«...Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.» (Giordano Bruno)
domenica 16 gennaio 2011
Spazio - 1000 tonnellate di detriti cadono ogni anno sulla Terra.
Il polo nord magnetico si muove verso la Siberia, modificate le segnaletiche dell'Aeroporto di Tampa (USA)
La FAA (Federal aviation administration) ha chiesto ai responsabili dell'aeroporto di Tampa (Tampa International Airport), di adeguare le indicazioni di orientamento delle piste , in quanto secondo le ultime misurazioni il polo magnetico terrestre risulta spostato.Nel 2007, geofisici hanno confermato che il Polo Nord magnetico si sta muovendo verso la Siberia in Russia, al tasso di quasi 40 miglia (64 km) all'anno. . Tale ultima inversione del polo magnetico era avvenuta circa 780.000 anni fa. Sta accadendo di nuovo?
giovedì 6 gennaio 2011
Teremoto di Haiti causato da uragani e deforestazione?
LIVORNO. La deforestazione e l'erosione dei suoli, provocata dagli uragani, potrebbero aver contribuito ad innescare il devastante terremoto che nel 2010 ha colpito Haiti, facendo 200.000 vittime, e lasciando in ginocchio il più povero Paese delle Americhe. A dirlo è il geologo statunitense Shimon Wdowinski, che con i suoi colleghi dell'università di Miami ha studiato la crosta terrestre nella zona di Port au Prrince dopo il sisma del 12 gennaio 2010. I risultati della ricerca sono stati presentati la scorsa settimana a San Francisco al meeting dell'American geophysical union e Wdowinski ed i suoi colleghi sono convinti che la ridistribuzione dei sedimenti dalle montagne alla pianura del delta del fiume Leogane, causata da due violente tempeste principali tropicale e da due grandi uragani che hanno colpito violentemente Haiti nel 2008, potrebbe essere stata sufficiente a innescare la scossa catastrofica. Il disboscamento quasi totale delle colline avrebbe aggravato l'erosione dalle tempeste.
Le ricerche dell'università di Miami sono riassunte su Weather Underground's WunderBlog da Jeff Masters: «Wdowinsky ha calcolato che la quantità di massa erosa dalle montagne sopra l'epicentro del terremoto del 2010 è stata sufficiente a causare tensioni della crosta terrestre in grado di provocare uno slittamento verticale orientato lungo una faglia fino ad allora sconosciuta. Questo tipo di movimento è piuttosto insolito in questa regione, dato che la maggior parte delle scosse ad Haiti tendono ad essere del tipo "strike-slip", dove le placche tettoniche scorrono orizzontalmente l'una sull'altra. Il fatto che il terremoto del 2010 ad Haiti si sia verificato lungo una faglia in movimento verticale consente di sostenere l'idea che lo slittamento è stato attivato a causa di una massa scesa dalle montagne sopra l'epicentro a causa dell'erosione, combinata al peso extra dei sedimenti in più depositati nel delta del fiume Leogane nel settore settentrionale della faglia»
Wdowinski cita due esempi di fenomeni simili: quello di Taiwan, dove terremoti hanno fatto seguito a forti tempeste che hanno scaricato grandi quantità di pioggia nelle zone di montagna, ed i terremoti sottomarini di magnitudo 4, 5 e 6 collegati al fenomeno climatico di El Niño ed allo spostamento di masse d'acqua che provoca
L'area montuosa a sud-ovest di Haiti negli ultimi decenni è stata deforestata per il 98% della sua superficie, causando un'erosione estrema. Dal 1975, il tasso di erosione di queste montagne è stato 6 mm/anno, rispetto al normale tasso di erosione inferiore a 1 mm/anno nelle foreste montane tropicali. Un disastro ambientale che nel 2008 provocò la morte di 1.000 persone e la distruzione di 22.702 abitazioni, con il danneggiamento di altre 84.625. Alluvioni e frane colpirono 800.000 persone, l'8% della popolazione di Haiti e l'alluvione spazzò via il 70% dei raccolti di Haiti, causando nei mesi successivi le tempeste la morte di decine di morti di bambini per malnutrizione. I danni furono stimati in oltre un miliardo di dollari, fino ad allora il più costoso disastro naturale della storia di Haiti: oltre il 5% del Pil del Paese (17 miliardi di dollari). Tragicamente, gli uragani del 2008 potrebbe aver preparato il più grande disastro mai avvenuto ad Haiti: il terremoto del 2010.
La teoria di Wdowinsky e degli altri ricercatori dell'università di Miami che collegano le scosse di terremoto al passaggio di cicloni in aree "indebolite" viene presa seriamente in considerazione e rappresenta un altro ottimo motivo per frenare la deforestazione selvaggia provocata dall'ingordigia di pochi e dalla miseria di molti.
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domenica 26 dicembre 2010
Tsunami - 6 anni fa in Indonesia e ....in italia?
Sei anni fa un devastante Tsunami sconvolse le coste dell'Indonesia e di parecchi stati affacciati sull'Oceano Pacifico, provocando più di 300mila morti.
Ma pochi ricordano che nel 2002 il 30 dicembre, dalla Sciara di Fuoco di Stromboli si originarono due frane che provocarono uno Tsunami che colpì i pasei di Ginostra e Stromboli e arrivò addirittura a Milazzo a 60 km di distanza.
Ecco le foto dell'onda anomala tratte dal sito www.swisseduc.com
" Le frane hanno raggiunto il mare e sono state accompagnate da un'abbondante ricaduta di cenere sul versante sud-orientale dell'isola. La pioggia di cenere non è stata causata dall'attività esplosiva, bensì dalla frammentazione dei blocchi durante il crollo. Le frane, la prima di 600.000 m3, la seconda di 5.000.000 di m3 di roccia, hanno provocato il distacco dal pendio dei depositi lavici del 28 Dicembre insieme ad una vasta porzione dei depositi precedenti."
Ecco uno schema del movimento dello Tsunami:
L'illustrazione mostra l'onda di tsunami in espansione dopo l'entrata in mare della frana. Nota che non si tratta di una simulazione al computer ma solo di una rappresentazione di come le onde potrebbero essersi propagate.
Nube sopra San Vincenzo causata dalla frana, persone in fuga dallo tsunami a Scari e situazione subito dopo lo tsunami. Foto copyright Philippe Guillemin. Secondo Philippe le due onde sono arrivate separate da circa 20 secondi, senza alcun rumore di preavviso.
Foto e parti di testo tratte da
http://www.swisseduc.ch/stromboli/volcano/beso/bes02c-it.html
Ma pochi ricordano che nel 2002 il 30 dicembre, dalla Sciara di Fuoco di Stromboli si originarono due frane che provocarono uno Tsunami che colpì i pasei di Ginostra e Stromboli e arrivò addirittura a Milazzo a 60 km di distanza.
Ecco le foto dell'onda anomala tratte dal sito www.swisseduc.com
" Le frane hanno raggiunto il mare e sono state accompagnate da un'abbondante ricaduta di cenere sul versante sud-orientale dell'isola. La pioggia di cenere non è stata causata dall'attività esplosiva, bensì dalla frammentazione dei blocchi durante il crollo. Le frane, la prima di 600.000 m3, la seconda di 5.000.000 di m3 di roccia, hanno provocato il distacco dal pendio dei depositi lavici del 28 Dicembre insieme ad una vasta porzione dei depositi precedenti."
Ecco uno schema del movimento dello Tsunami:
L'illustrazione mostra l'onda di tsunami in espansione dopo l'entrata in mare della frana. Nota che non si tratta di una simulazione al computer ma solo di una rappresentazione di come le onde potrebbero essersi propagate.
Nube sopra San Vincenzo causata dalla frana, persone in fuga dallo tsunami a Scari e situazione subito dopo lo tsunami. Foto copyright Philippe Guillemin. Secondo Philippe le due onde sono arrivate separate da circa 20 secondi, senza alcun rumore di preavviso.
Foto e parti di testo tratte da
http://www.swisseduc.ch/stromboli/volcano/beso/bes02c-it.html
venerdì 24 dicembre 2010
California (USA) - Stato d'emergenza per le piogge e il fango.
Il Sud della California è stata colpita i giorni scorsi, da una serie di forti piogge, provocando inondazioni, strade chiuse e gli ordini di evacuazione nella Contea di Orange.
La pioggia ha gonfiato fiumi e torrenti. Autostrade sono state allagate e smottamenti vari e franei di roccia sono stati segnalati a tarda notte, Laguna Beach si è svegliata con il suo lungomare spazzate via dalle onde di tempesta e le sue strade del centro coperte di fango.
Evacuazioni era stato ordinato di 200 case ai piedi delle colline della contea di Los Angeles.
Questo mese è già visto parecchi centimetri di pioggia nel centro di Los Angeles, mettendo il record per dicembre a portata di mano. Mammoth Mountain ha registrato livelli record di neve di dicembre.
| Almeno alcune decine di case a Highland, in California, sono state danneggiate da pesanti piogge. ( Rick Loomis / Los Angeles Times / dicembre 22 , 2010 ) |
giovedì 23 dicembre 2010
Clima, previsioni climatiche primo trimestre 2011.
l’Iri – l’istituto internazione di ricerca per clima e società nato per iniziativa della agenzia governativa americana NOAA e della Columbia University di New York - che elabora e pubblica le mappe di previsione a lungo periodo. Un lavoro utile per gli scienziati e ancora largamente sperimentale, in progressivo affinamento, ma che mostra delle linee di gennaio, febbraio e marzo.
E' evidente l’influsso della corrente pacifica del Nino, e la previsione su scala mondiale, indica alte probabilità di temperature più alte del normale (50-70% di probabilità) nel Messico, nel Texas e il New Mexico, a Cuba, nelle aree polari e subpolari, sulle isole britanniche e la scandinavia, l’estremo est russo, la Cina centromeridionale e la Birmania, le Filippine, parte del Brasile, l’Oman e lo Yemen e gran parte dell’Europa (Italia esclusa). Probabilità di temperature più basse invece in Alaska e lungo la costa pacifica nordamericana e il Canada continantale, Panama, il Costarica, l’Honduras, il Nicaragua, e poi Colombia, Venezuela, Ecuador e Perù, lo Zaire e l’Australia settentrionale ed orientale, L’Algeria e l’Iran occidentale.
lunedì 20 dicembre 2010
Australia- Alluvione colpisce il settore occidentale.
La città di Carnarvon ha ricevuto i maggiori accumuli: circa 231 mm in 3 giorni, contro una media annua di 226,7 mm! Il fiume Gascoyne ha raggiunto un altezza di 7,64 ed è record.
domenica 19 dicembre 2010
La Nasa conferma l’allarme: il 2010 l’anno più caldo
Secondo il Goddard Institute for Space Studies la situazione più preoccupante è nell’Artico
ROMA - Secondo il rapporto presentato dal ministero dell’Ambiente tempo fa, il 2010, dopo aver battuto tutti i record parziali, è l’anno più caldo da quando sono iniziate le misurazioni, 131 anni fa.A confermarlo i dati del Goddard Institute for Space Studies della Nasa.
Il primato a cui si riferiscono gli esperti statunitensi si riferisce all’anno climatico, usato dagli scienziati per le simulazioni, che inizia il primo dicembre e si conclude il 30 novembre, anche se le proiezioni parlano di un record confermato anche per l’anno solare.
Secondo i dati appena pubblicati, ripresi dal sito della rivista Science, la temperatura media mondiale dei 12 mesi passati è stata di 14,65 gradi, 0,65 in più rispetto alla media di riferimento, che è quella tra il 1951 e il 1980.
Una cifra superiore al record precedente, che era stato raggiunto nel 2005 con 14,53.
A determinare il caldo inusuale sono state le temperature della terraferma, schizzate a 14,85 gradi di media, che hanno largamente compensato la lieve diminuzione di quelle oceaniche.
Se si considera invece il solo novembre la colonnina di mercurio è schizzata ancora più in alto, a 14,74 gradi, relegando al secondo posto lo stesso mese del 2009, finora il più caldo con 14,68 gradi.
«La situazione più preoccupante è nell’Artico - spiega James Hansen, direttore dell’istituto - la baia di Hudson ha visto temperature di 10 gradi più alte rispetto alla media, anche a causa dell’assenza di ghiaccio in una zona che di solito ne era coperta».
Dai dati risulta inoltre che i maggiori aumenti si sono verificati nell’emisfero settentrionale, in cui l’incremento rispetto alla media dei mesi di novembre 1951-1980 è stato di 1,19 gradi.
Quello meridionale ha segnato un aumento di 0,48 gradi. Le anomalie più forti si sono registrate appunto nella fascia polare artica, con aumenti fino a 10 gradi centigradi e di 4 gradi nel Nord Europa, mentre in Italia lo scostamento è stato minore, tra 1 e 2 gradi.
Quanto l’aumento delle temperature sia più vicino del previsto agli obiettivi di Cancun si capisce ancora meglio se si guarda alle tendenze su tutto il secolo, sottolineano gli esperti: si vede che c’è stato un aumento che tocca ormai quasi un grado, di cui i quasi due terzi si sono verificati dopo il 1975.
Di questo passo gli effetti delle misure decise dai grandi potrebbero arrivare troppo tardi.
Di questo passo gli effetti delle misure decise dai grandi potrebbero arrivare troppo tardi.
Canada flagellata da neve e alluvioni.
Dopo il caos causato dalla bufera delle ultime 48 ore in molte zone del Sud dell’Ontario, la situazione sembra tornare alla normalità. Ieri la polizia provinciale ha provveduto a rimuovere gli ultimi veicoli, auto e camion, dalla Highway 402 dove oltre 300 automobilisti sono rimasti bloccati per quasi 24 ore tra lunedì e martedì tra Sarnia e London.
Le corsie in direzione Est della 402 sono state riaperte ieri mattina tra Oil Heritage Road e la Highway 401. In tarda giornata è stato riaperto anche il tratto che porta al Bluewater Bridge. Nelle corsie in direzione Ovest, chiuse per tutta la giornata di ieri, molti i mezzi che ieri dovevano ancora essere ripuliti dalla neve. «È proprio questa la direzione dalla quale proveniva la maggior parte degli automobilisti bloccati - ha spiegato l’agente Dennis Harwood - Ci vorrà del tempo prima di riuscire a ripulire le strade».
Le condizioni meteorologiche sono migliorate nella regione, ma la polizia ha avvertito chi si mette in viaggio di prestare comunque attenzione, soprattutto nella zona di Lambton County. «Il tempo può cambiare da un momento all’altro - ha continuato Harwood - di conseguenza chiediamo agli automobilisti di evitare di mettersi in viaggio quando possibile». Proprio alla luce di quanto avvenuto sulla 402 e in vista di un inverno che si prospetta difficile da un punto di vista meteorologico, un gruppo che difende i diritti degli automobilisti in fatto di sicurezza e salute ha chiesto a Queen’s Park degli incentivi per chi vuole sostituire le proprie gomme della macchina con quelle da neve. Proposta bocciata dal premier dell’Ontario. Durante una conferenza stampa con i giornalisti Dalton McGuinty ha chiarito il suo punto di vista dicendo che comprende i benefici e i vantaggi delle gomme invernali, ma ha aggiunto che non costringerà i cittadini a comprarle.
Mentre la neve ha creato non pochi problemi in molte zone della provincia, è la pioggia a far paura nel New Brunswick dove è scattata l’allerta inondazioni. I livelli dei fiumi dovrebbero diminuire nei prossimi giorni, ma solo nel caso in cui cessasse di piovere, ha fatto sapere Karl Wilmot dell’Emergency Measures Organization del New Brunswick. Altre precipitazioni, infatti, potrebbero provocare seri danni e avere effetti devastanti in diverse zone della provincia. La Croce Rossa canadese è pronta a far fronte a un’eventuale emergenza e ad assistere gli evacuati.
Le corsie in direzione Est della 402 sono state riaperte ieri mattina tra Oil Heritage Road e la Highway 401. In tarda giornata è stato riaperto anche il tratto che porta al Bluewater Bridge. Nelle corsie in direzione Ovest, chiuse per tutta la giornata di ieri, molti i mezzi che ieri dovevano ancora essere ripuliti dalla neve. «È proprio questa la direzione dalla quale proveniva la maggior parte degli automobilisti bloccati - ha spiegato l’agente Dennis Harwood - Ci vorrà del tempo prima di riuscire a ripulire le strade».
Le condizioni meteorologiche sono migliorate nella regione, ma la polizia ha avvertito chi si mette in viaggio di prestare comunque attenzione, soprattutto nella zona di Lambton County. «Il tempo può cambiare da un momento all’altro - ha continuato Harwood - di conseguenza chiediamo agli automobilisti di evitare di mettersi in viaggio quando possibile». Proprio alla luce di quanto avvenuto sulla 402 e in vista di un inverno che si prospetta difficile da un punto di vista meteorologico, un gruppo che difende i diritti degli automobilisti in fatto di sicurezza e salute ha chiesto a Queen’s Park degli incentivi per chi vuole sostituire le proprie gomme della macchina con quelle da neve. Proposta bocciata dal premier dell’Ontario. Durante una conferenza stampa con i giornalisti Dalton McGuinty ha chiarito il suo punto di vista dicendo che comprende i benefici e i vantaggi delle gomme invernali, ma ha aggiunto che non costringerà i cittadini a comprarle.
Mentre la neve ha creato non pochi problemi in molte zone della provincia, è la pioggia a far paura nel New Brunswick dove è scattata l’allerta inondazioni. I livelli dei fiumi dovrebbero diminuire nei prossimi giorni, ma solo nel caso in cui cessasse di piovere, ha fatto sapere Karl Wilmot dell’Emergency Measures Organization del New Brunswick. Altre precipitazioni, infatti, potrebbero provocare seri danni e avere effetti devastanti in diverse zone della provincia. La Croce Rossa canadese è pronta a far fronte a un’eventuale emergenza e ad assistere gli evacuati.
sabato 18 dicembre 2010
L'asteroide che si crede cometa.
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Negli ultimi anni, tuttavia, il cielo è continuamente monitorato da grandi e piccoli telescopi, e si scoprono fenomeni che un tempo non era facile vedere.
Durante le osservazioni volte alla scoperta di nuovi asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra, Steve Larson del Catalina Sky Survey dell’Università dell’Arizona ha scoperto due giorni fa una nebulosità a ventaglio attorno ad un asteroide, denominato (596) Scheila. L’eccezionalità sta nel fatto che l’asteroide è conosciuto da oltre 100 anni (è stato scoperto nel 1906 presso l’Osservatorio tedesco di Heidelberg) ed ha un diametro di 113 km. In nessuna immagine d’archivio l’asteroide aveva una chioma, quindi il fenomeno è databile a non più di qualche settimana fa.
L’equipe dell’Osservatorio “G.V. Schiaparelli” di Campo dei Fiori, da anni impegnato in ricerche su asteroidi e comete, non si è lasciato sfuggire l’occasione di osservare il fenomeno, ed ha puntato immediatamente il telescopio da 60cm sull’asteroide.
L’immagine, realizzata il 12 dicembre alle ore 02.10 locali, mostra la strana “chioma” attorno al luminoso asteroide, che brilla di magnitudine 13.5 nella costellazione del Leone.Circa le cause del fenomeno gli astronomi si stanno concentrando su due possibilità: la prima è che l’asteroide faccia parte della famiglia delle cosiddette “main-belt comets”, asteroidi contenenti anche composti ghiacciati che di tanto in tanto mostrano l’attività tipica delle comete. Ma questa ipotesi non spiega perché un asteroide scoperto 100 anni fa mostri solo ora la chioma.
L’ipotesi più suggestiva, che sembra anche la più realistica, è che l’asteroide principale sia stato colpito da un altro corpo più piccolo, sconosciuto e dell’ordine di qualche decina di metri, e che la chioma non sia altro che la nuvola di detriti provocata dall’impatto...
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