venerdì 19 ottobre 2012

E' allarme vulcani, la preoccupazione degli scienziati.


I ricercatori e gli scienziati di mezzo mondo stanno monitorando costantemente la situazione dei vulcani in tutto il pianeta, con particolare attenzione al cosiddetto "Ring of Fire", ovvero la linea di giunzione delle placche tettoniche che, dalle isole Filippine, percorre tutto l'arco dell'Oceano Pacifico per terminare al punto più meridionale delle coste occidentali del continente sudamericano.

A tale proposito, vulcanologi e geofisici avvertono una intensa attività che potrebbe essere il prologo ad una serie di eruzioni esplosive che potenzialmente cambierebbero la faccia del pianeta.

In primo luogo, l'Osservatorio Vulcanologico e Sismologico di Manizales, in Colombia, porta all'attenzione la inusuale serie di eventi sismici dell'ultima settimana, associati a fenomeni di frantumazione delle rocce in particolare riguardanti il massiccio del vulcano Cerro Machin e degli altri crateri presenti nella provincia di Tapias.


Anche all'isola vulcanica di El Hierro, nell'arcipelago delle Canarie, gli scienziati sono in allerta per una serie di eventi sismici il cui ipocentro è stato localizzato a circa 10 km di profondità.


Preoccupazione desta il vulcano Yellowstone, nel nord-ovest degli Stati Uniti, dove si sono manifestati altrettanti eventi sismici seppur di intensità non forte, ma che sono evidenti segni dell'attività di una caldera molto attiva.

Cambiando zona, anche in Islanda si segnala un nuovo sciame sismico avvenuto durante lo scorso fine settimana, in particolare nella penisola di Reykjanes, a circa 12 km a sud-ovest del vulcano Brenisteinsjoll, con un picco di magnitudo 3.8 della scala Richter che ha avuto il suo ipocentro a 5 km di profondità alle ore 19.42 di venerdi scorso, ora di Greenwich.

Da rilevare anche l'esplosione avvenuta sul monte Klyuchevskoy, il più alto vulcano del continente euroasiatico che sorge nella parte orientale della Russia (4.750 metri) e che nella tarda mattinata di ieri ha manifestato i primi segni di una nuova fase eruttiva. Le ultime eruzioni del Klyuchevskoy risalgono a settembre 2009 e dicembre 2010.

FONTE

California - Nella notte del 17 Ottobre solcata da una palla di fuoco.



Florida, trovato in spiaggia un occhio gigante.



Uno Strano ritrovamento quello CHE E Successo Ad un italo-americano, Gino Covacci, abitante di Pompano Beach, a nord di Miami, in Florida

A tutt'oggi nessuno e Stato a Grado di stabilire un Quale specie appartenga l'occhio, Che data le Sue Dimensioni DEVE Essere Sicuramente grande, Visto Che l'uomo, vieni 'Sun Sentinel' Riporta il, DOPO Aver Trovato l'occhio, ha avvisato la Polizia e la Florida Fish and Wildlife Conservation Commission. 

"Ancora sanguinava when l'ho Raccolto e l'ho Messo in Una busta di plastica", ha dichiarato l'italo-americano al Sentinel dom  
Al Momento, i biologi, Che Hanno Dato "un'occhiata" all'organo, non riescono a Capire un Quale specie Possa appartenere.  
Varie Sono le Teorie Sulla paternità, vieni Ad un pesce spada o calamaro gigante annuncio delle Nazioni Unite o, Ancora, squalo o tonno. 


Ora l'occhio Sarà, Conservato Nella formalina e spedito per Analisi al Florida Fish and Wildlife Research Institute di San Pietroburgo per riuscire a stabilire Finalmente la misteriosa Identità di This creatura. 

Potrebbe appartenere ad also Una specie degli abissi tutt'ora sconosciuta , Gli Oceani Sono Pieni di misteriose creature in zona inesplorate.  
L'occhio has been congelato in attesa di Nuovi Esami, Sicuramente i Test Genetici ne sveleranno i segreti, Risolvendo QUESTO rebus.  



martedì 16 ottobre 2012

Terremoto di M. 4.6 davanti le coste calabre.

Event-ID7225066700
Magnitudo(Ml)4.6
Data-Ora16/10/2012 alle 17:10:57 (italiane)
16/10/2012 alle 15:10:57 (UTC)
Coordinate39.651°N, 15.724°E
Profondità279.3 km
Distretto sismicoCosta_calabra_occidentale
Comuni entro i 10Km

-
Comuni tra 10 e 20km

BELVEDERE MARITTIMO (CS)
BONIFATI (CS)
BUONVICINO (CS)
DIAMANTE (CS)
GRISOLIA (CS)
MAIERA' (CS)
SANGINETO (CS)
SANTA MARIA DEL CEDRO (CS)
SCALEA (CS)

venerdì 12 ottobre 2012

Astronomia - In arrivo la cometa ISON, che rilancia le teorie Maya.



ROMA - Sarà visibile a partire dal prossimo novembre e, come ogni cometa molto brillante, si annuncia come portatrice di sventure. Ison, scoperta a fine settembre, si sta dirigendo verso le regioni interne del Sistema Solare, ridando fiato a tutte le teorie catastrofistiche di fine 2012. L'oggetto attualmente si trova tra le orbite di Giove e Saturno ed ''e' visibile con dei telescopi all'alba, tra le stelle poco appariscenti del Cancro'', ha spiegato l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope. ''Se la cometa non tradira' le attuali aspettative sara' una delle comete piu' luminose viste negli ultimi anni, alcune previsioni la danno luminosissima al pari della cometa C/2006 P1 McNaught, che alcuni anni fa mostro' la sua bellissima coda nell'emisfero australe'' osservata dall'astrofilo italiano Rolando Ligustri, che e' stato uno dei primi a fotografarla. ''Ci sono attualmente alcuni se: il primo - spiega Ligustri - e' un avvicinamento al pianeta Marte, che potrebbe modificare leggermente la sua orbita, poi l'avvicinamento al Sole che rischia di vaporizzarla, ma se questa cometa avra' 'la pelle dura', riemergera' dopo il 28 novembre 2013 subito dopo il tramonto e dovrebbe essere molto luminosa''.

PERCORSO. La cometa infatti nei primi mesi di ottobre del 2013 passera' molto vicino a Marte, poi si dirigera' nelle regione piu' vicine al Sole. ''Considerando la sua orbita - spiega Masi - cosi' come e' stata determinata dalle osservazioni disponibili, essa raggiungera' una minima distanza dal Sole il 28 novembre 2013, pari a circa 1,5 milioni di chilometri. Poche settimane dopo, sara' a circa 60 milioni di chilometri dalla Terra, visibile dall'emisfero Nord''. E' difficile predire il comportamento di questa cometa ma, sottolinea Masi, le stime piu' ottimistiche la valutano potenzialmente brillante come la Luna piena nel momento di minima distanza dal Sole e suggeriscono che sara' visibile ad occhio nudo tra i primi di novembre 2013 e le prime settimane dell'anno successivo''. Gli astronomi di tutto il mondo, spiega la Nasa, stanno monitorando questa 'palla di neve' gigante che si pensa arrivi direttamente dalla nube di Oort, per capire meglio la sua natura e come potrebbe evolvere nel corso dei prossimi 15 mesi.

TEORIE MAYA. Intanto  sui siti catastrofisti Ison è già diventata la nuova nemesi del 2013. Il fatto che alcuni astronomi stiano valutando la possibilità che si tratti di una cometa già apparsa in passato, la Grande Cometa del 1680, ha fatto destare il sospetto tra i sostenitori dell’ipotesi Nibiru che Ison altri non sia che il temuto pianeta X, ormai entrato nel nostro sistema solare dopo una lunghissima orbita intorno al Sole. L’apocalisse prevista per il dicembre di quest’anno sarebbe allora posticipata di un solo anno, forse un banale errore di calcolo dei Maya. A queste ipotesi fantasiose si associano quelle di chi ha già ripreso in mano le quartine di Nostradamus. Nella VI centuria, quartina 6, il veggente declama: “Apparirà verso il Settentrione / Non lungi dal Cancro la stella capelluta: / Susa, Siena, Boece, Eretrion, / Morirà di Roma grande, la notte dispersa”. Il fatto che la cometa Ison sia stata avvistata nella costellazione del Cancro ha subito ridestato interesse verso questa quartina assai poco chiara, come tutte quelle di Nostradamus. Altri hanno fanno notare che, se la Ison fosse la stessa cometa apparsa nel 1680, la sua orbita sarebbe di 333 anni, la metà esatta dell’infausto numero apocalittico 666. Insomma, ce n’è abbastanza da star sicuri di una cosa: ne sentiremo molto parlare nei prossimi mesi.

Astronomia - "55 CANCRI", il pianeta composto di..diamanti




ROMA - È grande il doppio della Terra, è superveloce ed è composto da diamanti. La rivista scientifica Astrophysical Journal Letters ha pubblicato lo studio di un gruppo di ricercatori coordinato da Nikku Madhusudhan del Centro per l’astronomia e l’astrofisica dell’Università di Yale, che ha osservato un gigantesco pianeta a 40 anni luce dal nostro sistema solare, composto in gran parte da diamanti. «Questo è il primo assaggio di un mondo roccioso con una chimica fondamentalmente diversa da quella della Terra», ha commentato Madhusudhan. «La superficie di questo pianeta è probabilmente coperta di grafite e diamanti piuttosto che da acqua e granito». Il pianeta “55 Cancri e” ha un raggio doppio e una massa otto volte superiore rispetto alla Terra, dimensioni che lo rendono una «super-Terra». Si tratta di uno dei cinque pianeti in orbita intorno ad una stella simile al Sole, che si trova a 40 anni luce dalla Terra ed è visibile ad occhio nudo nella costellazione del Cancro. Il pianeta orbita attorno alla sua stella ad iper-velocità e il suo anno dura, infatti, appena 18 ore, a differenza dei 365 giorni terrestri. Un pianeta per niente abitabile, spiegano i ricercatori, con una temperatura di superficie elevatissima che sfiora i 2.500 C°. In base a stime precedenti, gli astronomi ritenevano che il pianeta contenesse una notevole quantità di acqua surriscaldata, “basandosi sul presupposto che la sua composizione chimica fosse simile a quella terrestre” spiega lo scienziato. Ma la nuova ricerca suggerisce che sul pianeta non c’è traccia di acqua e sembra essere composto principalmente da carbonio (come grafite e diamante), ferro, carburo di silicio e probabilmente alcuni silicati. Lo studio stima che almeno un terzo della massa del pianeta, circa tre volte la Terra, potrebbe essere composta da diamante. 
http://www.leggo.it/zoom/scoperto_55_cancri_il_pianeta_composto_da_diamanti/notizie/197876.shtml

lunedì 8 ottobre 2012

Peru - Esercito cattura un pipistrello gigante.


L'esercito del Perù ha catturato qualcosa di veramente terribile, questo animale, come potete vedere nella foto, sembra essere un pipistrello gigante. 
Si ipotizza possa essere anche un  ChupaCabras. A quanto pare questo animale di solito appare  e spaventa  molte persone che vivono in  Perù e altri paesi dell'America Latina, 

Catturato un coccodrillo di dimensioni gigantesche nelle Filippine.


Catturato un coccodrillo di dimensioni gigantesche nelle Filippine.
L’eccezionale esemplare catturato pesa 1.075 kg ed è lungho 6,4 metri. Gli abitanti di Bunawan erano da più di tre settimane che gli davano la caccia. Secondo gli esperti, è uno degli esemplari più grandi mai catturati in questi ultimi anni.


giovedì 4 ottobre 2012

Spettacolare brillamento del Sole colto dal Solar Dynamics Observatory .


Il Solar Dynamics Observatory è un progetto Nasa che  il compito di comprendere l'influenza del Sole sulla Terra e dello spazio vicino alla Terra. L'Observatory, che sta osservando il Sole per un periodo di cinque anni, fa parte di un programma più ampio che mira a sviluppare la comprensione scientifica della connessione sistema Sole-Terra che influenza direttamente la terra. La  Nasa ha rilasciato spettacolare video ad alta definizione di un brillamento solare staccarsi dalla superficie del sole.L'espulsione di massa coronale, catturato dalla Nasa Solar Dynamics Observatory, si presenta con un filamento che era stato sospeso in atmosfera solare, la corona, fino a sfociare nello spazio a circa 1500 chilometri al secondo.L'eruzione è successo a 8:36 (ora irlandese) il 31 agosto di quest'anno ed era grande abbastanza per inghiottire la Terra più volte.
L'espulsione di massa coronale associata passato dalla Terra nella notte di Lunedi, 3 settembre il collegamento con l'ambiente magnetico della Terra, o magnetosfera, causando aurora apparire.Il video è girato in alta definizione 1080p e mostra il filamento da diverse angolazioni che permettono agli spettatori di osservare come il brillamento solare educati.

venerdì 28 settembre 2012

Terremoti, allerta nell’Oceano Indiano: la crosta terrestre si sta spaccando

Lo affermano tre studi pubblicati tutti e tre il 26 Settembre su Nature: al largo dell’Oceano Indiano la crosta terrestre di sta spaccando, cosa che ha presumibilmente causato i due disastrosi terremoti dell’11 Aprile 2012, di magnitudo 8.6 e 8.2 della scala Richter, avvenuti in quella parte del pianeta. Le conseguenze per il futuro non sono attualmente prevedibili.

Fin dagli anni ’80 i sismologi sospettavano che la placca chiamata Indo-Australiana si potesse rompere. Ma i fenomeni sismici dell’11 Aprile hanno rappresentato “l’esempio più spettacolare” di questo processo in atto, come ha dichiarato Matthias Delescluse, geofisico presso l’Ecole Normale Supérieure di Parigie autore principale del primo studio. (Quei terremoti) “sono stati la manifestazione più chiara del processo di formazione di una nuova placca” ha continuato il ricercatore.
Secondo le più accreditate teorie sulla tettonica delle placche, quella Indo-Australiana ha infatti iniziato a deformarsi internamente circa 10 milioni di anni fa. In conseguenza di ciò,regioni vicino all’ India hanno cominciato a scricchiolare contro la placca eurasiatica, creando pressioni contro l’Himalaya e spingendo lentamente il paese asiatico verso il basso. La maggior parte degli scienziati ritengono che la regione australiana abbia contribuito a queste tensioni, che stanno letteralmente spezzando la crosta terrestre in quella zona.
regioni vicino all’India hanno cominciato a scricchiolare contro la placca eurasiatica, creandopressioni contro l’Himalaya e spingendo lentamente il paese asiatico verso il basso. La maggior parte degli scienziati ritengono che la regione australiana abbia contribuito a queste tensioni, che stanno letteralmente spezzando la crosta terrestre in quella zona.
Delescluse e il suo team hanno dedotto la presenza di queste sollecitazioni sismiche tramite unmodello di stress calcolato sulla situazione geologica di poco antecedente al 2012, scoprendo che due terremoti precedenti, quello di magnitudo 9.1 del 2004, che ha scatenato uno tsunami nell’Oceano Indiano, e un altro più debole del 2005, hanno probabilmente favorito il sisma del 2012, aggiungendo ulteriore tensione alla zona.
Pertanto questi due precedenti terremoti sarebbero stati una causa indiretta di quelli più recentiGregory Beroza, sismologo presso la Stanford University di Palo Alto (California, Usa) sostiene che il modello è ben costruito e fornisce una spiegazione plausibile. Secondo il ricercatore, infatti, gli eventi del 2004 e del 2005 non avrebbero potuto di per sè causare quelli del 2012. “Dovevano esserci altri tipi di stress” ha dichiarato.
Nel secondo studio, guidato da Thorne Lay dell’University of California Santa Cruz (Usa) i ricercatori hanno scoperto che il primo terremoto ha interessato in realtà quattro faglie, una delle quali scivolata di 20-30 metri, come se l’evento potesse suddividersi in quattro fenomeni sismici diversi, più piccoli. Questo si verifica molto di rado, sostengono i ricercatori, perché generalmente un terremoto interessa un’unica faglia.
Nel terzo studio, infine, i ricercatori dell’University of California di Berkeley (Usa) guidati daRoland Bürgmann hanno analizzato gli strascichi di queste terribili scosse, scoprendo che per ben sei giorni dopo i due eventi sismici se ne sono verificati altri in altre zone del pianeta, di magnitudo 5.5 e superiore.
“È importante studiare ogni terremoto –ha dichiarato Hiroo Kanamori, sismologo presso ilCalifornia Institute of Technology di Pasadenama questo è piuttosto unico nel suo genere. Le sue caratteristiche, così particolari, potrebbero infatti contribuire ad incrementare le conoscenze degli scienziati sui fenomeni geologici e sismici.
Roberta De Carolis

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