Diventa sempre più dettagliata la mappa del rischio nel comprensorio
vesuviano. Dopo l’approvazione della zona rossa, che comprende i 25
comuni più vicini al cratere e una porzione della periferia orientale di
Napoli, ecco la nuova zona gialla, estesa ad altri 63 comuni delle
provincie di Napoli, Avellino, Salerno ed alla parte rimanente dei
quartieri di Barra, San Giovanni e Ponticelli. In questo comprensorio,
evidentemente vastissimo (oltre un milione di abitanti), secondo i
precedenti storici ed i sondaggi effettuati negli ultimi anni,
potrebbero verificarsi gravi danni dovuti alla ricaduta di cenere, ma
anche crolli delle infrastrutture e paralisi nei sistemi di traffico
locale. Ai Comuni inclusi nell’area del rischio (complessivamente oltre 2
milioni di residenti fra zona rossa e zona gialla) Regione e Protezione
Civile Nazionale hanno impartito precise disposizioni per il necessario
adeguamento del patrimonio edilizio, pubblico e privato, delle reti
stradali, elettriche, idriche, fognarie, nonché per la preparazione
delle esercitazioni pratiche per verificare «sul campo» i diversi punti
della complessa ma indispensabile macchina della prevenzione. «Dovrebbe
essere questo l’ultimo atto, decisivo, per passare finalmente alla fase
esecutiva del piano Vesuvio, per il quale lavoriamo da anni, in simbiosi
con il dipartimento nazionale della Protezione Civile e con le
amministrazioni locali», spiega l’assessore regionale Edoardo Cosenza.
Nella delibera della Giunta campana si
«...Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.» (Giordano Bruno)
lunedì 16 febbraio 2015
mercoledì 11 febbraio 2015
Gran Bretagna - Avvistato un mostro nel lago di Windermere.
LONDRA, GRAN BRETAGNA – Se gli scozzesi hanno sempre vantato il mostro di Loch Ness, affettuosamente chiamato Nessie, adesso gli inglesi possono fare altrettanto con un mostro di casa loro.
Una giovane coppia in canoa sul lago Windermere, sulle montagne della Cumbria, nell’Inghilterra nord-occidentale, è rimasta pietrificata dalla paura quando improvvisamente dalle placide acque è emerso il dorso ricoperto di gobbe di una bestia lunga una quindicina di metri che si muoveva ad una velocità di circa 6 km l’ora creando una gigantesca onda.
La coppia, Tom Pickles e Sarah Harrington, sostiene di aver osservato la misteriosa creatura per 20 secondi, il tempo necessario perchè Pickles le scattase una foto con la camera del suo cellulare. Prima che potesse scattarne altre, la creatura è sparita nella nebbia. Dopodichè la coppia, terrorizzata, ha remato in tutta fretta per 360 metri fino ad arrivare a terra.
Straordinariamente, scrive il Sun, l’apparizione agli occhi della coppia è l’ottava ad essere stata riferita nel Distretto dei Laghi, dove si trova il Windermere, in cinque anni. Gli esperti sostengono che la foto è la miglior prova reperita finora dell’esistenza di ”qualcosa” nel Windermere, il più grande lago dell’Inghilterra, lungo 14 km e profondo 70 metri.
Riferendosi al leggendario mostro scozzese di Loch Ness, un ecologista del Windermere ha dichiarato: ”Se questa ‘cosa’ è grande come l’ha descritta la coppia di giovani, allora è paragonabile a Nessie”.
Nel raccontare la loro esperienza, la coppia ha dichiarato: ”Ciascuna gobba sul dorso della creatura ondeggiava, ed è chiaro che è molto più grande di quanto ci è sembrato per via dalla sua grande ombra sottostante nell’acqua. La pelle è nera o marrone scuro, come quella di una foca, ma la sua forma non è come quella di alcun altro animale.
domenica 8 febbraio 2015
Avete un’otturazione in Amalgama? E’ tossica, danneggia il sistema nervoso e tutti gli organi!
Lo sapevate che buttando un otturazione d’amalgama in un lago largo 300 metri, si supera il livello ammesso di mercurio nel’acqua e segue il divieto di pesca e balneazione? Avete denti otturati con Amalgama? E’costituita dal 52% di Mercurio che viene rilasciato ogni giorno nella bocca dai 0.5 a 0.10mg per poi accumularsi nel cervello e in vari organi dove comincia a fare danni.
E’ una polvere costituita da: 52% di Mercurio e 48% da una lega a base di Argento(16%), Stagno(26%), Rame(5%) e Zinco(1%) utilizzata dai dentisti per le otturazioni.
Una dose moderna di amalgama contiene circa 440mg di Mercurio e 400mg di lega. Una otturazione con amalgama rilascia ogni giorno da 0.5 a 0.10mg di Mercurio per fenomeni di abrasione, corrosione, disgregazione elettrolitica generati dai diversi metalli in ambiente salino come nella cavità orale, la bocca; anche i sali dei cibi, le acque gassate, gli acidi alimentari, ecc. accentuano la naturale disgregazione delle amalgame. I metalli rilasciati per il 50% si depositano nei tessuti cellulari inibendo processi enzimatici e metabolici del nostro corpo; l’altro 50% viene eliminato attraverso le urine e le feci e va ad inquinare l’ambiente in cui viviamo, il terreno e quindi lo ritroviamo anche nella frutta, i cibi, le verdure, ecc. e nelle falde acquifere.
Una dose moderna di amalgama contiene circa 440mg di Mercurio e 400mg di lega. Una otturazione con amalgama rilascia ogni giorno da 0.5 a 0.10mg di Mercurio per fenomeni di abrasione, corrosione, disgregazione elettrolitica generati dai diversi metalli in ambiente salino come nella cavità orale, la bocca; anche i sali dei cibi, le acque gassate, gli acidi alimentari, ecc. accentuano la naturale disgregazione delle amalgame. I metalli rilasciati per il 50% si depositano nei tessuti cellulari inibendo processi enzimatici e metabolici del nostro corpo; l’altro 50% viene eliminato attraverso le urine e le feci e va ad inquinare l’ambiente in cui viviamo, il terreno e quindi lo ritroviamo anche nella frutta, i cibi, le verdure, ecc. e nelle falde acquifere.
L’alternativa è costituita per ora dalle resine composite, dalla ceramica e dall’oro utilizzabili, purché siano testati e bio compatibili con il soggetto che li deve ricevere in bocca. Buona norma comunque è ricoprire, se possibile, ogni tipo di metallo presente nella bocca, con idrossido di calcio, per avere un minore danno.
Gli autori di una perizia presentata alla Procura della Repubblica di Francoforte, i Prof. Dott. O. Wasseman, M. Weitz ed il libro documento del Dott. C. Alsen Hinrichs, Università di Kiel, Istituto di Tossicologia, hanno anche pubblicato i lavori su riviste qualificate. Il Tribunale di Francoforte ha così definito l’amalgama: “dalle otturazioni di amalgama deriva palesemente un rischio non irrilevante per la salute umana. L’amalgama può far ammalare, cioè essa è generalmente in grado di provocare disturbi sanitari in un numero rilevante di persone portatrici di amalgame”. [1]
Gli autori di una perizia presentata alla Procura della Repubblica di Francoforte, i Prof. Dott. O. Wasseman, M. Weitz ed il libro documento del Dott. C. Alsen Hinrichs, Università di Kiel, Istituto di Tossicologia, hanno anche pubblicato i lavori su riviste qualificate. Il Tribunale di Francoforte ha così definito l’amalgama: “dalle otturazioni di amalgama deriva palesemente un rischio non irrilevante per la salute umana. L’amalgama può far ammalare, cioè essa è generalmente in grado di provocare disturbi sanitari in un numero rilevante di persone portatrici di amalgame”. [1]
Già nel 2002, Maths Berlin, professore emerito di lunga esperienza degli effetti del mercurio sugli animali e gli esseri umani, presidente del Task Group dell’OMS su Environmental Health Criteria per Inorganic Mercury (1991), ha scritto per la Commissione in Materia Dentale del governo svedese un report in cui ha elencato alcuni rischi legati all’uso di otturazioni in amalgama [2]:
· Danneggiamento delle funzioni del sistema nervoso centrale;
· Danneggiamento della funzione renale;
· Danneggiamento del sistema immunitario;
· Danneggiamento nello sviluppo fetale, in particolare lo sviluppo del sistema nervoso.
· Danneggiamento delle funzioni del sistema nervoso centrale;
· Danneggiamento della funzione renale;
· Danneggiamento del sistema immunitario;
· Danneggiamento nello sviluppo fetale, in particolare lo sviluppo del sistema nervoso.
martedì 6 gennaio 2015
Geroglifici in Sardegna?
Sardegna - Penisola del Sinis - Nel costone roccioso adiacente le rovine di Tharros , sono presenti dei geroglifici Egizi incisi sulla roccia.
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Ubicazione:
Sardegna, Italia
Mercoledì 7 gennaio occhi puntati in cielo, arriva Lovejoy C/2014 Q2.
Mercoledì 7 gennaio occhi puntati in cielo, arriva Lovejoy C/2014 Q2.
Scoperta dall'Australia il 17 agosto scorso, la cometa attualmente si
sta avvicinando sempre di più al Sole e raggiungerà il perielio il 7
gennaio. Allora potrebbe raggiungere la settima magnitudine, rendendosi
visibile.
Per osservarla verranno in nostro aiuto le Costellazioni della Lepre e
quella della Colomba, che verranno attraversate da questa nuova cometa
di Natale. Non sapete come fare ad individuarle? Poco male. Uno dei
punti di riferimenti di queste notti invernali è la Costellazione di
Orione, che si trova molto facilmente guardando in direzione sud, al di
sopra dell'orizzonte. Poco più in basso troveremo le due costellazioni
partire da mezzanotte circa. Ecco la mappa del cielo:
sabato 3 gennaio 2015
venerdì 26 dicembre 2014
Sisma in Molise - Parla il professor Del Pinto, geofisico aquilano "Matese zona a rischio".
Torna la paura del sisma in Molise, dopo la scossa di magnitudo 4.1
che ha fatto tremare la terra e gli animi nei paesi vicini
all’epicentro. L’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia lo ha
localizzato vicino San Giuliano di Puglia, il paese dove il 31 ottobre
del 2002 morirono in una scuola 27 bambini e una maestra. Ed è l’ultima
scossa di una lunga serie che ha fatto tremare la terra negli ultimi
giorni: oltre ai Monti Frentani, la notte scorsa una scossa di 2.2 è
stata registrata anche nella Valle di Trebbia, in provincia di Genova. E
prima ancora – in uno sciame che dura da giorni – in Toscana: sulle
colline del Chianti, in provincia di Firenze, ma la scossa più forte è
stata registrata con magnitudo 3.5 in prossimità di Barberino Val
d’Elsa, Greve, Impruneta, San Casciano e Tavarnelle Val di Pesa. C’è un
legame tra i vari episodi? Per l’esperto Christian Del Pinto, sismologo
geofisico dell’Aquila, “la scossa sui Monti Frentani non ha nulla a che
fare con quelle avvenute in Toscana e nelle altre zone d’Italia”, dove
scosse sono state registrate di recente.
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86040 San Giuliano di Puglia CB, Italia
mercoledì 24 dicembre 2014
Onde di maremoto e onde normali, differenze.
Le cronache degli ultimi tempi ci hanno avvicinato ad un fenomeno, quello dei maremoti o tsunami, molto
dibattuto e considerato come una minaccia da non trascurare e alla
quale sarebbero esposte anche le coste della penisola italiana, come
dimostrano importanti fenomeni che si sono registrati negli anni e nei
secoli passati, testimonianze raccolte nel catalogo dei maremoti italiani.
Senza addentrarci in problematiche che potrebbero apparire piuttosto
ostiche, cerchiamo di chiarire un aspetto importante e cioè riguardante
la differenza esistente tra le onde che si generano a seguito dei maremoti
e le onde normali, magari anche piuttosto alte, che si generano a
seguito di particolari condizioni climatiche, ad esempio durante una
tempesta, etc.
Le onde del maremoto possono raggiungere altezze
elevatissime e possono essere anche piuttosto devastanti, a seconda di
diversi elementi e dei fattori stessi che hanno generato lo tsunami. I maremoti,
ricordiamo, possono generarsi sia a seguito di un terremoto di forte
intensità, sia a causa dell’esplosione di un vulcano sottomarino o
ancora a causa del crollo o frana, non direttamente collegata
all’eruzione, di un costone roccioso di una montagna sottomarina. Molto
raramente i maremoti possono nascere a seguito di
violenti impatti di meteoriti che cadendo in mare, genererebbero onde
anomale e distruttive, come mostrato da numerosi film di fantascienza.
Le onde normali, prodotte in gran parte dal vento, muovono solo gli
strati superficiali dell’acqua del mare e per questo non coinvolgono il
fondale, mentre quelle dei maremoti muovono sia gli
strati superficiali del mare, che i fondali e la superficie e hanno un
andamento molto veloce e spedito. Un maremoto, inoltre, non deve
presentarsi necessariamente con onde alte per provocare distruzione e
danni a persone e cose, ma può avere anche onde basse ma con una carica
di energia e con un’intensità forte tale da propagarsi velocemente ed
inghiottire tutto ciò che incontri sul proprio camino.
I maremoti, inoltre, possono manifestarsi anche con
un improvviso e repentino ritiro delle acque, ritiro che preannuncerebbe
l’imminente onda, con effetti più o meno devastanti a seconda
dell’intensità o di altri fattori interconnessi. E’ bene precisare,
infine, che la prima onda non debba essere necessariamente la più alta e
pericolosa, dal momento che potrebbe essere quel primo campanello
d’allarme pronto a preannunciare l’arrivo di seconde o terze onde più
alte e minacciose della prima.
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Avvistamento di un UFO in un un dipinto cinese del 19° secolo.
Wu Youru è stato un importante pittore Qing, la dinastia che ha governato la Cina tra il 1644 e il 1911.
Nel 1892, Youru produsse una singolare opera intitolata “Red Hot Flames in the Sky” (Fiamme rosse ardenti nel cielo).
Il dipinto descrive un avvistamento Ufo testimoniato dal pittore stesso, così come da centinaia di passanti.
Oltre alla parte prettamente grafica, il dipinto è corredato da una descrizione fornita dall’artista stesso in 190 caratteri, nella quale vuole chiarire che tutte le spiegazioni plausibili date al fenomeno non esauriscono la sua portata ultraterrena.
Una traduzione della descrizione di 190 caratteri è stata fornita da Paul Dong, ricercatore e scrittore Ufo di lungo corso, nel suo libro “China’s Mjor Mysteries” (I più grandi misteri della Cina).
“Erano circa le otto di sera del 28
settembre. Nel cielo a sud di Nanchino apparve una palla di fuoco a
forma d’uovo, rossa ma priva di luce. Fluttuava lentamente nell’aria,
diretta a est. Dal momento che il cielo al tramonto era nuvoloso e
oscuro, la sua comparsa fu evidente.
Sul ponte di Zhu-Que si radunò una
folla di diverse centinaia di persone che in punta di piedi allungavano
le teste in avanti. Indugiò il tempo di un pasto, svanendo poco a poco
in lontananza.
Alcuni ritennero che era passata una
meteora. Ma una meteora impiega solo un istante prima di svanire, mentre
i movimenti di questa palla dalla sua prima comparsa nel cielo fino
alla sua definitiva scomparsa in lontananza furono piuttosto statici.
Quindi non poteva essere una meteora.
Altri affermarono che era una delle
lanterne cinesi che i bambini facevano volare. Ma il vento soffiava
verso nord quella sera, mentre la palla di fuoco era rivolta verso est.
Quindi non poteva essere nemmeno una lanterna cinese.
Per un certo periodo ognuno ne parlò
ma nessuno seppe risolvere il mistero. Un anziano signore disse: “Quando
all’inizio si alzò, ci fu un leggero rumore, appena udibile, come di un
approssimarsi animato di uomini che si lanciano al di là del Cancello
del Sud”.
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Ubicazione:
Cina
martedì 16 dicembre 2014
Gran Bretagna -Fotografato Bigfoot?
(AGI) - Roma, 03 dic - L'uomo e' sicuramente di parte. Adam
Bird, 31 anni, fa infatti parte dell'organizzazione British
Bigfoot Research che investiga su possibili avvistamenti del
Bigfoot, "leggendaria" creatura scimmiesca la cui esistenza
finora non e' stata mai provata scientificamente. Tuttavia Bird
giura d'averne visto uno. Dopo aver ricevuto delle segnalazioni
su qualcosa di anomalo nella riserva naturale di Friskney,
Adam, di Nottingham, si e' avventurato nella boscaglia. E, dopo
aver sentito rumori strani e aver visto impronte inusualmente
lunghe, ha puntato la macchina fotografica verso il punto dal
quale provenivano piu' rumori. Poi ha controllato gli scatti e,
in uno di essi, ha individuato "una figura ombrosa tra gli
alberi". "Non sono in grado di fare alcuna aperta
affermazione", ha detto, "ma io e i miei investigatori pensiamo
che possa trattarsi della prova che il Bigfoot britannico
esista". Adam e' da due anni che va a controllare
"avvistamenti" che provengono da tutta la Gran Bretagna, dalla
Scozia sino alla punta piu' meridionale dell'isola. (www.backblogfb.blogspot.it)
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Nottingham, Nottingham, Regno Unito
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