mercoledì 11 febbraio 2015

Gran Bretagna - Avvistato un mostro nel lago di Windermere.



LONDRA, GRAN BRETAGNA – Se gli scozzesi hanno sempre vantato il mostro di Loch Ness, affettuosamente chiamato Nessie, adesso gli inglesi possono fare altrettanto con un mostro di casa loro. 
Una giovane coppia in canoa sul lago Windermere, sulle montagne della Cumbria, nell’Inghilterra nord-occidentale, è rimasta pietrificata dalla paura quando improvvisamente dalle placide acque è emerso il dorso ricoperto di gobbe di una bestia lunga una quindicina di metri che si muoveva ad una velocità di circa 6 km l’ora creando una gigantesca onda.
La coppia, Tom Pickles e Sarah Harrington, sostiene di aver osservato la misteriosa creatura per 20 secondi, il tempo necessario perchè Pickles le scattase una foto con la camera del suo cellulare. Prima che potesse scattarne altre, la creatura è sparita nella nebbia. Dopodichè la coppia, terrorizzata, ha remato in tutta fretta per 360 metri fino ad arrivare a terra.
Straordinariamente, scrive il Sun, l’apparizione agli occhi della coppia è l’ottava ad essere stata riferita nel Distretto dei Laghi, dove si trova il Windermere, in cinque anni. Gli esperti sostengono che la foto è la miglior prova reperita finora dell’esistenza di ”qualcosa” nel Windermere, il più grande lago dell’Inghilterra, lungo 14 km e profondo 70 metri.
Riferendosi al leggendario mostro scozzese di Loch Ness, un ecologista del Windermere ha dichiarato: ”Se questa ‘cosa’ è grande come l’ha descritta la coppia di giovani, allora è paragonabile a Nessie”.
Nel raccontare la loro esperienza, la coppia ha dichiarato: ”Ciascuna gobba sul dorso della creatura ondeggiava, ed è chiaro che è molto più grande di quanto ci è sembrato per via dalla sua grande ombra sottostante nell’acqua. La pelle è nera o marrone scuro, come quella di una foca, ma la sua forma non è come quella di alcun altro animale.

domenica 8 febbraio 2015

Avete un’otturazione in Amalgama? E’ tossica, danneggia il sistema nervoso e tutti gli organi!


Lo sapevate che buttando un otturazione d’amalgama in un lago largo 300 metri, si supera il livello ammesso di mercurio nel’acqua e segue il divieto di pesca e balneazione? Avete denti otturati con Amalgama? E’costituita dal 52% di Mercurio che viene rilasciato ogni giorno nella bocca dai 0.5 a 0.10mg per poi accumularsi nel cervello e in vari organi dove comincia a fare danni.
E’ una polvere costituita da: 52% di Mercurio e 48% da una lega a base di Argento(16%), Stagno(26%), Rame(5%) e Zinco(1%) utilizzata dai dentisti per le otturazioni.
Una dose moderna di amalgama contiene circa 440mg di Mercurio e 400mg di lega. Una otturazione con amalgama rilascia ogni giorno da 0.5 a 0.10mg di Mercurio per fenomeni di abrasione, corrosione, disgregazione elettrolitica generati dai diversi metalli in ambiente salino come nella cavità orale, la bocca; anche i sali dei cibi, le acque gassate, gli acidi alimentari, ecc. accentuano la naturale disgregazione delle amalgame. I metalli rilasciati per il 50% si depositano nei tessuti cellulari inibendo processi enzimatici e metabolici del nostro corpo; l’altro 50% viene eliminato attraverso le urine e le feci e va ad inquinare l’ambiente in cui viviamo, il terreno e quindi lo ritroviamo anche nella frutta, i cibi, le verdure, ecc. e nelle falde acquifere.
L’alternativa è costituita per ora dalle resine composite, dalla ceramica e dall’oro utilizzabili, purché siano testati e bio compatibili con il soggetto che li deve ricevere in bocca. Buona norma comunque è ricoprire, se possibile, ogni tipo di metallo presente nella bocca, con idrossido di calcio, per avere un minore danno.
Gli autori di una perizia presentata alla Procura della Repubblica di Francoforte, i Prof. Dott. O. Wasseman, M. Weitz ed il libro documento del Dott. C. Alsen Hinrichs, Università di Kiel, Istituto di Tossicologia, hanno anche pubblicato i lavori su riviste qualificate. Il Tribunale di Francoforte ha così definito l’amalgama: “dalle otturazioni di amalgama deriva palesemente un rischio non irrilevante per la salute umana. L’amalgama può far ammalare, cioè essa è generalmente in grado di provocare disturbi sanitari in un numero rilevante di persone portatrici di amalgame”. [1]
Già nel 2002, Maths Berlin, professore emerito di lunga esperienza degli effetti del mercurio sugli animali e gli esseri umani, presidente del Task Group dell’OMS su Environmental Health Criteria per Inorganic Mercury (1991), ha scritto per la Commissione in Materia Dentale del governo svedese un report in cui ha elencato alcuni rischi legati all’uso di otturazioni in amalgama [2]:
· Danneggiamento delle funzioni del sistema nervoso centrale;
· Danneggiamento della funzione renale;
· Danneggiamento del sistema immunitario;
· Danneggiamento nello sviluppo fetale, in particolare lo sviluppo del sistema nervoso. 

martedì 6 gennaio 2015

Geroglifici in Sardegna?


Sardegna - Penisola del Sinis - Nel costone roccioso adiacente le rovine di Tharros , sono presenti dei geroglifici Egizi incisi sulla roccia.

Mercoledì 7 gennaio occhi puntati in cielo, arriva Lovejoy C/2014 Q2.


Mercoledì 7 gennaio occhi puntati in cielo, arriva Lovejoy C/2014 Q2. Scoperta dall'Australia il 17 agosto scorso, la cometa attualmente si sta avvicinando sempre di più al Sole e raggiungerà il perielio il 7 gennaio. Allora potrebbe raggiungere la settima magnitudine, rendendosi visibile.
Per osservarla verranno in nostro aiuto le Costellazioni della Lepre e quella della Colomba, che verranno attraversate da questa nuova cometa di Natale. Non sapete come fare ad individuarle? Poco male. Uno dei punti di riferimenti di queste notti invernali è la Costellazione di Orione, che si trova molto facilmente guardando in direzione sud, al di sopra dell'orizzonte. Poco più in basso troveremo le due costellazioni partire da mezzanotte circa. Ecco la mappa del cielo:




venerdì 26 dicembre 2014

Sisma in Molise - Parla il professor Del Pinto, geofisico aquilano "Matese zona a rischio".

Torna la paura del sisma in Molise, dopo la scossa di magnitudo 4.1 che ha fatto tremare la terra e gli animi nei paesi vicini all’epicentro. L’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia lo ha localizzato vicino San Giuliano di Puglia, il paese dove il 31 ottobre del 2002 morirono in una scuola 27 bambini e una maestra. Ed è l’ultima scossa di una lunga serie che ha fatto tremare la terra negli ultimi giorni: oltre ai Monti Frentani, la notte scorsa una scossa di 2.2 è stata registrata anche nella Valle di Trebbia, in provincia di Genova. E prima ancora – in uno sciame che dura da giorni – in Toscana: sulle colline del Chianti, in provincia di Firenze, ma la scossa più forte è stata registrata con magnitudo 3.5 in prossimità di Barberino Val d’Elsa, Greve, Impruneta, San Casciano e Tavarnelle Val di Pesa. C’è un legame tra i vari episodi? Per l’esperto Christian Del Pinto, sismologo geofisico dell’Aquila, “la scossa sui Monti Frentani non ha nulla a che fare con quelle avvenute in Toscana e nelle altre zone d’Italia”, dove scosse sono state registrate di recente.

Si tratta di territorio lontani e indipendenti, non connessi tra loro”. “La scienza”, aggiunge Del Pinto, che ha una lunga esperienza come sismologo proprio in Molise, dove ha lavorato nel monitoraggio della Rete Sismica regionale, di cui è stato uno dei propositori, “non può dire se ci saranno altre scosse e di quale intensità saranno, se domani farà una scossa di magnitudo 6 o di 2. Però”, prosegue, “sappiamo che quella del Matese e il Molise in generale (come il resto del centro Italia in particolare), è una zona molto sismica, da monitorare costantemente, e non soltanto quando si registra una scossa rilevante”. Come difendersi dal terremoto allora? “Servono prevenzione e monitoraggio”, spiega il sismologo. “La prevenzione si fa attraverso il consolidamento delle strutture, ma serve anche organizzare un tavolo che veda lavorare insieme non solo gli esperti, ma anche gli amministratori. Infine”, conclude Del Pinto, “non si deve abbassare la guardia sul monitoraggio sismico, senza sottovalutare la giusta informazione da fare arrivare ai cittadini”.


FONTE

mercoledì 24 dicembre 2014

Onde di maremoto e onde normali, differenze.


Le cronache degli ultimi tempi ci hanno avvicinato ad un fenomeno, quello dei maremoti o tsunami, molto dibattuto e considerato come una minaccia da non trascurare e alla quale sarebbero esposte anche le coste della penisola italiana, come dimostrano importanti fenomeni che si sono registrati negli anni e nei secoli passati, testimonianze raccolte nel catalogo dei maremoti italiani.
Senza addentrarci in problematiche che potrebbero apparire piuttosto ostiche, cerchiamo di chiarire un aspetto importante e cioè riguardante la differenza esistente tra le onde che si generano a seguito dei maremoti e le onde normali, magari anche piuttosto alte, che si generano a seguito di particolari condizioni climatiche, ad esempio durante una tempesta, etc.
Le onde del maremoto possono raggiungere altezze elevatissime e possono essere anche piuttosto devastanti, a seconda di diversi elementi e dei fattori stessi che hanno generato lo tsunami. I maremoti, ricordiamo, possono generarsi sia a seguito di un terremoto di forte intensità, sia a causa dell’esplosione di un vulcano sottomarino o ancora a causa del crollo o frana, non direttamente collegata all’eruzione, di un costone roccioso di una montagna sottomarina. Molto raramente i maremoti possono nascere a seguito di violenti impatti di meteoriti che cadendo in mare, genererebbero onde anomale e distruttive, come mostrato da numerosi film di fantascienza.
Le onde normali, prodotte in gran parte dal vento, muovono solo gli strati superficiali dell’acqua del mare e per questo non coinvolgono il fondale, mentre quelle dei maremoti muovono sia gli strati superficiali del mare, che i fondali e la superficie e hanno un andamento molto veloce e spedito. Un maremoto, inoltre, non deve presentarsi necessariamente con onde alte per provocare distruzione e danni a persone e cose, ma può avere anche onde basse ma con una carica di energia e con un’intensità forte tale da propagarsi velocemente ed inghiottire tutto ciò che incontri sul proprio camino.

I maremoti, inoltre, possono manifestarsi anche con un improvviso e repentino ritiro delle acque, ritiro che preannuncerebbe l’imminente onda, con effetti più o meno devastanti a seconda dell’intensità o di altri fattori interconnessi. E’ bene precisare, infine, che la prima onda non debba essere necessariamente la più alta e pericolosa, dal momento che potrebbe essere quel primo campanello d’allarme pronto a preannunciare l’arrivo di seconde o terze onde più alte e minacciose della prima.


Avvistamento di un UFO in un un dipinto cinese del 19° secolo.


Wu Youru è stato un importante pittore Qing, la dinastia che ha governato la Cina tra il 1644 e il 1911.
Nel 1892, Youru produsse una singolare opera intitolata “Red Hot Flames in the Sky” (Fiamme rosse ardenti nel cielo).
Il dipinto descrive un avvistamento Ufo testimoniato dal pittore stesso, così come da centinaia di passanti.
Oltre alla parte prettamente grafica, il dipinto è corredato da una descrizione fornita dall’artista stesso in 190 caratteri, nella quale vuole chiarire che tutte le spiegazioni plausibili date al fenomeno non esauriscono la sua portata ultraterrena.
Una traduzione della descrizione di 190 caratteri è stata fornita da Paul Dong, ricercatore e scrittore Ufo di lungo corso, nel suo libro “China’s Mjor Mysteries” (I più grandi misteri della Cina).
“Erano circa le otto di sera del 28 settembre. Nel cielo a sud di Nanchino apparve una palla di fuoco a forma d’uovo, rossa ma priva di luce. Fluttuava lentamente nell’aria, diretta a est. Dal momento che il cielo al tramonto era nuvoloso e oscuro, la sua comparsa fu evidente.
Sul ponte di Zhu-Que si radunò una folla di diverse centinaia di persone che in punta di piedi allungavano le teste in avanti. Indugiò il tempo di un pasto, svanendo poco a poco in lontananza.
Alcuni ritennero che era passata una meteora. Ma una meteora impiega solo un istante prima di svanire, mentre i movimenti di questa palla dalla sua prima comparsa nel cielo fino alla sua definitiva scomparsa in lontananza furono piuttosto statici. Quindi non poteva essere una meteora.
Altri affermarono che era una delle lanterne cinesi che i bambini facevano volare. Ma il vento soffiava verso nord quella sera, mentre la palla di fuoco era rivolta verso est. Quindi non poteva essere nemmeno una lanterna cinese.
Per un certo periodo ognuno ne parlò ma nessuno seppe risolvere il mistero. Un anziano signore disse: “Quando all’inizio si alzò, ci fu un leggero rumore, appena udibile, come di un approssimarsi animato di uomini che si lanciano al di là del Cancello del Sud”.

martedì 16 dicembre 2014

Gran Bretagna -Fotografato Bigfoot?


(AGI) - Roma, 03 dic - L'uomo e' sicuramente di parte. Adam Bird, 31 anni, fa infatti parte dell'organizzazione British Bigfoot Research che investiga su possibili avvistamenti del Bigfoot, "leggendaria" creatura scimmiesca la cui esistenza finora non e' stata mai provata scientificamente. Tuttavia Bird giura d'averne visto uno. Dopo aver ricevuto delle segnalazioni su qualcosa di anomalo nella riserva naturale di Friskney, Adam, di Nottingham, si e' avventurato nella boscaglia. E, dopo aver sentito rumori strani e aver visto impronte inusualmente lunghe, ha puntato la macchina fotografica verso il punto dal quale provenivano piu' rumori. Poi ha controllato gli scatti e, in uno di essi, ha individuato "una figura ombrosa tra gli alberi". "Non sono in grado di fare alcuna aperta affermazione", ha detto, "ma io e i miei investigatori pensiamo che possa trattarsi della prova che il Bigfoot britannico esista". Adam e' da due anni che va a controllare "avvistamenti" che provengono da tutta la Gran Bretagna, dalla Scozia sino alla punta piu' meridionale dell'isola. (www.backblogfb.blogspot.it)

domenica 14 dicembre 2014

Mars Rover Curiosity fotografa 3 oggetti volanti nel cielo di Marte.


Le immagini ci mostrano quella che potrebbe essere l’ennesima dimostrazione della presenza extraterrestre su Marte. Appare chiaro che in due fotografie scattate da una delle due piccole e potenti web-cam Rear Hazcam destro B (RHAZ_RIGHT_B) del rover Curiosity su Sol 835 (2014/12/12 03:16:20 UTC) e  si possono osservare die puntini neri. le immagini originali possono essere visionate su questi due link:
 
Nelle due foto si nota lo spostamento degli oggetti che esclude la presenza di particelle di polvere od altro.
FONTE

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