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«...Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.» (Giordano Bruno)
sabato 11 maggio 2013
Il mostro del lago di Foyle (Irlanda)
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domenica 5 maggio 2013
Terremoto in Emilia - Intervista a Fedora Quattrocchi, dirigente di ricerca tecnologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
| Terremoto in Emilia, ecco perchè non finisce. |
Ferrara, 5 maggio 2013 - «Ah, ecco...». Fedora Quattrocchi, dirigente di ricerca tecnologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, non si mostra sorpresa dall’ennesima scossa tellurica nel Ferrarese. «C’è un’attività sismica costante nel vostro territorio, così come in Umbria, nel Pollino, in Garfagnana, messa in luce da anni nelle nostre pubblicazioni, report per operatori del sottosuolo, in Gazzetta Ufficiale dal 2003: non è dunque una sorpresa. Teniamo sotto costante controllo il territorio: nell’ultimo periodo, diciamo a partire dall’inizio del 2013, vi sono state anche segnalazioni di aumento del rilascio di metano da fratture e pozzi nel Ferrarese, da parte di vigili del fuoco o di cittadini, tanto più che di recente (settimana scorsa) avevamo evidenziato, con una nota ufficiale alcune anomalie nel rilascio di fluidi in superficie rilevanti, proprio nel Ferrarese, a Mirabello».
Non siamo esperti di chimica: che significa?Ci spieghi meglio.
«Lo scorso 29 aprile abbiamo inviato una lettera al Comune, alla Regione ed alla Protezione Civile; evidenziavamo l’aumento di fuoriuscita di gas metano lungo una frattura in una zona del paese (quella di via dell’Industria, come si legge nel documento, ndr) già interessata lo scorso anno a seguito del sisma anche dal fenomeno della liquefazione. Si tratta di metano ‘biogenico’, dalle prime analisi sembrerebbe non originato da torbe superficiali ma proveniente da riserve profonde del sottosuolo; ma abbiamo bisogno di ulteriori dati».
«Che potenzialmente stava ad indicare un aumento differenziale di pressione dei fluidi nel sottosuolo».
Dunque le scosse potevano essere previste?
«Sgombriamo subito il campo da quest’idea: i terremoti non si possono ancora prevedere, così come sarebbe da sconsiderati lanciare allarmi e frasi del tipo ‘io l’avevo detto’ soprattutto se successive agli eventi sismici. La nostra lettera stava semplicemente ad indicare un’esigenza di potenziare l’attività di studio in collaborazione con le amministrazioni locali su quelle che, indubbiamente, sono anomalie nei processi geofisici e geochimici possibilmente connessi alla variazione del campo di stress regionale compressivo (sul fronte tirrenico appenninico invece esce magari CO2 sul fronte distensivo), nell’ambito delle mie attività sulla linea di ricerca S3 della convenzione tra Ingv e Dipartimento Protezione Civile, relativa ai transienti di preparazione dei forti terremoti, come da sito web ingv e Dipartimento della Protezione Civile. Qualcuno dovrà pur studiare le situazioni a breve termine: in quest’ambito c’è tanto lavoro sul campo ancora da fare, anche con i nostri bravi precari della ricerca»
«Sgombriamo subito il campo da quest’idea: i terremoti non si possono ancora prevedere, così come sarebbe da sconsiderati lanciare allarmi e frasi del tipo ‘io l’avevo detto’ soprattutto se successive agli eventi sismici. La nostra lettera stava semplicemente ad indicare un’esigenza di potenziare l’attività di studio in collaborazione con le amministrazioni locali su quelle che, indubbiamente, sono anomalie nei processi geofisici e geochimici possibilmente connessi alla variazione del campo di stress regionale compressivo (sul fronte tirrenico appenninico invece esce magari CO2 sul fronte distensivo), nell’ambito delle mie attività sulla linea di ricerca S3 della convenzione tra Ingv e Dipartimento Protezione Civile, relativa ai transienti di preparazione dei forti terremoti, come da sito web ingv e Dipartimento della Protezione Civile. Qualcuno dovrà pur studiare le situazioni a breve termine: in quest’ambito c’è tanto lavoro sul campo ancora da fare, anche con i nostri bravi precari della ricerca»
Nei giorni scorsi anche nella zona di Diamantina, più a ridosso della città, gli esperti dell’Università di Ferrara che collaborano con noi di Ingv fin dai tempi della sequenza sismica 2012, hanno documentato tracce di gas e ‘vulcanetti’ di terriccio nei canali. Che cosa significa?
«Studi e situazioni analoghe sono riscontrate, ma non lungo fratture, e quindi meno preoccupanti, da pozzi che storicamente emettono metano biogenico profondo (quindi non solo da sedimenti organici superficiali) anche a Copparo, Serravalle, Berra, Mesola: sto studiando con un folto gruppo anche locale tutta l’area. Diverse sono le testimonianze che sto raccogliendo sul territorio, con fimati, che convergerevvero nel dire che nell’ultimo anno la fuoriuscita di metano è aumentata regionalmente e sto pubblicando a breve i dati su una rivista internazionale».
«Studi e situazioni analoghe sono riscontrate, ma non lungo fratture, e quindi meno preoccupanti, da pozzi che storicamente emettono metano biogenico profondo (quindi non solo da sedimenti organici superficiali) anche a Copparo, Serravalle, Berra, Mesola: sto studiando con un folto gruppo anche locale tutta l’area. Diverse sono le testimonianze che sto raccogliendo sul territorio, con fimati, che convergerevvero nel dire che nell’ultimo anno la fuoriuscita di metano è aumentata regionalmente e sto pubblicando a breve i dati su una rivista internazionale».
Ma le previsioni restano impossibili.
«Ribadisco che non si tratta di elementi con cui si possono prevedere esattamente giorno, ora e luogo dei terremoti; ma nella lettera abbiamo sensibilizzato la Protezione Civile e le istituzioni ad aumentare con noi la collaborazione sulle informazioni, soprattutto a Mirabello, sulla frattura nel sottosuolo da cui esce un maggior quantitativo di gas metano rispetto al solito. In Garfagnana, nel Pollino, in Umbria e nelle altre zone sismiche d’Italia sto mandando avanti medesime sollecitazioni ed il 9-10 maggio sarò con il gruppo di lavoro a Bagni di Lucca con Comune e volontari di protezione civile, per avanzamenti sui questionari pubblici su queste interessanti tematiche di ricerca che forse un giorno potranno divenire operative per il buon Gabrielli, che non dovrebbe smettere di sperare nei nostri studi».
«Ribadisco che non si tratta di elementi con cui si possono prevedere esattamente giorno, ora e luogo dei terremoti; ma nella lettera abbiamo sensibilizzato la Protezione Civile e le istituzioni ad aumentare con noi la collaborazione sulle informazioni, soprattutto a Mirabello, sulla frattura nel sottosuolo da cui esce un maggior quantitativo di gas metano rispetto al solito. In Garfagnana, nel Pollino, in Umbria e nelle altre zone sismiche d’Italia sto mandando avanti medesime sollecitazioni ed il 9-10 maggio sarò con il gruppo di lavoro a Bagni di Lucca con Comune e volontari di protezione civile, per avanzamenti sui questionari pubblici su queste interessanti tematiche di ricerca che forse un giorno potranno divenire operative per il buon Gabrielli, che non dovrebbe smettere di sperare nei nostri studi».
Cosa ostacola questi studi?
«Essenzialmente una scarsa disponibilità di fondi e di rilevanza nella valutazione delle carriere al livello internazionale (es. fondi europei, punteggio Anvur, punteggi nelle borse marie curie, perchè questi studi non danno pubblicazioni e quindi non si sa bene come valutarle) mentre al livello nazionale il mio gruppo è all’avanguardia in Europa, come multidisciplinarietà nel tipo di rilievi sul campo e stazioni geochimiche (usate anche per doppi fini quali il controllo del depauperamento falde acquifere, presenza di metalli pesanti o radon indoor), a seguito della nascita del filone di ricerca sismogeochimico ad opera di Boschi e Funiciello dal 1990».
«Essenzialmente una scarsa disponibilità di fondi e di rilevanza nella valutazione delle carriere al livello internazionale (es. fondi europei, punteggio Anvur, punteggi nelle borse marie curie, perchè questi studi non danno pubblicazioni e quindi non si sa bene come valutarle) mentre al livello nazionale il mio gruppo è all’avanguardia in Europa, come multidisciplinarietà nel tipo di rilievi sul campo e stazioni geochimiche (usate anche per doppi fini quali il controllo del depauperamento falde acquifere, presenza di metalli pesanti o radon indoor), a seguito della nascita del filone di ricerca sismogeochimico ad opera di Boschi e Funiciello dal 1990».
Parlava di esiguità di mezzi e di personale.
«Al momento attuale l’Unità Funzionale che dirigo, quella di Geochimica sui fluidi, stoccaggio geologico e geotermia, conta di fatto 20 persone circa di cui solo 5-6 persone sono di ruolo che se ne occupano in tutta Italia; un gruppo si spera in crescita a fronte dell’esigenza di studiare le situazioni sismotettoniche e di uso del sottosuolo sempre più complesse ed in zone densamente popolate, che punteggiano il nostro Paese».
«Al momento attuale l’Unità Funzionale che dirigo, quella di Geochimica sui fluidi, stoccaggio geologico e geotermia, conta di fatto 20 persone circa di cui solo 5-6 persone sono di ruolo che se ne occupano in tutta Italia; un gruppo si spera in crescita a fronte dell’esigenza di studiare le situazioni sismotettoniche e di uso del sottosuolo sempre più complesse ed in zone densamente popolate, che punteggiano il nostro Paese».
Come valuta dunque la scossa che si è verificata nel Ferrarese, alla luce degli eventi del 2012?
«Se storicamente le sequenze durano anni, si pensi a quella di tre secoli fa, perchè mai dovremmo pensare che la sequenza sismica si è esaurita in soli 12 mesi?. Ma questo è un ragionamento per così dire a lungo termine, mentre nel breve termine o si rimane sul campo a studiare e misurare, o non possiamo dire nulla. Come ha detto Gabrielli la nostra rete sismica, nata da uno sforzo collegiale, un sogno durato oltre 20 anni, è la migliore d’Europa: ora rendiamo migliore d’Europa anche lo studio dei transienti geofisici e geochimici durante la preparazione di forti terremoti».
«Se storicamente le sequenze durano anni, si pensi a quella di tre secoli fa, perchè mai dovremmo pensare che la sequenza sismica si è esaurita in soli 12 mesi?. Ma questo è un ragionamento per così dire a lungo termine, mentre nel breve termine o si rimane sul campo a studiare e misurare, o non possiamo dire nulla. Come ha detto Gabrielli la nostra rete sismica, nata da uno sforzo collegiale, un sogno durato oltre 20 anni, è la migliore d’Europa: ora rendiamo migliore d’Europa anche lo studio dei transienti geofisici e geochimici durante la preparazione di forti terremoti».
Un investimento e una speranza.
«E’ il modo più serio per andare avanti e non smettere di studiare un territorio interessantissimo e caratterizzato da tanti utilizzi importanti del sottosuolo: stoccaggi, geotermia, gas non convenzionale e quanto altro. Una cosa sola chiedo ai giornalisti ed ai colleghi: onestà intellettuale e rispetto per chi studia cose complesse multidisciplinari come queste, con i tempi dovuti, anche se non riesce a fare tante pubblicazioni, e rispetto per chi studia questioni non risolvibili con l’acquistare stazioni commerciali monoparametriche. Silenzio e rispetto e niente previsioni o colpevolizzazioni di altri colleghi per far vedere che si è più bravi o più potenti o con cariche più importanti: qui conta solo chi lavora sul campo in silenziom in collaborazione con amministratori locali, cittadini, studenti locali di ferrara, modena, bologna e protezione civile. Niente protagonismi o interessi paralleli. Solo collaborazione e rispetto reciproco».
«E’ il modo più serio per andare avanti e non smettere di studiare un territorio interessantissimo e caratterizzato da tanti utilizzi importanti del sottosuolo: stoccaggi, geotermia, gas non convenzionale e quanto altro. Una cosa sola chiedo ai giornalisti ed ai colleghi: onestà intellettuale e rispetto per chi studia cose complesse multidisciplinari come queste, con i tempi dovuti, anche se non riesce a fare tante pubblicazioni, e rispetto per chi studia questioni non risolvibili con l’acquistare stazioni commerciali monoparametriche. Silenzio e rispetto e niente previsioni o colpevolizzazioni di altri colleghi per far vedere che si è più bravi o più potenti o con cariche più importanti: qui conta solo chi lavora sul campo in silenziom in collaborazione con amministratori locali, cittadini, studenti locali di ferrara, modena, bologna e protezione civile. Niente protagonismi o interessi paralleli. Solo collaborazione e rispetto reciproco».
Stefano Lolli
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Giava (Indonesia) frana spaventosa minaccia villaggio Cimuncang, Majalengka.
Quasi 2.000 persone saranno trasferite da un villaggio nel West Java, dopo i movimenti di terra continui e frane hanno distrutto case e infrastrutture durante le ultime due settimane .
Un funzionario il Venerdì ha detto che 659 famiglie, o 1.957 persone, provenienti da villaggio Cimuncang, Majalengka , verranno spostati a seguito della distruzione.
La terra ha iniziato a spostarsi nella zona il 14 aprile e da allora ha continuato lentamente , facendo crollare le case e tagliando strade e ponti. I rapporti dichiarano che 587 case, 16 luoghi di culto, un ufficio e cinque scuole sono state danneggiate e che due chilometri di strada e un ponte sono ormai impraticabili. Tre canali di irrigazione hanno subito danni.
http://poleshift.ning.com/profiles/blogs/indonesia-west-java-ground-began-to-shift-and-has-slowly-continue
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Giava, Indonesia
sabato 4 maggio 2013
Arabia Saudita - Alluvioni interessano la città di TAIT appartenente alla provincia de La Mecca.
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La Mecca Arabia Saudita
La caldera di Yellowstone è piu grande di quanto previsto.
L’enorme caldera all’interno del parco di Yellowstone, negli Stati Uniti, meglio conosciuta come “supervulcano“, sarebbe ancora più grande di quanto avessero previsto gli scienziati in passato. Circa il 50 per cento più vasta: a rivelarlo è Foxnews.com, che spiega come alcuni scienziati dello Utah abbiano acquisito maggiori informazioni sul sistema vulcanico che si trova a nord-ovest del Wyoming.
LA GRANDE CALDERA DI YELLOWSTONE – A ribattezzare la caldera con il termine “supervulcano” – non utilizzato in vulcanologia, ndr – fu un documentario del 2005 della Bbc, che studiava l’eventuale risveglio delle sue attività. “Stiamo ottenendo una migliore comprensione del sistema vulcanico di Yellowstone”, ha spiegato Jamie Farrell, un sismologo dell’Università dello Utah. “Il serbatoio di magma è almeno del 50 per cento più grande di quanto si credeva in passato”. Conoscere il volume del magma fuso sotto Yellowstone è fondamentale per comprendere e valutare le possibili dimensioni di eventuali eruzioni future. L’ultima grande eruzione della caldera si è verificata 640 mila anni fa, poi soltanto fenomeni minori, l’ultimo 70 mila anni fa.
I NUOVI STUDI – La camera magmatica analizzata nel nuovo studio è stata individuata come la fonte di alimentazione di queste eruzioni più piccole, delle sorgenti idrotermali e dei geyser del parco. Un quadro più chiaro della camera magmatica superficiale di Yellowstone è emerso grazie ad alcune scosse sismiche: le onde dei terremoti modificano infatti la loro velocità quando viaggiano attraverso la roccia fusa o solida. Farrell ha analizzato i terremoti vicini per ricostruire un quadro più esaustivo della camera magmatica. Sono state individuate le caratteristiche dell’unica camera: lunga circa 37 miglia, 18 miglia di larghezza e profonda tra le 3 e le 7 miglia.
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giovedì 2 maggio 2013
l vulcano Marsili ha intensificato la propria attività.
Il Marsili è un vulcano sottomarino localizzato nel Tirreno meridionale: si trova a circa 140 km a nord della Sicilia ed a circa 150 km ad ovest della Calabria ed è il più esteso vulcano d’Europa, con una base di oltre 170km.
E’ uno dei più grandi vulcani d’Europa, alto circa 3000 metri par una superficie di 2100 chilometri quadrati.
I suoi fenomeni vulcanici sono attivi e sui fianchi si stanno sviluppando numerosi apparati vulcanici satelliti.
I magmi del Marsili sono simili per composizione a quelli rilevati nell’arco Eoliano, la cui attività vulcanica è attribuita alla subduzione di antica crosta Tetidea (subduzione Ionica).
Sono state inoltre rilevate tracce di collassi di materiale dai fianchi di alcuni dei vulcani sottomarini i quali potrebbero aver causato maremoti nelle regioni costiere tirreniche dell’Italia meridionale.
E’ il più pericoloso tra i vulcani del mar Tirreno. Dice il suo più grande studioso, il professor Franco Ortolani, ordinario di Geologia “Il più recente maremoto italiano è stato quello che si è innescato poco dopo le ore 13 del giorno 30 dicembre 2002 nell’area di Stromboli, con conseguente inondazione della fascia costiera fino ad altezza di alcuni metri sul livello medio del mare. L’evento anomalo ha determinato seri danni ai manufatti più vicini al mare e ha provocato il ferimento di alcune persone; esso si è avvertito lungo la costa siciliana nella zona di Milazzo e in quella campana nel porto di Marina di Camerota. Il maremoto è stato innescato da una frana sottomarina“.
In questi giorni, circolano insistenti le notizie di un risveglio del Marsili: in realtà il vulcano non si è risvegliato in questo periodo, ha però intensificato la sua attività, come del resto anche Stromboli ed Etna, e i rischi potenziali rimangono invariati e sarebbe opportuno adeguare le misure di sicurezza del territorio dell’Italia meridionale a fronte di ogni crescente pericolo.
1 maggio 2013
giovedì 25 aprile 2013
Argentina - Meteora illumina il cielo di Santiago dell'Este (VIDEO)
21 apr 2013 - ARGENTINA - Migliaia di residenti della città argentina di Santiago del Este nelle prime ore del mattino di domenica hanno assistito alla esplosione di una meteora che ha illuminato il cielo sopra la città.L'evento ha avuto luogo verso le ore 3:20 circa (ora locale). Le autorità argentine credono che la spettacolare palla di fuoco sia stata causata da un meteorite disintegratosi nell'atmosfera terrestre . Alcuni testimoni hanno riferito ai giornali locali che hanno percepito un leggero tremore subito dopo aver visto il meteorite. Secondo i media locali, la polizia nella zona è stata inondata di telefonate di residenti spaventati, e di genitori che erano preoccupati per i loro figli presenti nella città in bar e locali notturni.
http://theextinctionprotocol.wordpress.com/2013/04/22/large-fireball-lights-up-night-skies-over-argentina/
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Chi ha tolto il tappo?Nel fiume Daugava (Lettonia) mulinello inghiotte ogni cosa.
Situato in Dviete, Lettonia, vicino alle rive del fiume Daugava, il video mostra un misterioso mulinello ribollente che distrugge tutto ciò che entra. Enormi blocchi di ghiaccio? . Isole galleggianti di detriti?Annientate. "Ingoia tutto ciò che viene trascinato verso la sua direzione", recita la descrizione da Janis Astičs, "questo vortice mostruoso sembra come se un tappo è stato estratto dal terreno sottostante." Il fenomeno è oggetto di studio.
http://theextinctionprotocol.wordpress.com/2013/04/25/curious-vortex-whirlpool-found-in-latvia-river/
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Dviete, Dvietes pagasts, LV-5441, Lettonia
domenica 21 aprile 2013
Now casting meteo: a Grado i massimi esperti europei
Saranno tutti a Grado (GO) dal 22 al 24 aprile i massimi esperti europei in fatto di previsioni meteorologiche a breve termine (now casting).
Sarà infatti l'"Isola del sole" ad ospitare il sesto "progress meeting" del progetto INCA-CE, progetto finanziato dall'Unione europea che coinvolge 16 partner provenienti da 8 Paesi del centro Europa, dalla Polonia alla Slovenia, dalla Germania all'Ungheria, ed ha come capo-progetto lo Zamg, il Servizio meteorologico austriaco. L'incontro è organizzato dall'Arpa del Friuli Venezia Giulia, che è anche partner del progetto, tramite il proprio Osservatorio Meteorologico (Osmer).
"Lo scopo del progetto europeo - spiega infatti la Regione FVG - è quello di condividere ed usare in modo transnazionale il software INCA, uno strumento realizzato dal Servizio meteorologico austriaco ed attualmente utilizzato in tutti i Paesi che partecipano all'iniziativa". INCA si avvale di tutte le sorgenti informative disponibili (dati delle stazioni meteorologiche sul territorio, immagini da satellite, mappe radar, etc.) e le integra per ottenere una descrizione dei campi meteorologici (temperatura, precipitazioni, etc.) attuali e previsti ad alta risoluzione (tipicamente 1 km).
Il software quindi consente di effettuare il monitoraggio meteorologico integrando tra loro diverse fonti di dati e di elaborare delle previsioni meteorologiche a brevissimo termine (1-6 ore), utili per produrre messaggi di allerta nei settori della protezione civile, dell'idrologia e della sicurezza stradale.
"All'interno del progetto - spiegano ancora dalla regione FVG - l'osservatorio regionale Osmer ha sviluppato un modulo per il "now casting" dei temporali mediante indici di instabilità, che determina per ogni zona la probabilità che si sviluppino fenomeni temporaleschi di una certa intensità. Nel corso del meeting Osmer relazionerà anche sui risultati delle previsioni effettuate con INCA e con dei modelli meteorologici (LAM) che assimilano i dati locali e che sono considerati lo stato dell'arte per la previsione meteorologica a breve termine. Il confronto delle simulazioni effettuate indicherà se il software INCA può competere con metodi molto più complessi attualmente in uso, ma anche molto più onerosi dal punto di vista delle risorse di calcolo".
Sarà infatti l'"Isola del sole" ad ospitare il sesto "progress meeting" del progetto INCA-CE, progetto finanziato dall'Unione europea che coinvolge 16 partner provenienti da 8 Paesi del centro Europa, dalla Polonia alla Slovenia, dalla Germania all'Ungheria, ed ha come capo-progetto lo Zamg, il Servizio meteorologico austriaco. L'incontro è organizzato dall'Arpa del Friuli Venezia Giulia, che è anche partner del progetto, tramite il proprio Osservatorio Meteorologico (Osmer).
"Lo scopo del progetto europeo - spiega infatti la Regione FVG - è quello di condividere ed usare in modo transnazionale il software INCA, uno strumento realizzato dal Servizio meteorologico austriaco ed attualmente utilizzato in tutti i Paesi che partecipano all'iniziativa". INCA si avvale di tutte le sorgenti informative disponibili (dati delle stazioni meteorologiche sul territorio, immagini da satellite, mappe radar, etc.) e le integra per ottenere una descrizione dei campi meteorologici (temperatura, precipitazioni, etc.) attuali e previsti ad alta risoluzione (tipicamente 1 km).
Il software quindi consente di effettuare il monitoraggio meteorologico integrando tra loro diverse fonti di dati e di elaborare delle previsioni meteorologiche a brevissimo termine (1-6 ore), utili per produrre messaggi di allerta nei settori della protezione civile, dell'idrologia e della sicurezza stradale.
"All'interno del progetto - spiegano ancora dalla regione FVG - l'osservatorio regionale Osmer ha sviluppato un modulo per il "now casting" dei temporali mediante indici di instabilità, che determina per ogni zona la probabilità che si sviluppino fenomeni temporaleschi di una certa intensità. Nel corso del meeting Osmer relazionerà anche sui risultati delle previsioni effettuate con INCA e con dei modelli meteorologici (LAM) che assimilano i dati locali e che sono considerati lo stato dell'arte per la previsione meteorologica a breve termine. Il confronto delle simulazioni effettuate indicherà se il software INCA può competere con metodi molto più complessi attualmente in uso, ma anche molto più onerosi dal punto di vista delle risorse di calcolo".
Venerdi 19 Aprile 2013
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