venerdì 13 novembre 2009

L’asteroide 2009 VA è passato a soli 14mila chilometri dalla Terra



L’asteroide 2009 VA è passato a soli 14mila chilometri dalla Terra, ossia circa 30 volte più vicino rispetto alla Luna. E’ stato avvistato all’ultimo momento.
Il 6 novembre scorso l’asteroide 2009 VA ha sfiorato la Terra passando a soli 14mila chilometri dal nostro pianeta, ben al di sotto dell’orbita di 36mila chilometri sulla quale ruotano i satelliti per le telecomunicazioni.
Com’era già capitato per altri corpi celesti negli scorsi mesi, anche 2009 VA è stato scoperto all’ultimo momento. Con i suoi sette metri di diametro, era stato avvistato dal Catalina Sky Survey 15 ore prima del suo passaggio ravvicinato.
Il Minor Planet Center di Cambridge (Massachusetts-Usa) aveva poi immediatamente stabilito che non avrebbe colpito la Terra ma che ci avrebbe solo sfiorati.
Più vicini di 2009 VA erano passati l’asteroide 2008 TS26 (solo un metro di diametro) ad una distanza di 6′150 chilometri il 9 ottobre 2008 e l’asteroide 2004 FU162, anche di sette metri e che il 31 marzo 2004 era passato a 6′535 chilometri dalla Terra.
Quello che preoccupa è che anche 2009 VA è stato rilevato all’ultimo momento, perché la rete di sorveglianza comporta notevoli limiti tecnologici.
Sono stati sinora censiti 1′079 asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra per la loro traiettoria; il loro diametro supera i 100 metri.
In questo mese di novembre sono 11 gli asteroidi con diametri variabili tra 6 metri e i 2 chilometri che arrivano ad una distanza tra 1.4 e 44.2 LD (Lunar Distance) dal nostro pianeta.





Australia - Iceberg alla deriva.




Roma, 12 nov. (Ign) - Un iceberg alla deriva. Il 'ghiacciolo', alto circa 50 metri e lungo 500, si trova circa 8 chilometri a nord-ovest dell'isola di Macquarie, tra il Circolo polare e l'Australia. Secondo l'esperto australiano di ghiacciai antartici, Neal Young, è ''raro'' che un iceberg si spinga così a nord. "L'iceberg probabilmente - ha aggiunto - fa parte di uno di quei grandi pezzi di ghiaccio partoriti dal 'Ross Ice Shelf' (la più vasta piattaforma di ghiaccio dell'Antartide, ndr) quasi dieci anni fa". Inoltre, ha detto l'esperto, "durante l'anno molti iceberg vanno alla deriva lentamente verso il nord, spinti dalla corrente dell'oceano verso l'isola di Macquarie".


martedì 10 novembre 2009

La specie degli “hobbit” potrebbe non esser stata umana.



Si alimenta il dibattito sull’origine dell’Homo floresiensis, il cosiddetto “hobbit”, di cui vennero trovati i resti scheletrici nell’isola indonesiana di Flores nel 2003.

Ci sono diverse ipotesi: per alcuni, erano uomini moderni affetti da nanismo insulare o, come sostengono Teuku Jacob, Alan Thorne e Maciej Henneberg, pigmei affetti da microcefalia; per altri, come l’antropologa Debbie Argue, fu l’ultima specie del genere Homo a convivere con l’Homo sapiens: l’Homo floresiensis si estinse infatti 17000 anni fa a seguito di un’eruzione vulcanica, mentre l’Homo neanderthalensis 30000 anni fa (o al massimo 24000).

Ora si aggiunge un’altra teoria. I paleoantropologi Peter Brown e Tomoko Maeda, due degli scopritori dei fossili, che avevano inizialmente posto la specie nel genere Homo chiamandolo appunto Homo floresiensis, stanno considerando l’ipotesi di rimuovergli lo status di “umano”.

I due sostengono infatti che la stirpe degli hobbit lasciò l’Africa “forse prima dell’evoluzione del genere Homo” (comparso 2.5 milioni di anni fa). Cade dunque la loro stessa teoria secondo cui l’Homo floresiensis fu un’evoluzione dell’Homo erectus, come pensarono dopo aver trovato strumenti in pietra di 840000 anni in un sito di Flores. Secondo Brown, le prove dimostrano che l’antenato diretto degli hobbit precedette l’indonesiano Homo erectus.

A sostegno di ciò, Brown e Maeda hanno studiato i resti dei più antichi Hominini mai trovati fuori dall’Africa, gli scheletri di Homo georgicus di Dmanisi (Georgia), datati a 1.8 milioni di anni fa e considerati una via di mezzo fra l’Homo habilis e l’Homo erectus (o il suo vicino parente Homo ergaster). E hanno notato che l’Homo floresiensis è più simile all’australopiteco che agli Hominini di Dmanisi. Dunque i primi hobbit lasciarono l’Africa prima che gli Hominini raggiunsero la Dmanisi.

Brown conclude: “Sicuramente è possibile che in alcune parti dell’Asia, un isolato gruppo di hominini simile agli australopitechi si evolvette in una direzione particolare – l’Homo floresiensis – e si diffusero all’indietro verso l’Africa”.

I resti dell’Homo floresiensis sono rappresentati da 6 o 9 individui, a seconda della disposizione degli scheletri, che vengono datati dai 17000 ai 95000 anni fa. Senza mento, erano alti un metro e avevano braccia e piedi molto lunghi.

Brown fa parte dei cosiddetti africanisti, secondo cui gli Homo sapiens si evolvettero circa 200000 anni fa e rimpazzarono i discendenti delle altre specie esistenti. Jacob, Thorne e Henneberg sono invece dei “multiregionalisti”; sostengono cioè che le specie si svilupparono in diverse regioni dai migranti africani e vennero spinte in una comune evoluzione grazie all’ibridazione: per questo non possono accettare che due specie diverse vissero così a lungo nella stessa regione.

lunedì 9 novembre 2009

Vaticano-Vita extraterrestre, non è fantascienza.


1989-2009 Muro di Berlino, libertà.

Indonesia-Forte scossa 6,7 Richter,2 morti e molti feriti.




L'istituito di geofisica americano Usgs ha localizzato l'epicentro del sisma a 16 km dalla citta' di Raba, ad una profondita' di 18 km, ed una magnitudo di 6,7 Richter.
Due persone sono morte ed almeno 38 sono rimaste ferite a causa del sisma di magnitudo 6.7 che ha colpito l'isola indonesiana di Sumbawa, ad est di Bali. Lo riporta l'agenzia di stampa nazionale Antara.



CERN di Ginevra, la sperimentazione riparte.

L`annuncio del Cern: "Acceleratore a posto, si riparte con gli esperimenti"La tabella di marcia del Cern per il riavvio dell`acceleratore di particelle Lhc non appare mutata dopo il breve arresto dei preparativi provocato da `un pezzo di pane`. Lo afferma una breve nota dell`Organizzazione europea per la ricerca nucleare (Cern) di Ginevra. L`incidente - spiega la nota pubblicata sul sito - risale al martedì 3 novembre, quando un uccello con un pezzo di pane nel becco, una baguette, ha causato un corto circuito in una installazione elettrica esterna che alimenta due settori dell`Lhc ."L`impatto ha provocato un`interruzione delle operazioni del sistema di criogenia, mentre l`uccello è riuscito a scappare illeso, ma senza pane", si legge. Ma, "il sistema di sicurezza si è attivato e dopo l`identificazione della causa, il raffreddamento della macchina è ricominciato", ed i settori hanno rapidamente ritrovato le temperature operative."L`incidente - spiega la nota - è stato simile nei suoi effetti ad una normale interruzione di corrente, evento per il quale il sistema di protezione della macchina è molto preparata". Il mese scorso il Cern aveva annunciato che il Large Hadron Collider (Lhc)- avviato per la prima volta circa un anno fa ma rapidamente bloccato da un guasto - tornerà a funzionare in novembre. Il tempo stimato dalla prima iniezione di particelle alle prime collisioni ad alta energia è all`incirca di quattro settimane.

Fonte: Tiscali

domenica 8 novembre 2009

Terremoto -Sicilia scosse forti sui Monti Nebrodi.



PALERMO - Due scosse di terremoto, la prima di magnitudo 3.0 e la seconda di magnitudo 4.2, sono state registrate nella Sicilia centrale alle 7.50 e alle 7.51 dai sismografi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L'epicentro è stato localizzato sui Monti Nebrodi, al confine tra le province di Messina ed Enna: i paesi interessati dal sisma sono Capizzi, Cerami e Troina. È in corso una ricognizione da parte della Protezione Civile regionale per accertare eventuali danni.
NESSUN DANNO - Fino a questo momento non si registrano danni, anche se la Protezione civile sta proseguendo l'opera di monitoraggio nelle zone colpite dal sisma. A Capizzi, Cerami e Troina la seconda scossa di magnitudo 4.2, durata una decina di secondi, ha provocato panico tra la popolazione che si è riversata per strada. Il terremoto è stato avvertito distintamente anche ad Enna, Gagliano, Castelferrato e Nicosia, sempre nell'Ennese, e persino in provincia di Palermo, a Lascari e Cefalù.

08 novembre 2009

CERN di Ginevra, si blocca per un pezzo di pane.Sabotato dal futuro?

Il Large Hadron Collider , è un acceleratore di parti celle presso il Cern di Ginevra, il più grande e potente mai realizzato. Lungo 27 chilometri, costato 4,9 miliardi di euro, dovrebbe aiutare i fisici a scoprire il Bosone di Higgs, e assistere al Big Bang iniziale. Ma dopo la prima prova di accensione, del Settembre 2008 finì prima di iniziare .Ora  è stato di nuovo bloccato per...un pezzo di pane finito nel sistema di refrigerazione. Dovreste ricordare l'allarme dato da alcuni scienziati che l'accensione dell'LHC poteva provocare la scomparsa della terra in un Buco Nero. Dopo l'accaduto del Settembre 2008 qualcuno ipotizzò quanto segue:
"Dennis Overbye, sul New York Times , ha lanciato una supposizione (segnalata e tra dotta da Enrico De Simone sul sito L’Occidentale ). L’articolo del NYT è uscito lo scorso 13 ot tobre — quindi PRIMA che il vo latile, l’aeroplano, il caso, il destino o Altro depositassero mol lica di pane nel sincrotrone. Leg gete, e stupitevi. Scriveva Overbye, tre settima ne fa: «... il Large Hadron Colli der è pronto per ripartire (...) Sa rà il momento per verificare una delle più bizzarre e rivolu zionarie teorie scientifiche mai sentite (...) Sto parlando del l’ipotesi secondo cui a sabotare il travagliato sincrotrone sarebbe niente meno che il suo stes so futuro. Una coppia di affer mati fisici ha suggerito che l’ipo­tetico bosone di Higgs, che gli scienziati sperano di produrre grazie all’LHC, potrebbe essere a tal punto scabroso per la natu ra che la sua creazione sarebbe sufficiente a produrre un ritor no al passato e a fermare il sin crotrone prima che ne produca uno.....".....
Ecco il comunicato ufficiale del CERN (in inglese)

Sole- Fotografato un filamento magnetico





Ieri un astronomo amatoriale , Jan Timmermans,olandese, dal suo osservatorio di Valkenswaard (Olanda), ha fotografato questo fenomeno, un filamento magnetico ad arco che fuoriesce dal bordo del Sole.

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