondo la ricercatrice Elisabeth Lloyd ciò significherebbe che il piacere della donna è solo un "incidente evolutivo" come i capezzoli dell'uomo. Che resistono solo perchè non c'è nessuna buona ragione per farli sparire. 


venerdì 9 maggio 2014

Metalli pesanti e malattie neurologiche (in particolare SLA).


Uno dei molteplici problemi legati alla nostra società “moderna” e tecnologicamente evoluta è il fatto che il nostro ambiente è impregnato di metalli pesanti (arsenico, piombo, nickel, alluminio, mercurio,cadmio ed altri)- a nostra insaputa. Purtroppo non c’è via di scampo; si trovano ovunque: nell’aria (tubi di scappamento, industrie), a volte nelle pentole, pile, cosmetici, deodoranti, vaccini, otturazioni dentarie, alimenti, e a volte anche nell’acqua potabile.
Sull’argomento avevo già scritto in generale in un precedente intervento. Qui invece vorrei esaminare l’influsso nocivo di un eccesso di metalli pesanti su uno dei sistemi più delicati, quello nervoso, ed in particolare in relazione ad una malattia, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), la cui frequenza è quasi raddoppiata nel giro degli ultimi decenni.
Nel contemplare l’organismo umano è opportuno tenere presente che la fisiologia dell’uomo odierno è tutt’ora quasi invariata rispetto a quella dei nostri antenati di migliaia di anni fa, ed anche oggi non disponiamo di meccanismi di difesa in grado di proteggerci efficacemente contro i metalli pesanti; ne vengono eliminate quantità infinitesimali, e alcuni organismi li eliminano più efficacemente mentre in altri l’accumulo è più rapido. L’accumulo è progressivo nei tessuti e negli organi, a livello intracellulare, con effetti nocivi. Come se ciò non bastasse, quando oltre ai metalli pesanti sono presenti altre tossine, vi è un potenziamento reciproco, con un incremento notevole del livello di tossicità in generale.
La medicina allopatica da secoli descrive e tratta intossicazioni acute da metalli pesanti (l’esempio più noto è l’intossicazione da piombo, della quale si parlava già ai tempi degli antichi Romani), senza rendersi conto invece dei danni causati da un accumulo lieve ma cronico e costante dei medesimi. Due statistiche interessanti:
1. Nelle ossa degli scheletri di persone morte negli ultimi cinquanta anni il livello di piombo presente, rispetto a quello contenuto negli scheletri di persone morte nell’era preindustriale, è superiore di 500 volte.
2. Se si prelevasse un’otturazione dei denti a base di amalgama, che molti di noi hanno in bocca e la si gettasse in un lago, vi sarebbe, per eccesso di mercurio, un divieto di pesca, nuoto ed immersione nel lago in base alla legislazione di molti Stati.

giovedì 1 maggio 2014

Maremoti in Italia a partire dall'anno 1000 D.C.


ANNO

LOCALITÀ

CAUSA DEL MAREMOTO

RUNUP MAX.ALT.

INTENSITÀ’
1169Stretto di MessinaSisma in mare       11 grado ME           4
Inondazione e distruzioni a Messina
1511Nord AdriaticoSisma a terra         10 grado ME           2
Forte innalzamento del livello marino a Trieste
1564Costa AzzurraSisma a terra        10 grado ME           3
Inondazione ad Antibes
1627GarganoSisma a terra        11 grado ME3 metri            5
Si tratta di uno dei maggiori tsunami che hanno interessato le coste italiane dell’Adriatico meridionale. Lo tsunami fu innescato da un terremoto e colpì la zona costiera tra Fortore e San Nicandro, nei pressi del Lago di Lesina nel Gargano Settentrionale.
La zona, dopo un primo ritiro delle acque, venne completamente sommersa dal mare.  Il fronte d’acqua associato allo tsunami deve essere stato veramente impressionante: cronache dell’epoca riferiscono che la città costiera di Termoli “precipitò” nel mare; sicuramente si tratta di un’iperbole letteraria, ma rende molto bene la drammaticità dei fatti.
Anche altre città furono interessate dall’evento.  A Manfredonia, città costiera uscita praticamente indenne dagli effetti del terremoto, si registrò un runup dell’ordine di 2-3 metri.



L'onda di maremoto che ha colpito Stromboli il 30 dicembre 2002


mercoledì 30 aprile 2014

Ecco tutti i terremoti più forti di M5.5 della storia d'Italia.

Epicentri

MeteoWeb.eu ha pubblicato un lavoro del geologo Giampiero Petrucci, che ha raccolto in un elenco tutti i terremoti di magnitudo superiore a 5.5 della storia d’Italia, con delle brevi note e dettagli sui paesi colpiti e sui danni.
DATAZONAMNOTE
217 a.c.ITALIA CENTRALE6.5Il terremoto più antico di cui si ha notizia storica. Confermato dalle cronache della battaglia del Trasimeno durante la “seconda guerra punica”. Avvertito in gran parte dell’Italia centrale (allora chiamata Etruria), epicentro stimato tra Siena ed il lago Trasimeno
174 a.c.SABINA6.6Epicentro stimato nei pressi di Poggio Mirteto
100 a.c.MARCHE5.8Epicentro nei pressi di Mogliano
91 a.c.REGGIO CALABRIA6.3Individuato negli scritti del greco Strabone che descrive crolli nella maggior parte degli edifici cittadini
76 a.c.REATINO6.6Distrutta gran parte della città di Rieti
56 a.c.MARCHE5.8Epicentro nei pressi di Recanati
05.02.62CAMPANIA5.8Certamente danneggiate Pompei ed Ercolano oltre a Nocera ed alcune zone di Napoli. Pare che Nerone in persona si sia occupato della ricostruzione. Segnalato anche da Seneca
25.08.79CAMPANIA5.7Associato alla celebre eruzione distruttiva del Vesuvio
99SANNIO6.3Epicentro vicino a Circello
101ABRUZZO6.3Epicentro nei pressi di S. Valentino. Danni in tutto l’Abruzzo, avvertito in gran parte dell’Italia centrale
346SANNIO6.0Epicentro nei pressi di Castelpagano, prossimo a quello del 99. Effetti importanti anche nel Matese, confermato da studi archeosismologici su lapidi ed epigrafi
361-363STRETTO DI MESSINA6.6Datazione difficile (per alcuni autori 363, per altri 374). Interessa le sponde dello Stretto e per questo viene paragonato, pur essendo meno potente, a quello del 1908. Diversi morti e crolli sia a Reggio Calabria che Messina, probabilmente colpite anche da tsunami. Avvertito anche alle Eolie e nella Sicilia settentrionale, con danni a Tindari. Collegato, tramite archeosismologia, ad anomalie nel tessuto urbano e territoriale, con spopolamento temporaneo delle cittadine costiere
21.07.365SICILIA
(CRETA)
8.0Il primo evento “universale” data la sua vastità, tra i più potenti di tutti i tempi in Europa. Epicentro a sud di Creta. Danni rilevanti in tutto il Mediterraneo ed associato ad uno tsunami che devastò anche le coste della Sicilia orientale
375BENEVENTO6.0Distrutta gran parte della città, morta almeno la metà della popolazione. Alcune fonti considerano come data di questo evento il 369
443ROMA5.7Epicentro stimato nei pressi di Gallicano. Danneggiati diversi monumenti tra cui anche il Colosseo e l’anfiteatro, crollati alcuni edifici ed una navata della basilica di San Paolo. Ripetutamente confermato dall’archeosismologia
778VENETO5.8Epicentro nei pressi di Treviso, semidistrutta. Segnalate centinaia di vittime, avvertito in tutto il nord-est
848SANNIO6.0Epicentro a sud di Castel Pizzuto. Interessati Campania e Molise, danni anche nel Matese. Morti ad Isernia
31.08.853MESSINA6.3Definito “grande terremoto” in diversi scritti ecclesiastici ma ancora poco noto
951ROSSANO6.0Semidistrutta la città, incerto il numero delle vittime
25.10.989IRPINIA6.0Epicentro nei pressi di Carife. Distrutto il paese di Ronza, mai più ricostruito. Ingenti danni anche a Benevento, Capua, Conza (dove muore il vescovo), Frigento. Sconosciuto il numero delle vittime, almeno qualche centinaio
03.01.1117VERONA6.5Riscontrato in almeno 85 siti, il terremoto più devastante di tutti i tempi nel nord Italia. Epicentro ad est di Ronco Adige, per alcuni autori possibile sviluppo di sequenza sismica a diversi epicentri. Gravissimi danni a Verona, con crollo parziale dell’Arena e del duomo. Avvertito in tutto il nord Italia, gravi danni (con crollo di numerosi edifici) anche a Cremona, Padova, Vicenza, Nonantola, Modena, Parma, Piacenza, Milano. Difficile stima delle vittime, almeno 20mila, forse 30mila

Dai "Comunismi del Cosmo" alla "Chiesa del Sole". Nella Federazione appaiono sempre più sette religiose.

Le sette russe si fondano, come nel resto del mondo, su credenze pagane. E promettono una completa guarigione dell'organismo, potere e vita eterna. In ognuna c'è un leader forte che con il suo carisma e le sue idee riesce ad attirare nuovi adepti. La polizia presta attenzione al fenomeno solo quando i membri di una setta vendono i propri beni per potervi far parte o quando si verificano episodi di morti tragiche che hanno a che fare con questo tipo di organizzazioni.
Una donna balla durante una sessione del medico-psicoterapeuta Anatoly Kashpirovsky (Foto: Igor Kostin / Ria Novosti)
Preghiere sottoterra
All'inizio di aprile gli ufficiali giudiziari della Repubblica del Tatarstan hanno sgomberato, nella città di Kazanuna casa in cui risiedevano 15 persone, ultimi membri di una setta religiosa conosciuta come “Fajzrachmanismo”. Questa setta deve il suo nome al santone che l'ha fondata, Fajzrachman Sattarov, che ora ha più di ottant'anni ma già 40 anni fa era il vice muftì dell’Amministrazione spirituale dei musulmani del Tatarstan. Un giorno Sattarov, dopo essere sceso da un bus, ha visto una scintilla e ha deciso che si trattava della luce di Allah. Ha cominciato a farsi chiamare profeta e ha raccolto un centinaio di seguaci, dichiarando il piccolo appezzamento di terreno dove era sita la sua dacia uno stato indipendente, e ha chiuso ogni tipo di rapporto con il mondo esterno. Quando dopo due decenni le autorità sono riuscite a trovare un pretesto per entrare in quel terreno, hanno scoperto, sotto le fondamenta della casa, una città sotterranea di otto livelli dove, in minuscole celle umide, vivevano settanta persone che non erano mai andate in vita loro da un medico, né avevano mai preso farmaci, i cui figli non venivano mandati a scuola; tra costoro si trovavano anche delle ragazzine minorenni incinte.
L'idea della clausura, della fuga dal mondo, ha sempre trovato i suoi estimatori. Nell'autunno del 2007, nella regione di Penza, sono stati scoperti 35 seguaci della dottrina del costruttore Petr Kuznecov che si faceva chiamare “ l'arcimonaco Maksim” o “il miserabile Petr”. Gli adepti aspettavano la fine del mondo e minacciavano di farsi esplodere se avessero provato a liberarli con la forza. A distanza di sei mesi, dopo la morte di due donne del gruppo, gli eremiti sono usciti dal rifugio di loro spontanea volontà. Kuznecov aveva deciso di non rimanere sottoterra. La sua dottrina si basava anche sul rifiuto degli oggetti prodotti dalla civiltà e l'idea di fondare una setta gli era venuta dopo il divorzio dalla moglie che non riusciva ad accettare che il marito dormisse in una bara e predicasse precetti di dubbio valore. Dopo la scomparsa degli eremiti, la polizia ha rinchiuso in prigione Kuznecov e il giudice lo ha fatto internare in un ospedale psichiatrico.
“Qualunque setta ha inizio con un leader che crea attorno a sé un'organizzazione a sua immagine e somiglianza. C'è un’unica caratteristica che accomuna i guru di tutte le sette, vale a dire la sete di potere e il narcisismo” spiega Aleksandr Dvorkin, studioso di sette e direttore del Centro di studi sulle religioni intitolato alla memoria di Irinej Lionskij. Nella rete delle sette finiscono persone suggestionabili, spiega Dvorkin, sottolineando però che di persone non influenzabili ne esistono davvero poche e che quando ci si trova in un periodo di stress, è più facile finire sotto il loro controllo.
Una seconda condizione che accomuna le persone irretite dalle sette è il potere di fascinazione che queste organizzazioni esercitano su di loro  “Non si riceve un invito ufficiale a entrare in una setta, ma si viene inviati a un corso di lingua inglese gratuito, a una visita diagnostica da un medico generico, oppure a una festa, a corsi di cucina ayurvedica, a lezioni di ballo, o ancora a un circolo di yoga o di lotta; si riceve una proposta di lavoro con un'interessante offerta remunerativa, oppure un invito a partecipare a un corso per migliorare la propria personalità o a conferenze sull’importanza delle filosofie antiche. Questi sono solo alcuni dei possibili approcci perché la realtà è molto più variegata e complessa: dietro ognuna di simili proposte può nascondersi una setta” ci racconta Dvorkin.
Guaritori e profeti
In Russia le sette sono sempre esistite, ma hanno cominciato a diffondersi con l'arrivo del cristianesimo. In epoca sovietica il potere autoritario ha tenuto a freno il proliferare di sette totalitarie, coadiuvato dal progresso scientifico e dall’evoluzione della psicologia che ha spiegato come si possa manipolare la coscienza delle persone. Il Centro di studi sulle religioni di Dvorkin suddivide le sette in alcune tipologie. La maggior parte di esse riflettono principi universalmente riconosciuti da religioni tradizionali mondiali quali buddhismo, induismo, protestantesimo e cristianesimo. Per esempio, la setta del dio Kuz che si riunisce vicino alle cattedrali ortodosse, aiuta i priori ad organizzare mostre fuori sede e offre ai parrocchiani la possibilità di commissionare a pagamento preghiere speciali per risolvere problemi di alloggio, ottenere aiuto nel caso di processi o pronte guarigioni da sindromi quali la dipendenza da internet. Andrej Popov, un sacerdote quasi cieco di circa trentasette anni, ha raccolto i suoi adepti, facendosi portavoce del dio Kuz e designando i suoi nemici con gli appellativi di demoni, “verdure” e “cetrioli”. I suoi seguaci si sottopongono a punizioni fisiche e psichiche.
Largamente rappresentato è anche il gruppo delle sette post-sovietiche che hanno nomi tra i più eterogenei: “I comunisti del cosmo” “Ashram Shambala” “La chiesa del Sole”, “Setta di Beloded”, “Inglinghi” “Per la teocrazia”. Una delle pseudoreligioni più diffuse è il centro “Anastasija”. I suoi seguaci traggono ispirazione dall’ omonimo libro dello scrittore Vladimir Puzakov nel quale una donna, di nome Anastasija, che è la depositaria di saperi segreti legati alla natura, trasmette agli adepti la sua sapienza. Gli adepti arruolano con la forza i nuovi seguaci, difendendo furiosamente i dogmi, tra i quali alcuni, come, per esempio, le regole per curare le malattie da verdure, appaiono davvero bizzarri. Inoltre, i membri del centro proclamano il libero amore e incitano le ragazze ad avere rapporti con uomini sposati. Si è diffusa la notizia di orge avvenute all'interno della setta “Ashram Shambala”, sorta in Siberia. Il suo guru, Konstantin Rudnev, è stato condannato nel 2013 a undici anni di carcere duro per traffico di stupefacenti e appropriazione indebita di beni (i suoi adepti gli consegnavano il denaro ottenuto dalla vendita delle proprie case).

Di grande popolarità godono in Russia anche innumerevoli guaritori. Negli anni '90 è stata la volta  di due ultrafamosi guaritori e ipnotizzatori come Alan Chumak e Anatolij Kashpirovskij, che si esibivano in televisione, elettrificando l’acqua taumaturgica che sistemavano davanti allo schermo. Nel XXI secolo la tradizione è continuata con Grigorij Grabovoj che aveva promesso alle donne della città osseta di Beslan di resuscitare i loro figli, periti durante l’assedio della scuola da parte dei ribelli. Nel 2008 Grabovoj è stato condannato per truffa a 11 anni di reclusione. Alle dottrine di una setta possono essere avvicinati anche gli insegnamenti di Mirzakirim Norbekov, che insegna ai russi speciali esercizi per allenare il corpo e lo spirito e, parallelamente, come condizionare con il pensiero l’organismo e predire il futuro. Gli esperti ritengono che la maggior parte delle sette totalitarie non sopravvivano alla scomparsa dei loro leader. “Le sette che riescono a sopravvivere la generazione successiva sono una minoranza. Conosco solo due sette che esistono da parecchie generazioni: i mormoni e i Testimoni di Geova” aggiunge Dvorkin.

 

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