venerdì 30 ottobre 2009

Astri e Particelle, interessante Mostra a Roma




Realizzata dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l'Istituto Nazionale di Astrofisica e l'Agenzia Spaziale Italiana, con la direzione scientifica di Roberto Battiston

27 ottobre 2009 - 14 febbraio 2010

Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194
00184 Roma
Call center 06 39967500
per le famiglie
visita e laboratorio per ragazzi dai 7 agli 11 anni domenica dalle ore 16.00 alle ore 18.00 12,00 offerta famiglia: attività 10,00 per ragazzoper le famiglie
visita e laboratorio per ragazzi dai 7 agli 11 anni domenica dalle ore 16.00 alle ore 18.00 12,00 offerta famiglia: attività 10,00 per ragazzo + ingresso mostra ridotto 7,50 per adulto è necessario arrivare 15 minuti prima dell’inizio dell’attività
prenotazione consigliata tel. 06 39967500
per le scuole
visita e laboratorio dal martedì al venerdì scuola primaria dalle ore 11.30 alle ore 13.30 visita in mostra per la scuola secondaria ingresso 4,00 per ragazzo - attività 80,00 per gruppo classe
prenotazione obbligatoria tel. 06 39967200+ ingresso mostra ridotto 7,50 per adulto è necessario arrivare 15 minuti prima dell’inizio dell’attività
prenotazione consigliata tel. 06 39967500
per le scuole
visita e laboratorio dal martedì al venerdì scuola primaria dalle ore 11.30 alle ore 13.30 visita in mostra per la scuola secondaria ingresso 4,00 per ragazzo - attività 80,00 per gruppo classe
prenotazione obbligatoria tel. 06 39967200

Interessanti questi incontri con i nostri astronauti.

INCONTRI CON GLI ASTRONAUTI
Quattro occasioni emozionanti per incontrare gli astronauti italiani dell’Agenzia Spaziale Europea - ESA, che offrono al pubblico il racconto delle loro esperienze uniche ed incredibili, reso ancora più coinvolgente dalla proiezione
in 3D di un viaggio virtuale sulla Stazione Spaziale Internazionale e di eccezionali immagini stereoscopiche prese durante alcune recenti missioni.
sabato 31 ottobre, ore 21.00 e 22.15
INCONTRO CON L’ASTRONAUTA proiezione in 3D di un viaggio virtuale sulla Stazione Spaziale Internazionale
sabato 21 novembre, ore 21.00 e 22.15
INCONTRO CON L’ASTRONAUTA proiezione in 3D di un viaggio virtuale sulla Stazione Spaziale Internazionale
sabato 9 gennaio, ore 21.00 e 22.15
INCONTRO CON L’ASTRONAUTA proiezione in 3D di un viaggio virtuale sulla Stazione Spaziale Internazionale
sabato 23 gennaio, ore 21.00 e 22.15
INCONTRO CON L’ASTRONAUTA proiezione in 3D di un viaggio virtuale sulla Stazione Spaziale Internazionale
Informazioni:
Palazzo delle Esposizioni – Sala Auditorium scalinata di via Milano 9A, Roma ingresso libero fino ad esaurimento posti.

TEMA DELLA MOSTRA



Quattro secoli fa Galileo puntava per la prima volta verso il cielo il suo cannocchiale e cambiava per sempre il nostro modo di osservare l'Universo. Nessuno avrebbe potuto prevedere allora la straordinaria evoluzione della nostra capacità di scrutare le profondità del Cosmo e di interpretarne i messaggi, con strumenti e metodi sempre più sensibili e raffinati. In occasione della celebrazione internazionale di quel rivoluzionario gesto scientifico - il 2009 è Anno Internazionale dell'Astronomia e Galileiano - l'Azienda Speciale Palaexpo, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l'Istituto Nazionale di Astrofisica e l'Agenzia Spaziale Italiana presentano al Palazzo delle Esposizioni di Roma una grande mostra che racconta la scienza, gli uomini e i grandi esperimenti che oggi studiano l'Universo.
In mostra potrete trovare telescopi e rivelatori di radiazione cosmica, ospitati negli ambienti più estremi del pianeta per decifrare e interpretare le parole dell'Universo: la luce e le particelle elementari che ininterrottamente ci raggiungono, eco di eventi remoti, avvenuti a distanze e tempi inimmaginabili. Questi segnali sono rivelati con esperimenti situati nelle profondità del mare, nelle viscere delle montagne, sugli altopiani più elevati del pianeta o in immense distese desertiche. E oltre, nello Spazio, dove sofisticati osservatori orbitano intorno alla Terra puntando i loro occhi verso le profondità del cosmo.
Durante il percorso dell'esposizione verrete coinvolti nel lavoro degli scienziati che ascoltano e interpretano i messaggi del Cosmo per misurare le dimensioni e l'età dell'Universo e studiare la sua composizione, per immaginare come si evolverà o risalire indietro nel tempo fino ai primi istanti della sua vita, ricreandoli, addirittura, in laboratorio.
Gli scienziati di oggi e di ieri accompagneranno virtualmente il pubblico per scoprire soprattutto quello che non sappiamo, quali siano le grandi sfide scientifiche del nostro tempo che impegnano i ricercatori di tutto il mondo. E le domande ancora aperte, i misteri che da sempre hanno affascinato l'uomo anche quando, per guardare verso il cielo, aveva solo i suoi occhi.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Codice, comprendente una breve storia degli Enti di ricerca  che in Italia  studiano  la fisica delle particelle elementari, l'astrofisica e le scienze spaziali  e numerose interviste a scienziati italiani sulle frontiere della conoscenza dell'Universo

Isola di Panarea, il vulcano è attivo.

Secondo recenti studi , l'isola non corre alcun pericolo.
"ROMA (29 ottobre) - Il vulcano di Panarea si “muove”, si sta deformando ed è attivo. Lo ha scoperto una ricerca condotta dall'Istituo Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e pubblicata sul Bullettin of Volcanology. Il vulcano di Panarea entra così a far parte dei vulcani italiani di secondaria importanza, come i Colli Albani, Roccamonfina, il Vulture.
«Nel 2002 abbiamo avuto i primi sospetti che Panarea fosse in realtà un vulcano attivo - spiega il geologo Marco Anzidei, uno degli autori della ricerca - Infatti in quell'anno il mare di Panarea cominciò a ribollire e a riempirsi di gorghi e si osservò per la prima volta la risalita di gas profondi ad alta temperatura dalla composizione chimica tipicamente magmatica. Fino a quel momento il vulcano era stato classificato come non attivo. Oggi le deformazioni orizzontali e verticali sono la conferma definitiva che il vulcano non dorme affatto. Si tratta comunque di deformazioni piccole e che non destano preoccupazioni particolari per la sicurezza dell'isola».
Il vulcano di Panarea periodicamente può rilasciare gas e fluidi caldi ed è direttamente collegato al sistema vulcanico delle Eolie. «Come per tutte le aree vulcaniche attive, non si può escludere che si possano verificare deformazioni del suolo di maggiore entità» ha aggiunto Anzidei.
D'altra parte, da un punto di vista geologico l'ultima eruzione di Panarea è relativamente recente: «appena» 10.000 anni fa." (Il Messaggero)

Roma- Mostra "Il Telescopio di Galileo"

Si apre a Roma oggi nell'ambito dell'Anno dell'Astronomia, una interessante mostra sul Telescopio di Galileo" e sulle tecniche antiche di costruzione delle lenti.
"A ripercorrere, a 400 anni di distanza, quei giorni epocali ci pensa la grande mostra ''Il Telescopio di Galileo. Lo strumento che ha cambiato il mondo'' che si svolgera' a Roma dal 31 ottobre al 6 gennaio 2010 nella sede di Palazzo Incontro in Via dei Prefetti 22.(Adn Kronos)


 "L'esposizione e' stata proposta a Firenze dal 4 marzo 2008 al 31 gennaio 2009 e successivamente allestita a Pechino, Filadelfia e Stoccolma con grande successo. Presenta fedeli repliche di antichi strumenti, molti dei quali conservati presso il Museo di Storia della Scienza di Firenze, oltre a importanti documenti e manoscritti." (Ansa)

martedì 27 ottobre 2009

Studi sul nesso tra attività solari e terremoti

"Già negli anni '20 un sismologo italiano tentò delle previsioni, ricorrendo alla forza di marea. Si tratta del faentino Raffaele Bendandi (1893-1979). Bendandi scrisse un primo libro che pubblicò completamente a sue spese nel luglio 1931. Tale libro, intitolato 'Un principio fondamentale dell'universo' era dedicato all'attività solare e conteneva il primo caposaldo su cui egli basava le sue ricerche, il ciclo undecennale che venne interpretato come un battimento delle sollecitazioni mareali prodotte dai pianeti che ruotavano attorno al Sole.

La variabilità delle altre stelle venne spiegata attraverso lo stesso principio e descritta in un secondo volume ancora inedito. Essendo anche il fenomeno sismico inquadrabile sotto lo stesso ragionamento, nella situazione di non poter divulgare le previsioni dei terremoti, Raffaele Bendandi volle probabilmente fissare un primo principio che, se apprezzato, gli avrebbe permesso di far riconsiderare le sue previsioni. Nello studio dei terremoti si occupò del fenomeno delle variazioni di inclinazione del terreno e degli effetti dei moti planetari sui movimenti della crosta terrestre. Strettamente legato a questi fu lo studio della migrazione della posizione del polo. La soluzione dell'enigma del ciclo undecennale solare costituì uno dei suoi maggiori argomenti, assieme a quello delle stelle variabili.

Bendandi ipotizzò anche l'esistenza di cinque nuovi pianeti: quattro extra-nettuniani ed uno situato fra il Sole e Mercurio. L'esistenza dei primi quattro fu dedotta dall'osservazione dei terremoti, mentre quella dell'ultimo dall'attività solare [...] Dopo la Seconda guerra mondiale, attraverso una bussola ed alcuni radio ricevitori su onda corta, ma probabilmente anche prima attraverso strumenti per la ricetrasmissione radio-telegrafica, realizzò osservazioni sistematiche delle interferenze elettromagnetiche che accompagnavano le tempeste solari e che, qualche volta, sembravano essere associate ai terremoti. Anche Jim Berkland, come riportato nel libro di Cal Orey, considera la manifestazione delle anomalie elettromagnetiche, le variazioni del campo magnetico terrestre e gli altri disturbi a bassa frequenza come quei segnali che gli animali sono in grado di percepire prima di un terremoto e che li spinge ad abbandonare l'area interessata dall'evento.

Raffaele Bendandi fu uno dei primi a riconoscere tali anomalie come responsabili di strani effetti sugli esseri viventi. Dal 1950 inaugurò, infatti, un nuovo genere di osservazioni sull'aumento di aggressività delle forme influenzali e sulla recrudescenza della criminalità, legate all'attività solare. Si servì delle scoperte di Giorgio Piccardi (1895-1972) per giustificare l'effetto dei vari tipi di radiazioni solari sulle forme viventi. Introdusse un nuovo genere di previsioni meteorologiche e compì utili osservazioni sulle esplosioni nelle miniere, ma, soprattutto, comprese tutti questi argomenti in un quadro più ampio che egli chiamò "crisi cosmica".

L'attività di pochi scienziati è paragonabile a quella di Raffaele Bendandi, innanzitutto per i risultati ottenuti, cioè per i contributi alla previsione dei terremoti, dell'attività solare e delle 'crisi cosmiche'".

L'aspetto più innovativo delle indagini eseguite da Bendandi è il nesso tra attività solare e sismi, tra attività solare e comportamento di uomini ed animali.




Per quanto riguarda l'attrazione gravitazionale della nostra stella, della luna e dei pianeti, siamo inclini a ritenere che Bendandi enfatizzasse una forza quale la gravitazione. A tutt'oggi, tra le forze fondamentali dell'universo, quella gravitazionale appare la più arcana, non essendo mediata, a differenza delle altre, da particelle. E' stata ventilata l'ipotesi dell'esistenza dei gravitoni, particelle “messaggere” della gravitazione, ma tali corpuscoli non stati sperimentalmente rilevati. La teoria gravitazionale classica si deve ad Isaac Newton ed è per questo motivo definita anche legge di Newton. "Essa è enunciata nel modo seguente: due corpi si attraggono in ragione diretta al prodotto delle masse ed in ragione inversa al quadrato delle distanze. La teoria gravitazionale classica non riesce a spiegare alcuni fenomeni cosmici, lascia insoluto il problema relativo all'origine delle forze di attrazione e quello dell'analogia formale tra campo di gravitazione e campi elettromagnetici. Albert Einstein elaborò una nuova teoria gravitazionale in cui quella classica rientra come caso particolare... Per Einstein le azioni gravitazionali non sono più istantanee, ma si propagano con la velocità della luce e tale velocità diminuisce quanto più ci si avvicina alla massa. Le prove sperimentali della teoria gravitazionale relativistica sono tuttora oggetto di discussione, poiché non sono accettate da tutti come dimostrazioni definitive della validità della teoria".(J. Gribbin)

E', come si nota, questione complessa e controversa che, in questa sede, non occorre approfondire. [1] Qui mi limito a ricordare che alcune incongruenze della fisica relativistica potrebbero essere risolte, reintroducendo il concetto di etere: in fondo, il campo quantistico, che è un medium continuo presente in ogni dove nello spazio, ricorda l'etere. Le particelle, in tale contesto, sono condensazioni locali del campo, concentrazioni di energia temporanee. Il "vuoto" quindi non è vuoto, essendo simile ad un oceano ribollente di energia. Scrive Thirring: "Il campo esiste sempre e dappertutto, non può essere eliminato. Esso è il veicolo di tutti i fenomeni materiali. E' il 'vuoto' dal quale il protone crea il mesone pi greco. L'esistere ed il dissolversi delle particelle sono forme di moto del campo”. Perfetto: l'etere, espulso dalla porta con l'esperimento di Michelson e Morley, rientra dalla finestra sotto forma di 'vacuum'.

Recentemente l'ingegnere Maurice Cotterel, esperto della civiltà Maya, è approdato a conclusioni simili a quelle del faentino, pur probabilmente senza conoscere gli studi dell’italiano Bendandi. Cotterel afferma che il Sole emette dodici tipi di radiazioni durante l’anno ed il fenomeno crea dodici tipi di campo elettromagnetico che influiscono sui bioritmi e sulla secrezione di melatonina. Inoltre le macchie solari favoriscono la proliferazione dei virus influenzali e squilibri psicologici. Come si può constatare, l’ingegnere statunitense ha individuato effetti identici dovuti all’attività solare a quelli identificati da Bendandi. Cotterel ritiene che nel 3313 a.C., anno in cui cominciò il Quinto sole dei Maya e che corrisponde alla “nascita di Venere”, il campo magnetico del nostro astro si rovesciò ed il pianeta ciprigno invertì la rotazione del suo asse.



L’obiezione che viene di solito mossa a Bendandi è la seguente: il Sole, i pianeti e la Luna non possono esercitare un’azione tale da scatenare sismi sulla terra, essendo l’interazione gravitazionale molto debole. Se, però, con Bearden, Haramein e molti altri, ipotizziamo l’esistenza di un etere iperdimensionale, si comprende come pianeti quali Giove e Saturno possano influire sul Sole e sugli altri globi. Questo perché, stando a vari scienziati, Saturno e Giove possiedono quasi tutto il momento angolare (circa il 99 per cento) del sistema solare. Haramein rammenta che le equazioni di Einstein non comprendono né il momento angolare-torsione né l’effetto Coriolis. Escludendo la torsione dall’universo (tutto ruota nel cosmo, dalle galassie, agli astri, dai pianeti agli elettroni), si perde una notevole quantità di energia che i corpi celesti irradiano nel vacuum. Così, reintroducendo l’etere, si sopperirebbe al deficit energetico collegato all’estrema debolezza dell’azione gravitazionale: tra l’altro, Pierluigi Ighina sosteneva che la scienza accademica non aveva compreso la gravità.""

tratto da Fonte


lunedì 26 ottobre 2009

Allarme su Facebook:terremoto in arrivo nelle Marche, ma la Protezione Civile smentisce.

Voci incontrollate su Facebook su un possibile «devastante» terremoto che domani dovrebbe colpire le Marche hanno generato un allarme tanto diffuso quanto ingiustificato fra la popolazione  che la Protezione civile regionale ha dovuto diffondere una nota per spiegare che «la notizia in questione non ha origine dalle istituzioni scientifiche o dalle competenti amministrazioni pubbliche». E che «il monitoraggio sismico effettuato costantemente ormai da anni su tutto il territorio italiano e nelle Marche non evidenzia a oggi alcuna attività anomala o significativa».

Tutto nasce da un flash apparso sul social network il 14 ottobre scorso, e trasformatasi presto in un tam tam incontrollato. All'origine, supposte previsioni del geologo Giampaolo Giuliani, lo stesso che ha condotto studi sul rilascio del gas radon nel Gran Sasso ed è rimasto coinvolto in una serie di polemiche nei mesi del terremoto dell'Aquila. Lo stesso Giuliani ha subito smentito di aver fatto previsioni su un sisma nelle Marche, ma il popolo della rete ha continuato ad almanaccare sul terremoto alle porte.

La sala unificata della Protezione civile regionale sta ricevendo telefonate alla media di una ogni quarto d'ora, in cui i cittadini, soprattutto giovani, chiedono consigli e rassicurazioni. C'è perfino chi piange, e chi riferisce di aver avuto indicazioni su epicentro e magnitudo del sisma: una scossa di magnitudo 5.4 sulla scala Richter davanti a Porto San Giorgio, con effetti nelle province di Fermo e Ascoli Piceno. Gli operatori si sforzano di tranquillizzare chi chiama (nelle Marche è ancora vivo il ricordo del terremoto, quello sì reale e devastante del 2007) e di riportarlo alla calma. E stasera una nota del Dipartimento regionale ricorda che «lo stato attuale delle conoscenze sismologiche non consente di fare alcuna previsione deterministica. Pertanto non è possibile indicare quando potrà verificarsi un terremoto. Tutto ciò è stato anche recentemente confermato nel rapporto finale della Commissione scientifica internazionale nominata dal Dipartimento nazionale della Protezione civile, dopo il terremoto dell'Aquila».
26 ottobre 2009

Israele provoca terremoto a Cipro.Terremoti come arma strategica.

Una forte scossa di terremoto è stata avvertita a Nicosia,  il 17 Settembre 2009,la capitale di Cipro. La scossa è stata di 4.5 gradi sulla scala Richter l’intensità della scossa di terremoto distintamente avvertita oggi dalla popolazione residente ai piani alti degli edifici della capitale cipriota alle 17:09 locali (le 16:09 in Italia). Lo hanno reso noto radio locali citando esperti del Dipartimento di ricerche geologiche di Cipro. La scossa odierna segue di appena tre settimane quella avvertita la mattina dello scorso 25 agosto nella parte sudoccidentale dell’isola, in particolare nelle località costiere di Limassol e Pafos. Anche l’intensità di quel sisma, il cui epicentro era stato individuato in mare tre km al largo della costa di Limassol, era stato di 4.5 gradi sulla scala Richter.


Esperto cipriota: esperimenti sismologici. La forte scossa di terremoto avvertita oggi sull’isola di Cipro alle 17:09 locali (4.5 gradi sulla scala Richter e durata circa 20 secondi) potrebbe essere stata provocata artificialmente da esperimenti sismologici realizzati in Israele. È quanto sostiene il Cyprus Mail citando Kyriakos Solomi, del Dipartimento di ricerche geologiche di Cipro, secondo cui a partire dalla fine di agosto la Divisione di sismologia dell’Istituto di Geofisica del ministero dell’Infrastruttura israeliano aveva in programma di simulare un terremoto nell’area meridionale del deserto del Negev.


Fatti esplodere 80 tonnallate di esplosivo. Secondo l’esperto, la simulazione sarebbe avvenuta facendo detonare 80 tonnellate di esplosivi. Scopo del progetto è quello di migliorare le capacità di lettura sismica ed acustica dei terremoti che possono registrarsi nello Stato ebraico e intorno ad esso, per un raggio di 1.000 chilometri. Misurazioni dell’intensità del sisma artificiale sono prese anche in altri Paesi tra cui Cipro, Grecia, Francia e Germania.
Secondo notizie di stampa israeliana, questi esperimenti sono finanziati dal Dipartimento della Difesa Usa e dall’Università delle Hawaii allo scopo di migliorare la comprensione del comportamento delle onde sonore nell’atmosfera e mettere a punto le attrezzature sismografiche israeliane per consentire così di lanciare un pre-allarme in caso di terremoto. Sempre secondo le stesse fonti, negli ultimi anni gli scienziati israeliani hanno creato numerose simulazioni di terremoti per calibrare le proprie attrezzature. Tra queste, una nel giugno 2004 in cui vennero fatte detonare 32 tonnellate di esplosivi nel Negev e nel giugno del 2005 quando ne furono fatte scoppiare 20 tonnellate nella Galilea meridionale.

Il 50% del territorio dell'Abruzzo, è ricco di petrolio.


Il 50% del territorio abruzzese è a rischio trivellazione per estrazione di petrolio. A lanciare l’allarme è Maria Rita D’Orsogna del Dipartimento di matematica dell’Università californiana di Northridge.
Secondo l’appello lanciato dalla ricercatrice, c’è il rischio di trasformare la regione in un immenso pozzo petrolifero che andrebbe ad intaccare anche il parco nazionale della Majella, e quello del Lazio ed dell’Abruzzo. Spiega la D’Orsogna: «Il petrolio abruzzese è di qualità scadente. È un fango fortemente corrosivo e denso. L’indice API è 12. Il petrolio migliore del mondo è quello texano ad indice 40. Quello peggiore sono le sabbie del Canada con indice 8. Dunque, il petrolio abruzzese giusto un po’ meglio delle sabbie bituminiche dell’Alberta».
Spiega ancora la D’Orsogna: «L’idea dell’Eni è quella trasformare 15 ettari di terra a Montepulciano doc ad Ortona in una raffineria di petrolio creata apposta per desolforizzare le schifezze del sottosuolo abruzzese. Questo centro deve sorgere a 500 metri dal mare. Si parla di costruirne altri due nella piana di Navelli e nel Teramano».
La ricercatrice racconta che la Basilicata dove si trivella da 15 anni, sta morendo: «Io vorrei che per una volta in Italia fossimo preventivi e fermassimo il degrado ambientale prima di iniziare a contare i morti».
Il rapporto guadagno petrolifero/perdita agricoltura è secondo la ricercatrice di Northridge infinitamente basso: «Ad Ortona, il petrolio porterà a 30 posti di lavoro (l’ha detto l’Eni stessa) a fronte di 5000 famiglie nei vari comuni attorno alla proposta raffineria impiegate nell’agricoltura che perderanno il loro sostentamento, per non parlare del turismo e della pesca del luogo. Il petrolio abruzzese non è una risorsa per l’Abruzzo, ma per l’Eni» e conclude: «Un sondaggio fatto dal governo centrale mostra che il 75% degli abruzzesi è contrario alle trivelle. La terra non è dell’Eni ma degli Abruzzesi. Grazie ad altre opere già portate avanti (fra cui la centrale turbogas di Gissi), l’Abruzzo già produce più energia di quanto gli serva. Il petrolio non può coesistere con l’Abruzzo che conosciamo oggi».

Nuove immagini di meteoriti caduti in poco meno di 1 mese

In meno di 1 mese si sono verificati altri due fenomeni nel cielo ascrivibili all caduta di meteoriti.
Il 30 Setttembre in Argentina:  "quotidiani di Buenos Aires hanno oggi pubblicato le foto e ripreso i racconti fatti da tanti testimoni delle regioni della Pampa, Mendoza, Rio Negro e San Luis, i quali hanno detto di aver identificato chiaramente una luce di forte intensità, una «stella», visibile in un raggio di 500 chilometri, che ha fatto capolino nel cielo argentino per più di mezzora, prima di venire a contatto con l’atmosfera terrestre ed esplodere."




Fonte



In Germania il 13 Ottobre 2009
Lo scorso martedì mentre il fotografo amatoriale, l’olandese Robert Mikaelyan, era intento a fotografare una vecchia fabbrica di zucchero all’ora del crepuscolo, nel cielo esplodeva una meteora. La prontezza di Robert gli ha consentito di riuscire ad immortalare il raro evento. Centinaia di abitanti olandesi e tedeschi hanno riferito di aver visto la palla di fuoco nel cielo circa alle 19.00 ora locale.
Gli esperti ritengono che i pezzi del meteorite possano essere precipitati nel Mare del Nord.

ecco la foto....
Fonte

Immagini cratere provocato dal metorite caduto in in Lettonia.

Ecco alcune foto del cratere da impatto:


Lettonia -Cade meteorite, filmata esplosione.

NEWS SPAZIO :- Venti metri di cratere, profondità 10 metri. E' quello che resta di un meteorite che è precipitato ieri domenica 25 ottobre 2009 vicino alla cittadina di Mazsalaca nel distretto di Valmieran in Latvia.

Secondo le notizie pubblicate dall'agenzia di stampa russa Ria Novosti non ci sono feriti. Ancora non si sa se si tratta di un asteroide o di un satellite artificiale, nel qual caso è possibile che possano esservi tracce radioattive. La zona è stata isolata al pubblico e personale del Latvian Radiation Centre e delle forze armate sono state inviate sul posto.



Fonte RIA NOVOSTI

Cliccate qui per le foto del cratere.

VIDEO DELL?ESPLOSIONE

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