In Groenlandia si sono sciolti quest’anno 273mila milioni di tonnellate di ghiaccio. È il risultato di uno studio, pubblicato sulla rivista Science, basato su dati meteorologici, immagini da satellite e modelli scientifici sul comportamento dei ghiacci.
Mediamente, secondo le stime dell’Ipcc (Integovernamental Panel on Climate Change), la calotta glaciale della Groenlandia si è assottigliata di 0,46 millimetri l’anno nel periodo 2000-2008. Ma dal 2006, a causa anche di tre estati consecutive molto calde, la media annuale è aumentata a 0,75 millimetri l’anno: «Vi è evidentemente un’accelerazione della perdita di massa glaciale», spiega Michierl van den Broeke, dell’università i Utrecht, in Olanda.
Complessivamente il livello delle acque dei mari sta salendo di tre millimetri l’anno. Se, ipoteticamente, si sciogliessero tutti i ghiacci dei poli, il livello del mare salirebbe di 7 metri.
«Credo si tratti di uno studio molto importante - ha affermato Roger Barry, direttore del Centro Dati Mondiale per la Glaciologia dell’università di Boulder, in Colorado - i risultati sono nuovi e significativi». «Questi dati dimostrano che vi è un’accelerazione dello scioglimento dei ghiacci e se vengono moltiplicati e proiettati nel futuro, il risultato va ben oltre le stime dell’Ipcc per il 2100».
«...Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.» (Giordano Bruno)
venerdì 13 novembre 2009
2012-La NASA invita a sdrammatizzare.
In vista dell'uscita del film 2012 sulla ipotesi di una Apocalisse che colpirebbe la Terra, come predettomigliaia,
di anni fa dai Maya, la NASA ha voluto specificare quanto segue:Roma - (Adnkronos) - Gli esperti invitano
a non "preoccuparsi" per la predizione del calendario Maya. La leggenda dice che un pianeta, scoperto dai Sumeri,sarebbe precipitato sulla Terra, dando vita a una catastrofe.
di anni fa dai Maya, la NASA ha voluto specificare quanto segue:Roma - (Adnkronos) - Gli esperti invitano
a non "preoccuparsi" per la predizione del calendario Maya. La leggenda dice che un pianeta, scoperto dai Sumeri,sarebbe precipitato sulla Terra, dando vita a una catastrofe.
Roma, 12 nov. - (Adnkronos) - "Niente di male accadrà alla Terra nel 2012". Gli scienziati della Nasa gettano
così acqua sul fuoco riguardo l'allarme per la possibile fine del mondo il 21 dicembre del 2012, raccontata in
una predizione del calendario Maya, una paura rilanciata ora dal catastrofico film di Roland Emmerich '2012'. Per frenare ogni allarmismo, gli esperti dell'ente spaziale statunitense hanno infatti pubblicato on line, sul sito della
Nasa, un'intera pagina in cui, attraverso un questionario di domande e risposte molte secche, affrontanoil
tema della possibile fine del mondo predetta nel calendario Maya per il 2012. "Niente di male accadrà
alla Terra nel 2012. Il nostro pianeta si è sviluppato senza grossi problemi per più di 4 miliardi di anni, e gli
scienziati di tutto il mondo credibile non sono a conoscenza di alcun pericolo associato al 2012" scrivono gli
esperti della Nasa"
Nello scorso Settembre c''e stata una riunione presso l'INGV (Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia),
sul tema delle tempeste solari previste per il 2012 e sui presunti danni che le stesse potrebbero provocare
ai sistemi elettronici mondiali, qui sotto stralci di un articolo del Corriere :
VERTICE ALL'INGV DI ROMA PER VALUTARE I RISCHI ATTESI NEL 2012
Il vento solare «soffia» imprevisto.Timori per le telecomunicazioni
Fisici americani scoprono che anche in fase di scarsa attività della nostra stella i flussi di radiazioni e particelle possono essere molto intensi.
Dei rischi associati alle tempeste solari si è parlato nei giorni scorsi anche nel corso di un seminario internazionale presso la sede dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) a Roma. «Abbiamo ospitato un meeting internazionale patrocinato dallo SCAR (Comitato Scientifico per la Ricerca in Antartide) che ha avuto come tema centrale il prossimo massimo di attività solare atteso nel 2012 e le contromisure per mitigarne gli effetti sui sistemi di navigazione satellitare, quali il ben noto GPS, ma anche il russo GLONASS e l’imminente sistema europeo GALILEO -riferisce la dirigente di ricerca Giorgiana De Franceschi .......continua qui-Fonte
L’asteroide 2009 VA è passato a soli 14mila chilometri dalla Terra
L’asteroide 2009 VA è passato a soli 14mila chilometri dalla Terra, ossia circa 30 volte più vicino rispetto alla Luna. E’ stato avvistato all’ultimo momento.
Il 6 novembre scorso l’asteroide 2009 VA ha sfiorato la Terra passando a soli 14mila chilometri dal nostro pianeta, ben al di sotto dell’orbita di 36mila chilometri sulla quale ruotano i satelliti per le telecomunicazioni.
Com’era già capitato per altri corpi celesti negli scorsi mesi, anche 2009 VA è stato scoperto all’ultimo momento. Con i suoi sette metri di diametro, era stato avvistato dal Catalina Sky Survey 15 ore prima del suo passaggio ravvicinato.
Il Minor Planet Center di Cambridge (Massachusetts-Usa) aveva poi immediatamente stabilito che non avrebbe colpito la Terra ma che ci avrebbe solo sfiorati.
Il Minor Planet Center di Cambridge (Massachusetts-Usa) aveva poi immediatamente stabilito che non avrebbe colpito la Terra ma che ci avrebbe solo sfiorati.
Più vicini di 2009 VA erano passati l’asteroide 2008 TS26 (solo un metro di diametro) ad una distanza di 6′150 chilometri il 9 ottobre 2008 e l’asteroide 2004 FU162, anche di sette metri e che il 31 marzo 2004 era passato a 6′535 chilometri dalla Terra.
Quello che preoccupa è che anche 2009 VA è stato rilevato all’ultimo momento, perché la rete di sorveglianza comporta notevoli limiti tecnologici.
Sono stati sinora censiti 1′079 asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra per la loro traiettoria; il loro diametro supera i 100 metri.
Sono stati sinora censiti 1′079 asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra per la loro traiettoria; il loro diametro supera i 100 metri.
In questo mese di novembre sono 11 gli asteroidi con diametri variabili tra 6 metri e i 2 chilometri che arrivano ad una distanza tra 1.4 e 44.2 LD (Lunar Distance) dal nostro pianeta.
Australia - Iceberg alla deriva.
Roma, 12 nov. (Ign) - Un iceberg alla deriva. Il 'ghiacciolo', alto circa 50 metri e lungo 500, si trova circa 8 chilometri a nord-ovest dell'isola di Macquarie, tra il Circolo polare e l'Australia. Secondo l'esperto australiano di ghiacciai antartici, Neal Young, è ''raro'' che un iceberg si spinga così a nord. "L'iceberg probabilmente - ha aggiunto - fa parte di uno di quei grandi pezzi di ghiaccio partoriti dal 'Ross Ice Shelf' (la più vasta piattaforma di ghiaccio dell'Antartide, ndr) quasi dieci anni fa". Inoltre, ha detto l'esperto, "durante l'anno molti iceberg vanno alla deriva lentamente verso il nord, spinti dalla corrente dell'oceano verso l'isola di Macquarie".
martedì 10 novembre 2009
La specie degli “hobbit” potrebbe non esser stata umana.
Si alimenta il dibattito sull’origine dell’Homo floresiensis, il cosiddetto “hobbit”, di cui vennero trovati i resti scheletrici nell’isola indonesiana di Flores nel 2003.
Ci sono diverse ipotesi: per alcuni, erano uomini moderni affetti da nanismo insulare o, come sostengono Teuku Jacob, Alan Thorne e Maciej Henneberg, pigmei affetti da microcefalia; per altri, come l’antropologa Debbie Argue, fu l’ultima specie del genere Homo a convivere con l’Homo sapiens: l’Homo floresiensis si estinse infatti 17000 anni fa a seguito di un’eruzione vulcanica, mentre l’Homo neanderthalensis 30000 anni fa (o al massimo 24000).
Ora si aggiunge un’altra teoria. I paleoantropologi Peter Brown e Tomoko Maeda, due degli scopritori dei fossili, che avevano inizialmente posto la specie nel genere Homo chiamandolo appunto Homo floresiensis, stanno considerando l’ipotesi di rimuovergli lo status di “umano”.
I due sostengono infatti che la stirpe degli hobbit lasciò l’Africa “forse prima dell’evoluzione del genere Homo” (comparso 2.5 milioni di anni fa). Cade dunque la loro stessa teoria secondo cui l’Homo floresiensis fu un’evoluzione dell’Homo erectus, come pensarono dopo aver trovato strumenti in pietra di 840000 anni in un sito di Flores. Secondo Brown, le prove dimostrano che l’antenato diretto degli hobbit precedette l’indonesiano Homo erectus.
A sostegno di ciò, Brown e Maeda hanno studiato i resti dei più antichi Hominini mai trovati fuori dall’Africa, gli scheletri di Homo georgicus di Dmanisi (Georgia), datati a 1.8 milioni di anni fa e considerati una via di mezzo fra l’Homo habilis e l’Homo erectus (o il suo vicino parente Homo ergaster). E hanno notato che l’Homo floresiensis è più simile all’australopiteco che agli Hominini di Dmanisi. Dunque i primi hobbit lasciarono l’Africa prima che gli Hominini raggiunsero la Dmanisi.
Brown conclude: “Sicuramente è possibile che in alcune parti dell’Asia, un isolato gruppo di hominini simile agli australopitechi si evolvette in una direzione particolare – l’Homo floresiensis – e si diffusero all’indietro verso l’Africa”.
I resti dell’Homo floresiensis sono rappresentati da 6 o 9 individui, a seconda della disposizione degli scheletri, che vengono datati dai 17000 ai 95000 anni fa. Senza mento, erano alti un metro e avevano braccia e piedi molto lunghi.
Brown fa parte dei cosiddetti africanisti, secondo cui gli Homo sapiens si evolvettero circa 200000 anni fa e rimpazzarono i discendenti delle altre specie esistenti. Jacob, Thorne e Henneberg sono invece dei “multiregionalisti”; sostengono cioè che le specie si svilupparono in diverse regioni dai migranti africani e vennero spinte in una comune evoluzione grazie all’ibridazione: per questo non possono accettare che due specie diverse vissero così a lungo nella stessa regione.
lunedì 9 novembre 2009
Vaticano-Vita extraterrestre, non è fantascienza.
| ASTRONOMIA: VATICANO STUDIA VITA EXTRATERRESTRE, 'NON E' FANTASCIENZA' |
(ASCA) - Citta' del Vaticano, 6 nov - Si e' aperta oggi in Vaticano una settimana di studi dedicata all'Astrobiologia, ovvero allo studio della vita fuori dalla terra, un'iniziativa che rientra nell'ambito dell'attuale Anno dell'Astronomia e organizzata dalla Pontificia Accademia delle Scienze insieme alla Specola Vaticana. Lo studio della possibilita' di un'altra vita intelligente nell'universo oltre all'uomo, ha detto il card. Giovanni Lajolo che ha portato il saluto del Papa agli studiosi che partecipano all'incontro, e' ''un compito che esige serieta' scientifica e che non va confuso con la fantascienza''. ''Nella ricerca nessuna verita' puo' farci temere'', ha aggiunto, perche' ''le scienze, proprio mentre aprono l'uomo a nuova conoscenza, contribuiscono a realizzare l'uomo come uomo''.
Per p. Jose' Funes, direttore della Specola Vaticana, ''finora sappiamo che ci sono circa 350 stelle che hanno pianeti che girano loro intorno; tra questi pianeti, potrebbero essercene di simili alla terra. Ecco, questo e' lo scopo dell'astrobiologia: cercare possibilita' di vita nell'universo, al di fuori della terra''. Durante la settimana di studio, ''si presenteranno gli ultimi risultati per aiutarci a capire meglio a che punto siamo nella ricerca della vita nell'universo; e anche per fare il punto della situazione in una disciplina in cui crediamo che sia molto importante che la Chiesa sia coinvolta in questo tipo di ricerca, almeno nel seguire i principali risultati riconosciuti dalla comunita' scientifica''. Finora, spiega, ''non abbiamo nessuna prova dell'esistenza di vita, nemmeno nelle forme piu' primitive, nell'universo. Ancor piu' si puo' dire della vita intelligente al di fuori della terra''. Pero', aggiunge, ''questo e' un confine, una frontiera della scienza; credo che il paragone tra gli studi che compiono i biologi sulla terra, come le forme di vita anche molto primitive che possano sopravvivere a condizioni estreme, come ad esempio nelle profondita' degli oceani, ci possono aiutare a comprendere anche le possibilita' che esista la vita anche in altri mondi. Allo stesso tempo, se riuscissimo a scoprire se c'e' vita fuori dalla terra, questo potrebbe aiutarci a comprendere meglio come si e' formata e sviluppata la vita sul nostro pianeta''. asp/sam/lv |
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Indonesia-Forte scossa 6,7 Richter,2 morti e molti feriti.
L'istituito di geofisica americano Usgs ha localizzato l'epicentro del sisma a 16 km dalla citta' di Raba, ad una profondita' di 18 km, ed una magnitudo di 6,7 Richter.
Due persone sono morte ed almeno 38 sono rimaste ferite a causa del sisma di magnitudo 6.7 che ha colpito l'isola indonesiana di Sumbawa, ad est di Bali. Lo riporta l'agenzia di stampa nazionale Antara.
CERN di Ginevra, la sperimentazione riparte.
L`annuncio del Cern: "Acceleratore a posto, si riparte con gli esperimenti"La tabella di marcia del Cern per il riavvio dell`acceleratore di particelle Lhc non appare mutata dopo il breve arresto dei preparativi provocato da `un pezzo di pane`. Lo afferma una breve nota dell`Organizzazione europea per la ricerca nucleare (Cern) di Ginevra. L`incidente - spiega la nota pubblicata sul sito - risale al martedì 3 novembre, quando un uccello con un pezzo di pane nel becco, una baguette, ha causato un corto circuito in una installazione elettrica esterna che alimenta due settori dell`Lhc ."L`impatto ha provocato un`interruzione delle operazioni del sistema di criogenia, mentre l`uccello è riuscito a scappare illeso, ma senza pane", si legge. Ma, "il sistema di sicurezza si è attivato e dopo l`identificazione della causa, il raffreddamento della macchina è ricominciato", ed i settori hanno rapidamente ritrovato le temperature operative."L`incidente - spiega la nota - è stato simile nei suoi effetti ad una normale interruzione di corrente, evento per il quale il sistema di protezione della macchina è molto preparata". Il mese scorso il Cern aveva annunciato che il Large Hadron Collider (Lhc)- avviato per la prima volta circa un anno fa ma rapidamente bloccato da un guasto - tornerà a funzionare in novembre. Il tempo stimato dalla prima iniezione di particelle alle prime collisioni ad alta energia è all`incirca di quattro settimane.
Fonte: Tiscali
Fonte: Tiscali
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domenica 8 novembre 2009
Terremoto -Sicilia scosse forti sui Monti Nebrodi.
PALERMO - Due scosse di terremoto, la prima di magnitudo 3.0 e la seconda di magnitudo 4.2, sono state registrate nella Sicilia centrale alle 7.50 e alle 7.51 dai sismografi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L'epicentro è stato localizzato sui Monti Nebrodi, al confine tra le province di Messina ed Enna: i paesi interessati dal sisma sono Capizzi, Cerami e Troina. È in corso una ricognizione da parte della Protezione Civile regionale per accertare eventuali danni.
NESSUN DANNO - Fino a questo momento non si registrano danni, anche se la Protezione civile sta proseguendo l'opera di monitoraggio nelle zone colpite dal sisma. A Capizzi, Cerami e Troina la seconda scossa di magnitudo 4.2, durata una decina di secondi, ha provocato panico tra la popolazione che si è riversata per strada. Il terremoto è stato avvertito distintamente anche ad Enna, Gagliano, Castelferrato e Nicosia, sempre nell'Ennese, e persino in provincia di Palermo, a Lascari e Cefalù.
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