«...Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.» (Giordano Bruno)
domenica 11 settembre 2016
Dopo il terremoto di Amatrice il Lago di Scanno (AQ) si è abbassato di 3 metri.
"A poche ore dal terremoto del 24 agosto che ha interessato l'Appennino Centrale, il lago di Scanno (L'Aquila) si e' abbassato di circa 3 metri e grande e' la preoccupazione tra i cittadini di Scanno e dell'intero Abruzzo per gli effetti di questo fenomeno naturale".
E' quanto si legge in un'interrogazione parlamentare di Sinistra Italiana, primo firmatario il deputato abruzzese Gianni Melilla, ai ministriGalletti (Ambiente) e Delrio (Infrastrutture).
Sinistra Italiana vuole sapere "se sono stati predisposti degli studi per conoscere i motivi di questo fenomeno naturale e della sua possibile relazione con il sisma del 24 agosto. E se il governo intende predisporre conseguentemente un intervento per evitare possibili danni ad un lago, quello di Scanno (che si formo' a seguito di una grande frattura del Monte Genzana) tra i più caratteristici e belli d' Italia".
continua...
FONTE
Ubicazione:
67038 Scanno AQ, Italia
Tsunami colpisce la costa del Brasile il 23 agosto 2016.
Il 23 Agosto 2016 sulle sponde del Brasile c’è stato un potente tsunami. Per qualche ragione sconosciuta l’evento è stato ignorato dai media di tutto il mondo. Secondo i residenti locali, che sono abituati alla comparsa di onde alte durante le tempeste, quello che è successo il 23 Agosto 2016 è stato qualcosa di più delle classiche onde anomale dovute a Uragani o tempeste, ma erano gli abitanti sono convinti che le onde che hanno colpito parte della costa del Brasile, erano onde di tsunami ed erano enormi.
L’acqua del mare ha invaso due isolati della città di Rio, ma non è andato oltre. Secondo gli esperti, non è stato l’aumento del vento, una tempesta o altro a causare lo tsunami, ma qualcosa di diverso.
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domenica 6 dicembre 2015
Il frutto miracoloso della dolcezza.L'amaro e l'aspro diventano dolci.
Il suo meccanismo di azione è tuttora ignoto, ma in qualche modo “inganna” i recettori del sapore dolce presenti sulla lingua e fa si che, ad esempio, il limone assuma un sapore dolce. Purtroppo questo frutto cresce con molta difficoltà fuori dal suo ambiente naturale, e si deteriora rapidamente, impedendone l’esportazione. La pianta da cui deriva questo frutto è il Synsepalum dulcificum o Richadella dulcifica.
Si tratta un arbusto sempreverde spontaneo che può raggiungere 6 m di altezza, mentre l'arbusto coltivato non supera i 3 m. Cresce solo su suoli acidi, in ambienti tropicali umidi, è diffuso in Africa Occidentale. L'interesse per questa pianta nasce dalla caratteristiche dei suoi frutti in quanto hanno la possibilità di trasformare il gusto in bocca, dall'amaro al dolce, questo permetterebbe di avere dei prodotto senza dover utilizzare dolcificanti artificiali o edulcoranti artificali. Infatti la "miracolina" viene classificata come un edulcorante di origine naturale al pari dello sciroppo d'agave, della stevia. Attualmente il suo uso è interdetto ma negli ultimi anni si fa sempre più reale la possibilità che venga resa lecita dalla FDA negli Stati Uniti. Recentemente un gruppo di ricercatori dell’Università di Tsukuba è riuscita ad inserire il gene responsabile della produzione della miracolina nella lattuga, riuscendo così a produrre la proteina al di fuori del frutto originario, aprendo così la strada ad uno sfruttamento commerciale.
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domenica 8 novembre 2015
1899 - Intervista al geniale Nikola TESLA. Vera o Falsa?
Un testo sconvolgente per il contenuto e soprattutto per il suo autore,Nikola Tesla, il padre della moderna era elettrica. Il sito WorldTruth.tv ha pubblicato questa intervista senza citare la sua origine, affermando che è avvenuta nel 1899 nel laboratorio di Tesla a Colorado Springs grazie a John Smith giornalista della rivista Immortality.
Il punto interrogativo nel titolo e il condizionale nascono da apparenti contraddizioni temporali. Tesla parla della teoria della relatività che però è stata pubblicata solo 6 anni dopo nel 1905, e nomina i buchi neri il cui termine è stato coniato solo nel 1960. Anche il concetto delle stelle nelle galassie appartiene al lavoro di Heber Curtis nel 1917 in cui usava il termine galassia contenenti stelle che è stato poi confermato negli anni ’20.
La voglio pubblicare comunque perché mi ha fatto riflettere su alcune questioni a prescindere da dove provenga o se sia stata modificata per renderla più appetibile inserendo concetti moderni.
GIORNALISTA: Sig. Tesla, lei si è guadagnato la fama dell’uomo che si è addentrato nei processi cosmici. Chi è lei, signor Tesla?
TESLA: È una domanda interessante, Sig. Smith, e tento di darle una risposta adeguata.
GIORNALISTA: Dicono che lei provenga dalla Croazia, dalla zona denominata Lika, dove la gente cresce assieme agli alberi, alle rocce e al cielo stellato. Dicono che il suo paese natale porta il nome dei firi della montagna, e che la casa dove nacque si trova vicino al bosco e alla chiesa.
TESLA: Davvero tutto ciò che ha detto è la verità. Sono orgoglioso della mia origine serba e della mia patria croata.
GIORNALISTA: I futuristi dicono che il secolo XX ed il secolo XXI sono nati nella testa di Nikola Tesla. Celebrano il campo magnetico all’inverso e cantano inni al motore a induzione. Il suo creatore fu chiamato “il cacciatore che acchiappò la luce nelle sue reti dalle profondità della terra” e “il guerriero che catturò fuoco dal cielo”. Si dice che sia il padre della corrente alternata, colui che farà sì che la Fisica e la Chimica dominino la metà del mondo.
L’industria lo proclamerà suo santo supremo, un banchiere per i più grandi benefattori. Nel laboratorio di Nikola Tesla si è scisso per la prima volta un atomo. Si è creata un’arma che produce vibrazioni sismiche. Lì si scoprirono raggi cosmici neri. Cinque razze lo venereranno in futuro, perché ha insegnato loro un grande segreto: che gli elementi di Empedocle si possono irrigare con le forze vitali degli eteri.
TESLA: Sì, queste sono alcune delle mie scoperte più importanti. Anche così sono un uomo sconfito. Non sono riuscito a ottenere il maggiore dei miei obiettivi.
GIORNALISTA: Quale sarebbe questo desiderio, signor Tesla?
TESLA: Vorrei illuminare tutta la terra. C’è elettricità sufficiente per creare un secondo sole. La luce apparirebbe attorno all’equatore, come l’anello attorno a Saturno.
L’umanità non è pronta per la grandezza.A Colorado Springs ho impregnato la terra di elettricità.
Potremmo spargere anche le altre energie, come l’energia mentale positiva che si trova nella musica di Bach o Mozart, o nei versi dei grandi poeti. All’interno della Terra ci sono energie di allegria, pace e amore che si esprimono per esempio attraverso un fire che cresce dalla terra, gli alimenti che escono da essa e tutto ciò che la rende la casa dell’uomo.
Ho passato anni cercando la maniera di far sì che questa energia potesse inflenzare la gente. La bellezza e l’aroma delle rose possono essere utilizzati come una medicina ed i raggi del sole come un alimento. La vita ha un numero infiito di forme e il dovere degli scienziati è quello di trovarle in tutte le forme della materia. Tre cose sono essenziali in questo senso. Tutto quello che faccio è cercarle. So che non le troverò, ma comunque non vi rinuncio.
GIORNALISTA: Quali sono queste cose?
La voglio pubblicare comunque perché mi ha fatto riflettere su alcune questioni a prescindere da dove provenga o se sia stata modificata per renderla più appetibile inserendo concetti moderni.
GIORNALISTA: Sig. Tesla, lei si è guadagnato la fama dell’uomo che si è addentrato nei processi cosmici. Chi è lei, signor Tesla?
GIORNALISTA: Dicono che lei provenga dalla Croazia, dalla zona denominata Lika, dove la gente cresce assieme agli alberi, alle rocce e al cielo stellato. Dicono che il suo paese natale porta il nome dei firi della montagna, e che la casa dove nacque si trova vicino al bosco e alla chiesa.
TESLA: Davvero tutto ciò che ha detto è la verità. Sono orgoglioso della mia origine serba e della mia patria croata.
GIORNALISTA: I futuristi dicono che il secolo XX ed il secolo XXI sono nati nella testa di Nikola Tesla. Celebrano il campo magnetico all’inverso e cantano inni al motore a induzione. Il suo creatore fu chiamato “il cacciatore che acchiappò la luce nelle sue reti dalle profondità della terra” e “il guerriero che catturò fuoco dal cielo”. Si dice che sia il padre della corrente alternata, colui che farà sì che la Fisica e la Chimica dominino la metà del mondo.
L’industria lo proclamerà suo santo supremo, un banchiere per i più grandi benefattori. Nel laboratorio di Nikola Tesla si è scisso per la prima volta un atomo. Si è creata un’arma che produce vibrazioni sismiche. Lì si scoprirono raggi cosmici neri. Cinque razze lo venereranno in futuro, perché ha insegnato loro un grande segreto: che gli elementi di Empedocle si possono irrigare con le forze vitali degli eteri.
TESLA: Sì, queste sono alcune delle mie scoperte più importanti. Anche così sono un uomo sconfito. Non sono riuscito a ottenere il maggiore dei miei obiettivi.
GIORNALISTA: Quale sarebbe questo desiderio, signor Tesla?
TESLA: Vorrei illuminare tutta la terra. C’è elettricità sufficiente per creare un secondo sole. La luce apparirebbe attorno all’equatore, come l’anello attorno a Saturno.
L’umanità non è pronta per la grandezza.A Colorado Springs ho impregnato la terra di elettricità.
Potremmo spargere anche le altre energie, come l’energia mentale positiva che si trova nella musica di Bach o Mozart, o nei versi dei grandi poeti. All’interno della Terra ci sono energie di allegria, pace e amore che si esprimono per esempio attraverso un fire che cresce dalla terra, gli alimenti che escono da essa e tutto ciò che la rende la casa dell’uomo.
Ho passato anni cercando la maniera di far sì che questa energia potesse inflenzare la gente. La bellezza e l’aroma delle rose possono essere utilizzati come una medicina ed i raggi del sole come un alimento. La vita ha un numero infiito di forme e il dovere degli scienziati è quello di trovarle in tutte le forme della materia. Tre cose sono essenziali in questo senso. Tutto quello che faccio è cercarle. So che non le troverò, ma comunque non vi rinuncio.
GIORNALISTA: Quali sono queste cose?
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1899 - Intervista al geniale Nikola TESLA. Vera o Falsa?
Un testo sconvolgente per il contenuto e soprattutto per il suo autore,Nikola Tesla, il padre della moderna era elettrica. Il sito WorldTruth.tv ha pubblicato questa intervista senza citare la sua origine, affermando che è avvenuta nel 1899 nel laboratorio di Tesla a Colorado Springs grazie a John Smith giornalista della rivista Immortality.
Il punto interrogativo nel titolo e il condizionale nascono da apparenti contraddizioni temporali. Tesla parla della teoria della relatività che però è stata pubblicata solo 6 anni dopo nel 1905, e nomina i buchi neri il cui termine è stato coniato solo nel 1960. Anche il concetto delle stelle nelle galassie appartiene al lavoro di Heber Curtis nel 1917 in cui usava il termine galassia contenenti stelle che è stato poi confermato negli anni ’20.
La voglio pubblicare comunque perché mi ha fatto riflettere su alcune questioni a prescindere da dove provenga o se sia stata modificata per renderla più appetibile inserendo concetti moderni.
GIORNALISTA: Sig. Tesla, lei si è guadagnato la fama dell’uomo che si è addentrato nei processi cosmici. Chi è lei, signor Tesla?
TESLA: È una domanda interessante, Sig. Smith, e tento di darle una risposta adeguata.
GIORNALISTA: Dicono che lei provenga dalla Croazia, dalla zona denominata Lika, dove la gente cresce assieme agli alberi, alle rocce e al cielo stellato. Dicono che il suo paese natale porta il nome dei firi della montagna, e che la casa dove nacque si trova vicino al bosco e alla chiesa.
TESLA: Davvero tutto ciò che ha detto è la verità. Sono orgoglioso della mia origine serba e della mia patria croata.
GIORNALISTA: I futuristi dicono che il secolo XX ed il secolo XXI sono nati nella testa di Nikola Tesla. Celebrano il campo magnetico all’inverso e cantano inni al motore a induzione. Il suo creatore fu chiamato “il cacciatore che acchiappò la luce nelle sue reti dalle profondità della terra” e “il guerriero che catturò fuoco dal cielo”. Si dice che sia il padre della corrente alternata, colui che farà sì che la Fisica e la Chimica dominino la metà del mondo.
L’industria lo proclamerà suo santo supremo, un banchiere per i più grandi benefattori. Nel laboratorio di Nikola Tesla si è scisso per la prima volta un atomo. Si è creata un’arma che produce vibrazioni sismiche. Lì si scoprirono raggi cosmici neri. Cinque razze lo venereranno in futuro, perché ha insegnato loro un grande segreto: che gli elementi di Empedocle si possono irrigare con le forze vitali degli eteri.
TESLA: Sì, queste sono alcune delle mie scoperte più importanti. Anche così sono un uomo sconfito. Non sono riuscito a ottenere il maggiore dei miei obiettivi.
GIORNALISTA: Quale sarebbe questo desiderio, signor Tesla?
TESLA: Vorrei illuminare tutta la terra. C’è elettricità sufficiente per creare un secondo sole. La luce apparirebbe attorno all’equatore, come l’anello attorno a Saturno.
L’umanità non è pronta per la grandezza.A Colorado Springs ho impregnato la terra di elettricità.
Potremmo spargere anche le altre energie, come l’energia mentale positiva che si trova nella musica di Bach o Mozart, o nei versi dei grandi poeti. All’interno della Terra ci sono energie di allegria, pace e amore che si esprimono per esempio attraverso un fire che cresce dalla terra, gli alimenti che escono da essa e tutto ciò che la rende la casa dell’uomo.
Ho passato anni cercando la maniera di far sì che questa energia potesse inflenzare la gente. La bellezza e l’aroma delle rose possono essere utilizzati come una medicina ed i raggi del sole come un alimento. La vita ha un numero infiito di forme e il dovere degli scienziati è quello di trovarle in tutte le forme della materia. Tre cose sono essenziali in questo senso. Tutto quello che faccio è cercarle. So che non le troverò, ma comunque non vi rinuncio.
GIORNALISTA: Quali sono queste cose?
La voglio pubblicare comunque perché mi ha fatto riflettere su alcune questioni a prescindere da dove provenga o se sia stata modificata per renderla più appetibile inserendo concetti moderni.
GIORNALISTA: Sig. Tesla, lei si è guadagnato la fama dell’uomo che si è addentrato nei processi cosmici. Chi è lei, signor Tesla?
GIORNALISTA: Dicono che lei provenga dalla Croazia, dalla zona denominata Lika, dove la gente cresce assieme agli alberi, alle rocce e al cielo stellato. Dicono che il suo paese natale porta il nome dei firi della montagna, e che la casa dove nacque si trova vicino al bosco e alla chiesa.
TESLA: Davvero tutto ciò che ha detto è la verità. Sono orgoglioso della mia origine serba e della mia patria croata.
GIORNALISTA: I futuristi dicono che il secolo XX ed il secolo XXI sono nati nella testa di Nikola Tesla. Celebrano il campo magnetico all’inverso e cantano inni al motore a induzione. Il suo creatore fu chiamato “il cacciatore che acchiappò la luce nelle sue reti dalle profondità della terra” e “il guerriero che catturò fuoco dal cielo”. Si dice che sia il padre della corrente alternata, colui che farà sì che la Fisica e la Chimica dominino la metà del mondo.
L’industria lo proclamerà suo santo supremo, un banchiere per i più grandi benefattori. Nel laboratorio di Nikola Tesla si è scisso per la prima volta un atomo. Si è creata un’arma che produce vibrazioni sismiche. Lì si scoprirono raggi cosmici neri. Cinque razze lo venereranno in futuro, perché ha insegnato loro un grande segreto: che gli elementi di Empedocle si possono irrigare con le forze vitali degli eteri.
TESLA: Sì, queste sono alcune delle mie scoperte più importanti. Anche così sono un uomo sconfito. Non sono riuscito a ottenere il maggiore dei miei obiettivi.
GIORNALISTA: Quale sarebbe questo desiderio, signor Tesla?
TESLA: Vorrei illuminare tutta la terra. C’è elettricità sufficiente per creare un secondo sole. La luce apparirebbe attorno all’equatore, come l’anello attorno a Saturno.
L’umanità non è pronta per la grandezza.A Colorado Springs ho impregnato la terra di elettricità.
Potremmo spargere anche le altre energie, come l’energia mentale positiva che si trova nella musica di Bach o Mozart, o nei versi dei grandi poeti. All’interno della Terra ci sono energie di allegria, pace e amore che si esprimono per esempio attraverso un fire che cresce dalla terra, gli alimenti che escono da essa e tutto ciò che la rende la casa dell’uomo.
Ho passato anni cercando la maniera di far sì che questa energia potesse inflenzare la gente. La bellezza e l’aroma delle rose possono essere utilizzati come una medicina ed i raggi del sole come un alimento. La vita ha un numero infiito di forme e il dovere degli scienziati è quello di trovarle in tutte le forme della materia. Tre cose sono essenziali in questo senso. Tutto quello che faccio è cercarle. So che non le troverò, ma comunque non vi rinuncio.
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sabato 26 settembre 2015
Scoperto in Brasile un cranio decapitato di circa 9000 anni fa, con mani amputate che coprono i suoi occhi.
L'indagine condotta da André Strauss dell'istituto Max Plank in una grotta di Lagoa Santa, cittadina brasiliana della regione di Minas Gerais, ha rivelato il caso più antico di decapitazione umana documentato in America, e probabilmente nel mondo, dato che i resti datano più di 9000 anni. Il caso è stato pubblicato dalla rivista Plus One. Già nel 2007, gli archeologi scoprirono in un cimitero decine di tombe di cacciatori che abitarono la regione circa 12000 anni fa. Tutti i resti ritrovati erano in linea con la sepoltura del periodo, tranne quest'ultimo, che risulta essere inspiegabile.
A circa 55 centimetri di profondità è stato rinvenuto il cranio di un uomo con mani amputate che coprivano i suoi occhi. La mandibola e le vertebre presentano chiari simboli di decapitazione. Questo ritrovamento ha sconcertato gli archeologi, soprattutto per la zona della scoperta, visto che la maggior parte di crani decapitati appartenenti alle civilizzazioni inca, nazca, moche o huari, sono stati portati alla luce nei pressi delle Ande. Oltre alla zona, questo magnifico reperto risulta essere molto più antico rispetto agli altri crani con segni di decapitazione. L'investigatore dell'Istituto Max Plank, Domingo Salazar García, è stato il responsabile della datazione usando il collagene delle ossa e sottoponendolo all'esame del carbonio 14. Il soggetto aveva circa 30 anni quando fu assassinato con un'arma, probabilmente una pietra, molto affilata
Gli archeologi stanno formulando varie ipotesi per spiegare questo strano ritrovamento: "in molte occasioni si mutilavano i nemici sconfitti e i loro resti venivano esposti come trofei, usando un palo o una corda", spiega García. Tuttavia, il fatto che questo cranio fosse stato sepolto con mani amputate a coprire i suoi occhi, potrebbe essere un messaggio religioso. 'Che io sappia, non esiste nessun'altra sepoltura simile, scoperta fino ad ora', dichiara l'archeologo. Non esiste per il momento nessuna spiegazione su questo straordinario reperto. Solo dopo uno studio antropologico completo, probabilmente si potranno avere maggiori dettagli.
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Lagoa, Portogallo
domenica 14 giugno 2015
"Ho incontrato un alieno sui monti della Valmalenco"
Nel 2012 un giovane valtellinese, che vuole restare anonimo sostenendo di aver visto e fotografato un alieno, l’incontro ravvicinato risale al 30 settembre, e sarebbe avvenuto mentre il testimone e la sua famiglia facevano un’escursione in montagna.
Il gruppo composto da padre, madre e tre
figli si dirigeva verso le dighe di Campo Moro, arrivati al Passo di
Campagneda, ecco l’incontro ravvicinato del terzo tipo con la creatura.
Il giovane udendo dei rumori provenienti
da un angolo nascosto si avvicina per verificare di cosa si stratti e a
questo punto nota una creatura, che descrive alta come un bambino di
due anni, grandi occhi dalle pupille scure e la pelle di color
grigio-azzurro con delle macchie bluastre.
Nonostante lo spavento riesce a scattare
alcune fotografie e successivamente la creatura scappa e si dilegua
subito dopo aver avvistato gli esseri umani.
A questo punto, il ragazzo raduna la
famiglia sparsa sul sentiero ed insieme vanno alla caccia dell’alieno e
una volta giunti in cima, un altro colpo di scena: vedono un disco
metallico dal diametro di 10 metri alzarsi in volo, senza emettere alcun
suono.
Sbigottiti, genitori e figli si
accordano per tenere la bocca chiusa: nessuno deve sapere quello che è
successo ma il testimone capisce però chiaccherano con altre persone che
non è il solo ad aver notato qualcosa di strano: altri ragazzi del
posto hanno visto, nella stessa zona, degli Ufo.
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Italia
Skinwalker' terrorizza la gente del New Mexico (USA).
Un geologo che lavora per la Lybrook Counselor nel 2014 dopo essersi imbattuto in una creatura raccapricciante e' riuscito a scattare alcune foto che documentano in modo chiaro cio'che avrebbe visto .
![]() |
| © screenshot youtube;Mister UFO |
Nel folklore Americano la creatura è generalmente descritta con un corpo simile a quello di un serpente o lucertola e con un
volto non identificabile con altre specie animali. Lo 'Skinwalker'
viene talvolta descritto come una creatura dall'aspetto simile ad una civetta, con occhi da rettile ma con il corpo privo di piume. Secondo le leggende locali,il corpo di questo essere sarebbe di colore verde o marrone scuro, mentre il volto e la gola di colore giallo o bianco.
Si dice che lo 'Skinwalker' si nasconda nel sottosuolo in prossimita' dei campi di mais o di fagioli e principalmente nei fondi coltivati lontano dalla presenza umana. Lo 'Skinwalker' sarebbe in grado di salire rapidamente in superficie e cogliere la preda di sorpresa soprattutto quando sente le vibrazioni generate dagli animali che calpestano il terreno sopra la sua testa. Il demone americano Skinwalker , noto per avere il corpo simile a quello di un rettile cosa potrebbe essere? una forma mutante di qualche titpo di creatura geneticamente modificata a seguito dell'incidente di Fukushima? Una farsa?
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Stati Uniti
Le cellule sono immortali, lo si scoprì già nel 1912.
| Alexis Carrel-Premio Nobel per la Medicina |
Anche Arnold Ehret arrivò a una
conclusione pressoché identica. Nel suo libro “Il Sistema di Guarigione
della Dieta Senza Muco” afferma che con un’alimentazione sana, dopo anni
di cibi errati, inizialmente l’organismo libera gli intestini dai
residui accumulati e poi va sempre più a fondo ripulendo tutti i tessuti
del corpo. Dopo che ciò è avvenuto si acquisisce la salute perfetta.
Ma torniamo all’esperimento di Alexis
Carrel e alle sue conclusioni che possiamo trovare in ogni testo
universitario di biologia. Il dott. Alexis Carrel, a questo proposito,
diceva: “La cellula è immortale. È semplicemente il fluido nella quale
galleggia che si degrada. Sostituendo questo fluido ad intervalli
regolari, daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per
quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare
indefinitamente”.
Immaginate una casa da cui non si
eliminano i rifiuti e si nascondono sotto il tappeto. Nel giro di pochi
mesi, accumulando dei rifiuti ogni giorno, la casa sarebbe sporchissima.
Nel nostro corpo succede la stessa cosa. Un’antica prassi Ayurveda per
un’ottimale depurazione del nostro corpo consiste nel bere ogni mattina a
digiuno mezzo e un limone intero spremuto, diluito con acqua calda,
preferibilmente bollita, con l’aggiunta di un cucchiaino di miele e a
piacimento un po’ di zenzero.
Il limone, una vera farmacia della
natura, è estremamente consigliabile per depurarci, ma anche la frutta e
la verdura. Ottime le mele e le pere per disintossicarci, rigeneranti i
pomodori, i broccoli, i cavoli. La natura, rispettandola e conoscendola
più da vicino e non solo usandola, ci offre tutto ciò che necessitiamo
per la nostra buona salute.
Candida Mammoliti
martedì 2 giugno 2015
Mostro del Garda -Lo ha immortalato un abitante di Cecina: «È apparso dal nulla e sprofondato in un attimo» In quel punto del lago, a 270 metri di profondità, furono filmate le enormi e misteriose «tane».
A quanto pare si è risvegliato il «mostro del Garda», il leggendario serpentone di cui favoleggiavano i monaci del '400 e i naturalisti del '500, e che almeno due dozzine di persone giurano di avere avvistato anche tra il 2000 e il 2014.
La novità è che, per la prima volta, c'è una fotografia. Un'immagine presa da lontano, che ricorda in modo sbalorditivo la celebre fotografia di Nessie, il mostro di Lochness. Vedere per credere: che sia un mostro non è dimostrato, ma là in mezzo qualcosa c'è.
LA FOTO è stata scattata domenica mattina da Edoardo Castaldelli, 22enne tornitore di Cecina, frazione di Toscolano Maderno. Un giovane serio, che la parola «mostro» non la dice, e si chiede con curiosità cosa sia quella sagoma.
«Dopo le 10 del mattino - racconta - mi sono affacciato alla finestra per scattare con il cellulare una foto del lago, da inviare con WatsApp ai miei amici. Mentre guardavo nell'inquadratura e cliccavo, ho visto uscire improvvisamente dall'acqua una "cosa” grossa come una barca, che dopo un istante si è inabissata scomparendo dalla vista, ma che è rimasta nella fotografia».
Un'apparizione fugace: «Dopo lo scatto, in quel tratto di lago non c'era più niente - riferisce Castaldelli -: nessuna barca, nemmeno a distanza, niente di niente».
Il fermo immagine però ha documentato l'anomalia, una sagoma scura di grosse dimensioni sul pelo dell'acqua.
GLI ESPERTI si interrogano. A cominciare da Angelo Modina, il subacqueo professionista di Toscolano che, in quell'esatto punto del lago, filmò sui fondali delle strane «tane», simili ai forami delle anguille ma di dimensioni spropositate: «A una prima occhiata - dice Modina osservando la foto- sembra qualcosa che fuoriesce dall'acqua. A giudicare dalle proporzioni e dalla distanza, la sagoma dovrebbe misurare una ventina di metri».
Incuriosito anche Armando Bellelli, lo studioso di Desenzano che coniò per il mostro il nomignolo «Bennie», come diminutivo di Benaco, l'antico nome del Garda: «Quando una persona ci mette la faccia con nome e cognome, come ha fatto Edoardo Castaldelli, la sua testimonianza va presa sul serio - dice Bellelli -. Di sicuro là in mezzo è comparso qualcosa, e per la prima volta abbiamo una fotografia».
La novità è che, per la prima volta, c'è una fotografia. Un'immagine presa da lontano, che ricorda in modo sbalorditivo la celebre fotografia di Nessie, il mostro di Lochness. Vedere per credere: che sia un mostro non è dimostrato, ma là in mezzo qualcosa c'è.
LA FOTO è stata scattata domenica mattina da Edoardo Castaldelli, 22enne tornitore di Cecina, frazione di Toscolano Maderno. Un giovane serio, che la parola «mostro» non la dice, e si chiede con curiosità cosa sia quella sagoma.
«Dopo le 10 del mattino - racconta - mi sono affacciato alla finestra per scattare con il cellulare una foto del lago, da inviare con WatsApp ai miei amici. Mentre guardavo nell'inquadratura e cliccavo, ho visto uscire improvvisamente dall'acqua una "cosa” grossa come una barca, che dopo un istante si è inabissata scomparendo dalla vista, ma che è rimasta nella fotografia».
Un'apparizione fugace: «Dopo lo scatto, in quel tratto di lago non c'era più niente - riferisce Castaldelli -: nessuna barca, nemmeno a distanza, niente di niente».
Il fermo immagine però ha documentato l'anomalia, una sagoma scura di grosse dimensioni sul pelo dell'acqua.
GLI ESPERTI si interrogano. A cominciare da Angelo Modina, il subacqueo professionista di Toscolano che, in quell'esatto punto del lago, filmò sui fondali delle strane «tane», simili ai forami delle anguille ma di dimensioni spropositate: «A una prima occhiata - dice Modina osservando la foto- sembra qualcosa che fuoriesce dall'acqua. A giudicare dalle proporzioni e dalla distanza, la sagoma dovrebbe misurare una ventina di metri».
Incuriosito anche Armando Bellelli, lo studioso di Desenzano che coniò per il mostro il nomignolo «Bennie», come diminutivo di Benaco, l'antico nome del Garda: «Quando una persona ci mette la faccia con nome e cognome, come ha fatto Edoardo Castaldelli, la sua testimonianza va presa sul serio - dice Bellelli -. Di sicuro là in mezzo è comparso qualcosa, e per la prima volta abbiamo una fotografia».
Luciano Scarpetta
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