«...Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.»
(Giordano Bruno)
Quattro studentesse statunitensi hanno inventato un adesivo commestibile che serve a chiudere un burrito (o una piadina) per evitare che gli ingredienti fuoriescano al primo morso.
Costruttore di cannocchiali kepleriani più potenti di quelli di Galileo Galilei, realizzò il primo disegno di Marte e ne colse la rotazione: il suo nome è Francesco Fontana, astronomo napoletano, che si dedicò allo studio del pianeta rosso tra il 1630 ed il 1650. Lo scienziato nacque a Napoli nel 1580 e morì nella sua città nel 1656; sconosciuti sono i giorni e i mesi dei due eventi.
Fortissimo il legame del napoletano col pianeta Marte, tanto che oggi, uno dei crateri lì presenti porta il suo nome. A ricordarlo è stato Massimo Della Valle, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte: “Il legame tra Napoli e Marte esiste da 400 anni. L’Unione Astronomica Internazionale ha dedicato a Fontana un cratere sulla Luna e uno su Marte, potremmo auspicare che in tempi brevi sia dedicata una via o un parco nella sua città natale”.
Un uomo in Cina ha girato un video in cui si vede una strana creatura volante, simile a un drago o a un pterodattilo. Il filmato, ripreso al confine con il Laos, sta facendo il giro del web. Secondo voi di cosa si tratta?
Probabilmente non ne avete mai sentito parlare, ma sono oltre 10 anni che in Messico la siccità viene combattuta con la “pioggia solida”, una sorta di “polvere miracolosa”, in grado di assorbire acqua per 500 volte il proprio peso, e poi rilasciarla lentamente nel terreno nel corso di diversi mesi.
La storia della “pioggia solida” è iniziata negli USA negli anni ’70, quando il dipartimento di agricoltura ha sviluppato un prodotto super- assorbente a base di amido, battezzato “super slumper”. Negli Stati Uniti, così come in molti altri paesi, questa sostanza è stata usata principalmente nei pannolini, per assorbire la pipì e mantenere i sederini dei poppanti asciutti, ma un ingegnere chimico messicano ne ha visto potenzialità di applicazione anche per combattere il problema della siccità.
Partendo dal prodotto sviluppato negli USA, Sergio Rico Velasco ha sviluppato e brevettato una sostanza a base di poliacrilato di potassio, che potesse essere mescolato con il terreno per abbeverare le piante nel corso dei mesi. Ovviamente particolare attenzione è stata data ad assicurare la non-tossicità del prodotto.
Sono ormai 10 anni che Velasco ha introdotto la “pioggia solida” sul mercato, e l’efficacia sembra dimostrata, con diversi agricoltori che riportano aumenti del raccoltoanche del 300%-400%, risultati confermati anche da uno studio del governo messicano.
Se l’efficacia è veramente quella che sembra, viene da domandarsi come mai la “pioggia solida” non sia usata in tutto il mondo, dato che sono molte le zone che devono affrontare il problema della siccità in ogni continente.
Una spiegazione sembra essere nel fatto che Velasco non ha mai investito più di tanto in marketing e comunicazione, contando invece più sul passaparola. Recentemente, però, la “pioggia solita” ha catturato l’attenzione dei media, e la notorietà aggiuntiva ha fatto arrivare ordini anche da agricoltori in India e Australia. Non mancano anche i diffidenti, con alcuni che chiedono di verificarne ulteriormente l’impatto sull’ambiente e sulla salute, per quanto Velasco rassicuri che questi aspetti sono stati più volte approfonditi nello sviluppo e in analisi successive.
Vicino ai confini dell’Argentina, nella zona del delta del Parana, si trova una misteriosa isoletta che ruota su se stessa. Soprannominata “L’Occhio”, quest’isola attira continuamente curiosi e sarà anche protagonista di un prossimo documentario.
L’isola è stata scoperta dal regista argentino Sergio Neuspillerm, che stava cercando una location per un film sul paranormale, dove ambientare apparizioni di fantasmi e contatti con gli alieni. L’isola era una possibile ambientazione per le riprese, ma quando sono tornati a riesaminarla la sorpresa: l’isola non era più nello stesso posto. Quando si sono resi conto che “l’Occhio” si muoveva costantemente su sé stessa, il regista e il suo team hanno deciso di mettere temporaneamente da parte il film originale e invece girare un documentario sull’isola.
L’Occhio ha una forma quasi perfettamente circolare, circondato da un canale (anch’esso quasi perfettamente circolare), per una larghezza complessiva di circa 115 metri. La perfezione delle forme può fare quasi pensare a una costruzione artificiale, ma in natura vi sono numerosi casi di forme geometriche perfette create da fenomeni naturali (come ad esempio i cubi formati dalla pirite).
Il movimento dell’isola (che si trova alle coordinate 34°15’07.8’S 58°49’47.4?W è evidente guardando a foto satellitari scattate in momenti diversi, dunque ad esempio confrontando quelle presenti su Google Maps e su Bing: si può chiaramente notare che nella prima la lingua d’acqua si trova a ovest, mentre nella seconda la si vede a nord-est.
Il regista spera di collegare lo strano comportamento dell’isola a fenomeni soprannaturali, ma anche se alcuni esperti hanno confermato di non avere mai visto casi simili, altri spiegano che non ci sarebbero misteri, perché vi sarebbero grandi pozzi naturali in diverse zone vicino alla costa, e quindi l’isola rotante, per quanto insolita, avrebbe un’origine assolutamente naturale.
La curiosità non è comunque sopita, e il regista vuole tornare con una squadra di esperti per esaminare meglio l’isola: a questo scopo è stata lanciata anche una campagna su Kickstarter per raccogliere i fondi necessari a finanziare la spedizione.
"A poche ore dal terremoto del 24 agosto che ha interessato l'Appennino Centrale, il lago di Scanno (L'Aquila) si e' abbassato di circa 3 metri e grande e' la preoccupazione tra i cittadini di Scanno e dell'intero Abruzzo per gli effetti di questo fenomeno naturale".
E' quanto si legge in un'interrogazione parlamentare di Sinistra Italiana, primo firmatario il deputato abruzzese Gianni Melilla, ai ministriGalletti (Ambiente) e Delrio (Infrastrutture).
Sinistra Italiana vuole sapere "se sono stati predisposti degli studi per conoscere i motivi di questo fenomeno naturale e della sua possibile relazione con il sisma del 24 agosto. E se il governo intende predisporre conseguentemente un intervento per evitare possibili danni ad un lago, quello di Scanno (che si formo' a seguito di una grande frattura del Monte Genzana) tra i più caratteristici e belli d' Italia". continua... FONTE
Il 23 Agosto 2016 sulle sponde del Brasile c’è stato un potente tsunami. Per qualche ragione sconosciuta l’evento è stato ignorato dai media di tutto il mondo. Secondo i residenti locali, che sono abituati alla comparsa di onde alte durante le tempeste, quello che è successo il 23 Agosto 2016 è stato qualcosa di più delle classiche onde anomale dovute a Uragani o tempeste, ma erano gli abitanti sono convinti che le onde che hanno colpito parte della costa del Brasile, erano onde di tsunami ed erano enormi.
L’acqua del mare ha invaso due isolati della città di Rio, ma non è andato oltre. Secondo gli esperti, non è stato l’aumento del vento, una tempesta o altro a causare lo tsunami, ma qualcosa di diverso.
Il suo meccanismo di azione è tuttora ignoto, ma in qualche modo “inganna” i recettori del sapore dolce presenti sulla lingua e fa si che, ad esempio, il limone assuma un sapore dolce. Purtroppo questo frutto cresce con molta difficoltà fuori dal suo ambiente naturale, e si deteriora rapidamente, impedendone l’esportazione. La pianta da cui deriva questo frutto è il Synsepalum dulcificumoRichadella dulcifica.
Si tratta un arbusto sempreverde spontaneo che può raggiungere6 m di altezza, mentre l'arbusto coltivato non supera i3 m. Cresce solo su suoli acidi, in ambienti tropicali umidi, è diffuso in Africa Occidentale. L'interesse per questa pianta nasce dalla caratteristiche dei suoi frutti in quanto hanno la possibilità di trasformare il gusto in bocca, dall'amaro al dolce, questo permetterebbe di avere dei prodotto senza dover utilizzare dolcificanti artificiali o edulcoranti artificali. Infatti la"miracolina" viene classificata come unedulcorante di origine naturale al pari dello sciroppo d'agave, dellastevia. Attualmente il suo uso è interdetto ma negli ultimi anni si fa sempre più reale la possibilità che venga resa lecita dallaFDA negli Stati Uniti.Recentemente un gruppo di ricercatori dell’Università di Tsukuba è riuscita ad inserire il gene responsabile della produzione della miracolina nella lattuga, riuscendo così a produrre la proteina al di fuori del frutto originario, aprendo così la strada ad uno sfruttamento commerciale.
Un testo sconvolgente per il contenuto e soprattutto per il suo autore,Nikola Tesla, il padre della moderna era elettrica. Il sito WorldTruth.tv ha pubblicato questa intervista senza citare la sua origine, affermando che è avvenuta nel 1899 nel laboratorio di Tesla a Colorado Springs grazie a John Smith giornalista della rivista Immortality.
Il punto interrogativo nel titolo e il condizionale nascono da apparenti contraddizioni temporali. Tesla parla della teoria della relatività che però è stata pubblicata solo 6 anni dopo nel 1905, e nomina i buchi neri il cui termine è stato coniato solo nel 1960. Anche il concetto delle stelle nelle galassie appartiene al lavoro di Heber Curtis nel 1917 in cui usava il termine galassia contenenti stelle che è stato poi confermato negli anni ’20. La voglio pubblicare comunque perché mi ha fatto riflettere su alcune questioni a prescindere da dove provenga o se sia stata modificata per renderla più appetibile inserendo concetti moderni. GIORNALISTA: Sig. Tesla, lei si è guadagnato la fama dell’uomo che si è addentrato nei processi cosmici. Chi è lei, signor Tesla?
TESLA: È una domanda interessante, Sig. Smith, e tento di darle una risposta adeguata. GIORNALISTA: Dicono che lei provenga dalla Croazia, dalla zona denominata Lika, dove la gente cresce assieme agli alberi, alle rocce e al cielo stellato. Dicono che il suo paese natale porta il nome dei firi della montagna, e che la casa dove nacque si trova vicino al bosco e alla chiesa. TESLA: Davvero tutto ciò che ha detto è la verità. Sono orgoglioso della mia origine serba e della mia patria croata. GIORNALISTA: I futuristi dicono che il secolo XX ed il secolo XXI sono nati nella testa di Nikola Tesla. Celebrano il campo magnetico all’inverso e cantano inni al motore a induzione. Il suo creatore fu chiamato “il cacciatore che acchiappò la luce nelle sue reti dalle profondità della terra” e “il guerriero che catturò fuoco dal cielo”. Si dice che sia il padre della corrente alternata, colui che farà sì che la Fisica e la Chimica dominino la metà del mondo. L’industria lo proclamerà suo santo supremo, un banchiere per i più grandi benefattori. Nel laboratorio di Nikola Tesla si è scisso per la prima volta un atomo. Si è creata un’arma che produce vibrazioni sismiche. Lì si scoprirono raggi cosmici neri. Cinque razze lo venereranno in futuro, perché ha insegnato loro un grande segreto: che gli elementi di Empedocle si possono irrigare con le forze vitali degli eteri. TESLA: Sì, queste sono alcune delle mie scoperte più importanti. Anche così sono un uomo sconfito. Non sono riuscito a ottenere il maggiore dei miei obiettivi. GIORNALISTA: Quale sarebbe questo desiderio, signor Tesla? TESLA: Vorrei illuminare tutta la terra. C’è elettricità sufficiente per creare un secondo sole. La luce apparirebbe attorno all’equatore, come l’anello attorno a Saturno. L’umanità non è pronta per la grandezza.A Colorado Springs ho impregnato la terra di elettricità. Potremmo spargere anche le altre energie, come l’energia mentale positiva che si trova nella musica di Bach o Mozart, o nei versi dei grandi poeti. All’interno della Terra ci sono energie di allegria, pace e amore che si esprimono per esempio attraverso un fire che cresce dalla terra, gli alimenti che escono da essa e tutto ciò che la rende la casa dell’uomo. Ho passato anni cercando la maniera di far sì che questa energia potesse inflenzare la gente. La bellezza e l’aroma delle rose possono essere utilizzati come una medicina ed i raggi del sole come un alimento. La vita ha un numero infiito di forme e il dovere degli scienziati è quello di trovarle in tutte le forme della materia. Tre cose sono essenziali in questo senso. Tutto quello che faccio è cercarle. So che non le troverò, ma comunque non vi rinuncio. GIORNALISTA: Quali sono queste cose?
Un testo sconvolgente per il contenuto e soprattutto per il suo autore,Nikola Tesla, il padre della moderna era elettrica. Il sito WorldTruth.tv ha pubblicato questa intervista senza citare la sua origine, affermando che è avvenuta nel 1899 nel laboratorio di Tesla a Colorado Springs grazie a John Smith giornalista della rivista Immortality.
Il punto interrogativo nel titolo e il condizionale nascono da apparenti contraddizioni temporali. Tesla parla della teoria della relatività che però è stata pubblicata solo 6 anni dopo nel 1905, e nomina i buchi neri il cui termine è stato coniato solo nel 1960. Anche il concetto delle stelle nelle galassie appartiene al lavoro di Heber Curtis nel 1917 in cui usava il termine galassia contenenti stelle che è stato poi confermato negli anni ’20. La voglio pubblicare comunque perché mi ha fatto riflettere su alcune questioni a prescindere da dove provenga o se sia stata modificata per renderla più appetibile inserendo concetti moderni. GIORNALISTA: Sig. Tesla, lei si è guadagnato la fama dell’uomo che si è addentrato nei processi cosmici. Chi è lei, signor Tesla?
TESLA: È una domanda interessante, Sig. Smith, e tento di darle una risposta adeguata. GIORNALISTA: Dicono che lei provenga dalla Croazia, dalla zona denominata Lika, dove la gente cresce assieme agli alberi, alle rocce e al cielo stellato. Dicono che il suo paese natale porta il nome dei firi della montagna, e che la casa dove nacque si trova vicino al bosco e alla chiesa. TESLA: Davvero tutto ciò che ha detto è la verità. Sono orgoglioso della mia origine serba e della mia patria croata. GIORNALISTA: I futuristi dicono che il secolo XX ed il secolo XXI sono nati nella testa di Nikola Tesla. Celebrano il campo magnetico all’inverso e cantano inni al motore a induzione. Il suo creatore fu chiamato “il cacciatore che acchiappò la luce nelle sue reti dalle profondità della terra” e “il guerriero che catturò fuoco dal cielo”. Si dice che sia il padre della corrente alternata, colui che farà sì che la Fisica e la Chimica dominino la metà del mondo. L’industria lo proclamerà suo santo supremo, un banchiere per i più grandi benefattori. Nel laboratorio di Nikola Tesla si è scisso per la prima volta un atomo. Si è creata un’arma che produce vibrazioni sismiche. Lì si scoprirono raggi cosmici neri. Cinque razze lo venereranno in futuro, perché ha insegnato loro un grande segreto: che gli elementi di Empedocle si possono irrigare con le forze vitali degli eteri. TESLA: Sì, queste sono alcune delle mie scoperte più importanti. Anche così sono un uomo sconfito. Non sono riuscito a ottenere il maggiore dei miei obiettivi. GIORNALISTA: Quale sarebbe questo desiderio, signor Tesla? TESLA: Vorrei illuminare tutta la terra. C’è elettricità sufficiente per creare un secondo sole. La luce apparirebbe attorno all’equatore, come l’anello attorno a Saturno. L’umanità non è pronta per la grandezza.A Colorado Springs ho impregnato la terra di elettricità. Potremmo spargere anche le altre energie, come l’energia mentale positiva che si trova nella musica di Bach o Mozart, o nei versi dei grandi poeti. All’interno della Terra ci sono energie di allegria, pace e amore che si esprimono per esempio attraverso un fire che cresce dalla terra, gli alimenti che escono da essa e tutto ciò che la rende la casa dell’uomo. Ho passato anni cercando la maniera di far sì che questa energia potesse inflenzare la gente. La bellezza e l’aroma delle rose possono essere utilizzati come una medicina ed i raggi del sole come un alimento. La vita ha un numero infiito di forme e il dovere degli scienziati è quello di trovarle in tutte le forme della materia. Tre cose sono essenziali in questo senso. Tutto quello che faccio è cercarle. So che non le troverò, ma comunque non vi rinuncio. GIORNALISTA: Quali sono queste cose?